A partire dal 1 luglio 2021 è finalmente possibile procedere alla richiesta dell’assegno unico rivolto alle famiglie, anche se alcune categorie sono escluse dalla formula dell’assegno ponte transitorio e dalla sua formula finale, ovvero universale.

Come indicato all’interno della circolare n.93 emanata dall’INPS il 30 giugno scorso, alla vigilia dell’attivazione della piattaforma su cui poter inoltrare la domanda, per poter ricevere la nuova formula di sostegno economico previsto dallo Stato è infatti necessario rispondere ai requisiti indicati per accedere all’assegno unico transitorio e a quello universale.

In particolare è bene ricordare che la seconda formula, per la quale le domande possono già essere avanzate, verrà erogata solo a partire dal 1 gennaio 2022.

Nella medesima circolare INPS, inoltre, vengono indicati i casi in cui, non essendo presenti i requisiti richiesti, si è esclusi dalla nuova formula di supporto statale introdotta con la Legge di Bilancio 2021.

In questo video, Fiom Milano indica rapidamente ma in modo efficace le caratteristiche dell’assegno unico e quali categorie rientrano tra quelle ammesse e chi invece ne è escluso: Che cos'è l'Assegno Unico per i Figli e a chi spetta?

 

Assegno unico universale e temporaneo: cosa cambia?

L’assegno unico, nella sua formula universale, è nato per riassumere e sostituire tutte quelle forme di sostegno che finora sono state erogare per le famiglie, come ad esempio il bonus bebè, il bonus mamma domani e tutte le formule di assegni rivolte al nucleo familiare.

Uno strumento onnicomprensivo, quindi, che entrerà a pieno regime per tutte le famiglie aventi diritto (quindi con figli a carico e ISEE inferiore ai 50.000 euro) solo a partire da gennaio 2022.

L’assegno può essere richiesto, con le modalità proposte dall’INPS, a partire dal settimo mese di gravidanza, andando così a sostituire quello che ad oggi era rappresentato dal bonus mamme domani.

Il sostegno economico può poi essere mantenuto fino a che i figli a carico non abbiano raggiunto la maggiore età o, in determinati casi, fino ai 21 anni. Nel dettaglio, questo è possibile quando i figli a carico:

  • frequentino un corso di formazione o universitario;
  • siano impegnati nello svolgimento del servizio civile universale;
  • svolgano un’attività di tirocinio formativo o un’attività lavorativa, percependo un reddito minimo (in base a quanto indicato nel decreto attuativo);
  • siano iscritti al centro per l’Impiego di riferimento o a un’agenzia per il lavoro.

Nella medesima circolare n. 93 emanata dall’INPS il 30 giugno 2021, si sottolinea che fino al nuovo anno entra in vigore una formula temporanea dell’ assegno unico per i figli, che prende per l’appunto il nome di “assegno unico ponte”.

Nello specifico, questa formula è rivolta a tutti quei nuclei familiari con figli a carico che fino a questo momento non hanno avuto modo di beneficiare di alcun altra tipologia di sostegno economico.

Quali categorie possono accedere all’assegno unico e quali sono escluse?

L’introduzione della misura dell’assegno unico fa parte del disegno presente nel Family Act che, approvato lo scorso 11 giugno dal Consiglio dei Ministri, prevede l’introduzione di questa nuova formula di supporto statale che ingloba e sostituisce tutti gli assegni che finora sono stati presenti.

Trattandosi di un’incentivo rivolto alle famiglie di valore universale, l’intenTo del Governo è stato quello di ridurre al minimo i soggetti che possano essere esclusi dall’assegno per i figli a carico.

Come indicato nella circolare INPS dedicata, i due requisiti fondamentali da possedere per coloro che vogliono fare domanda per l’assegno unico e universale sono: 

  • presenza di figli a carico nel nucleo familiare indicato nel DSU;
  • ISEE inferiore a 50.000 euro.

