A causa della pandemia da Covid19 che ha sconvolto il mondo e destabilizzato le famiglie non solo nella vita sociale, ma soprattutto nella sfera economica, il Governo ha deciso di incrementare le risorse destinate ai Fondi Sociali. Tra queste figurano gli aiuti alle famiglie in modo tale da rafforzare il sistema di interventi e servizi territoriali dedicati alla famiglia e ai minori.

Dal 1 aprile 2021 è entrata in vigore la legge per il riordino, la semplificazione e il potenziamento delle misure a sostegno dei figli a carico, attraverso l'Assegno Unico e universale. Una misura necessaria atta a tutelare i nuclei famigliari meno abbienti e a sostenere la genitorialità, favorendo così la natalità. Per fare questo, dall'INPS è stato autorizzato, su base mensile, l'erogazione di un assegno temporaneo per i figli minori.

Il periodo è semestrale, e a partire dal 1 luglio, fino alla fine di dicembre 2021, è possibile richiedere l'assegno mensile per il nucleo familiare corrispondente all'articolo 2 del D.L. n. 69/1988, spettante ai lavoratori dipendenti e assimilati, secondo certi requisiti e per importi dipendenti dall'ISEE.

La rivoluzione del Family Act

A tutto ciò viene affiancata la misura del Family Act, una legge che ha praticamente rivoluzionato le politiche sociali e familiari, sostituendo le vecchie misure previste per il sostegno alle famiglie, come le detrazioni per i figli a carico, il bonus bebè, gli assegni famigliari o gli sgravi per le famiglie numerose. Grazie al Family Act adesso esiste un solo assegno per figlio, che viene erogato dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del diciottesimo anno di età. Inoltre, tale assegno può essere protratto fino al ventunesimo anno di età solo nel caso in cui il ragazzo sia ancora studente.

Il Family Act incide profondamente su molteplici aspetti:

  • sostegno all'occupazione femminile
  • promozione della natalità
  • valori sociali di attività educative e di apprendimento dei figli
  • sostegno finanziario ai giovani

Esisitono altri fondi nazionali promossi dalla legge del bilancio 2021, come l'istituzione per il sostegno e l'assistenza dei giovani fuori famiglia, ossia il cosiddetto "Care Leavers", per tutti i giovani che hanno perduto i propri affetti, oppure il premio alla nascita o all'adozione di un minore (bonus bebè), con un assegno a carattere straordinario (una-tantum), introdotto dalla legge di stabilità del 2017.

La legge di bilancio 2021 ha rafforzato tali aiuti racchiudendoli in una prestazione ad accesso universale, modulata su tre fasce di reddito, estendendo il pagamento persino su rette per asili nido (sia pubblici che privati) e per supporti in casa per bimbi al di sotto di tre anni di età e affetti da gravi patologie.

Assegno Unico. Ricapitoliamo

Dal 1 luglio è entrata in vigore questa misura ponte: un assegno unico 2021, erogato dall'INPS, va a sostituire tutti gli altri sussudi conosciuti fino ad oggi. L'assegno destinato ai figli invece è temporaneo, di durata semestrale a partire dal 1 luglio 2021. Si tratta di una prestazione economica a scadenza, fino al 31 dicembre 2021, destinata a famiglie provviste di determinati requisiti previsti dalla legge e per ogni figlio minorenne a carico, inclusi figli adottivi o in affido.

Ma tale assegno universale diventerà permanente? Dal 1 gennaio 2022 l'assegno unico diventerà permanente.

Come richiedere l'Assegno Unico

La domanda per richiedere l'assegno è presente dal 1 luglio sul sito dell'INPS ed è possibile farla entro il 30 settembre 2021. L'assegno sarà erogato mensilmente sul conto corrente del richiedente, senza incidere alla formazione del reddito. In caso di affido condiviso l'assegno sarà accreditato al 50% sull'Iban di ogni genitore. Per presentare domanda basta inserire il Codice Fiscale e il Codice Iban, oppure la Carta d'Identità elettronica servendosi di Spid e scaricare poi la ricevuta.

Le domande pervenute entro il 30 settembre 2021 danno diritto al riconoscimento degli arretrati, fino a risalire al 1 luglio 2021. Secondo le parole di Pasquale Tridico, presidente dell'INPS, l'assegno unico è compatibile con il reddito di cittadinanza. Qui la sua dichiarazione:

“Ai nuclei familiari titolati a beneficiare di entrambi gli strumenti di sostegno, l’Inps corrisponde d’ufficio le due prestazioni in maniera congiunta e con le medesime modalità di erogazione, operando tuttavia una correzione per tenere in debito conto e una sola volta quanto erogato a sostegno della povertà in funzione della presenza di figli minori”

I beneficiari dell'Assegno Unico

Come spiegato in precedenza, l'importo dell'assegno varia in base all'ISEE della famiglia e in base al numero di figli minorenni a carico, con un incremento che arriva fino al 30% se all'interno del nucleo familiare sono presenti più di due figli e con un ulteriore aiuto economico, riconosciuto in 50 euro, per ciascun bambino affetto da disabilità.

