Dal 1 luglio 2021 cambia il sistema di riconoscimento degli assegni famigliari che viaggerà su un doppio binario. L'assegno unico ai figli per disoccupati, Partite IVA, incapienti e gli assegni al nucleo famigliare per i dipendenti del settore privato che hanno una busta paga. La doppia soluzione è temporanea e rimane in piedi fino al 31 dicembre 2021. Dal nuovo anno (2022) tutti percepiranno invece l'assegno unico che diventa la misura universale con cui il Governo a guida di Mario Draghi ha dato attuazione alla scelta del Governo dell'ex premier Giuseppe Conte. Per evitare disparità nelle somme erogate con le due tipologie di assegni alle famiglie, l'Inps ha comunicato che gli importi degli assegni famigliari sono aumentati e che dal 17 giugno è possibile presentare la domanda entro e non oltre il 30 giugno 2021. Cosa cambia rispetto agli anni precedenti?

Assegni famigliari: più soldi da luglio

Il decreto legge n. 79/2021 dell'8 giugno, recante misure urgenti in tema di assegno temporaneo ai figli stabilisce che chi non percepisce l'assegno al nucleo famigliare può fare domanda per l'assegno unico temporaneo che è valido fino al 31 dicembre 2021. Ma chi sono coloro che possono fare domanda per l'assegno famigliare? L'assegno al nucleo famigliare risale al 1988 quando il decreto legge n.69 ne determinò l'ingresso. L'assegno spetta ai soli lavoratori dipendenti che hanno un nucleo famigliare con almeno un figlio minorenne. Ma ci sono anche alcuni particolari nuclei famigliari cui sono riconosciuti gli assegni famigliari: quelli con figli maggiorenni inabili, oppure con fratelli o sorelli dei coniugi con inabilità, oppure ancora nuclei monoparentali in cui siano presenti famigliari del richiedente con una inabilità.

In totale l'Inps riconosce tredici tipologie di nucleo famigliare per le quali sono previsti, in base al reddito imponibile, un importo dell'assegno famigliare in funzione della numerosità del nucleo famigliare.

La novità di luglio, come ha spiegato l'Inps nel Messaggio n° 2331 del 17-06-2021, è l'incremento dell'importo degli assegni famigliari come stabilito con il decreto-legge 8 giugno 2021, n. 79, all’articolo 5. Fino al 31 dicembre 2021 spetta una maggiorazione di euro 37,5 per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli, e di euro 55 per ciascun figlio, per i nuclei familiari di almeno tre figli.

Per una migliore comprensione della differenza tra assegni familiari e assegno unico ecco un interessante video.

Assegni famigliari: chi sono i beneficiari

La platea di coloro che possono richiedere entro il 30 giugno l'assegno al nucleo famigliare è identificata dall'art.1 del decreto legge n.69 del 1988

prestino lavoro retribuito alle dipendenze di altri e gli assegni familiari sono corrisposti agli aventi diritto a cura del datore di lavoro alla fine di ogni periodo di pagamento della retribuzione.

Possono presentare la domanda i lavoratori dipendenti del settore privato non agricolo. Anche i dipendenti del settore agricolo potranno richiedere l'assegno al nucleo famigliare ma le modalità sono diverse. Ammessi all'assegno famigliare anche i lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi, gli iscritti alla gestione separata Inps, i soggetti che ricevono prestazioni previdenziali.

I lavoratori autonomi, le partite IVA per i quali spetta invece l'assegno universale. 

Per i pensionati che fanno parte di un nucleo famigliare come individuato in una delle tredice tabelle identificate per l'assegno famigliare, invece c'è la possibilità di presentare la domanda. Nel nucleo famigliare del pensionato devono convivere, e risultare da stato di famiglia:

  • coniuge/parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto da unione civile;
  • figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, figli ed equiparati maggiorenni con assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a proficuo lavoro, purché non coniugati, figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, purché facenti parte di "nuclei numerosi”;
  • fratelli, sorelle del richiedente e nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell'ascendente), minori o maggiorenni con assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi a proficuo lavoro non coniugati, solo se orfani di entrambi i genitori e se non hanno diritto alla pensione ai superstiti;
  • nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e viventi a carico dell'ascendente.

Assegni famigliari: come fare la domanda per l'ANF

Dal 1 aprile 2019 sono cambiate le modalità di presentazione della domanda per l'assegno al nucleo famigliare. Fino a quella data, il lavoratore alle dipendenze di un'azienda del settore privato non agricolo doveva compilare il modello ANF/DIP (SR16) e fornirlo al datore di lavoro. La nuova procedura, al fine di garantire all’utenza il corretto calcolo dell’importo spettante e assicurare una maggiore aderenza alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, prevede l'invio direttamente all'Inps in modo telematico. Questo permette all'Inps di calcolare direttamente l'importo corretto dell'assegno famigliare che poi il datore di lavoro corrisponderà mensilmente direttamente in busta paga. 

