L'assegno unico 2021 è una misura abbastanza recente, introdotta da luglio in merito alla scelta del Governo Draghi di garantire, nei prossimi mesi (se non anni), strumenti per il supporto economico alle famiglie o in generale ai richiedenti più bisognosi

In questo caso, l'assegno si pone come aiuto per le famiglie e per i figli di queste ultime, garantendo un importo in grado di aiutare, a chi spetta realmente, per le spese quotidiane, altrimenti difficili da affrontare.

Inoltre, come misura, è già in previsione una sua ulteriore evoluzione in Assegno Universale, cioè ancora più esteso e disponibile per le famiglie bisognose.

Proprio sull'assegno ci sono delle ultime novità in merito all'importo prefissato per chi lo richiede, e in particolare a chi spetta realmente questo sussidio.

Assegno unico 2021: come funziona 

L'assegno unico 2021 è nato col Governo Draghi, tramite la disposizione prevista dal disegno di legge "Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia decreto", meglio conosciuto come Family Act, dopo l'approvazione l'11 giugno 2021 e l'operatività il mese dopo, cioè luglio 2021.

E' un sostegno economico per le famiglie e per i figli di queste ultime, col particolare appunto di essere, a detta stessa del Presidente del Consiglio, professor Mario Draghi:

"una di quelle misure epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo"

Perché la considera "epocale"? Perché lo strumento si presenta come un assegno omnicomprensivo, cioè strutturato come un'unica soluzione assistenziale, che garantisca per un'unica tipologia di richiedente l'accesso a più supporti o servizi dedicati.

Non a caso, come già accennato in un articolo precedente sul Bonus Nido, l'Assegno Unico 2021 è strutturato proprio unendo in sé diversi bonus, prossimi alla cancellazione o al non rinnovo, quali:

  • Bonus Bebè, 
  • Bonus Nido, 
  • Bonus Mamma domani,
  • l’assegno per le famiglie.

Unendo in sé più bonus, garantisce più servizi, e quindi una platea più estesa. E anche una semplificazione burocratica che, bene o male, questo Paese ha bisogno, specie davanti alla segnalazione dell'Osservatorio sui Conti Pubblici diretto da Carlo Cottarelli, cioè di un paese vessato da 602 agevolazioni fiscali, per un costo annuo complessivo di 68 miliardi di euro. Un po' troppe agevolazioni e un po' troppi soldi, non solo da erogare, ma anche da gestire e accertare.

Però, sebbene sia unico, comunque prevede dei requisiti precisi.

Assegno unico 2021: ecco a chi spetta

Da luglio 2021 l'assegno unico 2021 garantisce l'accesso a questo supporto per le famiglie e per i figli di queste ultime con particolari condizioni economiche svantaggiate o gravose. In questo caso, garantisce un supporto economico anche a soggetti come:

  • lavoratori in stato di disoccupazione;
  • percettori di NASPI;
  • liberi professionisti e lavoratori aventi Partita IVA.

In particolare, queste tre categorie, come segnala Giulia Governa nel suo articolo, sono quelle che hanno goduto dell'accesso proprio agli albori di questo assegno, cioè successivo al 1° luglio 2021.

E l'hanno goduto in virtù del fatto che l'assegno unico 2021 è per certi versi una misura "sperimentale"; nel caso loro si parla di Assegno Unico Ponte (o Transitorio), proprio per la natura relativa a queste tre specifiche categorie. 

In linea generale, a chi spetta l'assegno unico 2021 è quello che è:

  • cittadino italiano, comunitario o extracomunitario ma avente permesso di soggiorno permanente o per lungo periodo;
  • residente o domiciliato in Italia da almeno due anni (per sapere la differenza, vi consiglio questo articolo);
  • titolare di un contratto di lavoro a tempo in/determinato (durata minima del contratto: sei mesi);
  • pagante regolare dell’imposta sul reddito.

Va detto comunque che l'assegno dovrebbe approdare successivamente in una misura "universale", cioè l'Assegno Universale, nel quale riverseranno altri bonus tutt'ora attivi ma in fase di non rinnovo, e tutto questo verso fine anno, entro il 31 dicembre 2021.

Per il resto, ci sono altri requisiti, stavolta di tipo reddituale.

Assegno unico 2021: per i figli di famiglie con ISEE

L'estensione della platea per l'assegno unico 2021 è garante per cittadini italiani e non, o comunque lavoratori e non purché percettori di supporti per la disoccupazione (con annessi obblighi di disponibilità per la reimmissione al lavoro). 

Ma si aggiunge anche il requisito reddituale, un po' nello stile del Reddito di Cittadinanza, come previsto dalla circolare n. 93/2021 dell'INPS, in rapporto alla misura sperimentale dell'assegno:

l'ISEE non deve superare i 50.000 euro annui.

Un requisito abbastanza semplice per l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente, nonché molto ampio, visto che diverse milioni di famiglie percepiscono un ISEE inferiore a 50.000 euro annui.

Ma la questione reddituale non si limita al semplice ISEE, ma anche ai redditi cumulativi, cioè quelli che si aggiungono al calcolo. In particolare, il calcolo può risultare alterato in caso di:

  • anticipazioni sul trattamento lavorativo, come il TFR (Trattamento di Fine Rapporto);
  • trattamenti di supporto già attivi relativi al nucleo familiare;
  • rendite vitalizie già disposte dall’INAIL (pensione di guerra, pensione per militari in leva infortunati...);
  • indennità di accompagnamento per invalidi civili e non.

