Mancano soltanto una manciata di giorni all’avvio della nuova misura a sostegno delle famiglie con figli minori: dal 1° luglio debutta l’assegno unico temporaneo, un bonus che accompagnerà i nuclei familiari per 6 mesi, fino a dicembre 2021. Dal 2022, infatti, il bonus figli è destinato a cambiare per divenire universale: verranno inclusi nel beneficio anche i ragazzi dai 18 ai 22 anni, compresi i figli di lavoratori dipendenti per i quali l’assegno potrebbe essere corrisposto (in forma ridotta) direttamente al ragazzo.

Dopo tentennamenti e incertezze sull’assegno unico, finalmente abbiamo un decreto legge (il numero 79 dell’8 giugno scorso) che fissa i requisiti ISEE, gli importi e i beneficiari della nuova misura:

A decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, ai nuclei familiari che non abbiano diritto all'assegno per il nucleo familiare (…) è riconosciuto un assegno temporaneo su base mensile.

Se anche voi avete ancora qualche dubbio in merito al nuovo bonus, ai casi di compatibilità, a come e dove si può effettuare la domanda e a partire da quando verrà erogato, non esitate a proseguire nella lettura. Ecco una guida definitiva al nuovo assegno unico per i figli 2021.

Inps, assegno unico 2021: cos’è e come funziona

È stato annunciato come un bonus universale, destinato sia ai figli dei dipendenti sia ai figli dei lavoratori autonomi, disoccupati o incapienti, ma almeno per un primo momento l’assegno unico riguarderà una platea ristretta di beneficiari. Secondo quanto riportano le prime righe del decreto “ponte”, infatti, la nuova misura per le famiglie è destinata anzitutto a coloro che non percepiscono gli assegni al nucleo familiare.

L’assegno unico, come dice l’articolo 1 del decreto, è un bonus corrisposto mensilmente, dal valore variabile al variare dell’ISEE e del numero di figli a carico dei genitori. Ragazzi che, almeno per i primi sei mesi, non devono avere più di 18 anni di età.

Il meccanismo è piuttosto semplice: previa presentazione della domanda e dopo la verifica della soddisfazione dei requisiti richiesti, il 5,5% delle famiglie italiane potrà ricevere un assegno – dal valore medio di 167 euro al mese – per ciascun figlio minore a carico. L’obiettivo di lungo periodo, però, è eliminare una serie di bonus e permettere allo Stato di risparmiare fino a 20 miliardi di euro all’anno.

A chi spetta il bonus figli 2021

Secondo le prime stime dell’ISTAT, il 5,5% delle famiglie italiane inizierà a percepire un bonus del tutto nuovo, mentre prima non poteva percepire gli assegni al nucleo familiare. Questi ultimi, comunque, verranno aumentati fino a un massimo di 55 euro, per una platea di beneficiari di circa il 15,8% delle famiglie italiane.

L’assegno per i figli temporaneo non sarà universale, ma includerà una platea di circa 1,5 milioni di nuclei familiari che non percepiscono gli assegni familiari. 

Si tratta, in articolare, di lavoratori autonomi (per i quali sono previste fino a dicembre le detrazioni per i figli a carico), le Partite Iva, i disoccupati, gli incapienti (con reddito annuale non superiore a 8.174 euro) e gli inattivi. Potranno altresì richiedere l’assegno anche i lavoratori dipendenti che non hanno i requisiti per poter beneficiari degli assegni al nucleo familiare e i percettori del reddito di cittadinanza.

I requisiti ISEE per ottenere il bonus nel 2021

Definita, a grandi linee, la potenziale platea di beneficiari che otterranno il nuovo bonus figli 2021, andiamo a vedere quali sono gli ulteriori requisiti da verificare e possedere per poter presentare la domanda all’Inps per l’assegno unico 2021.

Il primo requisito, del tutto scontato (ma da ricordare), è quello di avere figli minori a carico. Da gennaio 2022, invece, saranno inclusi nell’assegno anche i ragazzi dai 18 ai 22 anni. 

Inoltre, per richiedere e ottenere il beneficio occorre soddisfare anche queste ulteriori condizioni:

  • essere cittadino italiano o europeo con permesso di soggiorno;
  • risiedere regolarmente in Italia da almeno due anni continuativi ed essere domiciliato nel Bel Paese per tutta la durata di fruizione del beneficio;
  • pagare regolarmente le tasse in Italia;
  • per i soli lavoratori dipendenti che non hanno i requisiti utili per ottenere gli assegni al nucleo familiare, è necessario anche possedere un “contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato” con una durata minima di sei mesi.

Assegno unico o Assegno al nucleo familiare?

In molti si chiedono se sarà possibile scegliere tra l’assegno unico o gli assegni al nucleo familiare: ebbene la risposta è negativa. I percettori degli assegni familiari sono momentaneamente esclusi dal nuovo bonus figli 2021, ma potranno beneficiare di un aumento degli importi.

Infatti, sempre all’interno del decreto legge ponte, è previsto un aumento dell’assegno familiare pari a:

  • 37,50 euro per i nuclei con uno o due figli minori a carico;
  • 55 euro per i nuclei familiari con tre o più minori a carico.

Entrato a pieno regime, infine, l’assegno per i figli diventerà universale e andrà a inglobare gli assegni familiari, le detrazioni per i figli a carico, il bonus bebè, il bonus mamma domani. Tutte queste agevolazioni spariranno da gennaio 2022.

