L’assegno unico INPS non rappresenta affatto una novità dell’attuale Governo italiano guidato dal nuovo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, tuttavia soltanto nelle ultime settimane si sta assistendo ad una ridefinizione delle linee guida in merito al suo futuro funzionamento e sistema di riconoscimento del beneficio. 

È stata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2021, con la sua relativa entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 2021, a dettare l’introduzione dell’assegno universale per i figli al di sotto dei 21 anni.

A questo proposito, il Governo precedentemente capitanato dall’ex premier Giuseppe Conte, aveva deciso di concretizzare l’assegno unico INPS soltanto a partire dal giorno 1° luglio 2021 così da poter dedicare i primi mesi del nuovo anno nella definizione del meccanismo dell’assegno universale e la semplificazione delle procedure necessarie per poterne richiedere il riconoscimento. 

Tuttavia, a seguito della formazione del nuovo Governo italiano, sono emerse alcune indiscrezioni e paure in merito al destino dell’assegno unico, poi rivelatosi non veritiere. 

Durante la scorsa settimana, infatti, il premier italiano Mario Draghi ha tenuto un incontro con la Camera per discutere delle misure e delle proposte inserite all’interno del Recovery Plan, tra cui vi era anche il tema dell’assegno unico per i nuclei familiari

La riunione con gli esponenti della Camera ha quindi fatto emergere chiaramente l’intenzione da parte della nuova squadra di Governo di confermare l’introduzione dell’assegno unico avvenuta mediante la Legge di Bilancio 2021 e di puntare su questa nuova misura al fine di sostenere al meglio la genitorialità e tutte quelle famiglie italiane che attualmente si trovano in una situazione economica di difficoltà, aggravata anche in seguito all’esplodere dei contagi da Coronavirus anche sul territorio italiano.

Ecco, quindi, una breve guida dettagliata in cui si andranno a definire tutte le caratteristiche che dovrebbero andare a caratterizzare l'assegno unico per i nuclei familiari, quali saranno i cittadini che rischieranno di perdere i soldi dei precedenti bonus famiglia 2021, quali saranno gli obiettivi e i nuovi importi. 

Assegno unico per i figli confermato da Draghi

Durante la scorsa settimana, proprio nel corso della riunione tenutasi con la Camera tra gli esponenti politici e l’attuale Presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, si è discusso molto anche in merito al destino che dovrebbe coinvolgere l’assegno unico per i figli con un’età inferiore ai 21 anni, i cui effetti dovrebbero già essere introdotti a partire dal 1° luglio 2021.

Nel corso dell’incontro in merito al Recovery Plan con la Camera, il premier italiano si è focalizzato più volte sul tema degli assegni familiari, dei sostegni alla genitorialità e dunque sulla tematica dell’assegno unico.

Il Presidente del Consiglio ha dichiarato, infatti, che l’assegno unico per i figli dovrebbe andare a rappresentare uno degli strumenti più importanti a sostegno delle famiglie italiane, così da portare ad una semplificazione dei bonus famiglia 2021 attualmente in vigore, andando così di fatto a costituire una vera e propria rivoluzione delle misure volte a sostenere i nuclei familiari e la genitorialità. 

L’assegno unico familiare: gli obiettivi

Attraverso l’assegno unico per le famiglie italiane con figli al di sotto dei 21 anni, l’obiettivo del Governo italiano, sarebbe quello di andare a ideare e mettere in pratica un piano di misure volto a riconoscere effettivamente la realtà demografica che caratterizza il nostro Paese. 

In questo scenario, infatti, emergono dei dati preoccupanti in particolar modo sul livello di natalità dell’Italia, che risulta essere uno tra i più bassi di tutta l’Europa, con una media di 1,3 figli per ciascuna donna, in confronto alla media europea pari a 1,6.

Effettivamente durante l’incontro con la Camera, il premier Mario Draghi ha più volte espresso la necessitò di introdurre al più presto l'assegno unico per i figli, così da rispondere a tre punti fondamentali che corrispondono ai bisogni essenziali  delle famiglie: un lavoro sicuro, una casa ed un sistema di welfare adatto alle proprie esigenze familiari. 

Dunque, proprio per le caratteristiche di questo scenario, il Presidente del Consiglio non può non approvare la rivoluzione che dovrebbe essere portata avanti con l’assegno unico familiare, che andrà così di fatto ad unificare tutti i bonus famiglia attualmente in vigore, semplificando anche le procedure necessarie per poter ottenere il loro riconoscimento.

