Dal 1° luglio è stata aperta la possibilità di richiedere l’assegno unico per i figli 2021, la misura temporanea che il Governo ha introdotto fino a dicembre 2021. Con il nuovo anno, invece, entrerà in vigore la normativa relativa al nuovo assegno unico universale, che include anche i figli fino a 21 anni. Oltre a chiedersi come effettuare la domanda per l’assegno unico temporaneo, in molti si stanno chiedendo se conviene di più richiedere quest’ultimo rispetto agli assegni familiari.

Come chiarisce la circolare INPS numero 93 del 30 giugno 2021, l’assegno temporaneo:

viene erogato dall’INPS in presenza di figli minori di 18 anni, ivi inclusi i figli minori adottati e in affido preadottivo.

Mentre è sempre l’INPS, nel messaggio numero 2331 del 17 giugno 2021, a chiarire la platea di beneficiari degli assegni familiari, ovvero:

i lavoratori dipendenti del settore privato possono inoltrare la domanda telematica di assegno per il nucleo familiare.

In realtà, però, la domanda da porsi primariamente è quella che riguarda la possibilità di scelta tra i due bonus famiglia: è possibile scegliere se richiedere l’assegno unico o gli assegni al nucleo familiare?

Scopriamo insieme come funzionano le due misure, a chi spettano, quali sono i requisiti per richiedere e quale conviene di più. Bonus a confronto: assegno unico vs assegni familiari, quale misura è vincente?

Assegno temporaneo per i figli: cos’è e come funziona

L’assegno temporaneo per i figli è uno dei bonus famiglia più attesi dagli italiani. La misura, tanto acclamata dal Governo, è stata introdotta in via transitoria fino a fine anno 2021, per poi tornare rinnovata e in vesti diverse da gennaio 2022. Grazie all’assegno unico, i nuclei familiari con figli minori a carico potranno ottenere un assegno mensile variabile al variare dell’ISEE.

Ma la cosa più importante è il fatto che il nuovo bonus figli 2021 include tutti i beneficiari esclusi dalle precedenti misure, quali gli assegni al nucleo familiare.

Dal 1° luglio, quindi, anche i lavoratori autonomi, le Partite Iva, gli incapienti e i disoccupati, possono ottenere un sussidio tangibile per il sostegno familiare. A regime, a partire da gennaio 2022, invece, l’assegno universale cancellerà una serie di bonus ad oggi attivi: ad esempio, il bonus mamma domani, le detrazioni degli autonomi per i figli a carico, il bonus bebé e l’assegno familiare.

Assegno unico: a chi spetta il nuovo bonus famiglia

L’assegno temporaneo per i figli spetta, di fatto, a tutti i nuclei familiari che risultano esclusivi dagli altri sostegni al reddito e – in particolare – dagli assegni familiari.

Tra la platea dei beneficiari, quindi, rientrano:

  • partite Iva e lavoratori autonomi;
  • dipendenti che non percepiscono gli assegni al nucleo familiare a causa della mancanza dei requisiti richiesti;
  • lavoratori disoccupati o incapienti;
  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri.

Tuttavia, per poter richiedere il nuovo assegno temporaneo è necessario anche soddisfare alcuni particolari requisiti fissati dal decreto numero 99 del 2021. I richiedenti devono:

  • essere cittadini italiani e risiedere regolarmente in Italia da almeno due anni per tutta la durata del sussidio, o in alternativa essere cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno regolare;
  • essere soggetti al pagamento delle tasse nel nostro Paese; 
  • possedere un valore ISEE non superiore a 50 mila euro (al di sopra della cui soglia il bonus si annulla);
  • possedere almeno un figlio con meno di 18 anni ed essere convivente con esso.

Il nuovo bonus famiglia, lo ricordiamo, è compatibile anche con il reddito di cittadinanza, ma per eseguire il calcolo degli importi in tal caso è necessario effettuare un’operazione. Dall’importo del reddito di cittadinanza va sottratta la quota relativa al figlio minore per il quale si richiede il bonus, e in seguito va aggiunto l’importo spettante di diritto grazie all’assegno temporaneo.

Assegni familiari: cosa sono e a chi spettano

Gli assegni al nucleo familiare sono un bonus destinato in particolare ai lavoratori dipendenti che hanno all’interno del loro nucleo figli minori a carico. Il bonus viene corrisposto mensilmente in relazione al numero dei figli e all’indicatore ISEE familiare. 

Come riporta la normativa INPS, gli assegni familiari spettano a:

  • lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato;
  • lavoratori agricoli, domestici o marittimi;
  • soggetti titolati dell’indennità di disoccupazione Naspi, di altri trattamenti di integrazioni salariali o di prestazioni pensionistiche da lavoro dipendente.

Gli importi degli assegni al nucleo familiare vengono modificati ogni anno in relazione alla variazione dei prezzi al consumo stimata dall’ISTAT.

Assegno unico e assegni familiari: importi a confronto

Se vi state chiedendo se si prende di più con l’assegno temporaneo per i figli rispetto agli assegni familiari, la domanda resterà purtroppo senza risposta. Infatti, essendo calcolati sulla base dell’ISEE familiare e sul numero dei figli a carico, è impossibile stabilire se una famiglia prende di più con il primo bonus o con il secondo. Ciò che possiamo fare, in questa sede, è esporre gli importi medi dei due bonus e le modalità per eseguire il calcolo.

