Il tanto chiacchierato assegno unico e universale da 250 euro che ci si aspettava da luglio verrà posticipato a gennaio 2022. Questa è l’ultima notizia e aggiornamento anticipata a fine maggio dalla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti e poi ribadita anche dal premier Draghi.

Dal primo luglio però scatterà una sorta di assegno-ponte rivolto a determinate categorie di lavoratori per poi essere esteso a tutti a partire dal 2022. Riportiamo quanto ha detto la Ministra Bonetti sul sito di tgcom24:

“L’assegno unico è una misura che stiamo costruendo: l’idea è di partire da luglio, per farlo bisogna introdurre una misura ponte”.

Mario Draghi, durante la sua partecipazione agli Stati Generali della Natalità, ha, come leggiamo su gazzettadelsud.it, annunciato:

“Al sostegno economico delle famiglie con figli è dedicato l’assegno unico universale. Da luglio la misura entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari. Nel 2022, la estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che nell’immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti”.

L’intenzione è quella di rendere l’assegno unico una misura valida anche per gli anni a venire, perciò l’intento è quello di erogare quante più risorse possibili e di strutturale al meglio.

Assegno unico: la misura ponte da luglio e le caratteristiche

Come mai dunque questo assegno unico non partirà da luglio? La motivazione è in realtà molto semplice. Il Decreto Sostegni di marzo che doveva contenere tale misura è arrivato troppo tardi. Troppo tardi per permettere di poter procedere già dal 1 luglio con tale assegno.

Bisogna infatti ancora capire come avverrà l’erogazione in base all’ISEE e altri criteri. Nel frattempo quindi, si è pensato bene comunque di avviare questa prima prova di assegno unico erogato a coloro che di solito sono i grandi esclusi dagli assegni familiari e i bonus famiglia: i lavoratori autonomi.

E quali sono le caratteristiche previste di questa misura ponte? Si sta pensando ad una assegno del valore di circa 100 euro mensili (quindi una somma minore rispetto ai 250 euro dell’assegno unico e universale del 2022) da erogare da luglio fino al 31 dicembre 2021. Il calcolo dell’importo avverrà in base all’ISEE.

Assegno unico: cosa succederà fino a gennaio 2022

Dunque, fino a gennaio 2022, anche se partirà da luglio 2021 l’assegno-ponte, si potrà continuare a beneficiare dei vari bonus famiglia come quello bebè e mamma domani

Inoltre varranno ancora le detrazioni fiscali per i figli a carico. Ricordiamo che, nella Legge di Bilancio 2021, sono stati stanziati ben 3 miliardi di euro per le misure a sostegno delle famiglie e 4,7 miliardi di euro per gli Assegni per nucleo familiare.

La famiglia è uno dei temi che sta maggiormente a cuore al governo Draghi così come il lavoro e la digitalizzazione del Paese. L’assegno unico sembrerebbe solo il primo step di una serie di aiuti a sostegno delle famiglie italiane. Così come ha sottolineato la Ministra Bonetti durante una sua intervista a marzo rilasciata ad avvenire.it:

“Ora stiamo accelerando su questo, ma ovviamente l’assegno da solo non basta. In commissione alla Camera c’è l’intero provvedimento del Family Act. C’è da investire sul lavoro femminile, tema che il presidente Draghi ha inserito come priorità nell’agenda di governo, come su asili nido, sostegni per il lavoro domestico e per il baby sitting, congedi parentali paritari per tutti i lavoratori. E ancora sulle politiche educative, a partire dalla prima infanzia. E’ in gioco il futuro del Paese, ed è tutto nelle nuove generazioni”.

Assegno unico: in cosa consiste questa misura universale

Ecco, le caratteristiche di questo assegno è che sarà unico e universale. Nasce infatti dall’intento di riunire tutti i precedenti bonus in una sola soluzione. L’obiettivo è sia unificare che semplificare.

Per le famiglie con figli a carico under 21, in questo modo, basterà fare soltanto una richiesta all’INPS per ottenere il sostegno, senza perdersi in ulteriori burocrazie o richieste di sussidi.

Come abbiamo visto, l’assegno unico rientra nel più vasto provvedimento del Family Act ed è un assegno che ogni famiglia con i giusti requisiti percepirà, in base all’ISEE, per ogni figlio a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni.

Nel caso poi di bimbi disabili (aumento previsto tra il 30 e il 50%) presenti in famiglia e dal secondo figlio in poi (aumento del 20%), sono previste anche delle maggiorazioni degli importi mensili.

Si tratta di una misura destinata a tutti coloro che hanno figli a carico. Un dato importante da sottolineare è che potrà essere percepito o come assegno oppure anche come credito d’imposta.

Assegno unico: a chi sarà destinato

Questa agevolazione dovrà essere massimamente democratica e dunque non troppo severa riguardo i requisiti da avere per accedervi. 

Bisognerà infatti essere cittadini italiani o con un regolare permesso di soggiorno o residenti in Italia da almeno due anni. Svolgere un lavoro che potrà essere a tempo determinato, indeterminato oppure si potrà essere titolari di partita IVA o essere lavoratori autonomi. Inoltre sono ammessi anche coloro che sono momentaneamente disoccupati o in cerca di lavoro.

Anche se si è un genitore single con figlio/i a carico si potrà fare richiesta dell’assegno unico. Altrimenti l’assegno verrà ripartito equamente tra i due genitori, anche in caso di affidamento congiunto. 

