Un provvedimento che finalmente mette sullo stesso piano lavoratori autonomi e dipendenti pubblici o privati, l’assegno unico è stato introdotto come la nuova e innovativa formula di supporto statale per le famiglie.

Un’agevolazione che intende semplificare e unificare tutte quelle forme di incentivi che fino a questo momento sono stati percepiti dai nuclei familiari con figli minori a carico, come il bonus bebè, il bonus mamma domani e tutte le detrazioni per i figli a carico.

Detrazioni e bonus da cui sono sempre state escluse determinate categorie di lavoratori, primi tra tutti i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, che sino al 1 luglio 2021 non hanno mai avuto modo di percepire alcun assegno per il nucleo familiare.

Come sottolinea la ministra per le pari opportunità Bonetti, si tratta di un provvedimento contenuto nel Family Act e che, in quanto unico ed universale,

«è per tutti, e la quota dipenderà dal reddito, quindi le famiglie meno abbienti riceveranno di più, e le più ricche avranno solo una quota base».

Un provvedimento quindi che prevede il versamento da parte dello Stato di una quota per ciascun figli a carico, dal settimo mese di gravidanza e fino alla maggiore età dei figlio, in alcuni casi, fino al compimento dei 21 anni, con cadenza mensile.

In questo video di Speedy News Italia vediamo quali sono le caratteristiche dell’assegno unico e i tempi per la richiesta e l’erogazione: NUOVO ASSEGNO UNICO FIGLI 2021 TUTTO QUELLO CHE DOVETE VERAMENTE SAPERE! SVELATO!

 

Al via l’erogazione per i lavoratori autonomi

Come indicato nel decreto legge n. 79 dell' 8 giugno 2021 pubblicato in Gazzetta ufficiale, i primi a ricevere l’assegno Unico, nella sua forma temporanea, sono tutti quei nuclei familiari che fino ad ora sono stati esclusi dall’assegno al nucleo familiare (ANF) e da tutte le altre agevolazioni, come i lavoratori autonomi e i disoccupati.

I 3 miliardi di euro che erano stati stanziati dalla Legge di Bilancio infatti verranno impiegati nell’ultimo semestre del 2021, da luglio a dicembre, per il pagamento degli assegni unici “ponte” a tutte le famiglie che non ricevono altre forme di detrazioni, come i percettori di NASPI, gli incapienti, i lavoratori autonomi.

Lo stesso Presidente del Consiglio Mario Draghi sottolinea che

da luglio la misura entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari. 

Come per la sua forma universale, anche l’assegno temporaneo può essere richiesto solo se nel nucleo familiari sono presenti figli a carico fino a 18 anni, anche in caso di figli adottivi o in situazione di affido preadottivo.

I requisiti che devono essere rispettati sono:

  • possesso di una certificazione ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) in corso di validità e con un valore non superiore ai 50.000 euro;
  • cittadinanza italiano o, in caso contrario, cittadinanza di uno stato dell’unione europea o extraeuropeo e possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo (almeno un anno) per motivi di ricerca o di lavoro;
  • residenza in Italia da almeno due anni, anche se non continuativi o contratto a tempo indeterminato o determinato di almeno sei mei;
  • assoggettamento al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia.

Come già detto, l’assegno unico temporaneo è in fase di erogazione già a partire dal 1 luglio 2021.

In particolare, verranno versati, anche in modo retroattivi, gli assegni per il periodo di luglio, agosto e settembre a tutti coloro che presenteranno domanda entro il 30 settembre di quest’anno.

In caso contrario, se la domanda sarà presentata dal 1 ottobre 2021 in poi, l’assegno versato avrà cadenza mensile dal mese di presentazione della domanda in poi.

In base a quanto stabilito dalla norma n. 46/2021, l’assegno temporaneo è compatibile con il Reddito di cittadinanza e altre eventuali misure favore dei figli a carico erogate dalle Regioni ed Enti locali.

Nel caso di compresenza di Reddito di Cittadinanza e assegno unico temporaneo, sarà l’INPS a versare in modo automatico un assegno cumulativo sul card del RdC.

Assegno unico per i lavoratori dipendenti: bisogna aspettare gennaio 2022

La ministra delle pari opportunità nell’intervista di presentazione dell’assegno unico ha sottolineato che l’estensione della riforma a livello universale, quindi per tutti i nuclei familiari, è stata spostata al gennaio 2022.

Le motivazioni paiono essere prettamente tecniche, dal momento che si aspetta l’emanazione di tutti i decreti attuativi.

Si è scelto quindi di supportare, in questa prima fase, tutte quelle categorie che altrimenti sarebbero rimaste ancora escluse da ogni tipo di sostegno economico statale. Ma non mancano comunque alcune ulteriori facilitazioni per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato.

In realtà, infatti, per sopperire a questo semestre di stallo per i lavoratori dipendenti, del settore pubblico e privato,  il Governo ha optato per l’aumento degli importi dell’Assegno al Nucleo Familiare (ANF). Nel dettaglio, l’incremento degli assegni rivolti ai nuclei familiari con figli a carico è pari a:

  • 37,5 euro nel caso di nuclei familiari in cui sono presenti uno o due figli minori;
  • 55 euro nel caso di presenza di più di due figli minorenni in famiglia.

Inoltre, fino alla fine di quest’anno è confermata la presenza delle detrazione per i figli a carico.

A partire dal 1 luglio comunque, contemporaneamente all’inizio dell’erogazione degli assegni per i lavoratori autonomi e pet le altre categorie che rientrano nell’assegno unico temporaneo, è stata attivata sul sito dell'INPS la piattaforma per inoltrare le richieste anche per l’assegno unico e universale.

Per non essere colti alla sprovvista e per non aspettare l’ultimo momento quindi anche i lavoratori dipendenti possono iniziare a presentare le documentazioni necessarie per poter ricevere il supporto statale già dall’inizio del nuovo anno.

I requisiti per poter richiedere l’assegno unico universale sono i medesimi dell’assegno ponte per le famiglie, come indicato anche dalla circolare INPS pubblicata alla vigilia dell’attivazione della piattaforma.

Assegno unico per lavoratori autonomi e dipendenti, con medesimo importo

Per quanto riguarda il valore del supporto statale, non vi sarà differenza tra la formula transitoria e quella universale.

Sia l’assegno unico temporaneo che la forma definitiva dell’assegno universale hanno un importo che può essere calcolato in base a due variabili:

Proprio su questi due elementi è stata costituita una tabella, pubblicata sia insieme al Decreto Attuativo sia nella circolare INPS, in cui vengono riportati i valori dell’assegno in base alla fascia ISEE.

Nello specifico, l’importo dell’assegno unico, che è inversamente proporzionale all’aumento dell’ISEE, ha in seguente andamento:

  • 167,5 euro per ciascun figlio, nel caso di nucleo familiare con massimo 2 figli a carico e ISEE fino a 7 mila euro;
  • 217,8 per ciascun figlio, nel caso di nucleo familiare con 3 o più figli a carico e ISEE fino a 7 mila euro;
  • 30 euro per ciascun figlio, nel caso di nucleo familiare con massimo 2 figli a carico e ISEE tra 40 e 50 mila euro;
  • 40 euro per ciascun figlio, nel caso di nucleo familiare con 3 o più figli a carico e ISEE tra 40 e 50 mila euro.

A questi importi vanno aggiunti 50 euro nel caso della presenza di figli con disabilità grave.

E’ bene ricordare che l’Assegno unico e universale, come tutte le forme di incentivi e di supporti economici introdotti dallo Stato, è completamente svincolato da tassazioni ed esente IRPEF.