Gli importi dell’assegno unico per i figli sono stati anticipati dal messaggio dell’INPS numero 2371 del 22 giugno 2021:

  • sotto la soglia minima di 7 mila euro è prevista l’erogazione di un bonus figli pari a 167,50 euro, che si può innalzare a 217,80 euro per le famiglie più numerose;
  • sopra la soglia massima di 50 mila euro il bonus figli si azzera.

Tra i 7 mila euro e i 50 mila euro sono previsti una serie di possibili bonus erogabili alle famiglie che possiedono redditi complessivi rientranti in questo range: per conoscere l’importo spettante, quindi, occorre consultare attentamente le tabelle Inps allegate al decreto legge numero 79 del 2021. Per quanto riguarda i nuclei familiari con figli disabili, è prevista una maggiorazione degli importi nella misura di 50 euro a figlio.

Per quanto riguarda, invece, gli assegni al nucleo familiare, l’INPS ha provveduto alla pubblicazione delle nuove tabelle che sostituiscono le precedenti dello scorso anno. In vista dell’arrivo dell’assegno unico, quindi, sono previste le seguenti maggiorazioni:

  • 37,5 euro in più per ciascun figlio, per i nuclei familiari che possiedono fino a due figli;
  • 55 euro in più per ciascun figlio, per i nuclei familiari che possiedono almeno tre figli.

Alcuni esempi

Per semplificare il confronto, forniamo anche alcuni esempi relativi a possibili composizioni di nuclei familiari e mettiamo a confronto gli importi delle due misure. 

Consideriamo, per prima cosa, un nucleo familiare composto da quattro figli minori, uno dei quali con forme di disabilità accertata, e con un indicatore ISEE inferiore a 7 mila euro. Per calcolare l’importo dobbiamo considerare il numero dei figli (4) e moltiplicarlo per il valore del bonus 217,8 con la maggiorazione di 50 euro: così facendo, otteniamo 921,20 euro.

Consideriamo, invece, un nucleo familiare composto da due figli minorenni e con un indicatore ISEE attorno ai 13.400 euro. Andando a consultare le tabelle degli assegni unici scopriamo che l’importo spettante per ciascun figlio in questa fascia di reddito è pari a 100,5 euro: perciò, la famiglia riceverà un bonus pari al doppio, ovvero 201 euro.

Consideriamo, infine, una famiglia che beneficia del reddito di cittadinanza e vuole richiedere il nuovo bonus famiglia. All’interno del nucleo si trovano due genitori e due figli, per una scala di equivalenza pari a 1,8 (0,4 se consideriamo soltanto i figli under 18). L’ISEE familiare si aggira attorno ai 7 mila euro, perciò il reddito di cittadinanza che viene erogato mensilmente è pari a 500 euro. La somma relativa ai figli si ottiene moltiplicando per la loro scala di equivalenza e dividendo per la scala del nucleo nel complesso: effettuando il calcolo, la quota spettante per i figli è pari a 111,11 euro. L’assegno temporaneo teorico, invece, è nella misura di 355 euro (ovvero 167,5 moltiplicato per due), al quale occorre sottrarre il precedente valore. Dunque, 355 - 111,11 = 223,9 euro, che è l’importo che la famiglia potrà ottenere cumulando l’assegno unico e il reddito di cittadinanza.

Assegno unico e assegni familiari: quale scegliere?

In realtà, la normativa relativa all’assegno unico non permette la possibilità di scegliere quale delle due misure richiedere e ottenere. Infatti, l’assegno temporaneo esclude, in un primo momento (fino a fine 2021) i percettori degli assegni familiari dalla richiesta, ma a partire dal prossimo anno include tutti i nuclei l’interno dell’assegno universale, che di fatto andrà ad eliminare la misura alternativa.

Conferma anche la disposizione contenuta nella circolare dell’INPS numero 93 del 30 giugno 2021:

l’assegno unico per i figli spetta ai nuclei familiari che “non abbiano diritto all’assegno per il nucleo familiare di cui all’articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69 (…)”.

Dunque, nonostante il confronto sin qui eseguito, dobbiamo concludere dicendo che fino a dicembre 2021 i percettori degli assegni familiari non potranno richiedere il nuovo bonus famiglia, mentre a partire dal nuovo anno tutti potranno ottenere l’assegno universale. Le stime hanno dimostrato che il nuovo bonus spetta al 5,5% delle famiglie italiane, mentre il 15,8% di queste ultime potrà ottenere la maggiorazione sugli assegni familiari.

Assegno temporaneo: boom di domande all’Inps

Si sono aperte dal primo luglio 2021 le domande per richiedere l’assegno unico per i figli a carico. La procedura semplificata agevola le famiglie che attendono di ricevere gli importi. L’erogazione, infatti, avviene dal momento di presentazione della domanda e per le mensilità precedenti nel caso di richiesta entro il mese di settembre 2021. Oltre tale scadenza, invece, l’assegno verrà corrisposto solo per il mese corrente e quelli successivi.

In soli tre giorni, come rivelano alcuni dati, l’INPS ha ricevuto quasi 90 mila domande per un totale di circa 150 mila minorenni, l’85% delle quali sono pervenute direttamente online.