Una misura che consente di ottenere un assegno mensile, nel caso in cui si abbiano a carico figli non ancora nati, fino a 21 anni di età? Esiste, parliamo ovviamente dell’Assegno Unico.

Lo scorso 18 novembre 2021, infatti, l’esecutivo ha approvato il decreto attuativo che riguarda la nuova misura, che sarà concessa anche nel caso in cui si abbiano a carico figli di età maggiore ai 18 anni, con limite massimo di 21 anni. 

Ovviamente, in quest’ultimo caso, il figlio a carico dovrà rispettare determinati requisiti, che analizzeremo insieme a breve.

Tra le novità che riguardano l’Assegno Unico, introdotte dal Consiglio dei Ministri il 18 novembre, due sono quelle più interessanti:

  • l’ufficializzazione dello slittamento della misura a marzo 2022;
  • l’aumento degli importi, prima fissati ad un massimo di 167 euro per figlio.

Assegno Unico: la proroga della misura “ponte”

Prima di occuparci dell’Assegno Unico e delle novità che lo riguardano, cerchiamo di comprendere quali saranno le sorti dell’Assegno Temporaneo.

Si tratta, come in molti sapranno già, della misura che ha fatto da apripista all’Assegno Unico per tutti, cui però hanno attualmente accesso soltanto alcuni nuclei familiari.

Innanzitutto, i percettori di Reddito di Cittadinanza; oltre a chi percepisce RdC, poi, sono stati ammessi a ricevere l’Assegno Temporaneo anche lavoratori autonomi e disoccupati.

Il termine di questa misura “ponte” era stato fissato al 31 dicembre 2021, in quanto era previsto che a partire da gennaio l’Assegno Unico sarebbe stato esteso a tutte le altre categorie di famiglie con figli under 21 a carico.

Tuttavia, data la notizia dello slittamento dell’Assegno Unico a marzo, non stupisce che anche la misura “ponte” verrà interessata da alcuni cambiamenti.

Nello specifico, l’Assegno Temporaneo sarà prorogato e percepito dagli aventi diritto fino all’introduzione ufficiale dell’Assegno Unico per tutti.

Assegno Unico: domande a gennaio, prima erogazione a marzo

Quindi, se purtroppo il nucleo familiare non dovesse rientrare tra le categorie di cui accennato sopra (disoccupati, percettori di RdC, lavoratori autonomi), per il momento l’unica cosa che si potrà fare è attendere.

Infatti, seppur sia ormai certo che le domande per l’Assegno Unico per tutti partiranno a gennaio, coloro che risultano attualmente esclusi dall’Assegno Temporaneo non vedranno alcun bonifico almeno fino al prossimo marzo.

Viene spontaneo chiedersi il perché di questi ritardi, dato che la misura sembrava ormai in partenza.

Purtroppo, e ne sono ben consapevoli le famiglie che attualmente percepiscono l’Assegno Temporaneo, questa misura “ponte” ha subito dei rallentamenti fin dall’epoca della sua introduzione lo scorso luglio.

Complice anche il periodo estivo, ma anche la proroga dell’invio delle domande per ricevere gli arretrati dei mesi estivi, l’INPS ha purtroppo dovuto gestire un elevato numero di pagamenti, ed ha quindi bisogno di qualche mese in più per regolarizzare le erogazioni.

Dunque, nel tentativo di concedere all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale qualche mese in più, si è deciso di aprire le domande a gennaio, ma di posticipare i primi pagamenti a marzo.

In questo modo, gli interessati potranno inviare le proprie domande a inizio anno, e l’Istituto avrà tempo fino a marzo per calcolare l’entità dell’Assegno Unico che spetta alla famiglia, in base al numero di componenti ed alla situazione economica della famiglia richiedente stessa.

Assegno unico a marzo: uno slittamento che conviene a tutti

Ma c’è anche un altro motivo che ha convinto l’esecutivo a sposare l’avvio dell’Assegno Unico a marzo.

Per poter accedere alla misura universale, sarà infatti richiesto di presentare un modello ISEE in corso di validità.

Anche se l’Assegno Unico sarà concesso a tutti, infatti, l’importo erogato mensilmente alle famiglie sarà variabile, e dipenderà in larga misura dal reddito familiare dichiarato.

Dato che occorrerà presentare un modello ISEE aggiornato, si è pensato di concedere alle famiglie italiane qualche mese in più, in modo che si abbia più tempo per l’aggiornamento della propria situazione economica.

Assegno Unico, aggiornati gli importi: ecco quali saranno le maggiorazioni

Ma la novità che ha destato maggiore interesse negli italiani è sicuramente quella che riguarda gli aumenti dell’Assegno Unico.

Se infatti la cifra massima era stata fissata a circa 167 euro per figlio o poco più, adesso sappiamo con certezza, grazie al decreto attuativo del 18 novembre scorso, che l’Assegno Unico avrà un importo che potrà andare dai 50 ai 175 euro massimi.

Alle famiglie numerose, poi, andranno degli importi più elevati.

Ma andiamo per ordine, cercando di capire con esattezza quali saranno gli importi dell’Assegno Unico per famiglie con differente composizione.

Per quanto riguarda le famiglie con un solo figlio, potranno richiedere l’Assegno Unico a partire dal completamento del settimo mese di gravidanza.

Questo perché l’Assegno Unico sostituirà tutti gli altri bonus, come il bonus mamma domani.

Per famiglie con uno o due figli, si potranno ricevere dai 50 euro fino a 175 euro per ogni bambino; la cifra massima è concessa solamente alle famiglie con ISEE basso, non superiore ai 15.000 euro annui.

