L’arrivo dell’assegno unico 2021 è ormai confermato: previsto dal Family Act, fermo da mesi, anche a causa della crisi di governo, l’assegno unico con il Governo Draghi partirà dal periodo estivo, in particolare dal mese di luglio di quest’anno, per tanti nuclei familiari con figli a carico e fino al compimento del ventunesimo anno di età di questi ultimi. 

La misura andrebbe a sostituire e a unificare molti sussidi (tra cui, per fare degli esempi, il bonus baby sitter e il bonus mamma domani) con l’intento di includere nella platea dei beneficiari quanti più nuclei familiari è possibile, specialmente quelli che sarebbero rimasti fuori dai requisiti per altri bonus e sostegni alle famiglie.

Secondo le indagini dell’INPS, l’introduzione dell’assegno unico per i figli porterà a un incremento medio del reddito del 68% per i nuclei beneficiari. Ci sono alcuni casi, però, nei quali l’introduzione della nuova misura potrebbe portare degli svantaggi. 

Prima di tutto, cerchiamo di capire cosa prevede l’assegno unico con Draghi, quali sono i requisiti per poterne beneficiare, gli importi e i pro e i contro di questa nuova misura per differenti categorie di potenziali beneficiari.

Cosa significa assegno unico e come funziona

Ottenuto il voto favorevole della Camera l’estate scorsa, l’assegno unico sarà disponibile da luglio 2021 per i nuclei familiari con figli a carico. 

La misura è stata introdotta con l’obiettivo di unificare, appunto, diversi sostegni alle famiglie per ampliare la platea dei beneficiari e, allo stesso tempo, per semplificare le procedure per la richiesta dei vari sussidi, i quali richiedono spesso molti documenti e tempi molto dilatati per la fase di verifica dei requisiti e di accettazione delle domande. 

L’assegno unico 2021 dovrebbe andare a sostituire alcune misure come: 

Il bonus bebè e il premio alla nascita o all’adozione (o bonus mamma domani); ANF (Assegni al Nucleo Familiare); detrazioni IRPEF per i figli a carico. 

L’assegno verrebbe corrisposto mensilmente per ciascun figlio minorenne a carico e per ciascun figlio a partire dal settimo mese di gravidanza della madre fino al compimento dei 21 anni di età. Sono previste anche delle maggiorazioni dal terzo figlio. Previste maggiorazioni (del 30% fino al 50%) anche per i figli disabili, importi che verrebbero determinati a seconda della gravità della disabilità.

Per i figli dai 18 ai 21 anni è probabile che l’assegno unico 2021 venga corrisposto direttamente al maggiorenne, in forma ridotta, purché questi sia iscritto all’Università, a un corso professionale, a un tirocinio, al servizio civile universale oppure che sia occupato, ma con un reddito basso la cui soglia non è stata ancora stabilita.

Assegno unico, a chi spetta e cosa succede in caso di genitori divorziati o separati

Come già evidenziato, l’assegno unico per i figli è una misura che ha l’obiettivo di ampliare la platea dei beneficiari, assicurando un sostegno a molti nuclei familiari. Potranno infatti beneficiarne sia i lavoratori dipendenti che gli autonomi, così come i liberi professionisti e anche gli incapienti

In più, l’assegno unico dovrebbe essere compatibile anche con il reddito di cittadinanza o altri sussidi, sempre ammesso che sussistano alcuni requisiti, ampliando quindi la platea dei beneficiari anche ai disoccupati

Per poter godere dell’assegno unico 2021 è comunque necessario essere in possesso di alcuni requisiti fondamentali:

avere la cittadinanza italiana; essere cittadini dell’Ue o cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno di lungo periodo; avere figli a carico; essere residenti in Italia da almeno due anni e restare tali per tutta la durata del beneficio; essere tenuti al pagamento dell’imposta sul reddito.

Benché allo stato attuale manchino ancora i decreti attuativi, è possibile che si stia definendo anche una parte normativa riguardante i genitori divorziati o separati. Secondo le prime ipotesi, è possibile che, in caso di accordo tra i due genitori, siano proprio questi ultimi a scegliere a chi dei due verrà corrisposto l’assegno unico per i figli. 

In mancanza di tale accordo, l’assegno unico verrà corrisposto al genitore affidatario, mentre in caso di affidamento condiviso, l’assegno verrà corrisposto in egual misura a entrambi i genitori.

