L'Assegno unico diventerà dal 2022 Universale, ma il 2022 non è così vicino come sembri.

Il sussidio per le famiglie che hanno dei figli minorenni a carico sta riservando sempre più sorprese, in particolare per la data delle erogazioni.

Eravamo rimasti fino a poco tempo fa con la certezza che dal 2022 l'assegno unico Universale sarebbe stato pronto già dal 1 gennaio 2022, dato che dal 31 dicembre 2021 l'assegno ponte sarebbe decaduto.

E che la sua decadenza avrebbe comportato anche la fine di altri supporti economici, ormai obsoleti davanti alle nuove politiche di semplificazione. Parlo del bonus bebé, bonus mamma domani e degli ANF (Assegni per il Nucleo Familiare).

Purtroppo la data del 1 gennaio 2022 non riguarderà l'erogazione, ma la presentazione delle domande. Mentre per l'erogazione effettiva si dovrà aspettare almeno marzo inoltrato, forse seguendo lo stesso destino accaduto all'assegno ponte, le cui prime erogazioni sono arrivate a settembre 2021.

Ma le sorprese di questa notizia bomba non finiscono qui. Ci sono comunque dei lati positivi in questo ritardo burocratico, come il cambiamento degli importi, e qualche extra nell'assegno mensile, che male non fa.  

Per avere una panoramica su tutta la questione, ti suggerisco questo video a cura di Speedy News Italia

In questo articolo faremo il punto della questione, in particolare quello a cui dovrai stare attento in materia di requisiti e di importi.

Assegno Unico 2022: ecco cosa cambia con l'Universale

L'assegno unico dal 2022 diventerà Universale, dato che, col Family Act di giugno 2021, era ancora una misura sperimentale, fatta per alcune categorie lavorative e non.

Inoltre era un tentativo di "tastare il terreno" da parte del Governo Draghi, visto che già c'erano diversi strumenti assistenziali per le famiglie, tutti quanti in fase di scadenza dal 31 dicembre 2021.

Parlo del bonus bebé, bonus mamma domani e gli ANF, cioè gli Assegni al Nucleo Familiare.

Proprio quest'ultimo ha dato dei problemi, perché ha lasciato fuori diverse categorie lavorative, come incapienti, lavoratori dipendenti e liberi professionisti.

Categorie che da luglio 2021 rientrano a tutti gli effetti nella possibilità di avere un supporto economico per la propria famiglia, in particolare se hai dei figli minorenni o con alcune problematiche quali disabilità o non autosufficienza.

Anche perché il momento è più che giusto, visto che ancora si sta soffrendo i danni economici della pandemia da Covid, tra difficoltà a riassumere tutti i disoccupati che hanno perso il lavoro a causa della pandemia, molti dei quali giovani e appartenenti alla categoria NEET.

Al di fuori della natura sperimentale, già da mesi il Governo Draghi puntava a renderlo ufficiale, appunto "universale", proprio per riunire in sè tutti i micro bonus che rendevano complicato l'iter amministrativo e burocratico.

Però la notizia dell'erogazione a marzo 2022 ha lasciato molti di smacco. Ma un motivo c'è.

Assegno unico 2022: ecco perché Draghi lo slitta! Ultime novità

La scelta di posticipare l'erogazione dell'assegno unico al 2022 è dettata in particolare da motivi burocratici e amministrativi.

L'ente che provvederà alle erogazioni è sempre l'INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), e si parla dello stesso istituto che non poche volte ha sofferto per via delle numerosissime richieste e della costante mancanza di organico.

Gli esempli più eclatanti vanno dal caso di marzo-aprile 2020, quando c'era da erogare gli ammortizzatori e i supporti economici alle persone che già da un mese s'erano ritrovati a casa per colpa del lockdown stabiliti dal Governo Conte II, che ha praticamente blindato il paese dall'8 marzo 2020 al 9 maggio 2020.

Altro caso è stato il pagamento ritardatario dell'assegno ponte, già da settembre 2020, che ha portato a casi di triplo pagamento per chi ha anche accesso al Reddito di Cittadinanza.

Più anche il famigerato caso del REM (Reddito di Emergenza), il supporto economico emergenziale varato dal Governo Draghi per venire incontro a tutti coloro che ancora dovevano riprendersi a causa del lockdown e della lenta ripresa della prima parte del 2021.

Sono tutti piccole vicende che fanno presagire possibili problemi anche col futuro assegno unico universale, visto che non saranno poche le richieste in arrivo.

Assegno unico 2022: ecco come funzionerà da marzo

Per fare domanda per l'assegno unico dal 2022 è necessario presentare la propria richiesta presso il sito dell'INPS adibito a questa prestazione.

La prima cosa che ti chiederà, ovviamente, sarà l'attestazione ISEE.

Purtroppo, questo Indicatore della Situazione Economica Equivalente è un must per tutti i servizi governativi e non, anche se non mancano i vari bonus senza ISEE, cioè quelli che non la richiedono affatto (anche se i requisiti non mancano).

Inoltre sarà necessario avere a carico almeno un figlio minorenne, e questo è il punto più interessante.

Perché fino ad oggi per figlio minorenne si intende:

  • figlio a carico avente tra gli 0 e i 18 anni;
  • figlio a carico sofferente di patologie disabilitanti e non autosufficienti.

Con l'assegno unico dal 2022 la versione Universale darà accesso ad un'altra fascia d'età.

