Si parte dal 1° luglio 2021: l’assegno unico per i figli a carico ha passato anche l’esame del Senato e attende ora i decreti attuativi emanati dai Ministeri del Tesoro, della Famiglia e del Welfare (entro 90 giorni di tempo) per ottenere il via libera definitivo. Nonostante si parli di una svolta per milioni di famiglie italiane che ne potranno beneficiare (di qui il suo carattere universale), non sono pochi i dubbi sui quali molti continuano a interrogarsi.

A partire dall’importo dell’assegno, che varierà sulla base dell’ISEE familiare. Ma quanto si prende davvero con l’assegno unico per i figli 2021? Si parla di un minimo di 50 euro e di un massimo di 250 euro al mese per ciascun figlio, di una quota fissa e di una variabile, con maggiorazioni previste per il terzo figlio (almeno del 20-30%) o per i ragazzi con disabilità accertata (almeno del 50%), ma nella realtà dei fatti l’80% delle famiglie prenderà in media 161 euro per ogni figlio minorenne e 97 euro per ogni figlio maggiorenne (secondo le prime stime). 

Ecco svelata la beffa dell’assegno unico per i figli a carico in arrivo dal 1° luglio 2021: quali sono i veri importi e chi può veramente festeggiare. Il bilancio, comunque, lo potremmo fare soltanto alla fine.

Assegno unico figli al via dal 1° luglio 2021: non tutti gioiranno

È arrivato anche il via libera del Senato all’assegno unico per i figli a carico fino a 21 anni: nessun voto contrario e solo 4 astenuti, un risultato straordinario. Le forze politiche festeggiano l’arrivo di un nuovo bonus per le famiglie, ma in realtà potrebbe trattarsi di una beffa. 

Lo chiamano assegno unico universale per il fatto che dovrebbe includere il maggior numero di beneficiari possibili, ma purtroppo potrebbe premiare i lavoratori autonomi, incapienti e le Partite Iva (escluse dai precedenti aiuti) e andare a svantaggio dei lavoratori dipendenti.

Molte delle detrazioni fiscali previste per i figli anche oltre i 21 anni, inoltre, andrebbero a decadere a fronte di un assegno che non include gli over 21: un dettaglio che non è passato inosservato alla Ministra Elena Bonetti, che sta già pensando di allargare il fondo di risorse disponibili per confermare le attuali detrazioni previste per i ragazzi con più di 21 anni (e per i familiari a carico). In questo modo molte famiglie non andrebbero a perdere.

Ma vediamo ora cos’è e come funziona l’assegno unico per i figli a carico 2021, quali sono i beneficiari e come possono variare gli importi (non tutti prenderanno 250 euro!). 

Assegno unico figli 2021: cos’è e come funziona

L’assegno unico per i figli a carico è un nuovo bonus per le famiglie italiane che hanno un figlio fino a 21 anni e per il quale possono richiedere un sussidio mensile (a partire dal settimo mese di gravidanza) fino a un massimo di 250 euro. Il valore dell’assegno è variabile al variare del reddito complessivo familiare ISEE: si compone infatti di una soglia fissa e di una variabile che tende ad azzerarsi all’aumentare del reddito complessivo. Esistono poi delle maggiorazioni per i figli con disabilità e per il secondo o terzo figlio.

A partire dal 1° luglio 2021, quindi, arriverà (ora è certo) il nuovo assegno unico “universale” che dovrebbe includere una platea di circa 11 milioni di famiglie. La grande novità è il fatto che anche i titolari di Partita Iva ne potranno beneficiare.

Al tempo stesso, però, l’introduzione dell’assegno unico per i figli porterà alla cancellazione di alcuni bonus attualmente percepiti dalle famiglie: si tratta, per fare alcuni esempi, del bonus bebè, del bonus mamma, degli assegni al nucleo familiare (Anf), del bonus mamma e delle detrazioni per i figli a carico. 

Attualmente sono 12 milioni i nuclei familiari che godono delle detrazioni fiscali per familiari a carico, mentre soltanto 4,2 milioni di famiglie beneficiano degli assegni al nucleo familiare (Anf), che con l’assegno universale dal 1° luglio 2021 spariranno. La domanda che molti si stanno ponendo al momento è la seguente: questo assegno conviene davvero? Chi potrà goderne?

Assegno unico “universale”: a chi spetta

L’assegno unico per i figli a carico ha un bacino di beneficiari molto ampio: di qui la necessità di attribuirgli l’aggettivo “universale”. Purtroppo, però, andrà a favorire alcune categorie di lavoratori rispetto ad altre. 

In primis, l’assegno unico universale spetta a tutte le famiglie italiane con figli fino a 21 anni a carico. Il nuovo bonus, quindi, spetterà sia ai lavoratori dipendenti, sia agli autonomi, agli incapienti e alle Partite Iva (fino ad ora escluse dai benefici riservati alle famiglie). Ma mentre i primi saranno svantaggiati (a causa della riduzione degli importi), i secondi ne potranno trarre profitto (diventando beneficiari di un bonus prima non riconosciuto). L’assegno, infine, spetta anche ai genitori single, ma con i figli fisicamente a carico.

In attesa dei decreti attuativi, questi sono i requisiti da soddisfare per ottenere l’assegno unico per i figli a carico:

  • cittadinanza italiana, europea o Extra UE;
  • titolarità di reddito da lavoro dipendente a tempo indeterminato o determinato, autonomi, o con Partita Iva.