L'Assegno Unico viene erogato a partire dal settimo mese di gravidanza, racchiudendo in sè, e perciò facendo abolire, i vecchi bonus famiglia, come il bonus bebè, il bonus mamma domani, le detrazioni per i figli a carico, l'assegno per nucleo familiare (AFN) e altri tipi di bonus per le famiglie esisiti fino allo scorso anno.

I destinatari dell'Assegno Unico. Chi sono

Vediamo ora a chi è destinato questo prezioso aiuto per i propri figli:

  1. Disoccupati
  2. Lavoratori autonomi e dipendenti
  3. Titolari di pensione da lavoro autonomo
  4. Coltivatori diretti
  5. Liberi professionisti
  6. Incapienti
  7. Nuclei familiari che godono dei requisiti ANF
  8. Figli maggiorenni, ma solo in alcuni casi, fino ai 21 anni

Ancora novità per i figli

Ci sono ancora delle novità per l'Assegno Unico 2021. La cosa interessante riguarda i maggiorenni, ovvero per chi rientra tra i diciotto e i ventuno anni di età, ai quali potrebbe essere accreditata una somma ridotta direttamente sul loro conto.

Per farsi accreditare l'importo mensile bisogna rispettare questi requisiti:

  • Svolgere un servizio civile
  • Essere iscritto all’università
  • Seguire un tirocinio
  • Avere un lavoro a basso reddito
  • Essere iscritto a un corso professionale

Affido condiviso

Per poter richiedere l'aiuto economico, e quindi beneficiare dell'Assegno Unico, occorre che genitore e figlio abitino nella stessa casa, e che siano residenti ovviamente nello stesso Comune. Ma l'erogazione dell'assegno viene erogoato al 50% anche per l'altro genitore in caso di affido condiviso.  

Il Family Act approvato l'11 giugno 2020 ha dato uno scossone alla politica assistenzialista alla quale eravamo abituati, stravolgendo i meccanismi, facilitando i compiti. Un sostegno calcolato sul modello ISEE che dal 1 gennaio 2022 diventerà fisso e perenne, ma che in questi sei mesi sta agendo da assegno ponte, ovvero di transizione. Previsto per ciascun figlio, l'importo dell'assegno è composto da due quote, una fissa e una variabile, e la variabilità degli esborsi economici è data dall'ISEE, dal numero dei figli a carico e dalla loro età.

I requisiti necessari per usufruire dell'aiuto economico

Di seguito i requisiti essenziali per ricevere l'assegno:

  1. Essere cittatino italiano o membro dell'Unione Europea
  2. Essere cittadino extracomunitario titolare del diritto di soggiorno permanente UE
  3. Essere soggetto al pagamento dell'imposta sul reddito in Italia
  4. Avere domicilio in Italia
  5. Avere a carico figli minorenni
  6. Essere in Italia da almeno due anni e avere contratto di lavoro di almeno sei mesi
  7. Avere un ISEE non superiore a 50.000 euro

In caso di genitori separati. Come fare?

Il supporto economico ovviamente viene erogato al genitore col figlio a carico, ma i genitori divorziati possono comunque gestirsi il sussidio di comune accordo, scegliendo l'opzione migliore. Si può scegliere se versare l'assegno a una sola delle parti o a tutte e due le figure richiedenti, dividendosi il 50% dell'importo totale nel caso in cui entrambi abbiano la custodia. In caso di mancato accordo, l'assegno sarà versato al solo genitore affidatario.

Alla domanda per richiedere l'assegno, in base alla decisione presa dai genitori divorziati di garantire l'aiuto economico a una sola persona, bisogna chiarire che:

  • La volontà sia di entrambe le parti
  • La figura non richiedente dovrà validare la domanda
  • Se la validazione viene a mancare la procedura verrà applicata comunque ma con l’effetto di divisione equa fra le parti

Importi

Vi state chiedendo a quanto ammontino le cifre erogate dall'assegno? L'importo mensile ovviamente cambia in base ai requisiti di ogni famiglia, seguendo la tabella allegata al decreto legge n. 79/2021, secondo la quale vengono indicati i livelli ISEE e gli importi mensili per ciascun figlio a carico.

La tabella ci informa che gli importi variano in base a:

  • Una soglia minima di ISEE fino a 7.000 euro, fino alla quale gli importi spettano in misura piena, pari a 167,5 euro per ciascun figlio in caso di nuclei con uno o due figli, ovvero a 217,8 euro per figlio in caso di nuclei più numerosi
  • Una soglia massima di ISEE pari a 50.000 euro
  • Gli importi spettanti sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore disabile presente nel nucleo.