Poco meno di dieci giorni è il termine previsto per la presentazione delle domanda per ottenere i riconoscimento dell’assegno unico concepito come “misura ponte”, ossia in versione del tutto temporanea in attesa dell’entrata a regime definitiva dell’agevolazione prevista per il 1° gennaio 2022, giungerà a scadenza.

La misura al centro del dibattito politico per molti mesi, pensata dalla cabina di regia del Governo Draghi, ha trovato attuazione definitiva grazie al decreto-legge numero 79 datato 8 giugno 2021

Il provvedimento recante misure urgenti in riferimento all’assegno unico sui figli di età non superiore ai 18 anni, dunque minorenni, fa così il suo ingresso in scena temporaneamente fino al 31 dicembre 2021.

Allo scadere di questo termine e con l’inizio del nuovo anno, il beneficio verrà esteso in modo da raggiungere qualsiasi famiglia.

Al momento, infatti, sono pochi i nuclei familiari ad essere interessati dal provvedimento indirizzato esclusivamente a disoccupati, incapienti e lavoratori autonomi con Partita IVA.

Questo basta a spiegare l’attesa per l’inizio del 2022. Terminato l’anno corrente, l’assegno unico in versione temporanea non sarà più attivo ma lascerà campo libero all’assegno unico universale rivolto a tutte le famiglie con a carico figli minorenni senza più alcuna categorizzazione.

Agli interessati alla tematica si consiglia la visione di un interessante video YouTube di "AmiraMondo" dove vengono spiegati tutti i passaggi per inoltrare la richiesta dell'assegno unico dal portale INPS.

Per la versione di transito dell’assegno l’INPS ha provveduto a versare i primi sussidi a partire dal mese di agosto, anche se proprio in merito alla tempistica di pagamento si è fatta un po' troppa confusione.

Lo stesso Ente di previdenza, nella scheda informativa visionabile dalla pagina internet ufficiale dell’istituto di previdenza sociale, ha precisato come per le richieste fatte pervenire dal primo luglio 2021 e fino alla fine di settembre 2021 danno diritto al pagamento delle tranche di assegno unico riferite alla mensilità di luglio ed agosto.

Ciò sta a significare che una famiglia composta da almeno due minorenni potrà beneficiare di 500 euro per ciascun figlio a carico.

Diverso è il discorso per le domande presentate a partire dal prossimo mese.

Dal 1°ottobre 2021 le richieste di ottenimento dall’assegno permanente, naturalmente dopo essere state passate al vaglio dell’INPS ed accolte, daranno diritto al pagamento della sola tranche riferita al mese in cui si presenta la domanda, precludendo la possibilità di ottenere il rimborso delle precedenti quote di assegno previste da luglio fino a settembre.

Assegno unico figli: in cosa consiste?

Per avere una panoramica completa del funzionamento e degli importi dell’assegno unico temporaneo occorre procedere a ritroso nel tempo e partire dalle sue origini pur non trattandosi di una misure di vecchio stampo.

L’assegno unico ai figli deve i natali alla legge 46 del 2021 entrata in vigore lo scorso 6 aprile. Alla base della sia introduzione c’è un disegno ben progettato dall’esecutivo: riformulare, rendere più agevoli e rafforzare le agevolazioni previste per i figli di ciascuna famiglia raggruppandole sotto un’unica misura, appunto l’assegno unico universale.

In modo più chiaro, a partire dal 1°gennaio 2022 tutti i contributi voluti dal governo a sostegno dei nuclei familiari quantitativamente più numerosi e come incentivo a favorire la genitorialità spariranno definitivamente (bonus mamma domani, ANF, bonus bebè e le detrazioni per i figli a carico).

Tutti finiranno per essere accorpati nel nuovo assegno unico ai figli che prenderà il via finalmente all’inizio del prossimo anno.

In verità, si è molto dibattuto sulla questione. L’esecutivo Draghi aveva promesso l’entrata in scena dell’assegno unico universale a pieno regime già dal 1°luglio 2021. Purtroppo, i ritardi nell’emanazione del decreto e il poco tempo residua per mettere a punto il funzionamento del beneficio ne hanno arrestato il debutto.

Qualcosa, però, andava fatto per evitare alle famiglie di perdere il sussidio utile ad ammortizzare la crisi finanziaria indotta dalla pandemia. L’assegno temporaneo ai figli si è rivelato essere l’unica chance a disposizione per evitare il malcontento dei nuclei familiari e sostenere economicamente ciascuna famiglia in preda alle difficoltà economiche, almeno fino al 31 dicembre 2021.

Assegno unico: cos’è

L’assegno unico, per completezza definito assegno unico universale, è rivolto a tutti i nuclei familiari con a carico un figlio o più figli di età inferiore ai 18 anni. La misura si estende fino a coprire i ragazzi dai 18 ai 21 anni per un assegno ridotto nell’importo e riconosciuto nel rispetto di specifici requisiti.

Per meglio intenderci, anche le famiglie con figli di età compresa dai 18 ai 21 anni potranno godere del beneficio alla condizione che gli stessi risultino iscritti ad un corso di formazione professionale, scolastico o universitario.

L’indennità prevista dall’assegno unico universale verrà riconosciuta alla famiglia già dal settimo mese di gravidanza della mamma, al pari del bonus bebè.

Diversamente, la sua versione temporanea trova applicazione soltanto dei confronti dei figli di età inferiore ai 18 anni, con specifiche maggiorazioni stabilite per i soggetti affetti da disabilità e dal terzo figlio in poi.

Chi sono i beneficiari dell’assegno temporaneo INPS?

