È l’Inps che eroga il contributo, ma per avere l’assegno di maternità bisogna inoltrare la richiesta al proprio comune di appartenenza.

Forse non tutte le mamme single sono al corrente del fatto che esiste un cosiddetto assegno comunale per ragazze madri single, che è erogato dall’Inps ma che in realtà si deve richiedere necessariamente tramite l’amministrazione del proprio Comune di residenza.

Si tratta di un aiuto economico che spetta alle neo mamme che soddisfano determinati requisiti. Rientra nell’ambito delle agevolazioni previste a livello locale e comunale, per aiutare chi ha un Isee basso e si ritrova da sola a crescere un figlio.

Il contributo ammonta a circa 1.800 euro e, per quanto agevoli senza dubbio le ragazze madri, è destinato, in via generale, a tutte le neo mamme, purché risultino disoccupate e con basso reddito.

Ecco qui di seguito tutte le informazioni principali da conoscere, i requisiti da soddisfare e come presentare la domanda.

Assegno di maternità comune 2022: un sostegno per le ragazze madri

La misura è attiva per tutte le donne disoccupate che mettono al mondo un figlio e presentano un Isee basso per il proprio nucleo familiare. 

È concepito per tutte le neo mamme che, non avendo contributi alle spalle, non possono quindi contare su un congedo di maternità. Ad esempio è il caso di studentesse o ragazze che non hanno mai lavorato, così come per mamme giovani che hanno iniziato da poco a lavorare ma non hanno avuto il tempo di maturare i contributi necessari.

Per tale motivo, si parla comunemente di questa misura, come di un sostegno per ragazze madri. In realtà, tutte possono presentare la domanda, anche se hanno un partner, purché loro risultino senza occupazione e l’Isee rispetti i limiti fissati dall’agevolazione.

Vediamo ora maggiormente nel dettaglio, quali sono i requisiti che permettono di inoltrare la domanda e ottenere tale assegno comunale per il 2022.

Chi ha diritto all’assegno di maternità?

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, si tratta di un aiuto di sostegno al reddito previsto in prevalenza per giovani ragazze senza lavoro. In realtà la normativa prevede, nello specifico, che anche chi lavora in maniera precaria possa inoltrare la domanda per l’assegnazione del contributo.

La condizione da rispettare, a questo punto, è che debbano

beneficiare di un trattamento economico di importo inferiore rispetto a quello dell’assegno di maternità.

In sostanza, se la neo mamma non percepisce più di 350 euro al mese circa, allora può comunque richiedere il sussidio.

Uno degli altri requisiti previsti prevede inoltre che la giovane mamma non abbia diritto a percepire alcun 

trattamento economico per la maternità, né indennità né altri trattamenti economici a carico dei datori di lavoro privati o pubblici.

E per ciò che concerne il limite reddituale?

Il limite relativo al modello ISEE è pari a 17.747,58 euro.

È molto importante sottolineare, in questa sede, che pur essendo un bonus mamma disoccupata (o casalinga), questo assegno però non spetta nel caso in cui la neo mamma in questione stia già percependo la Naspi o la Dis-coll.

Quando spetta l’assegno di maternità? Le novità da marzo 2022

Oltre a rispettare tutti i requisiti appena riportati, la condizione per poter presentare la propria domanda al Comune di residenza è quella di non aspettare oltre i sei mesi di vita compiuti del bambino.

Quindi, dal momento della nascita, si hanno sei mesi di tempo per poter avviare la pratica.

L’agevolazione spetta per tutti i figli naturali ma anche per quelli adottati oppure in pre-affidamento. In tal caso, il contributo spetta per tutti i bambini che non abbiano ancora compiuto i sei anni di età.

La novità, che ora interessa tutte le neo-mamme a partire dallo scorso mesi di marzo 2022, riguarda l’introduzione dell’assegno unico e universale per figli minori.

Infatti, come ormai è noto, questo contributo statale ingloba numerosi bonus per figli e famiglia, che quindi ora non è più possibile richiedere.

Non così però per ciò che concerne questo sussidio comunale. Infatti, si tratta di una delle misure che ancora risultano attive e non sono state pertanto inglobate dal decreto. Ecco dunque che le aventi diritto possono ancora presentare la propria domanda, entro il 31 dicembre 2022, non oltre comunque i sei mesi di vita del bambino.

Ciò significa che se il nuovo arrivato è appena nato, la possibilità di inviare la propria richiesta scade alla fine di ottobre, per quanto l’agevolazione resti valida fino a dicembre. 

Quanto è l’importo dell’assegno di maternità?

Procediamo dunque con alcuni calcoli per determinare quale sia l’importo totale spettante, in caso di erogazione, in proprio favore, di questo contributo comunale per il 2022.

A tal proposito va specificato il fatto che l’importo si aggiorna ogni anno in base ai parametri Istat. 

Per quest’anno, la variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, da applicarsi all’ Assegno Nucleo Familiare e di maternità è pari all’1,9%.

Per quanto riguarda il 2022, si è stabilito che la somma mensile spettante per questa agevolazione per le donne che hanno partorito da poco sia di 354,73 euro.

Dal momento che spetta per un arco temporale previsto di cinque mensilità, allora l’importo totale a cui si ha diritto ammonta a 1.7773,65 euro.

Considerando che l’assegno unico e universale per i figli a carico spetta a tutti, senza distinzione di condizione sociale ma solo parametrandolo sulla base dell’attestazione Isee 2022, a questa somma si va a sommare anche l’importo spettante per quest’ultima agevolazione.

Per cinque mesi dunque si potrà fare affidamento sulla somma mensile di 354,73 euro, a cui aggiungere l’assegno unico, che al di sotto di 17.747,58 euro (l’importo massimo previsto appunto per ottenere l’assegno di maternità) ammonta a circa 150 euro al mese, a figlio.

Come ottenere l’assegno di maternità?

Come abbiamo già avuto modo di specificare, si tratta di una misura che spetta a livello comunale ma comunque è erogata direttamente dall’istituto di previdenza sociale nazionale.

La domanda va presentata però allo sportello dell'ufficio di competenza, del proprio Comune, per l’appunto.

È obbligatorio munirsi di attestazione Isee da allegare alla pratica. Il documento deve risultare in corso di validità e aggiornato al 2022, quindi relativo ai redditi prodotti o percepiti nel 2020.

In alcune circostanze, se ci sono i presupposti, come già abbiamo evidenziato in questo articolo dedicato all’Isee corrente, è possibile ricorrere a questa possibilità, anziché presentare l’Isee ordinario, così da far risultare il valore dell’Isee più basso.

Attenzione alle tempistiche, dal momento che l’erogazione non è immediata. Per la lavorazione della pratica infatti occorrono in media almeno trenta giorni, da parte dell’Inps, che solo in seguito inizierà gli accrediti sul conto corrente indicato.

In sostanza, si tratta di una sorta di bonus mamma disoccupata, che lo ribadiamo, non spetta però a chi ha già percepito altri tipi di sostegno da parte dello Stato o del proprio datore di lavoro.

Tanto per intenderci, spettava a chi non aveva diritto agli assegni familiari, che però ora sono stati aboliti, a partire dal mese di marzo 2022, proprio per effetto dell’entrata in vigore dell’assegno unico e universale.

Come sapere infine, se la domanda è stata accolta e quando inizia la prima erogazione? Come è noto oramai è possibile procedere anche in autonomia, navigando sul portale dell’Inps, muniti di codice fiscale e credenziali di accesso come lo Spid o anche la CIE (il codice relativo alla carta di identità elettronica).