Questa non è la prima e l’ultima volta che sentirete di parlare degli assegni familiari.

La misura economica, volta a sostenere determinate categorie di lavoratori, mira ad agevolare le spese di quelle famiglie in possesso di reddito medio-basso e con figli a carico.

Concessa dallo Stato e regolata dall’Inps, questa prestazione previdenziale presenta requisiti e limitazioni legati alla composizione e al reddito del nucleo familiare del quale il richiedente fa parte.

Ecco perché è importante conoscere tutti gli aspetti che ne definiscono la natura ma, anche, capire il rapporto con gli altri trattamenti disposti dal Governo, come l' Assegno temporaneo e il Reddito di cittadinanza.

Ma più di tutto, elencheremo cosa li differenzia dagli ANF.

Assegni familiari 2021 e Anf: a chi spettano?

Sebbene in tanti li confondano con gli Assegni al Nucleo Familiare (ANF), gli assegni familiari sono una misura totalmente diversa.

Eppure, forse in merito la natura che li accomuna o a causa della somiglianza nominale, vengono spesso considerate due prestazioni economiche uguali se non l’una lo specchio dell’altra.

Spiega money.it:

“ sono due contributi per il sostengo delle famiglie dei lavoratori che lo Stato riconosce in maniera inversamente proporzionale al reddito”

Tuttavia, è bene considerare i dettagli che le differenziano, ovvero:

  • gli assegni familiari vengono erogati dall’Inps ad alcune categorie di lavoratori
  • gli assegni al nucleo familiare vengono erogati  dall’Inps solo in caso di pensionati mentre, normalmente, sarà il datore di lavoro a corrisponderli ai propri dipendenti

Ma non è solo la modalità di erogazione a dividerli in due misure lontane l’una dall’altra perché anche la destinazione fa la sua parte.

Gli assegni familiari spettano a:

  • coltivatori diretti
  • piccoli coltivatori diretti
  • coloni e mezzadri
  • titolari di pensioni a carico delle GSLA

Mentre gli ANF vengono riservati a:

  • lavoratori dipendenti del settore privato
  • lavoratori dipendenti del settore agricolo
  • lavoratori domestici, lavoratori di ditte cessate/fallite
  • lavoratori con altro tipo di pagamento diretto
  • lavoratori iscritti alla gestione separata
  • titolari di pensione a carico dell' Fpld ( fondi speciali, ex Enpals)
  • titolari di prestazioni previdenziali

Potremmo dire che l’unica cosa che li accomuna sia il riconoscimento e la determinazione dell’importo da corrispondere, che avviene tenendo in considerazione la struttura del nucleo familiare ( tipologie e numero di componenti) e il reddito complessivo del nucleo familiare.

Quest’ultimo viene rivalutato ogni anno per definire gli importi della prestazione, siano essi giornalieri o quindicinali.

Utile, quindi, capire come funziona la dichiarazione dei redditi per calcolare gli importi e capire la propria situazione.

Eccovi il video di Angelo Greco:

Assegni familiari 2021 e Anf: quando vengono concessi?

Assegni familiari e Assegni al Nucleo Familiare sono due concetti opposti ma spesso, i richiedenti si trovano a richiedere più il secondo che il primo, probabilmente per l’ampia platea di beneficiari alla quale è rivolto.

Come abbiamo potuto vedere poco fa, l’ANF è una prestazione mensile che viene corrisposta alle famiglie di alcune specifiche categorie di lavoratori e titolari di pensione.

Essi spettano non solo ai cittadini italiani ma anche ai cittadini extracomunitari residenti nel suolo italiano.

Poiché in alcuni casi è possibile che valga la poligamia nel loro paese, è importante chiarire che tale prestazione spetta soltanto alla prima moglie e ai figli avuti con lei, purché residenti in Italia.

Diversa cosa per i lavoratori stranieri che vengono identificati come rifugiati politici.

A loro verranno concessi gli ANF anche per i familiari che abitano all’estero.

Per quanto riguarda, invece, la classica famiglia italiana, qualora vi sia separazione con affido condiviso dei figli il diritto è valido per entrame le parti purché si accordino su chi potrà richiedere la prestazione.

Se questo accordo non s’ha da fare, la prestazione viene riconosciuta al genitore che vive con i figli.

Nel caso in cui il figlio minore fosse nato al di fuori del matrimonio, allora il genitore convivente potrà chiedere l’ANF sulla posizione che l’altro genitore lavoratore dipendente ricopre, purché non sia convivente.

Poiché i casi estremi non mancano neppure in tema di prestazioni previdenziali, talvolta può sussistere il titolo di pensione di reversibilità, al quale i familiari superstiti è dedicato. 

Assegni familiari 2021 e Anf: i redditi ammessi

Gli ANF sono determinati in base alla composizione della famiglia del richiedente e al reddito complessivo della stessa. I redditi che fanno parte del calcolo totale e che accrescono il valore complessivo sono:

  • redditi assoggettabili IRPEF
  • redditi esenti da imposta ( soggetti alla ritenuta se superiori a 1.032,91 euro)

mentre non rientrano:

  • i trattamenti di famiglia
  • le pensioni di guerra e militari di leva
  • le indennità speciali per ciechi e sordi
  • le rendite vitalizie INAIL
  • gli indennizzi per danni da vaccinazioni obbligatorie
  • gli arretrati della cassa integrazione relativa ad anni precedenti
  • gli assegni di mantenimento del coniuge

Tutto questo fa capire che tale reddito complessivo deve essere per la maggior parte costituito dal reddito derivante da lavoro dipendente ( almeno 70%).