L'inserimento della domanda sul portale INPS può essere fatto direttamente dal richiedente o da un suo delegato come un CAF o un patronato. Solo in caso di reiezione, ossia rigetto della domanda, l'Inps comunica le motivazioni. Per verificare lo stato della domanda si possono leggere gli aggiornamenti nella sezione Consultazione domanda ANF. Si ricorda che a presentare la domanda deve essere solo uno del nucleo famigliare. Così, in presenza di marito e moglie che lavorano, solo uno dei due potrà richiedere l'assegno al nucleo famigliare. 

Qualsiasi variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare, durante il periodo di richiesta dell'ANF, deve essere comunicata entro 30 giorni. Per quanto riguarda il reddito complessivo, al fine dell'ottenimento dell'asssegno famigliare, questo deve essere prodotto per almeno il 70% da lavoro dipendente.

Assegni famigliari: quanto spetta

Le variabili che determinano l'assegno al nucleo famigliare sono tre: tipologia del nucleo famigliare, componenti del nucleo famigliare e reddito complessivo del nucleo. Per il tipo di nucleo famigliare sono state identificate 13 tabelle ognuna delle quali specifica la situazione famigliare. Il reddito complessivo è quello soggetto ad Irpef di tutti i soggetti del nucleo famigliare percettori di reddito. Attenzione! Nella somma dei redditi vanno inclusi anche quelli esenti da imposta (es. la pensione di invalidità civile) o soggetti a ritenuta alla fonte o imposta sostitutiva purchè superiori a 1.032,91 euro. Nella determinazione del reddito complessivo invece non vanno incluse le indennità di accompagnamento, gli anticipi TFR, rendite vitalizie erogate dall'INAIL, indennizzi sanitari per danni da vaccinazioni o trasfusioni, agli assegni di mantenimento. 

Ma a quanto ammonta l'assegno unico famigliare? Per ogni tipologia di nucleo famigliare ed in base al numero dei componenti e del reddito complessivo, al crescere di questo si riduce l'importo. Facciamo un esempio:

un famiglia con entrambi i genitori ed figli minorenni senza inabilità, l'assegno va da 137,5€ (due genitori ed un minore, con reddito uguale o inferiore a 14.775,06 euro) a 275,23 euro (famiglia con due genitori, 10 figli e reddito di 102.006,90 euro). Per ogni tabella sono riportati gli importi dell'assegno famigliare.

Dal 1 luglio 2021 e per sei mesi questi assegni però sono aumentati di euro 37,5 per ciascun figlio, per i nuclei familiari fino a due figli, e di euro 55 per ciascun figlio, per i nuclei familiari di almeno tre figli prevista. In presenza di un componente con inabilità, si devono aggiungere 50 euro.

Assegni al nucleo famigliare: quando parte il pagamento

Fermo restando che la domanda va presentata entro il 30 giugno 2021 direttamente con la procedura telematica Inps, prendendo a riferimento i redditi complessivi del 2020 (fanno fede i redditi prodotti nelle CU), il pagamento parte dalla prima busta paga utile di luglio 2021. Il datore di lavoro dopo aver verificato nel cassetto previdenziale tramite la funzione "Consultazione Importi ANF", sa quanto erogare per ogni lavoratore. Quest'ultimo può invece verificare accedendo alla domanda di Assegno Nucleo Famigliare presentata controllare l'importo riconosciuto.

Il pagamento è mensile, per ogni giorno di effettivo lavoro prestato (considerando anche ferie, permessi e malattia).

Assegno unico universale: per chi e quando parte

Sempre dal 1 luglio parte anche in modalità ponte l'assegno unico. Esso e richiedibile dai soggetti che non sono raggiunti da detrazioni fiscali né dagli assegni per il nucleo familiare. Si tratta di disoccupati, incapienti, lavoratori autonomi con ISEE non superiore a 50.000 euro. Chi può accedere all'assegno universale non può presentare domanda per l'assegno famigliare e viceversa. 

Il titolare del reddito di cittadinanza invece potrà fare domanda per l'assegno unico. 

Diversamente dall'assegno al nucleo famigliare, l'assegno unico si poggia sull'ISEE. Al superamento di 50.000 euro, l'assegno unico si azzera. Di seguito gli importi, che saranno erogati dall'Inps non appena l'istituto avrà messo a disposizione la procedura per fare richiesta.

famiglie con Isee fino a 7 mila euro – 167,5 euro con due figli minori e 217 euro con 3 figli minori;

famiglie con Isee da 7 mila a 15 mila euro – da 166 euro con due figli minori e 216,40 con 3 figli minori a decrescere fino 83,80 con due figli minori e 108,90 con tre figli minori;

famiglie con Isee da 15 mila a 30 mila euro – da 83,50 con due figli minori e 108,60 con tre figli minori a decrescere fino a 51,50 con tre figli minori e 67,60 con tre figli minori;

famiglie con Isee da 30 mila a 50 mila euro – da 51,30 con due figli minori e 67,30 per tre figli minori a decrescere fino a 30 euro con due figli minori e 40 euro con tre figli minori.