Per saperne di più, vi consiglio questo video a cura di AmiraMondo

Se non altro, i soldi dell'Assegno sono esentati dalle tasse e da contributi. Ma per accedervi, oltre a richiedente e redditi vari, serve che la misura sia effettivamente per i figli.

Assegno unico 2021 per i figli: ma quali?

Dopo aver dimostrato che l'assegno unico 2021 è disposto per cittadini residenti, aventi un reddito sotto 50.000 euro annui convalidato dall'ISEE, ora bisogna valutare per quali figli è disposta la soluzione economica.

Di fatto, il nucleo familiare deve essere composto, ai fini dell'accessibilità della richiesta, di uno o più figli minorenni a carico, che possono essere:

  • figli naturali, 
  • figli adottati,
  • figli in affido preadottivo.

Il punto focale è che, per minorenni, non si intenda come limite d'età 18 anni, bensì 21 anni, come stabilito dal decreto attuativo. In pratica, è valido dal 7° mese di gravidanza fino ai 21° anni di età.

A sua volta le famiglie componenti questo nucleo possono avere diverse disposizioni, come avere genitori separati o divorziati. Questi ultimi, in caso di affido condiviso del minore, avranno una parte cadauno dell'assegno, con importo pari alla metà del valore del sussidio. 

E' permesso, in caso di assenza genitoriale, di inoltrare la domanda da parte di parenti prossimi, come i propri nonni, a patto che:

  • si assumano la responsabilità genitoriale,
  • risulti il minore o i minori nel nucleo familiare e nel calcolo ISEE.

Questi piccoli punti sono determinanti nel calcolo stesso dell'importo, il quale addirittura ha portato all'INPS a rilasciare una tabella specifica.

Assegno unico 2021 per i figli: ecco l'importo

In merito all'importo per l'assegno unico 2021 si parla di alcuni fattori che possono influenzarlo, come ad esempio:

  • il numero di minorenni a carico disposti nell nucleo familiare del richiedente;
  • l'ISEE presentato per l'anno fiscale corrente;
  • i redditi, i trattamenti o supporti economici già percepiti dal nucleo familiare (RDC, NASPI...).

Non sono conteggiati in questo caso:

  • detrazioni d’imposta,  
  • oneri deducibili,
  • ritenute erariali.

Quant'è allora l'importo? Secondo la citata tabella a scaglioni dell'INPS, per il calcolo diretto in rapporto a ISEE e figli minori disponibili:

  • se ISEE superiore a 7.000 euro, con uno o due figli a carico, è di 167,5 euro per ciascun minore;
  • se ISEE superiore a 7.000 euro, con tre o più figli a carico, è di 217,8 euro per ciascun minore.

E questo è l'importo nella condizione di ISEE più bassa, ma essendo a scaglioni, se si ha redditi alti, l'assegno diventa abbastanza irrisorio. 

  • se ISEE superiore a 40.000 euro ma inferiore a 50.000, con uno o due figli a carico, è di 30 euro per ciascun minore;
  • se ISEE superiore a 40.000 euro ma inferiore a 50.000, con tre o più figli a carico, è di 40 euro per ciascun minore.

Ci sarebbe anche l'extra di 50 euro in caso il minore soffra di una patologia invalidante.

Come notato, è una garanzia appunto per le famiglie con ISEE molto basso, quasi sulla soglia della povertà (in Italia stabilita se avente un reddito inferiore 1.000 euro mensili, ma sempre a seconda di ulteriori fattori, secondo il calcolo ISTAT), non di certo per famiglie con un reddito medio-alto. 

Semmai, l'attuale disposizione dell'Assegno risente della sua natura sperimentale, come già detto prima, e pertanto si dovrà vedere gli eventuali esiti a seguito della sua evoluzione in Assegno Universale.

Assegno unico 2021: per i figli arriverà anche l'Assegno Universale

L'assegno unico 2021 prevede entro fine dicembre la sua abrogazione, ma già dal 1° gennaio 2022 ripartirà in una nuova misura, chiamata Assegno Universale. 

A differenza della precedente, è previsto che l'Assegno Universale sia disposto non più come misura sperimentale, o come Assegno Unico Ponte o Transitorio per le famiglie in maggior difficoltà, specie quelle che si sono ritrovate alla mercé dei danni economici dovuti ai lockdown e alla generale pandemia da Sars-Cov-2, ma come misura generica.

Cioè permetterà ad altre tipologie di famiglie di beneficiare in un'unica soluzione di più benefit e servizi, o almeno da quanto è stabilito dal Governo Draghi, a livello di integrazioni previste.

La stessa Giulia Governa precisa che la sua evoluzione è già garantita da quanto scritto all'interno del decreto attuativo “Misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori”, a sua volta inserita nel Decreto Legge approvato dal CDM (Consiglio dei Ministri) il 4 giugno 2021. 

Essendo a settembre 2021, parlare già di gennaio 2022 sembra quasi di parlare di un'era, constatando tutto quello che attualmente dovrebbe arrivare, dal Supercashback alle novità sul Reddito di Cittadinanza, fino alle ultime sul bollo auto e su chi deve pagarlo in relazione alla Rottamazione Ter.

Ovviamente tutto può anche cambiare, ma si spera almeno non per questo assegno, almeno per i figli dei richiedenti.