Per i cittadini europei o extra UE è richiesto, inoltre:

  • il possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo o per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • il versamento dell’Irpef;
  • essere residente in Italia da almeno due anni (anche non continuativi) o essere possedere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o di durata almeno biennale;
  • vivere con un figlio a carico.

Assegno unico, ecco la beffa: addio detrazioni per over 21?

Per finanziare l’assegno unico per i figli a carico sono già stati previsti 20 miliardi di euro ai quali, però, potrebbero aggiungersi ulteriori fondi per sostenere anche le famiglie con figli di età superiore ai 21 anni. 

La Ministra della Famiglia Elena Bonetti ha chiarito che una norma transitoria – in attesa dell’approvazione del Family Act – potrebbe prevedere l’estensione delle agevolazioni e detrazioni fiscali attualmente previste per gli over 21, ipotesi non ancora concretizzata. Per tale motivo, la data di partenza al 1° luglio non è stata scelta a caso, ma deriva dalle scadenze delle detrazioni previste appunto per il mese di luglio.

La Ministra Elena Bonetti ha poi assicurato che le famiglie non ci perderanno, ma l’assegno sarà volto a sostenere i nuclei colpiti dalla pandemia e per i quali sono previsti aiuti e bonus economici. Verrà erogato sottoforma di assegno o credito di imposta.

Ai ragazzi maggiorenni, tra i 18 e i 21 anni, verrà assegnato un assegno di importo ridotto, ma soltanto in presenza di alcuni requisiti: dovranno essere iscritti a un regolare corso universitario, svolgere un tirocinio oppure avere un lavoro con una retribuzione particolarmente bassa. 

Assegno unico 2021: quanto si prende davvero?

L’assegno unico per i figli a carico può essere richiesto a partire dal settimo mese di gravidanza e fino al 21esimo anno di età del figlio stesso, ma avrà importi variabili. A coloro che possiedono un reddito minore verrà assegnato un bonus più altro, mentre al crescere del reddito il bonus andrà a diminuire. 

È importante chiarire che gli importi andranno modulati sulla base delle risorse disponibili: un fondo da 15 miliardi stanziato ad hoc nel 2019, a cui si aggiungono ulteriori 3 miliardi destinati dalla Legge di Bilancio del 2021 che aumenteranno a 6 miliardi a partire dal 2022, quando l’assegno entrerà a pieno regime.

Secondo le stime, 1,3 milioni di famiglie riceveranno di meno rispetto a oggi, ma l’assegno andrà a beneficio di 12,5 milioni di bambini e ragazzi, di cui 10,1 milioni minori. Si stima, inoltre, che 1,38 milioni di famiglie perderebbero in media 381 euro all’anno.

All’appello mancherebbero 800 milioni di euro di risorse da aggiungere (forse proprio grazie ai decreti attuativi) agli attuali 20 miliardi totali messi in campo per fronteggiare le richieste dell’assegno unico. Con i fondi attualmente a disposizione, infatti, considerando le potenziali famiglie beneficiarie del credito, il bonus potrebbe aggirarsi attorno ai 150 euro in media, ben lontano quindi dall’attesa cifra di 250 euro al mese. Oltre a ciò, anche le simulazioni sugli importi medi per ciascuna famiglia non fanno ben sperare.

Ecco la beffa: assegno medio tra i 97 e i 161 euro 

Secondo una simulazione effettuata dal Gruppo di lavoro Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia, l’assegno da 250 euro potrebbe subire un drastico taglio andando a rimodularsi su cifre minori. Per esempio, secondo le stime l’80% delle famiglie potrebbe percepire un bonus da 161 euro per i figli minorenni e da 97 euro per i figli maggiorenni.

Per realizzare questi calcoli sono stati presi in considerazione i livelli ISEE delle famiglie italiane: 8 su 10, così rivelano i dati, avrebbero un reddito complessivo superiore ai 30 mila euro. Come detto, infatti, all’aumentare dell’ISEE diminuisce l’importo dell’assegno unico. Le famiglie con un ISEE sopra i 52 mila euro, quindi, riceveranno un contributo medio di 67 euro mensili per i figli minori e di 40 euro per i figli maggiorenni ma di età inferiore ai 21 anni.

Assegno unico: cosa succede adesso?

Dopo il via libera all’unanimità del Senato per l’assegno unico per i figli a carico, il percorso non è ancora terminato. Si attendono, ora, i decreti attuativi del Ministero dell’Economia e delle Finanze, del Ministro della Famiglia e del Ministero al Welfare. Da questi ultimi dovrebbero arrivare i requisiti definitivi per richiedere il bonus, oltre agli importi e alla platea di beneficiari da includere nell’assegno.

È ancora presto per dire se il nuovo bonus per le famiglie sia o meno efficace contro la crisi e se riesca a soppesare gli aiuti che venivano elargiti prima della sua introduzione (e che dal 1° luglio verranno cancellati). 

Quello che tutti sperano è che i fondi siano sufficienti a coprire tutte le richieste in arrivo dalle famiglie e che i decreti attuativi vengano approvati entro i termini stabiliti (massimo 90 giorni dall’approvazione del decreto legge). In caso contrario l’assegno unico sarebbe destinato a slittare.