L’assegno unico per i figli: le caratteristiche

La Legge di Bilancio 2021 ha stabilito quindi l’approvazione e l’introduzione dell’assegno unico per i figli, il quale dovrebbe entrare in vigore definitivamente a partire dal 1° luglio 2021, andando di fatto a portare un cambiamento enorme per lo scenario attuale di sostegni economici e di bonus in vigore nei confronti delle famiglie italiane con almeno un figlio. 

Effettivamente, questa misura corrisponderà in un assegno mensile che sarà erogato mensilmente da parte dell’Istituto INPS nei confronti di tutte quelle famiglie italiane che hanno almeno un figlio, per ciascuno dei figli a carico, già a partire dal settimo mese di gravidanza della madre, e fino e non oltre al giorno del compimento dei 21 anni. 

Tutte le famiglie italiane potranno quindi ricevere un assegno INPS mensile dal valore di 250 euro al mese, che sarà suddiviso da un valore fisso e da uno variabile, il quale cambierà sulla base del reddito complessivo del nucleo familiare. 

Dunque, a questo proposito, occorre sottolineare che i bonus famiglia 2021 che risultano essere attualmente in vigore, come bonus mamma domani, bonus bebè e bonus asilo nido, sono erogati a prescindere dal valore ISEE dei nuclei familiari richiedenti, il quale tuttavia potrebbe influenzare in alcuni casi l’ammontare complessivo della misura economica. 

Invece, nel caso dell’assegno unico per i figli, a partire dal 1° luglio 2021, sarà fondamentale per le famiglie italiane presentare la propria dichiarazione ISEE così da poter ottenere degli importi maggiorati, sulla base della propria fascia di appartenenza. 

Assegno unico per i figli: a chi spetta

Dunque, secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2021 e successivamente confermato dall’attuale premier Giuseppe Conte, a partire dal 1° luglio 2021, l’assegno unico per ciascun figlio inizierà ad essere corrisposto nei confronti di ogni nucleo familiare italiane che risulta avere almeno un figlio. 

La novità riguarderà anche i beneficiari dell’assegno unico per i figli, in quanto l’assegno mensile dal valore massimo di 250 euro, potrà essere riconosciuto nei confronti di qualsiasi famiglia, con genitori che risultano essere lavoratori dipendenti, così come anche lavoratori autonomi oppure incapienti. 

Inoltre, con l’obiettivo di sostenere maggiormente la genitorialità, è data la possibilità di accedere all’assegno unico per i figlio già a partire dal momento in cui le madri si trovano al settimo mese di gravidanza, dunque, anche prima della nascita del proprio bambino.

Come funziona l’assegno unico per i maggiorenni

Un’ulteriore novità della Legge di Bilancio 2021 in merito all’assegno unico per le famiglie italiane riguarda il discorso dei figli che hanno compiuto diciotto anni, dunque, per quelle famiglie in cui almeno un figlio risulta essere maggiorenne. 

In questi casi, quando il nucleo è costituito da un figlio con un’età uguale o maggiore di 18 anni, l’assegno unico per i figli potrà essere erogato direttamente nei confronti del figlio, nei casi in cui questo risulta essere iscritto in una università, sia pubblica che privata, così come nei casi in cui frequenta un corso professionale. 

L’assegno unico per i maggiorenni potrà essere corrisposto anche nei confronti di quei ragazzi che svolgono un’attività lavorativa a basso reddito oppure anche un’attività di tirocinio oppure il servizio civile.

Le famiglie che rischiano di perdere i soldi

Secondo alcune simulazioni effettuate da parte del Gruppo di lavoro Feg, Arel e Alleanza per l’infanzia, in alcune situazione l’assegno unico per i figli potrebbero rivelarsi particolarmente svantaggioso nei confronti di alcune famiglie, in quanto l’importo massimo è stato fissato al valore di 250 euro al mese. 

A questo proposito, andando ad inglobare ed unificare tutte le misure ed i sostegni alle famiglie, l’assegno unico per i figli potrebbe andare a garantire a circa l’80% delle famiglie circa 160 euro al mese per ogni figlio minorenne, fino a 100 euro al mese per i figli maggiorenni.

Tale calcolo è stato effettuato prendendo in considerazione un ISEE inferiore ai 30 mila euro. 

Quindi, se si tratta invece di famiglie caratterizzate da un ISEE superiore al valore di 52 mila euro, l’importo dell’assegno unico diminuirà fino a circa 70 euro al mese per i minorenni e 40 euro per i maggiorenni. 

Per questo motivo, saranno tantissimi i lavoratori dipendenti che rischieranno di perdere quasi 400 euro all’anno di bonus famiglia.