L’assegno unico come lo conosciamo ora, diventerà universale dal 1° gennaio 2022.

Beneficiari e importi cambieranno, ma continuerà ad essere compatibile con il Reddito di cittadinanza ed altri trattamenti previsti dal testo che lo regola.

Ogni famiglia con figli minori a carico (fino a 21 anni di età) potrà godere di un erogazione mensile in denaro, il cui importo verrà stabilito dalla condizione economica del nucleo stesso, indicata nel valore Isee.

Quanto spetterà a famiglia? 

Assegno unico 2022: quando arriva?

Secondo stime recenti, la spesa per l’assegno universale pronto ad entrare a regime dal 2022, sfiorerà i 19 miliardi di euro.

Un costo da capogiro che ingloba tutte le risorse destinate sia al Fondo per la riforma fiscale, sia alle detrazioni Irpef per i figli a carico per dare strutturalità e sostegno economico alle famiglie italiane.

L’obiettivo espresso dal Governo è quello di riordinare e riorganizzare in modo semplice ed efficiente le misure erogate finora, in modo tale da favorire la natalità e aiutare la genitorialità, rispettando la mission del Family ACT guidato da Elena Bonetti.

Il video di Italia Viva mostra l'intervento della Ministra alla Camera per spiegare l'importanza del progetto:

Sebbene questa nuova misura fiscale sia stata ben accolta, metterla in pratica sembra essere più difficile di quanto si pensi.

Spiega ilsole24ore.it:

“L’architettura per tradurre in pratica quest’obiettivo però è complessa [..] perché oltre a riunire e a rafforzare i diversi aiuti sparsi nel sistema fiscale e nel welfare, deve ricostruire una curva coerente del sostegno.”

Senza tralasciare quanto siano impegnativi gli ultimi calcoli per evitare possibili effetti negativi, che potrebbero mandare in malora tutto il progetto ancora prima che le Commissioni parlamentari possano avviarlo a gennaio 2022.

Assegno unico 2022: beneficiari e requisiti

La riforma fiscale è ancora agli inizi ma tra i punti principali compare un forte cambiamento strutturale delle politiche familiari in materia di detrazioni fiscali.

Allo scadere dell’assegno temporaneo (o “ponte” ), dal 1° gennaio 2022 si darà il benvenuto al nuovo assegno universale, un credito d’imposta che verrà corrisposto mensilmente a tutte le famiglie, a partire dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni di età.

A beneficiarne, quindi, non saranno solo gli autonomi e gli incipienti già percettori dell’assegno temporaneo 2021, bensì i dipendenti che non hanno accesso agli ANF.

Variabile in base all’ Isee della famiglia destinataria, tale assegno dovrà tenere conto dell’età dei figli a carico e del soddisfacimento di determinati requisiti, ovvero:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato facente parte dell’Unione Europea
  • essere cittadino di uno Stato che non appartiene all’ Unione Europea, ma in possesso di permesso di soggiorno UE
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia
  • essere residente domiciliato con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio
  • essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni (anche non continuativi) o essere in possesso di contratto a tempo indeterminato ( o determinato ma di durata biennale)

L’erogazione della somma di denaro è assicurata per ogni figli a carico che abbia un reddito non superiore a 4.000 euro.

In caso di figli con più di 24 anni, tale reddito dovrà essere inferiore o pari a 2.840,51 euro.

Poiché ad averne diritto possono essere anche i figli maggiorenni, può essere riconosciuto loro in forma diretta in modo tale da favorirne l’autonomia.

Ciò che è importante però è che al momento della richiesta siano in possesso di almeno uno di questi requisiti:

  • la frequenza di un percorso di formazione scolastica/ professionale o corso di laurea
  • lo svolgimento di un tirocinio o di un’ attività lavorativa limitata con reddito complessivo inferiore a un importo annuale stabilito

Se ti fossi perso gli utlimi aggiornamenti in fatto di assegno temporaneo, ecco l'articolo di Sara Bellanza per trend-online.

Assegno unico 2022: quanto spetta ?

Traducendo quanto detto nel paragrafo precedente, l’assegno universale andrà a corrispondere alle famiglie una somma di denaro che potrebbe andare da 180,00 euro a figlio a 250,00 euro qualora i figli fossero più di tre.

Poiché al momento non vi è traccia di decreti attuativi, le cifre riportare non possono essere prese per certe.

Sicuramente, vi sarà una maggiorazione di aliquota tra il 30% e il 50% se nella famiglia saranno presenti soggetti affetti da disabilità o madri con meno di 21 anni.

L'assegno universale troverà ancora compatibilità con il Reddito di cittadinanza, anche se verrà corrisposto seguendo le modalità di erogazione e le quote di quest’ultimo. 

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