Data la crisi epidemiologica che ha messo in ginocchio l'economia italiana, il Governo ha deciso d'inserire una nuova misura di sostegno per le famiglie: l'assegno unico.

Quest'ultimo ha come finalità quella di accorpare gli altri aiuti economici destinati ai nuclei familiari, con lo scopo di semplificare le procedure e rendere univoco il sussidio.

Entrerà ufficialmente in vigore nella sua forma finale a partire dal primo gennaio 2022, data in cui l'assegno unico universale entrerà definitivamente a far parte della vita dei cittadini.

Già dal primo luglio 2021 però possiamo godere della sua forma temporanea, destinata solo a una parte della cittadinanza.

A legittimare il suo funzionamento sono state le due circolari pubblicate dai canali ufficiali dell'INPS, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Le circolari numero 92 e 93 sono state pubblicate in data 30 giugno 2021, e determinano il funzionamento dell'assegno unico sia nella sua forma universale che quella temporanea.

Quest'ultima avrà un semestre di vita, dal primo luglio 2021 al 31 dicembre 2021, periodo in cui sarà disponibile per alcuni particolari beneficiari.

È obbligatorio dunque creare una divisione interna alla misura, tra il periodo ponte e quello in cui entrerà definitivamente in vigore, poiché il ventaglio di beneficiari cambierà drasticamente.

Assegno unico per lavoratori autonomi e in disoccupazione

Come abbiamo detto è necessario creare una distinzione tra l'assegno unico temporaneo e quello universale.

Il primo, che farà da ponte alla manovra, sarà presente dal primo luglio 2021 al 31 dicembre 2021, il secondo invece partirà ufficialmente con il nuovo anno.

Chi può dunque beneficiare del sussidio durante questo semestre in cui la misura è temporanea?

Durante questo periodo ponte potranno beneficiare dell'assegno unico alcune categorie di cittadini, tra cui i lavoratori autonomi e quelli in stato di disoccupazione.

In generale potranno richiedere il sussidio i cittadini che, oltre a rispettare i requisiti base, non possono richiedere l'assegno per il nucleo familiare.

Quest'ultimo infatti coesisterà con l'assegno unico fino a fine dicembre, e dunque chi può richiederlo non può beneficiare, per il momento, dell'assegno unico temporaneo.

Andiamo dunque a vedere tutte le categorie di persone che possono beneficiare dell'assegno unico temporaneo:

  • i cittadini titolari di pensione derivante da lavoro autonomo;
  • i cittadini che svolgono un lavoro autonomo;
  • i cittadini che in disoccupazione;
  • i cittadini che lavorano come coltivatori diretti; mezzadri o coloni;
  • i cittadini che non hanno diritto a ricevere l'assegno per il nucleo familiare (ANF).

Queste sono le categorie di persone che possono beneficiare dell'assegno unico temporaneo, quello dunque che esisterà fino al 31 dicembre 2021.

Lo scopo è proprio quello di erogare un sussidio anche a coloro che, fino al primo luglio, non ne aveano diritto alcuno.

Nel breve video YouTube che segue Mr LUL lepaghediale ci parla dei pagamenti in arrivo relativi all'assegno unico e non solo.

Assegno unico per dipendenti pubblici e privati

Discorso diametralmente opposto invece per quanto riguarda i lavoratori dipendenti nel settore pubblico o privato.

Essendo essi papabili beneficiari dell'assegno per il nucleo familiare non possono beneficiare dell'assegno unico temporaneo.

Per ricevere la nuova forma di sostegno dovranno attendere il primo gennaio 2022, sarà infatti con l'avvento dell'anno nuovo che diventeranno soggetti con diritto.

Fino a quel momento però possono continuare a richiedere l'assegno per il nucleo familiare, e possono altresì fare domanda per ricevere l'assegno unico, salvo poi riceverlo con l'anno nuovo.

Nulla è perduto nemmeno per questa fetta di lavoratori dunque, che dovranno solo avere un po' più di pazienza, consapevoli che nel frattempo possono godere di altre forme di sussidio.

In ogni caso le cifre dell'importo saranno determinate dalla stessa modalità di calcolo, basata su tre fattori diversi che nel paragrafo successivo andremo a sviscerare.

