La vita è costellata di scelte che mutano il nostro destino.

Ad un certo punto ci si rende conto di dover una svolta, di porsi nuovi obiettivi o di creare qualcosa di bellissimo dal nulla e dare forma alla nostra famiglia.

Quando di sceglie di avere un figlio, ci sono moltissime cose da considerare e fra queste, la più importante è rappresentata dal fatto di riuscire a crescerlo senza fargli mancare nulla.

Purtroppo, la situazione che vige in Italia dall’emergenza pandemica ad oggi non è delle migliori e per sostenere le famiglie con figli minori, il Governo ha deciso di disporre di un assegno temporaneo fino al 31 dicembre 2021.

In questo articolo vedremo in cosa consiste e cosa cambierà quando verrà sostituito dall’assegno unico universale nel 2022.

Assegno unico 2022 : cos'è e come funziona la misura "ponte"

L’assegno temporaneo (o assegno “ponte”) viene introdotto come nuova forma di sostegno per le famiglie con figli minori a carico.

Reso noto con il Decreto Legge n°79/2021 e successivamente convertito in legge n° 112/2021, spetta a quei nuclei familiari che principalmente non hanno diritto all’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF).

Spiega ilmessaggero.it:

“ La misura è finalizzata a dare  un aiuto immediato alla genitorialità e alla natalità ed è stata adottata in attesa dell’attuazione dell’assegno unico e universale che dall’anno prossimo sostituirà tutti i bonus attualmente esistenti per i figli.”

Si tratta di una prestazione temporanea e transitoria che va dal 1° luglio 2021 fino al 31 dicembre 2021 e viene disposta per quei nuclei familiari che hanno determinati requisiti e figli minori di 18 anni a carico.

Vengono inclusi anche i figli adottati o in affido preadottivo, siano essi sani o diversamente abili.

Tra i beneficiari di tale sostegno rientrano:

  • i lavoratori autonomi
  • i disoccupati
  • i coltivatori diretti
  • i coloni e i mezzadri
  • i titolari di pensione da lavoro autonomo
  • chi non gode dell’ANF

Poiché tale misura fa riferimento al numero dei figli minori a carico e al valore dell’Isee corrente del nucleo familiare, l’importo dell’assegno spetta in misura piena fino a 7.000 euro e decresce al raggiungimento della soglia massima di 50.000 euro, fino ad azzerarsi del tutto.

Questo importo viene maggiorato di 50,00 euro per ciascuno figlio minore con disabilità e del 30% in caso di più di due figli minori a carico.

L’importo di base parte da 167,50 euro a figlio minore fino a diventare di 217,80 euro in caso di nuclei familiari numerosi.

L’assegno viene pagato mensilmente dall’Inps che si occuperà di accreditare la somma sul conto corrente del richiedente o mediante bonifico domiciliato presso l’ufficio postale intestato da quest’ultimo.

Vi sono dei casi particolari in cui l’importo dell’assegno temporaneo può essere goduto in maniera differente.

Ad esempio, nel caso in cui il nucleo familiare sia caratterizzato da genitori separati con affido condiviso ( legge 54/2006 ), l’assegno può essere diviso fra loro per il 50%.

Nel caso in cui, a richiedere l’assegno temporaneo sia un genitore minorenne o incapace di agire, la domanda per ottenere il beneficio  dev’essere presentata dal legale che lo rappresenta, per conto proprio o per contro del genitore incapace.

Assegno unico 2022: come richiedere l'assegno temporaneo

Ottenere l’assegno temporaneo non è difficile, come non sono difficili i requisiti da soddisfare.

Il richiedente di tale beneficio deve:

  • essere cittadino italiano (o Ue) o avere un suo familiare che lo sia
  • essere titolare del diritto di soggiorno ( o soggiorno permanente)
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia
  • essere residente e domiciliato con i figli a carico ( fino a 18 anni) in Italia
  • essere residente in Italia da almeno due anni ( anche non continuativi)
  • avere un Isee corrente valido

Per quanto riguarda le tempistiche e le modalità di presentazione della domanda, è possibile fare richiesta dell’assegno temporaneo dal 1° luglio al 31 dicembre di quest’anno mediante:

  • portale web dedicato
  • Contact Center
  • patronato o intermediari dell’istituto

Inoltre, spiega gazzettadelsud.it:

“La procedura è estremamente semplice, basta inserire il codice fiscale dei figli minori e l’Iban su cui accreditare le somme, oltre ad avere un isee corrente valido.”

In tal senso, occorre ricordare che:

  • se la domanda viene presentata entro il 30 settembre 2021: gli arretrati vengono pagati a partire da luglio 2021
  • se la domanda viene presentata dopo il 30 settembre 2021: l’assegno temporaneo viene erogato solo al momento della presentazione

Assegno unico 2022: le compatibilità dell'assegno temporaneo

In materia di compatibilità, l’assegno temporaneo si abbina ad altre misure assistenziali che hanno lo scopo di sostenere le famiglie con figli minori a carico.

Nell’ipotesi in cui ili nucleo familiare goda già del reddito di cittadinanza, l’importo di tale assegno viene calcolato tenendo conto della quota di reddito relativa ai figli minori a carico mediante una semplice sottrazione.

