E’ stato approvato il decreto per fornire l’assegno unico alle famiglie con figli a carico. La scelta è dettata dall’impatto che la pandemia ha portato sulle famiglie italiane ed è necessario aiutarle.

Infatti, secondo un’indagine ISTAT sulla soddisfazione dei cittadini, il 30% delle famiglie italiane ha visto un peggioramento della propria condizione economica negli ultimi due anni.

Sono proprio i temi economici ad essere fonte di preoccupazione negli italiani, insieme ad altri indicatori come condizioni e prospettive economiche.

Sempre secondo questa indagine, le famiglie che registrano un peggioramento sono salite di 3.4% punti rispetto al periodo precedente, arrivando ad un 29.1% del totale.

Le regioni dove i cittadini si ritengono più soddisfatti sono al nord, per la precisione Trentino Alto Adige e Val d’Aosta, mentre Campania e Sicilia sono tra le regioni con i valori più bassi.

La situazione di crisi, e la conseguente chiusura di molti esercizi commerciali sta determinando una scelta di politiche che vanno a ricreare un welfare state a supporto delle famiglie.

L’assegno Unico 2022: a cosa serve?

L’assegno prevede un certo riordino in materia di supporto alle famiglie. 

L’obiettivo di questo provvedimento è quello di rendere l’accesso al sussidio estremamente fruibile. Non si parla infatti più di detrazioni, bonus e agevolazioni per cui doveva essere aperta una singola pratica di volta in volta, ma direttamente di un unico supporto a beneficio di tutte le famiglie.

Si è deciso che la gestione degli assegni non spetti più ai singoli enti, locali, regionali, statali, ma direttamente all’INPS che diventa il principale ente per la gestione dei supporti statali.

Per ricevere l’importo è necessario essere genitori con figli a carico. Inoltre, bisogna inviare il proprio ISEE all’ente. 

Attenzione: l’ISEE non vi escluderà dalla lista per gli assegni ma andrà ad influire solo sulla cifra elargita.

Gli importi per l’assegno unico dipenderanno quindi dal reddito. Si è stimato che le famiglie con ISEE inferiore ai 15mila euro avranno il massimo dell’importo ottenibile, mentre quelle con 40mila euro, o reddito superiore, avranno un importo minimo. 

Sarà possibile inviare le richieste già dal prossimo anno a partire da gennaio. Ancora non è chiarissimo come avverrà il passaggio dal vecchio sistema a quello gestito dall’INPS ma questo sarà discusso e approvato in seguito.

Come funziona l’assegno unico

L’assegno unico per le famiglie con figli a carico verrà erogato dall’INPS a coloro che ne fanno domanda a partire dal 1° gennaio 2022. 

La misura essendo inclusiva è richiedibile sia dai lavoratori dipendenti che da quelli autonomi. L’importo vaia a seconda dei redditi e del numero di figli a carico(che incidono sul calcolo ISEE).

L’assegno unico 2022 va a sostituire anche gli assegni familiari che sono erogati con cadenza annuale da luglio a giugno dell’anno successivo. Questo viene però cambiato dall’assegno unico che andrà da marzo a febbraio dell’anno dopo.

Se purtroppo non si è in possesso della dichiarazione ISEE è importante sottolineare che si riceverà comunque l’assegno ma questo sarà calcolato come per i redditi dai 40mila euro in su.

Possono fare domanda per questa misura tutti i cittadini, comunitari e non, che hanno registrato la propria residenza in Italia da almeno due anni.

La domanda dovrà essere inoltrata al sito dell’INPS in modalità telematica  attraverso autenticazione tramite SPID o carta d’identità elettronica. 

Quando si può fare domanda per l’assegno unico?

Per l'erogazione dell'Assegno Unico ci sono dei piccoli problemi. Sebbene la misura doveva già partire ad inizio 2022 con le prime erogazioni già a gennaio 2022, queste sono state posticipare a Marzo.

Allo stesso tempo sono state prolungate i vecchi supporti alle famiglie attraverso una proroga gli assegni familiari, andando fino a giugno 2022. 

C’è qualche incertezza sul tema, ma il Governo Draghi ha confermato una misura efficace per questo assegno e per il supporto alle famiglie.

Il governo ha stanziato una cifra faraonica, quasi 20 miliardi di euro per questa soluzione, praticamente la somma di Quota 100 e Reddito di Cittadinanza.

Per fare in modo che ci fosse la possibilità di utilizzare queste risorse, si è deciso per il superamento di altre misure, come bonus mamma domani e gli ANF, lo Stato potrà dotare degli Assegni unici fino a 15 miliardi per il 2022, e progressivamente arrivare a quasi 20 miliardi fino al 2029.

Chi può richiedere l’assegno Unico?

Possono richiedere l’assegno unico familiare tutti i nuclei che hanno almeno un figlio che non abbia compiuto i 21 anni di età. La misura è valida anche per i figli ancora non nati, ma che le madri sono al settimo mese di gravidanza.

Per figlio a carico si intende un figlio, anche maggiorenne (età massima non cambia) che abbia un reddito annuo inferiore agli 8mila euro lordi.

Inoltre, dopo i 18 anni, il figlio maggiorenne dovrà soddisfare uno dei seguenti requisiti:

  • Avere un lavoro o un tirocinio che nell’arco dell’anno non fornisca un reddito superiore agli 8.000 euro.