Chi invece ha più di due figli, riceverà ulteriori maggiorazioni: fino a 85 euro per il terzo figlio, fino a 100 euro per il quarto.

Assegno Unico: non solo per figli minorenni! Bonifico fino a 21 anni

Ulteriore novità legata all’Assegno Unico riguarda la sua estensione oltre la maggiore età.

Se, al momento, i percettori di Assegno Temporaneo possono ottenere il bonifico mensile solamente per figli minorenni, con l’introduzione dell’Assegno Unico le cose cambieranno.

La misura, infatti, sarà fruibile dal settimo mese compiuto di gravidanza, fino al compimento dei 21 anni di età.

Ovviamente, per poter ottenere l’Assegno Unico in caso di figlio maggiorenne, c’è bisogno di rispettare determinati requisiti specifici.

Il figlio maggiorenne per il quale si richiederà l’Assegno Unico, per prima cosa, non dovrà avere un lavoro che superi un reddito pari ad 8.000 euro annui.

In secondo luogo, dovrà essere impegnato in una qualche attività tra:

  • frequenza di corso universitario;
  • frequenza di corso professionalizzante;
  • iscrizione all’ufficio di collocamento di pertinenza.

Se il figlio maggiorenne a carico non dovesse rispettare almeno uno dei tre requisiti esposti sopra, il genitore non potrà più richiedere l’Assegno Unico, anche in caso di figlio non lavoratore.

Nel caso di figli maggiorenni, l’importo dell’Assegno Unico avrà un massimo di 85 euro al mese, fino ad un minimo di 25 euro per redditi elevati.

Assegno Unico: come inoltrare l’istanza a gennaio?

Per poter avere accesso all’Assegno Unico, sarà necessario inviare la propria richiesta tramite il sito istituzionale dell’INPS.

L’ottenimento del bonifico mensile, infatti, presuppone l’invio di un’istanza online, che andrà inoltrata a partire dal gennaio 2022. L’istanza dovrà essere corredata dal modello ISEE aggiornato, che servirà per il calcolo dell’importo mensile da ricevere.

L’istanza andrà presumibilmente rinnovata ogni anno per poter ricevere l’Assegno Unico ogni mese, e potrà essere inoltrata a partire dal primo gennaio di ogni anno.

Sarà l’INPS ad occuparsi dell’erogazione dell’Assegno Unico, che verrà percepito dagli aventi diritto direttamente a mezzo di bonifico, alle coordinate bancarie indicate nell’istanza.

Ammessi alla percezione dell’Assegno Unico saranno non solo i cittadini italiani, ma anche gli stranieri con regolare permesso di soggiorno, o con residenza in territorio nazionale di almeno due anni.

Assegno Unico Temporaneo: date dei pagamenti mensili

Mentre attendiamo l’erogazione universale dell’Assegno Unico per tutti, occupiamoci delle date di erogazione della misura “ponte”, che interesseranno sicuramente i lettori che risultato attualmente titolari.

Come già noto, al momento non è più possibile accedere alla richiesta per quanto riguarda i pagamenti dell’Assegno Temporaneo relativamente alle mensilità estive: fino al 31 ottobre era stata data la possibilità di ottenere questi pagamenti pur inviando in ritardo la domanda.

In ogni caso, anche se ai pagamenti dei mesi passati non è più possibile accedere, chi non ha ancora inviato la propria domanda per l’Assegno Temporaneo ha tempo fino al 31 di dicembre 2021. 

Come abbiamo visto, infatti, l’Assegno Unico non verrà corrisposto prima di marzo e, nel caso in cui si rispettino i requisiti per l’Assegno Temporaneo, quest’ultimo potrà essere ottenuto fino a marzo, previo invio della domanda di interesse.

Per quanto riguarda i pagamenti che avverranno ogni mese, l’Assegno Temporaneo dovrebbe essere erogato dall’INPS intorno agli ultimi giorni del mese.

Come data indicativa, le erogazioni partiranno tra il 26 ed il 27 di questo mese; chi ha fatto richiesta per ricevere anche gli arretrati, entro la fine del mese riceverà anche le tre mensilità estive.

Assegno Unico: ecco a quali agevolazioni dovremo rinunciare

Infine, è doveroso concludere questo articolo parlando di tutte le agevolazioni a cui dovremo dire addio nel 2022, le quali verranno sostituite dall’Assegno Unico che verrà concesso a tutti.

Come molte famiglie con figli sapranno già, esistono infatti tantissimi bonus senza ISEE volti ad agevolare i nuclei con bambini a carico.

Purtroppo, il prossimo anno, queste misure non esisteranno più.

Ci riferiamo, nello specifico, a tre agevolazioni: il Premio alla nascita, l’Assegno di Natalità e il bonus asilo nido. Oltre a questi bonus senza ISEE, anche gli Assegni per Nucleo Familiare verranno soppressi.

Ma torniamo ai bonus che verranno cancellati per far spazio all’Assegno Unico.

Tra quelli citati, Assegno di Natalità e Premio alla Nascita (conosciuti, rispettivamente, anche come bonus bebè e bonus mamma domani) verranno sicuramente cancellati dopo il 31 dicembre.

Il bonus asilo nido, invece, ha un destino ancora incerto: se inizialmente sembrava certa la sua cancellazione, dovremo attendere il testo della Legge di Bilancio 2022 per capire se anche questa agevolazione verrà eliminata, in favore dell’Assegno Unico.