Non occorre presentare una nuova domanda perché sarà compito dell’Inps corrispondere la quota direttamente sulla card Rdc.

Oltre a questo tipo di sostegno, è compatibile anche con altre misure in denaro erogate dalle Regioni e dagli enti locali come ad esempio:

  • l’ANF con almeno 3 figli minori
  • l’assegno di natalità
  • il premio alla nascita
  • le detrazioni fiscali
  • gli assegni familiari ai coltivatori diretti, coloni e mezzadri, piccoli coltivatori diretti, pensionati delle gestioni speciali lavoratori autonomi

Il video offerto dal Canale ufficiale dell'Inps oltre a dare un'infarinatura generale sull'assegno temporaneo, vi spiega come fare per richiederlo:

Assegno unico 2022: via all'universale. Cosa cambia?

Mancano pochi mesi al 31 dicembre 2021, data in cui l’assegno temporaneo cesserà di esistere.

Avete capito bene, dal 2022 dovremo dirgli addio e dare il benvenuto ad una nuova misura: l’assegno unico universale.

L’obiettivo di questo sostegno “totale” previsto per l’anno nuovo è quello di semplificare un pò tutta la storia degli assegni per le famiglie, sostituendo le misure viste finora e potenziando tutte quelle senza limiti di reddito.

Sulla base del progetto di legge, voglio riportare qualche informazione in più sull’assegno universale.

Innanzitutto, bisogna precisare quale forme di assistenza alle famiglie non vedremo nel 2022, ovvero:

Eliminandoli e quindi, non prorogandoli, si cerca di garantire maggiore servizio e di favorire più beneficiari possibili soprattutto visto gli effetti negativi della crisi legata all’emergenza pandemica.

L’assegno unico universale verrà riconosciuto a cadenza mensile sotto forma di denaro o credito d’imposta e spetterà dal 7° mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni.

Poiché andrà a basarsi sulla composizione del nucleo familiare che lo richiede, spiega quifinanza.it:

“L’ammontare dell’assegno è modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’idee, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare”

A goderne potrebbero essere anche i figli maggiorenni ma sono nel caso in cui frequentino:

  • un percorso di formazione scolastica/professionale ( anche laurea)
  • prenda parte ad un tirocionio/attività lavorativa con un reddito complessivo inferiore ad un determinato importo annuale

Tale assegno universale, come per l’assegno temporaneo visto poco fa, è compatibile con il reddito di cittadinanza e viene ripartito ugualmente fra genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale. 

Per quanto riguarda l'importo, in molti hanno ipotizzato una somma cogliendo quanto detto dal premier Mario Draghi, ovvero la somma di 80,00 euro da intendersi come importo minimo fino ad arrivare ad un massimo di 250,00 euro

Queste sono ancora delle supposizioni, in quanto le reali soglie non sono state ancora determinate né tantomeno ufficializzate. 

Bisognerà tenere conto dei fondi a disposizione e delle coperture che finora possono essere quantificate in 20 miliardi di euro, stanziati dalla famosa Legge Bilancio

Ciò che è certo è che dovremo aspettare fino a gennaio 2022 per comprendere in quale proporzione monetaria tale assegno unico universale andrà ad aggirarsi. 

Per approfondire vi lascio l'articolo scritto da Giulia Governa per trend-online in cui vengono messe a confronto le caratteristiche dell'assegno temporaneo e dell'assegno unico universale. 

Assegno unico universale: i pro e i contro

Sebbene l'assegno unico universale sia una misura ideata per inglobare tutti i tipi di sostegno messi a disposizione dal governo per le famiglie con figli minori a carico, non tutti pensano sia così conveneniente come fa credere. 

Proprio perché l'importo non è statao ancora deciso, le ipotesi in merito continuano ad avanzare sulla base di esempi concreti. 

Spiega orizzontescuola.it:

" Se l'importo dell'assegno unico fosse di 250 euro tutti ci andrebbero a guadagnare (a patto che la soglia ISEE proposta per percepirlo sia abbastanza alta da permettere che possa ricevere la cifra variabile anche la famiglia del ceto medio), ma se l'importo fosse di 200 euro già molte famiglie sarebbero in perdita (ed il tutto, ovviamente, dipende anche dall'ISEE fissato per la quota variabile)"

Sul piatto della bilancia, occorre quindi mettere il fatto che tantissime famiglie potrebbero perderci più che guadagnarci soprattutto perché queste, già non percepiscono gli ANF e nemmeno le detrazioni.

A prescindere dal numero di risorse messe a disposizione per realizzare l'assegno unico universale, si dovrebbe concentrare l'attenzione sul vincolo rappresentato dall'Isee che ancora lega moltissime famiglie italiane.

Potremmo suggerire un cambio di rotta, una prospettiva che sia radicale e che finalmente possa influire sulle politiche per la povertà mettendo le famiglie con i figli minori a carico in primo piano. 

C'è chi questa "corrente di pensiero" l'ha già denominata universalismo moderatamente selettivo ma a conti fatti, sembra che di selettivo ci sia ben poco e qualora ci fosse, non gioverebbe a chi dovrebbe solo trarre beneficio dal sostegno.