Chiariamo in anticipo che quelli che andremo a menzionare fra poco sono gli aventi diritto alla misura temporanea dell’assegno unico. Solo allo scattare del 1°gennaio 2022 l’agevolazione prevista per i figli potrà essere richiesta all’INPS da tutte le famiglie senza distinzione alcuna.

Per il momento, però, l’accesso al beneficio, fino a fine anno, è riservato a determinate categorie di soggetti poiché nell’anno in corso si potranno richiedere ancora tutti i bonus INPS dedicata alla famiglia, destinati a scomparire non appena l’assegno temporaneo ai figli verrà sostituito dall’assegno unico universale.

Pertanto, l’agevolazione temporanea è indirizzata a coloro che non potranno ottenere il riconoscimento di tutti quei contributi connessi alla busta paga

Insomma, potranno accedere alla “misura ponte” dell’assegno unico ai figli soltanto i lavoratori autonomi, titolari di Partita IVA, gli incapienti (vale a dire coloro che risultano titolari di un reddito così basso da non riuscire a produrre Irpef), quanti percepiscono il Reddito di Cittadinanza (RdC), oltre a chi si trova in uno stato di disoccupazione.

In verità, la questione sull’attribuzione o meno dell’assegno unico ai figli per i titolari del Reddito di Cittadinanza è stata affrontata all’articolo 1, comma 1, lettera d) della stessa legge numero 46 dello scorso 6 aprile.

Il provvedimento ha finalmente dato una risposta i dubbi dei contribuenti interessati al riconoscimento dell’assegno INPS.

Nello specifico, l’indennità prevista dall’assegno unico temporaneo potrà essere accordata a quanti usufruiscono del Reddito di Cittadinanza fino al 31 dicembre 2021, data in cui l’agevolazione spirerà per dare spazio alla versione definitiva.

Anche con l’arrivo del nuovo anno le cose rimarranno invariate. Ciascuna famiglia sia ora, sia a partire dal 2022, riceverà un importo di assegno unico modulato sulla base del reddito ISEE del nucleo familiare di appartenenza.

Quest’ultimo non potrà eccedere il limite massimo fissato a 50.000 euro, pena l’esclusione dal beneficio, mentre potrà essere erogato a partire da un valore minimo ISEE di 7.000 euro.

Attenzione però! L’assegno temporaneo non spetta alla famiglia che usufruisce dell’assegno per il nucleo familiare e delle detrazioni fiscali previste per i figli a carico.

Assegno temporaneo ai figli: quali requisiti soddisfare per fare domanda INPS?

Come per qualsiasi altro bonus introdotto dal Governo Draghi, per poter ottenere l’accesso all’assegno unico temporaneo occorre presentare domanda all’INPS, accedendo al portale ufficiale dell’ente tramite credenziali: SPID, PIN INPS (non più utilizzabile dal 1°ottobre 2021), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Carta d’Identità Elettronica (CIE).

Allo stesso modo, ci si potrà recare presso un Centro di Assistenza Fiscale (CAF), al proprio commercialista o al patronato di zona.

La domanda INPS va presentata solo dopo aver accertato la rispondenza ai requisiti necessari per accedere all’assegno temporaneo.

Innanzitutto, è necessario essere cittadini italiani, appartenenti ad uno Stato dell’UE o titolari di permesso di soggiorno nel caso di residenza in Paesi extra UE, e pagare l’imposta sul reddito nel territorio dello Stato.

Si potrà accedere al beneficio anche se si risiede in Italia da almeno due anni, non è rilevante se in modo continuativo o meno, oppure se si possiede un contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato almeno di 6 mesi.

Vanno ad aggiungersi a questi altri due requisiti anticipati nei precedenti paragrafi: l’ISEE non eccedente i 50.000 euro e l’essere genitori di figli minorenni.

Per quanto riguarda il primo dei due punti appena trattati, spetterà all’INPS rilevare in modo automatico l’ISEE. Il richiedente appartenente al nucleo familiare dovrà solo ricordare di richiedere l’attestazione in oggetto.

Assegno temporaneo: quali sono gli importi pagati mensilmente dall’INPS?

Rispettate le condizioni appena viste ed effettuati i dovuti controlli, l’INPS provvederà ad erogare mensilmente alla famiglia che ha avanzato richiesta l’importo di assegno unico temporaneo spettante. 

Lo ribadiamo ancora una volta per fugare ogni dubbio: coloro che presenteranno domanda dal 1°ottobre non riceveranno lo quota mensile di luglio ed agosto ma solo quelle a seguire fino a dicembre.

Per quanto riguarda la cifra, questa verrà definita sulla base della composizione numerica del nucleo familiare, dell’ISEE e della presenza o meno di figli con disabilità.

Per le famiglie composte da più di due figli, l’importo dell’assegno temporaneo subirà una maggiorazione del 30%, mentre i portatori di handicap riceveranno 50 euro in più.

Naturalmente deve trattarsi di una condizione di disabilità prevista dalla normativa in vigore. Più nei dettagli, l’aumento dell’importo dell’assegno temporaneo spetterà ai possessori di una percentuale invalidante del 74% e superiore o in condizioni estremamente gravi indicate dall’articolo 3, comma 3 della Legge 104 del 1992.

Come già detto, l’importo dell’assegno temporaneo ai figli è formulato prendendo in considerazione l’ISEE in corso di validità del nucleo familiare di appartenenza e non dovrà superare la soglia dei 50.000 euro.

Con un’ISEE pari al tetto minimo previsto di 7.000 euro la famiglia potrà godere di un assegno mensile di 167,50 euro per due figli minorenni. L’importo sale a 217,80 euro per tre figli.

Superato il limite massimo di 50.000 euro, non si potrà beneficiare dell’agevolazione. È possibile conoscere nel dettaglio tutti gli importi cliccando QUI.