L’assegno unico non ci sarà a luglio. Quelle che da settimane sembravano essere solo voci di corridoio trovano conferme nelle parole del Ministro per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti. Troppo poco tempo per portare a compimento, entro luglio 2021, la riforma dei contributi da destinare alla famiglia.

Si sapeva già, ma il Governo ha voluto provare fino all’ultimo alimentando la speranza delle famiglie. La necessità di un aiuto economico, infatti, è palpabile soprattutto dopo la crisi economica scatenata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Purtroppo, la corsa contro il tempo è stata vana: l’assegno unico debutterà nel 2022. Ad ogni modo, non si può pensare di lasciare i nuclei familiari in preda alle difficoltà economiche. Urge pensare ad una nuova forma di incentivazione utile ad ammortizzare, almeno temporaneamente, l’assenza dell’agevolazione.

In questa direzione, l’idea che sembra prendere piede nelle file della maggioranza è quella di istituire una “misura ponte” in attesa che l’assegno unico per i figli fino ai 21 anni entri definitivamente in scena nel gennaio 2022, convogliando sotto un unico incentivo ben 6 benefit (bonus bebè, premio, nascita, assegni al nucleo familiare, detrazioni per i figli a carico e fondo sostegno di natalità) destinati a scomparire definitivamente.

Si consiglia la visione del video YouTube di Radio UCI per scoprire gli ultimi aggiornamenti sul mini assegno unico.

Quello che succederà da luglio, però, non è dato saperlo. Dal Governo nessuna decisione ufficiale è stata presa al riguardo anche se non si esclude la possibilità di avere un nuovo bonus.

Assegno unico sostituito?

I motivi per i quali l’assegno unico sui figli fino al ventunesimo anno di età non prenderà il via dal 1°luglio, come preventivato nell’agenda governativa, ormai sono chiari. Fin troppi sarebbero i grattacapi da risolvere in un arco di tempo piuttosto ristretto.

Ad esempio: bisognerà agire con cautela per evitare che il passaggio dai sei bonus INPS, ancora in vigore, all’assegno unico possa causare svantaggi per qualche nucleo familiare.

Allo stesso tempo, occorre definire la modalità di calcolo dell’importo dell’assegno e anche in questo caso l’attenzione deve essere altissima. Un minimo errore potrebbe avvantaggiare una famiglia piuttosto che un’altra e questo non deve assolutamente verificarsi.

L’assegno unico dovrà essere definito in tutte le sue sfaccettature in modo che la sua applicazione non rechi danno a nessuno. In questa direzione l’ideale sarebbe pensare ad una clausola di salvaguardia per evitare qualsiasi tipo di penalizzazione.

Per non parlare poi della corsa ai Centri di Assistenza Fiscale che ci sarà non appena sarà comunicato il via libera all’assegno unico, considerato che questo sarà corrisposto in base alla soglia ISEE del nucleo familiare di appartenenza.

Insomma, il tempo stringe e le cose da sistemare sono molte. Ciò, però, non esclude la possibilità di avere una misura sostitutiva dell’assegno unico che potrà operare a partire da luglio, fino alla fine del 2021.

Assegno unico: le ipotesi sul bonus famiglia

L’alternativa su cui sta lavorando il Governo è di mettere a disposizione delle famiglie, a partire dal mese di luglio, una sorta di agevolazione ridimensionata nell’importo rispetto a quanto previsto dall’assegno unico. Insomma, un bonus di importo inferiore ai 250,00 previsti dall’assegno unico universale.

D’altra parte, il nuovo esecutivo guidato dall’ex governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, aveva quasi ufficializzato l’entrata in scena dell’assegno unico per il mese di luglio 2021 e le famiglie, sulla base di tali mezze certezze avevano colto la palla al balzo per non arrivare impreparate all’occasione, richiedendo l’ISEE. 

Alle stesse, ora, si dovrà dare una risposta più che legittima soprattutto in termini economici. E quale decisione migliore potrebbe essere presa se non quella di un nuovo e temporaneo bonus famiglia utile ad impiegare le risorse ormai stanziate per il mancato assegno unico per il 2021?

In altre parole, oltre alle detrazioni fiscali per i figli a carico e agli altri bonus pensati per incentivare la genitorialità, già attivi da quest’anno, un’agevolazione nuova verrebbe introdotta in sostituzione degli assegni al nucleo familiare (ANF).

Sarebbero questi, infatti, a lasciare il campo libero al nuovo bonus famiglia nel mese di luglio. Proprio in questo mese quanti percepiscono gli assegni per il nucleo familiare dovranno ripresentare domanda di richiesta all’INPS per non interrompere la fruizione del beneficio per il 2022. 

Dunque, proprio il posto degli ANF potrebbe essere preso da una misura che soddisfa le esigenze economiche di più persone, non soltanto delle famiglie con figli a carico fino ai 21 anni ma anche, ad esempio, dei lavoratori autonomi che non posso accedere agli ANF, oppure degli incapienti che invece non hanno diritto alle detrazioni fiscali. 