Se i lavoratori dipendenti in realtà, o comunque la maggior parte di loro, facendosi i conti i tasca pensano che questo nuovo e unico sussidio non li agevolerà rispetto a quelli che possono ad oggi richiedere, i lavoratori autonomi e le partite IVA ne sono entusiasti. Infatti sono solitamente estromessi da tali agevolazioni familiari. Quindi per loro sarà davvero una bella e gradita novità.

Assegno unico: quali saranno gli importi

Ripetiamolo ancora una volta, l’assegno unico è destinato a tutte le famiglie che hanno figli a carico under 21 e si percepisce per ogni figlio.

L’importo massimo che verrà erogato ammonterà a 250 euro mensili. L’importo sarà costituito da una quota fissa e una variabile che cambierà in base al reddito familiare.

Inoltre, per i figli maggiorenni sarà possibile, su richiesta, percepire loro stessi l’assegno. Lo percepiranno sia se sono disoccupati ma in cerca di lavoro, sia se sono studenti o svolgono un percorso formativo volto alla professionalità. L’importo però dell’assegno per figli maggiorenni risulterà più basso rispetto a quello percepito per figli minorenni.

Riguardo il calcolo degli importi, si prevedono vari scenari:

  • 161 euro al mese per i minorenni o 97 euro per i maggiorenni (per coloro che hanno un ISEE sotto i 30mila euro annui);
  • oppure per coloro che hanno un ISEE annuo superiore ai 52mila euro, l’importo scenderà a 67 euro per i minorenni e a 40 euro per i figli tra i 18 e i 21 anni.

Assegno unico: nell’attesa, i vari bonus famiglia e gli assegni familiari

Nell’attesa dunque dell’assegno unico, si potrà ancora fare richiesta dei vari bonus rivolti alle famiglie e alla genitorialità.

In primis, si potranno ancora percepire ancora gli ANF (Assegno per il Nucleo Familiare) che sono stati istituti nel 1998 e, come leggiamo sul sito INPS, si tratta di:

“una prestazione economica erogata dall’INPS ai nuclei familiari di alcune categorie di lavoratori, dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi”.

E’ dunque un assegno rivolto ai lavoratori dipendenti, a quelli iscritti alla Gestione Separata e ai titolari di pensione.

Per i dipendenti, l’assegno verrà pagato direttamente dal datore di lavoro in busta paga.

Per sapere l’importo, l’INPS pubblica delle tabelle relative all’anno (ad esempio 2020-2021) che fanno riferimento alla composizione del nucleo familiare e all’ISEE. Per quanto riguarda il 2020-2021 si parla di assegni familiari spettanti dal primo luglio 2020 al 30 giugno 2021.

Aspettando l’assegno unico: il bonus bebè

Invece di avvilirsi in vista della posticipazione dell’assegno unico, bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e approfittare per richiedere altri bonus famiglia che sono ancora disponibili e attivi.

Come ad esempio l’Assegno di natalità, meglio noto come bonus bebè. Si tratta di un sostegno rivolto alle famiglie con bimbi nati o adottati nel periodo che va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021. Dunque per tutto il 2021, in poche parole.

Si potrà fare richiesta entro 90 giorni dall’evento: nascita, affidamento o adozione. Essendo stato pubblicato a marzo, precisamente il 3 marzo 2021, il messaggio dell’INPS riguardo tale bonus, potranno fare ugualmente richiesta coloro che hanno avuto bimbi nei primi due mesi del 2021.

Viene poi specificato sul sito INPS riguardo i termini di invio:

“Il termine ultimo per presentare la domanda è la fine del mese precedente a quello di compimento del primo anno di vita del bambino o del primo anno di ingresso nel nucleo familiare”.

Gli importi del bonus bebé, in attesa dell’assegno unico

Riguardo gli importi, verranno calcolati in base all’ISEE valido presentato da ogni famiglia e saranno ripartiti nelle seguenti tre fasce:

  • 160 euro mensili per ISEE fino a 7mila euro;
  • 120 euro mensili per ISEE familiare compreso tra 7mila e 40mila euro;
  • 80 euro al mese per ISEE superiore ai 40mila euro.

E’ prevista poi una maggiorazione del 20% per i figli successivi al primo, quindi gli importi diventeranno:

  • 192 euro mensili per ISEE fino a 7mila euro;
  • 144 euro mensili per ISEE familiare compreso tra 7mila e 40mila euro;
  • 96 euro al mese per ISEE superiore ai 40mila euro.

Aspettando l’assegno unico: il bonus mamma domani

Altra possibilità di sostegno alle famiglie, sempre aspettando l’assegno unico che ripetiamo accorperà tutti gli altri bonus in un solo assegno, è dato dal bonus mamma domani.

Il premio nascita INPS meglio noto come bonus mamma domani si tratta di un bonus da 800 euro che può essere richiesto dalle future mamme a partire dal settimo mese di gravidanza fino al compimento di un anno del bambino.

Spetta anche alle mamme che adottano o prendono in affido un bimbo. E’ un bonus confermato dalla Legge di Bilancio 2021 ma che in realtà risale al 2017. Viene erogato anche in caso di parto gemellare. In questo caso, se si tratta ad esempio di due gemelli, l’importo sarà di 1600 euro.