Pagamento assegno unico: il valore degli importi

Per stabilire il valore dell'importo dell'assegno unico iniziamo con il dire che è necessario, per fare domanda, presentare una certificazione ISEE.

È grazie a questa infatti che l'INPS può stabilire in che fascia di reddito rientra il nucleo familiare, e in base a questa può capire quanti soldi erogare.

Il valore dell'ISEE è inversamente proporzionale a quello del pagamento dell'importo, più alto è l'ISEE più bassa sarà l'erogazione.

Andiamo dunque a vedere alcuni esempi nell'elenco puntato che segue, ribadendo che si tratta di un elenco esemplificativo.

si ha diritto a ricevere 167,5 euro con un ISEE più basso di 7.000 euro;

si ha diritto a ricevere 136,1 euro con un ISEE più basso di 10.000 euro;

si ha diritto a ricevere 73 euro con un ISEE più basso di 20.000 euro;

si ha diritto a ricevere 51,5 euro con un ISEE più basso di 30.000 euro;

si ha diritto a ricevere 30 euro con un ISEE più basso di 50.000 euro;

non si ha diritto a ricevere il sostegno con un ISEE superiore a 50.000 euro.

Essendo questo un elenco in completo vi invitiamo a cliccare qui per visualizzare la tabella completa.

Assegno unico con tre figli e figli in condizione di disabilità

Nonostante l'importo del pagamento dell'assegno unico sia uguale per tutti in base all'ISEE troviamo alcuni casi in cui può essere soggetto a un aumento della cifra.

Ci sono infatti due esempi per cui l'assegno unico subisce una maggiorazione, e ora andremo a dirveli.

Il primo esempio di maggiorazione lo troviamo nel caso di nucleo familiare numeroso, ovvero dal momento in cui in famiglia ci sono almeno tre figli minori a carico.

In questo caso l'importo vedrà una maggiorazione del 30 per cento sulla cifra.

Un altro caso in cui l'importo del pagamento accresce è nel momento in cui nel nucleo familiare sono presenti uno o più figli in condizione di disabilità.

In questo specifico caso la somma cresce, durante il periodo finestra, di 50 euro per figlio, mentre nella forma definitiva dell'assegno unico universale dal 30 per cento al 50 per cento.

Una buona notizia dunque per chiunque si trovi in questa condizione, poiché probabilmente si trova in una posizione più difficoltosa.

Assegno unico: come fare domanda

Che il richiedente sia un lavoratore autonomo, in stato di disoccupazione, un dipendente pubblico o privato dal primo luglio può già inoltrare la domanda facendola pervenire all'INPS.

Per farlo il Governo ha deciso di inserire tre diverse modalità, in modo da semplificare la procedura.

In primo luogo troviamo la soluzione più scontata, ovvero quella telematica. Per farlo è necessario entrare sul portale dedicato del sito dell'INPS, e inviare la domanda.

In secondo luogo troviamo una soluzione gratuita che può essere molto utile: appoggiarsi a un Patronato.

Infine, come terza opzione, si può pensare di contattare il Contact center dell'Istituto, sempre pronto ad accogliere dubbi e perplessità.

Pagamento assegno unico: come avviene?

Siamo giunti quasi al termine del nostro articolo riguardante l'assegno unico, dopo aver fatto una panoramica sulle differenze tra i vari richiedenti andiamo a vedere come avviene il pagamento.

Anche in questo caso il Governo ha deciso di semplificare la procedura, inserendo diverse modalità per ricevere l'importo spettante.

Andiamo dunque a vedere tutti i metodi, specificando che, nel caso in cui si sia dipendenti pubblici o privati si potrà ricevere direttamente in busta paga, per tutti gli altri invece i metodi sono:

  • un addebito diretto sul conto corrente intestato;
  • un bonifico domiciliato;
  • un versamento sul proprio libretto postale;
  • un bonifico su una carta prepagata dotata di IBAN;
  • un bonifico su un conto corrente con area SEPA.

Come possiamo vedere anche in questo caso lo scopo è quello di rende più agevole la procedura, rendendo fruibile a tutti la possibilità di ricevere l'assegno unico.