Assegno unico: le ultime novità

In attesa di sviluppi sull’entrata in scena di un eventuale bonus famiglia, sostituto temporaneo dell’assegno unico, scopriamo quali sono gli ultimi aggiornamenti sulla misura ormai posticipata al 2022.

Secondo le ultime indiscrezioni, l’assegno unico varierà nelle cifre da un minimo di 800,00 euro all’anno ad un massimo di 3.000 euro, in base alle soglie ISEE del nucleo familiare di appartenenza e delle maggiorazioni da applicare soltanto in casi particolari.

L’agevolazione è rivolta ai figli, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, a carico della famiglia. Per i figli che hanno compiuto o superato il diciottesimo anno di età, si prevede una riduzione in cifre dall’importo dell’assegno universale, per come affermato dal Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti. 

Saranno riconosciuti anche degli incrementi ma solo in particolari situazioni. Più nei dettagli, le maggiorazioni verranno corrisposte per i figli successivi al secondo e per le giovani madri al di sotto dei 21 anni di età.

Mentre una maggiorazione del 30% o del 50% verrà riconosciuta alle famiglie che hanno uno o più figli disabili di età inferiore ai 21 anni, commisurata alla gravità della disabilità.

Per i nuclei familiari con figlio a carico di età superiore ai 21 anni a carico, invece, l’assegno unico continuerà ad essere versato ma senza alcuna maggiorazione.

Assegno unico: la proposta della Cisl

Recentemente la Cisl ha gettato le basi per una proposta sull’assegno unico atta a favorire l’equità dell’agevolazione, con un costo stimato fra i 20 e i 21 miliardi di euro. L’idea del sindacato è di definire un assegno unico della cifra di 800,00 euro (67,00 euro al mese), uguale per tutti e per ciascun figlio minorenne.

Tale importo potrà essere aumentato di 1.600 euro senza superare la soglia dei 2.400 euro all’anno, vale a dire non si potranno ottenere più di 200,00 euro al mese per i redditi bassi.

Ma c’è di più, secondo la Cisl non si dovrebbe utilizzare l’ISEE, su cui grava anche il peso rilevante del patrimonio, come misura della situazione economica della famiglia.

Al suo posto dovrebbe subentrare l’Isr, un indicatore onnicomprensivo della condizione reddituale della famiglia, che prende in considerazione anche alcune spese rilevanti attraverso detrazioni specifiche, come ad esempio il canone di affitto.

Assegno unico: come funziona e a chi spetta

Poiché, come anticipato, non c’è ancora un decreto attuativo che può approfondire nel dettaglio le modalità di calcolo dell’importo che sarà versato, i requisiti da soddisfare per ottenere il riconoscimento dell’assegno unico rimangono, ad oggi, ancorati a quelli stabiliti dalla Legge di Bilancio 2021.

Dunque, per poter richiedere il bonus figli occorrerà essere cittadini italiani o membri di uno stato dell’Unione Europea con permesso di soggiorno permanente o diritto di soggiorno.

Per i cittadini al di fuori dell’UE il permesso di soggiorno dovrà essere di lungo periodo o motivato da attività lavorativa o ricerca di almeno un anno.

Oltre alle famiglie, spetterà anche ai genitori single con figli a carico, a quelli separati o divorziati. In questi casi particolari, il riconoscimento dell’assegno avverrà sulla base della responsabilità dei genitori sui figli. 

In poche parole, nei casi di affidamento congiunto dei figli l’assegno verrà ripartito fra i due genitori. Nel caso in cui i figli fossero affidati ad un unico genitore, l’intero importo dell’assegno unico spetterà o al padre o alla madre che ne ha l’affido.

Gli importi dell’assegno unico 

Pare quasi certo l’importo massimo dell’assegno unico universale che debutterà a gennaio 2022: non più di 250,00 auro di bonus mensile spetterà alle famiglie. Tale cifra è composta da una quota fissa (dai 50 ai 100 euro) ed una variabile sulla base del reddito ISEE del nucleo familiare.

Oltre la soglia di 60.000 euro di ISEE non si riceverà alcun bonus famiglia.

Più nei dettagli, andrà da un importo minimo di 40,00 euro mensili su quota minima fissa ma potrà arrivare fino a 250,00 euro per coloro i quali hanno una quota ISEE al di sotto dei 13.000 euro di reddito familiare complessivo, per i figli di età compresa tra 0 a 18 anni. 

Tale importo subirà una maggiorazione del 20% qualora nel nucleo familiare siano presenti altri figli successivi al primo.

Un interessante opportunità, dunque, che non influisce sulle altre prestazioni sociali agevolate, trattamenti assistenziali e Reddito di cittadinanza (RdC) che potranno essere corrisposti ugualmente.

Come richiedere l’assegno unico

In assenza dei decreti attuativi dell’assegno unico non si hanno notizie su come si potrà richiedere il bonus famiglia. Probabilmente, la procedura di richiesta verrà fatta all’INPS a cui va presentato il modello ISEE indispensabile per determinare l’importo dell’assegno unico da versare mensilmente.