Assegno temporaneo figli 2021: i casi di incompatibilità

L’assegno unico, da luglio a dicembre 2021, sarà incompatibile soltanto con gli assegni al nucleo familiare. Le famiglie che percepiscono questi ultimi, infatti, dovranno accontentarsi di un aumento degli importi e non potranno richiedere il nuovo bonus figli fino a gennaio 2022.

Da gennaio, infatti, il nuovo assegno unico diventerà universale e sarà perciò incompatibile con le misure sopra elencate: tutti i bonus previsti per le famiglie verranno gradualmente superati e inglobati nel nuovo assegno per i figli fino a 21 anni.

Assegno unico “ponte”: tabelle INPS per il calcolo del bonus

Come stabilito dal decreto legge ponte che fissa le regole del nuovo bonus per i figli:

l’assegno unico viene corrisposto nel limite massimo complessivo di 1.580 milioni di euro per il 2021. 

Gli importi dell’assegno sono variabili e si calcolano a partire dall’ISEE familiare e dal numero di figli a carico: si va da un bonus minimo di 30 euro, fino a un bonus massimo di 217,80 euro. La soglia ISEE oltre la quale l’assegno si annulla è pari a 50 mila euro.

Specifica ancora il decreto legge numero 79:

Gli importi previsti dalle tabelle INPS allegate al decreto sono maggiorati di 50 euro per ciascun figlio minore con disabilità. Sono previste, inoltre, maggiorazioni del 30% dal terzo figlio in poi.

Gli scaglioni prevedono importi crescenti al diminuire del reddito e importi decrescenti all’aumentare del reddito complessivo. In corrispondenza di tre o più figli, l’importo viene ulteriormente aumentato.

Per fare alcuni esempi: consideriamo il caso di una famiglia che possiede un solo minore e ha un reddito complessivo pari a 15 mila euro all’anno. A questo nucleo spetterà un assegno di importo pari a 83,50 euro al mese. Nel caso in cui, invece, un nucleo familiare possieda due figli minori, di cui uno disabile, e un reddito complessivo pari a 15 mila euro all’anno, l’importo dell’assegno mensile ammonterebbe a 217,6 euro (ovvero 83,50 + 83,50 + 50 euro).

Assegno unico e reddito di cittadinanza: quanto si prende?

Come ha chiarito il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, l’assegno “ponte” è compatibile con il reddito di cittadinanza, ma per eseguire il calcolo dell’importo spettante è necessario eseguire una particolare operazione.

Come specifica l’articolo 4, comma 3, del decreto legge 79:

L’importo dell’assegno unico per i percettori del reddito di cittadinanza si ottiene sottraendo dall'importo teorico spettante la quota di Reddito di cittadinanza relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare calcolata sulla base della scala di equivalenza.

Riportiamo, anche in questo caso, alcuni esempi semplificativi. Consideriamo il caso di una famiglia con un minorenne e un maggiorenne al suo interno: la scala di equivalenza è pari a 1,2. Il valore corrispondente al minore (0,2), però, è da calcolare a partire dalla formula del reddito di cittadinanza, ovvero: 500 – (reddito familiare/12) + 500*0,2. Indipendentemente dal livello del reddito, quindi, il risultato sarà sempre 100 euro al mese.

Una volta sottratta la quota figlio da reddito di cittadinanza, occorre aggiungere l’importo derivante dall’assegno unico, che parte da un minimo di 167.50 euro (con ISEE inferiore a 7.000 euro e per il primo figlio).

Assegno unico 2021: le istruzioni INPS per la domanda

Arriviamo a definire il procedimento e le istruzioni Inps per effettuare la domanda del nuovo assegno unico 2021. La piattaforma verrà attivata a partire dal 1° luglio e resterà aperta fino al 30 settembre 2021. Oltre questa data, infatti, non sarà possibile percepire l’assegno dal mese di luglio, ma si otterrà il bonus a partire dal mese di presentazione dell’istanza.

Con il messaggio 2371 del 22 giugno 2021, l’Inps ha chiarito i canali per l’effettuazione della domanda per l’assegno unico:

  • tramite il sito web dell’Inps, previa autenticazione tramite SPID, CIE, CNS, o Pin Inps (che non viene più assegnato dal 1° ottobre 2020);
  • rivolgendosi ai servizi offerti dai Patronati;
  • chiamando il Contact Center Integrato dell’Inps, al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure al numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento).

Il presidente dell’Inps ha poi aggiunto che, in un primo momento, la domanda per l’assegno unico è semplificata: occorre inserire sul portale soltanto il proprio Iban sul quale avverrà l’accredito mensile e il proprio codice fiscale.

Bonus figli 2021: scadenza e durata

Come abbiamo precisato, l’assegno per i figli si può richiedere fino a fine anno, ma con una precisazione: per le richieste pervenute entro il 30 settembre 2021, verranno corrisposti anche gli arretrati da luglio. Oltre tale data, invece, le erogazioni prendono il via dal mese stesso di effettuazione della richiesta.

L’assegno “ponte” per i figli è una misura temporanea che accompagnerà le famiglie fino alla fine dell’anno, per un totale di sei mesi. Da gennaio 2022, infatti, entrerà in vigore l’assegno universale per ragazzi fino a 21 anni.