Per quanto riguarda  il reddito per gli assegni familiari, invece, ogni anno l’Inps si occupa di pubblicare una circolare contenente i limiti da rispettare.

Spiega inps.it:

“ Superata una prima fascia di reddito avverrà la riduzione della corresponsione degli assegni familiari; qualora venga superata anche la seconda fascia di reddito avverrà la cessazione dell’erogazione degli assegni familiari”

Il pagamento della somma degli ANF viene corrisposto dal datore di lavoro direttamente in busta paga o, in alternativa, dall’Inps sull’assegno Naspi/ pensione.

Assegni familiari 2021 e Anf: domanda e documenti necessari

Entrambe le prestazioni fanno affidamento all’Inps che, in un caso o nell’altro, riesce sempre ad erogarle agli aventi diritto.

Ma come si deve fare per ottenerne il diritto agli ANF?

Innanzitutto, bisogna soddisfare i requisiti richiesti, sia per quanto riguarda la composizione del nucleo familiare, sia per quanto riguarda la soglia del reddito.

Qualora questo non fosse possibile, il diritto cesserebbe nell’esatto momento in cui si palesa la mancanza delle condizioni che danno l’accesso al riconoscimento della prestazione.

Inoltre, è possibile che il diritto decadi se alla famiglia spettano già assegni giornalieri poiché non possono essere erogati più di 26 assegni al mese.

Per richiedere il beneficio bisogna tenere a mente della propria posizione lavorativa per la quale vengono descritte due modalità diverse:

Nell’ipotesi in cui si preferisca ricevere l’assegno sulla disoccupazione, è necessario inviare domanda in via telematica all’Inps.

Tra i documenti necessari per ottenere gli ANF vengono ricordati:

  • il codice pin Inps
  • il documento di identità di tutti i componenti della famiglia
  • i codici fiscali di tutti i componenti della famiglia
  • il certificato di stato di famiglia del richiedente
  • eventuale sentenza di separazione/divorzio
  • presenza di invalidi ( 66%) con annessa certificazione di invalidità
  • dati della scuola dei figli
  • carta/ permesso di soggiorno  della famiglia ( se stranieri)
  • dichiarazione di un genitore che non percepisce gli ANF ( se non sposati)

Tale domanda deve essere presentata ogni anno ed ogni variazione possibile deve essere dichiarata entro e non oltre 30 giorni.

Qualora la domanda venisse presentata per uno o più periodi precedenti, gli arretrati verranno corrisposti in 5 anni rispettando i termini di prescrizione.

Assegni familiari 2021 e Anf: aumenti dal 1° luglio 

Secondo quanto espresso dal decreto legge n° 79 dell’8 giugno 2021, a partire dal 1° luglio e fino a fine 2021, gli aventi diritto agli ANF potranno godere di un aumento dell’assegno:

  • 37,50 euro in più per ogni figlio ai nuclei familiari con più di due figli
  • 55,00 euro in più ad ogni figlio per nuclei familiari con almeno 3 figli

Poiché l’importo mensile varia molto in base alla composizione della famiglia e al tipo di reddito in possesso, sarà compito dell’Inps calcolare la cifra esatta da corrispondere.

La cosa importante è che, sia per gli assegni familiari che per gli ANF, si rispettino i requisiti e si tengano a mente i limiti stabiliti dalla legge.

Secondo stime recenti, l’importo dovrebbe partire da circa 137,50 euro al mese  e raggiungere 458,33 euro al mese qualora il genitore fosse solo e avesse almeno tre figli.

Assegni familiari 2021 e Anf: addio dal 2022!

Manca ancora poco più di tre mesi all’arrivo dell’assegno universale e all’inglobamento di tutte quelle misure messe a sostegno delle famiglie.

Al fine di per semplificare e ridimensionare il pacchetto agevolativo verranno “eliminati” in maniera progressiva buona parte dei bonus e delle agevolazioni riguardanti le famiglie con figli minori a carico.

Tra tutti questi, anche l'Assegno unico sarà destinato a scomparire.

Proprio quest’ultimo elemento, ha fatto un enorme differenza nel panorama delle agevolazioni perché ha permesso di destinare alle famiglie con figli minori di 18 anni a carico 167,50 euro a figlio ( in base al valore Isee) e 217,80 euro per nuclei familiari numerosi.

Inoltre, ha previsto una maggiorazione di 50,00 euro per figli disabili  ed ha trovato compatibilità con il Reddito di cittadinanza, una misura di cui si è discusso molto ultimamente!

L’assegno unico universale partirà a regime dal 1° gennaio 2022 e secondo l’articolo di Niccolò Mencucci per Trend-online, troverà molte compatibilità con altri trattamenti economici, regionali o provinciali che siano. 

Per rimanere aggiornati, seguite questo tweet: 



E non dimenticate di condividere l'articolo.

Spero vi sia stato utile per capire le differenze tra assegni familiari e ANF, una volta per tutte!