Assegno unico 2021, a quanto ammonta: servirà il modello ISEE?

Per conoscere le esatte modalità di calcolo per l’assegno unico 2021 sarà necessario attendere i decreti attuativi. 

Per il momento è possibile affermare che l’assegno unico per i figli conterrà una quota fissa che potrà variare dai 50 ai 100 euro, e una quota variabile, stabilita in base al modello ISEE e che potrebbe arrivare fino a 250 euro. Questo, proprio per tenere fede all’universalità di questa misura, in modo da renderla disponibile per tutti i nuclei familiari con figli a carico. 

L’importo varierà anche in base al numero di figli. Come abbiamo già detto, infatti, sono previste delle maggiorazioni a partire dal terzo figlio e per i figli disabili. Questi ultimi, inoltre, potranno continuare a godere dell’assegno unico anche dopo il compimento dei 21 anni, a patto che rimangano fiscalmente a carico della famiglia. In questo caso, però, non sono previste maggiorazioni.

Come richiedere l’assegno unico per i figli e come viene corrisposto

È ancora presto per dare indicazioni precise su quelle che saranno le modalità di richiesta, ma è possibile avanzare l’ipotesi di erogazione da parte dell’INPS che, dopo l’uscita dei decreti attuativi, emanerà una comunicazione nella quale saranno presenti tutte le istruzioni per inviare la richiesta per via telematica o recandosi presso una sede dell’Istituto. 

Quel che è certo è che, a partire dalle prime indicazioni, sarà necessario presentare il modello ISEE che, probabilmente, non dovrà essere superiore a una certa soglia (soglia che, secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe aggirarsi tra i 50.000 e i 60.000 euro).

Per quanto riguarda i percettori di reddito o pensione di cittadinanza, invece, è possibile che l’importo dell’assegno unico venga corrisposto unitamente all’erogazione dell’importo del reddito o pensione di cittadinanza. 

L’assegno unico potrà essere corrisposto sotto forma di vero e proprio assegno mensile oppure sotto forma di credito di imposta.

Assegno unico pro e contro: conviene proprio a tutti?

Ma l’assegno unico converrà davvero a tutti? 

Prima di rispondere a questa domanda, è bene rassicurare circa una paura diffusa delle famiglie che attendono l’arrivo dell’assegno unico 2021: con il nuovo assegno unico per i figli spetteranno meno soldi?

La risposta è banale: in linea di massima, no, non si assisterà a una diminuzione dei benefici in termini di importo. Tutte le famiglie che attualmente beneficiano di sostegni come il premio alla nascita, gli ANF e così via, non rischieranno di perdere soldi, pur essendo l’assegno unico un “aggregatore” delle varie misure per la famiglia. 

Anzi, per alcuni nuclei familiari, l’introduzione dell’assegno unico produrrà dei vantaggi. Questo è il caso, in particolare, dei lavoratori autonomi o dei disoccupati, che attualmente non hanno agevolazioni fiscali rispetto ai lavoratori dipendenti, e dei lavoratori che non riescono a raggiungere la soglia minima per le detrazioni fiscali

Secondo le indagini svolte dall’INPS per prevedere quale sarà l’impatto dell’assegno unico sulle famiglie italiane, però, sono emerse anche alcune situazioni nelle quali alcune famiglie potrebbero non godere dei benefici, anzi, potrebbero essere soggette a penalizzazioni

È il caso delle famiglie che hanno a carico figli di età superiore ai 21 anni che, con l’introduzione dell’assegno unico, rischieranno di ritrovarsi senza la possibilità di accedere ad alcuna detrazione fiscale. 

Altra categoria che potrebbe risentire dell’introduzione dell’assegno unico 2021, anziché guadagnarci, riguarda le coppie di fatto. Allo stato attuale, infatti, conta solo il reddito del richiedente, previa la rinuncia del partner al beneficio. Con l’assegno unico 2021, invece, dovrà essere preso come riferimento l’ISEE del nucleo familiare che, peraltro, include anche i patrimoni mobiliari e immobiliari. 

È possibile che prima dell’uscita dei decreti attuativi, alla misura vengano apportate svariate migliorie, proprio legate a questi punti critici per alcune categorie di potenziali beneficiari. È perciò necessario aspettare per avere un quadro completo del nuovo assegno unico 2021.