L’importo dell’assegno unico, infatti, è strettamente collegato, oltre che al numero di figli a carico, anche al valore dell’ISEE del nucleo familiare richiedente.

E’ evidente quindi che nel caso in cui venga superato l’importo dei 50.000 euro per la dichiarazione ISEE annuale, il gruppo familiare è in automatico escluso dalla possibilità di accedere al supporto statale.

Nella categoria di chi è escluso dall’assegno unico, sia nella sua forma universale che in quella transitoria, rientra anche chi non è residente o domiciliato in Italia.

Nello specifico infatti per poter usufruire del supporto statale è necessario essere cittadini italiani o, in alternativa, cittadini dell’Unione Europea o di un Paese Extraeuropeo con un permesso di soggiorno della validità di almeno un anno per motivi di lavoro o di ricerca.

In generale però non sono presenti altri motivi di esclusione dall’assegno unico erogato a partire dal 1 gennaio 2022 che, in quanto universale, può essere richiesto da tutti, a prescindere dalla tipologia di lavoro svolta dai genitori e anche in caso di disoccupazione e di ricezione di altre forme di incentivi e supporti economici.

Un discorso diverso va fatto invece per l’assegno unico “ponte”.

Non tutti possono accedere all’assegno unico transitorio

Formula di supporto alle famiglie inserito nel decreto attuativo “Misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori”, l’assegno unico “ponte” o “transitorio” è stato inserito per supportare tutti quei nuclei familiari che non ricevono alcun altra forma di assegno per il nucleo familiare (ANF) nel periodo di transizione tra il primo luglio e il trentuno dicembre 2021.

Trattandosi di una formula sperimentale di quello che sarà poi l’assegno unico e universale da gennaio 2022, solo determinate categorie vi possono accedere.

Più nel dettaglio, come specifica l’INPS nella circolare 93 emanata il 30 giugno scorso le categorie che possono accedere a questa formula sono le seguenti:

  • lavoratori autonomi e gli ex lavoratori autonomi che sono titolari di una pensione;
  • disoccupati e percettori di NASPI;
  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri;
  • tutti quei nuclei che non percepiscono l’ANF (Assegno per il Nucleo Familiare).

Di conseguenza rimangono esclusi al momento dall’assegno temporaneo tutte le categorie, come ad esempio i lavoratori dipendenti, che percepiscono altre forme di sostegno economico rivolte alle famiglie come gli  assegni familiari, l’Assegno per il Nucleo Familiare, il bonus mamme domani, il bonus bebè e le detrazioni figli a carico.

A partire dal mese di luglio è quindi iniziata l’erogazione dell’assegno ponte e chi ne ha diritto e ha effettuato la domanda entro il mese di giugno 2021.

I requisiti necessari per poter accedere al supporto economico sono i seguenti:

  • uno o più figli a carico minorenni di 18 anni o maggiorenni fino a 21 anni se iscritti ad un corso di formazione o universitaria o effettuano un tirocinio;
  • dichiarazione ISEE inferiore a 50.000 euro annui.

Di conseguenza tutti coloro che non possiedono questi requisiti sono esclusi dall’assegno cosiddetto ponte o transitorio.

Inoltre, in base alla dichiarazione ISEE presentata, alcune categorie non vengono escluse ma ricevono un importo complessivo differente per l’assegno unico ponte.

Nel dettaglio infatti, il valore dell’assegno unico nella sua formula temporanea varia in base al valore dell’ISEE secondo quanto riportato: 

  • con una dichiarazione ISEE fino a 7.000 euro, l’importo dell’assegno è pari a 167,50 euro per ciascun figlio, se il nucleo familiare è composto da uno o due figli, oppure è pari a 217,80 euro nel caso di nuclei familiari più numerosi;
  • con una dichiarazione ISEE superiore compresa tra i 7.000 euro e i 50.000 euro, l’importo dell’assegno è inversamente proporzionale in base alla crescita dell’ISEE.