Il Decreto-legge 79/2021 ha fatto si che il tanto discusso Assegno Unico sia ormai una realtà confermata: il contributo, riservato a circa 1,8 milioni di nuclei familiari italiani, sta per prendere vita.

Sfortunatamente, però, quando si parla di Assegno Unico le aspettative sono altissime e, molto spesso, non coincidono con la reale situazione e, soprattutto, con il decreto-legge approvato dal Governo Draghi.

In particolare, questo contributo sarà riservato soltanto a determinati nuclei familiari e, almeno per il momento, non a tutte le famiglie italiane (come, tra l’altro, si auspicava fino a poche settimane fa).

Chi realmente potrà beneficiare dell’Assegno Unico? 

Quali sono le cifre di questa tanto attesa misura? Come presentare domanda?

Cerchiamo di fare chiarezza.

Assegno Unico, si parte da luglio

L’Assegno Unico non è altro che quella misura di sostegno riservata ai genitori con figli minori a carico

In realtà, la volontà di introdurre un beneficio economico riservato alle famiglie che abbiano almeno un minore a carico è partita dall’ex Governo Conte, che con il Family Act del giugno 2020 aveva dato l’ok all’introduzione della misura.

La partenza per l’Assegno Unico è prevista per luglio 2021, quando a ricevere l’agevolazione saranno tutti quei nuclei familiari con condizioni reddituali particolarmente privative. 

Altra motivazione che ha convinto il Governo alla necessità di un Assegno Unico è che la situazione italiana attuale, in merito ai bonus famiglia, è davvero confusa: i bonus legati alla famiglia e ai figli sono davvero molti, e c’era dunque la necessità dell’istituzione di un unico beneficio che eliminasse tutta la serie di bonus attualmente esistenti.

Purtroppo, però, il beneficio non verrà concesso a tutte le famiglie italiane, o almeno per quanto riguarda la fase iniziale della sua introduzione.

Si parla infatti, più che di Assegno Unico, di un assegno ponte che partirà, per l’appunto, dal mese di luglio 2021 e che verrà concesso al fine di promuovere le nascite anche in caso di condizioni economiche non molto favorevoli

Le famiglie potranno richiedere quindi l’Assegno Unico presentando prove del proprio reddito, modello ISEE familiare e composizione numerica del nucleo in questione: tutti questi elementi determineranno l’importo esatto dell’assegno ponte.

E per quanto riguarda l’Assegno Unico per le altre famiglie italiane?

Affinché sia ufficializzato, sfortunatamente, dovremo attendere fino al 2022

Al momento, tra l’altro, non vi sono date precise, anche se si parla di gennaio, in quanto l’assegno ponte verrà concesso mensilmente per un periodo di sei mesi.

Assegno unico: chi può richiederlo già da luglio

L’Assegno Unico riguarderà soltanto i nuclei familiari che non hanno diritto agli ANF, ossia gli Assegni al Nucleo familiare: sono quindi ammessi alla presentazione della domanda lavoratori autonomi, lavoratori in regime forfettario, lavoratori con partita IVA, ma anche disoccupati e percettori di Reddito di Cittadinanza.

Anche i percettori di Reddito di Cittadinanza, dunque, potranno richiedere l’assegnazione dell’assegno ponte. 

Ma Assegno Unico e Reddito di Cittadinanza sono realmente cumulabili?

In realtà la risposta non è del tutto affermativa, in quando la quota dell’assegno ponte verrà detratta da quella del Reddito di Cittadinanza.

Una notizia riportata dal Corriere.it, infatti, nota come sarà l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale a calcolare e poi sottrarre l’importo dell’assegno al Reddito di Cittadinanza; alla luce di questo calcolo, poi, sarà lo stesso ente a corrispondere all’accredito congiunto dell’Assegno Unico e del Reddito di Cittadinanza.

Oltre al requisito di appartenenza ad una delle categorie di lavoratori sopra elencati, il decreto-legge 79/2021 prevede il rispetto di altri parametri; innanzitutto, l’Assegno Unico a partire da luglio potrà essere richiesto solamente a patto di essere cittadino italiano o con regolare residenza nel nostro Paese per un periodo di almeno due anni.

In secondo luogo, per poter partecipare alle procedure di assegnazione dell’assegno ponte, il nucleo familiare interessato dovrà necessariamente presentare certificazione ISEE che attesti una situazione economica che non superi i 50mila euro.

Assegno Unico: le famiglie escluse

Non potranno invece richiedere l’assegno ponte, cui seguirà l’Assegno Unico ufficiale, tutte quelle famiglie che attualmente ricevono gli ANF. Sono dunque esclusi dal diritto alla percezione dell’Assegno Unico i lavoratori dipendenti (sia pubblici che privati), coloro che sono attualmente in cassa integrazione, i disoccupati che percepiscono indennità, i percettori di pensione.

Altri nuclei familiari esclusi da questa prima fase dell’Assegno Unico sono quelli con figli maggiorenni.

Si è spesso parlato, nelle settimane passate, della possibilità di concedere l’Assegno Unico alle famiglie con figli maggiorenni attualmente impegnati nello studio: purtroppo, al momento, questi nuclei familiari non riceveranno l’assegno ponte.