L'età del figlio idonea all'assegno sarà dal 7 mese di gravidanza fino al 21 anno d'età.

L'estensione ai maggiorenni però è una scelta che ancora mette in dubbio il Governo Draghi, anche per via dei requisiti richiesti per il maggiorenne.

Assegno unico 2022 anche per i figli maggiorenni! Ecco i requisiti

L'assegno unico 2022 diventerà Universale da gennaio, e questo comporterà l'accesso non più ai figli minorenni, cioè quelli aventi tra 0 ai 18 anni, ma a quelli dal settimo mese di gravidanza al ventunesimo anno d'età, cioè ai maggiorenni.

La scelta di estenderlo ai maggiorenni è determinata dall'essere un supporto anche per le famiglie che, data la straordinaria situazione economica in cui versa il nostro paese, hanno ancora necessità di mantenere il proprio figlio pur maggiorenne.

In questo caso però il maggiorenne dovrà trovarsi in almeno una delle seguenti situazioni:

  • il maggiorenne deve essere iscritto ad un corso universitario;
  • il maggiorenne deve essere in fase di avviamento al lavoro;
  • il maggiorenne deve essere iscritto presso le liste di collocamento;
  • il maggiorenne deve essere iscritto ad un corso di formazione professionalizzante.

In pratica non deve essere una specie di furbetto da Reddito di cittadinanza. Sarebbe nell'interesse del Governo cercare di estendere la fascia d'età fino ai venticinque anni, nello stile della pensione di reversibilità, ma potrebbe risultare difficoltoso, perché creerebbe delle problematiche con altre condizioni, in particolare con alcune categorie lavorative.

Assegno unico 2022: ma a chi spetterà a marzo? 

L'assegno unico dal 2022 spetterà a tre nuove categorie, sia lavorative sia disoccupate.

In totale, tutte le persone che potranno ricevere da marzo 2022 l'assegno unico universale saranno:

  • autonomi,
  • coloni e mezzadri,
  • disoccupati,
  • lavoratori dipendenti,
  • lavoratori autonomi,
  • liberi professionisti,
  • incapienti.

Quelli nuovi sono per l'appunto i dipendenti, i liberi professionisti e gli incapienti. Tutte e tre categorie che non potevano dapprima accedere agli assegni per il Nucleo Familiare (ANF).

Si ricorda che nella categoria dei lavoratori dipendenti rientrano anche:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori domestici e somministrati;
  • lavoratori dipendenti di ditte cessate e fallite.

Ma ricordatevi che il requisito fondamentale, oltre ad avere un reddito ISEE basso, è quello di avere a carico dei figli minorenni

Minorenni in senso classico fino al 31 dicembre 2021. Dal 1 gennaio 2022 potranno richiederlo anche chi ha figli di ventun anni, a patto di essere sotto studio universitario, iscritto ad un corso di formazione o con un lavoro (anche sottopagato).

Il problema, accennato prima, riguardo a queste categorie sarebbe, in caso di figli maggiorenni con un lavoro, il rischio di un accumulo del reddito nello stesso ISEE. Ti consiglio di approfondire la questione delle fasce di reddito ISEE, perché il calcolo è stato cambiato di recente.

L'idea di estendere la platea si ravvede nella promessa fatta dal premier Mario Draghi dato che:

"è il momento di dare soldi agli italiani, non di prenderglieli"

Anche perché ancora la pandemia si fa sentire, nonostante l'ottimo PIL registrato per il 2021.

La generosità di Draghi però sembra promettente, visto che questo permetterà di avere un assegno più ricco.

Assegno unico 2022: ecco perché slitta a marzo! Extra in arrivo! A quanto ammonta?

Uno dei perché del fatto che l'erogazione scatterà da marzo 2022, e non a gennaio, è anche per garantire un assegno unico Universale più ricco.

Constatate che il fondo previsto per questa misura assistenziale si aggira intorno ai 20 miliardi di euro. Cifra mastodontica, se si compara ai soldi spesi tra Quota 100 e Reddito di Cittadinanza negli ultimi due-tre anni. 

C'è da dire che per lo più sono detrazioni fiscali, e solo una parte si riverserà nell'importo.

Però questo già garantisce un grande passaggio, visto che fino al 31 dicembre 2021 la cifra è di 167,5 euro come minima. Per ogni figlio a carico.

Ed è una minima prevista solo per chi ha uno o due figli, e un reddito ISEE fino a 7.000 euro.

Mentre per la massima, cioè 217,8 euro, bisogna avere almeno tre o più figli, sempre con il reddito ISEE fino a 7.000 euro.

L'assegno unico 2022 prevedrà sempre una proporzione inversa tra reddito ISEE è importo: più è alto l'ISEE, meno è l'importo dell'assegno.

In questo caso, oltre 50.000 euro scatta la sospensione dell'assegno. 

Con un fondo più ricco, e uno slittamento fino a marzo 2022, l'assegno diventa più ricco, perché si arriva alla minima di 180 euro per ogni figlio minorenne.

Inoltre, il secondo importo da 217,8 euro non sarà più fisso

A questo si aggiunge un extra, di ben 80-90 euro, per ogni figlio successivo al terzogenito. Questo per favorire la natalità, indice che purtroppo l'Italia ha tra i peggiori nella classifica.

E non solo quello. Purtroppo in certi indici abbiamo dei primati che sarebbe stato meglio non averli.