  • Essere in stato di disoccupazione, con iscrizione presso il locale centro per l’impiego.

  • Svolgere il servizio civile

  • Frequentare un corsi di laurea o un percorso di formazione professionale.

Se però il figlio ha una disabilità, decade il limite anagrafico dei 21 anni.

Il bonus sarà assegnato ad uno dei due genitori, o in caso di coppie separate, l’assegno è diviso equamente tra i due coniugi.

In caso ci sia affidamento esclusivo, l’INPS assegnerà l’importo al genitore affidatario.

Quanto vale l’assegno unico

Quali sono gli importi previsti per l’assegno unico 2022? 

E’ previsto che il minimo e il massimo dell’assegno INPS sia di 175 euro e 50 euro spettanti rispettivamente a chi presenterà un ISEE di 15.000 euro massimo o superiore ai 40.000 euro.

Facciamo qualche esempio assegno unico:

Una famiglia con ISEE fino a 15mila euro può ricevere fino a 175 euro al mese, per il primo figlio, 350 con due figli (quindi il doppio), e con 3 può arrivare 610 euro. Come vedete non si avrà il triplo rispetto a chi ha un figlio ma molto di più. Per le famiglie con 3 o più figli è infatti stata creata una maggiorazione.

A questi importi si aggiungono i 20 euro al mese a figlio in caso la madre abbia meno di 21 anni.

Se invece si ha un ISEE superiore ai 40mila euro si riceverà l’assegno unico pari a 50 euro per un figlio sotto i 21 anni, 100 euro con due figli, e 165 con tre figli nel nucleo familiare. Anche in questo caso esiste una maggiorazione sebbene sia ridotta.

Esistono inoltre dei supporti extra alle famiglie con figli disabili

Infatti, oltre all’assenza del limite di età, le famiglie con a carico un figlio disabile riceveranno 105 euro al mese in più in caso il figlio non abbia autosufficienza, 95 euro in caso di disabilità grave e 85 euro in caso di disabilità media.

Ad ogni modo, oltre i 21 anni, si continuerà a ricevere un assegno ma in formato ridotto, a seconda dell’ISEE, l’importo andrà da 85 a 25 euro al mese.

Altri supporti alle famiglie

Non è solo l’assegno ad aver alimentato il dibattito, perchè il Governo sta cercando di supportare maggiormente le famiglie attraverso una serie di misure. 

All’interno del decreto denominato Family Act, dovrà essere riconfermato il congedo parentale per i genitori. Una misura che ha inciso moltissimo durante il periodo pandemico a sostegno dei nuclei familiari. 

Il congedo parentale era solitamente previsto per un periodo non superiore ai cinque mesi per le future mamme, per la parte finale della gravidanza e per alcuni mesi dopo il parto. Una retribuzione garantita dallo Stato per poter lasciare il lavoro senza problemi.

L’INPS, nell’ultimo anno, ha anche introdotto il congedo di paternità, un breve congedo molto limitato e che consiste in un periodo di 10 giorni entro i primi 5 mesi dalla nascita di un figlio.

Bonus per famiglie

Con l’entrata in vigore dell’assegno unico, andranno a sparire alcuni bonus a cui erano abituate le famiglie.

Qui trovate un elenco dei bonus confermati che confluiranno nella nuova misura dell’assegno:

  • Bonus asilo nido: andrà a decadere con l’entrata in vigore del nuovo assegno unico. E’ già possibile dire che questa misura dovrebbe essere confermata per il 2022.
    Infatti, il bonus nido 2022 è compatibile con l’assegno unico e pertanto il Governo andrà a stanziare nuove risorse per tenere attiva questa misura. Uno degli obiettivi è quello di aprire 230 mila nuovi posti in asili nido sparsi sul territorio nazionale. Il bonus asilo nido permette ai genitori di affidare i bambini da zero a tre anni a queste strutture e pagare le rette scolastiche.

  • Bonus bebè: valido solo per il primo anno di età del figlio e varia a seconda dell’ISEE. Gli importi sono quindi variabili e passa da 80 euro al mese, quello più basso, per chi ha ISEE superiore a 40mila euro. Viene alzato a 120 euro al mese per chi ha un importo ISEE tra 7 e 40mila euro. Ma se la famiglia non riesce a superare i 7mila euro di ISEE, sono destinati 160 euro al mese. Tutti gli importi sono per un totale di 12 mesi.

I bonus sono sicuramente utili e supportano le famiglie in momenti delicati, specie nella gestione delle spese familiari. 

Avere quindi un aiuto statale permette alle famiglie, o chi desidera averne una, di poter programmare anche le spese e capire come aiutare al meglio la crescita del proprio bambino in un contesto economicamente migliore.

Ovviamente, il bonus non andrà a colmare quelle differenze reddituali, ma visto anche l’ammontare stanziato per la misura (circa 20 miliardi di euro), si sta facendo uno sforzo maggiore verso il benessere dei bambini.

C’è sicuramente ancora da lavorare su alcune misure, vedi il congedo parentale, e non sempre queste misure riescono a cogliere il favore di tutti, sia per i vari scaglioni di reddito sia per la differenza nelle misure. Si spera che nel prossimo futuro questi bonus a sostegno delle famiglie riescano ad essere sempre più equiparati ai modelli europei. Beneficiando quindi tutti di un modello statale più vicino alle famiglie.