Ultima categoria esclusa, quella dei cittadini che hanno regolare permesso di soggiorno, ma che hanno residenza in Italia, seppur regolare, da soli pochi mesi. Neppure in questo caso si avrà la possibilità di richiedere l’Assegno ponte a partire da luglio 2021.

Tutte le sopracitate categorie, comunque, potranno probabilmente richiedere l’accesso all’Assegno Unico dopo questa prima fase, che durerà sei mesi; si dovrà quindi attendere almeno fino al 2022 perché l’Assegno Unico diventi realmente un contributo economico concesso a tutti.

Assegno Unico: importi e cifre

L’ammontare dell’assegno ponte e, quasi sicuramente, anche quello del futuro Assegno Unico ufficiale che verrà introdotto nel 2022, verrà stabilito in base alla certificazione dell’ISEE familiare; si terrà quindi conto delle reali condizioni economiche dei richiedenti.

Inoltre, ogni minore presente nel nucleo familiare accrescerà l’importo finale dell’Assegno Unico.

Sul sito Fiscoetasse.com è stata anche pubblicata una tabella livelli ISEE, che permette di calcolare agevolmente l’importo dell’assegno ponte, con riferimento alla situazione dell’ISEE familiare.

Per ogni figlio minore, il nucleo familiare interessato potrà ricevere una cifra che va dai 30 ai 217,8 euro, in base alla propria situazione economica. Nel caso in cui i minori in famiglia siano due, l’importo massimo raggiungibile è di 167,5 euro.

Sfortunatamente, nel caso di figli superiori al secondo, la maggiorazione è pari al 30%: dunque le famiglie particolarmente numerose non risulteranno per nulla avvantaggiate dall’introduzione dell’Assegno Unico.

In caso di minore disabile presente nel nucleo richiedente, invece, l’importo finale verrà incrementato di 50 euro per ogni mensilità.

Domanda per l’Assegno Unico: è compito dell’INPS

Le modalità di presentazione per la domanda da presentare durante la prima fase dell’Assegno Unico (ossia per ricevere l’assegno ponte a partire da luglio) sono gestire dall’Istituto Nazionale Previdenza Sociale.

La domanda si può compilare online, per mezzo del sito ufficiale INPS.

Coloro che non siano amanti della tecnologia, invece, possono ricorrere all’aiuto di patronati o CAF che si occuperanno di inoltrare le domande per l’Assegno Unico, oltre che di fornire indicazioni per la determinazione della situazione economica attuale della famiglia.

La procedura per l’invio delle domande è disponibile sul sito INPS da giorno 1 a giorno 30 luglio del prossimo anno. 

Per coloro i quali riusciranno ad inviare la domanda entro la data del 30 settembre 2021, verranno inoltre garantiti i mesi in arretrato, per le mensilità che vanno dunque da luglio a settembre.

Durante la procedura di compilazione della domanda, è fondamentale munirsi non soltanto di modello ISEE, ma anche di codice IBAN: l’INPS provvederà infatti ad accreditare l’importo mensile dell’assegno ponte tramite bonifico bancario.

 Ultimo dubbio da chiarire riguarda il caso in cui il minore per cui si richiede l’Assegno Unico abbia genitori separati o divorziati.

In questo caso, tutto dipende dalla tipologia di affido.

Se infatti la famiglia è in condizione di affido condiviso, l’importo dell’assegno sarà diviso e concesso a metà ai due genitori: ciascuno dei due genitori riceverà metà dell’importo previsto per ogni figlio a carico.

Questo iter è valido per la richiesta dell’Assegno Unico nel periodo ponte che parte a luglio e che durerà sei mesi, fino a gennaio 2022.

Agevolazioni compatibili con l’Assegno Unico

La misura, lo specifichiamo, è esentasse oltre che compatibile con altre agevolazioni economiche a sostegno del reddito attualmente vigenti.

Innanzitutto, viene garantita la compatibilità con le misure per le famiglie con figli a carico, ovvero:

  • premio alla nascita
  • bonus mamma domani
  • bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione

L’Assegno Unico è inoltre compatibile anche con i benefici economici previsti dalle Regioni a sostegno delle famiglie meno abbienti, oltre che col già citato Reddito di Cittadinanza.

La fine dei bonus alle famiglie: l’Assegno Unico è davvero un bene per le famiglie italiane?

Dato che all’assegno ponte seguirà l’Assegno Unico, è ormai certo che a breve dovremo salutare tutti gli altri bonus riservati alle famiglie attualmente esistenti. Parliamo cioè dei già citati assegno di natalità, bonus mamma domani e del bonus baby sitter.

È quasi certo che questi tre bonus verranno comunque mantenuti fino allo scadere dell’attuale Legge di Bilancio 2021, ma è molto improbabile che, per il 2022, tali misure vengano nuovamente confermate.

Lo scopo dell’introduzione dell’Assegno Unico, infatti, è quello di mettere ordine all’interno del caos attualmente esistente e legato all’eccessiva numerosità di agevolazioni concesse.

In realtà, l’introduzione di una misura unitaria non sarà necessariamente un bene: quasi certamente, infatti, le famiglie italiane riceveranno una somma totale inferiore a quella che riceverebbero se tutte le attuali agevolazioni venissero mantenute. 

Dunque, anche se l’intento sarebbe quello di agevolare la situazione dei bonus concessi alle famiglie, di fatto con l’Assegno Unico, a perderci, saranno le famiglie stesse.