Un supporto economico statale molto atteso da tutti i cittadini che, con figli a carico, vedono finalmente riconosciuto in modo universale il loro diritto a ricevere l’assegno unico e universale per le famiglie con minori.

Tutti gli aventi diritto, a partire dal 1 gennaio 2022, riceveranno infatti un versamento con cadenza mensile da parte dell’INPS o direttamente in busta paga, con un importo pari all’agevolazione spettante per legge.

La prima fase sperimentale, quella dell’assegno unico “ponte”, ha preso il via già dallo scorso 1 luglio e le categorie a cui è stata destinata questa fase transitoria hanno visto recapitarsi sul proprio conto corrente (o nella forma prescelta) l’incentivo economico.

In questo video dell’INPS, sul canale ufficiale INPS - Canale ufficiale, vediamo come si struttura proprio questa forma transitoria di sostegno economico e a chi è destinata: Assegno temporaneo per i figli.

 

Un assegno unico per tutti i nuclei familiari

Con una circolare pubblicata il 30 giugno scorso, l’INPS ha ufficialmente dato il via alle fasi di richiesta ed erogazione dei primi assegni unici di “nuova generazione”.

Da una parte, ha preso il via la vera novità di questa nuova formula di Assegno per i nuclei familiari con figli a carico, ovvero l’estensione ad una platea più vasta, comprendente quelle categorie che non hanno ricevuto, fino ad oggi, alcun altra forma di sussidio.

Tra questi, ricordiamo:

  • liberi professionisti con partite IVA;
  • disoccupati percettori di NASPI;
  • pensionati ex lavoratori autonomi;
  • lavoratori del comparto agricolo e braccianti.

Ma questa prima fase, che arriverà fino al 31 dicembre, sfocerà poi in una fase universale, in cui tutte le altre forme di sostegno economico che ancora esistono, come le detrazioni per i figli a carico, il bonus mamma domani e tutte le altre tipologie di assegni al nucleo familiare.

In questa fase transitoria, tutti gli aventi diritto, quindi con almeno un figlio a carico e ISEE non superiore al 50.000 euro, possono iniziare a inoltrare la richiesta tramite il sito dell’INPS.

A partire dal nuovo anno, quindi, purché si rientri in un determinato reddito su base ISEE, riceveranno il nuovo assegno per il nucleo familiare con figli a carico le seguenti categorie:

  • i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato;
  • i lavoratori autonomi, libero professionisti e possessori di Partita IVA;
  • le categorie di lavoratori assistiti dall’INPS, come i lavoratori domestici;
  • pensionati, afferenti sia al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti che ai Fondi Speciali ed ex ENPALS.

Per maggiori dettagli è sempre comunque utile visitare il sito dell’INPS, rivolgersi al Contact Center dedicato o richiedere il supporto di un patronato.

Ufficialmente per la prima volta quindi anche i lavoratori non dipendenti hanno la possibilità di richiedere e ricevere il sostegno economico per i figli a carico presenti in famiglia.

Un comparto di cittadini che, stando alle prime stime, riguarda quasi 2 milioni di nuclei familiari.

Allo stesso tempo il Governo ha pensato di supportare anche tutti quei lavoratori che in questo secondo semestre del 2021 non riceveranno l’assegno unico ponte, introducendo un aumento dell’Assegno al Nucleo Familiare (ANF).

Come richiedere l’assegno unico

Con l’inizio di luglio è stato dato il via alla possibilità, per tutti i lavoratori dipendenti, di inoltrare la domanda tramite la pagina dedicata sul sito dell’Inps, per poter ricevere poi da gennaio 2022 l’assegno unico e universale.

L’inoltro della domanda è stato di molto semplificato, per rendere più snella la procedura e evitare eventuali errori che possono poi andare ad inficiare la ricezione dell’assegno unico.

Nello specifico è possibile procedere:

  • tramite la pagina dedicata sul portale dell’INPS, inserendo nella pagina di login  proprio PIN dispositivo, con l’identità SPID almeno di livello 2 o con la propria Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
  • chiamando il Contact Center dedicato ( ai numeri: 803 164 o 06 164 164) 
  • richiedendo il supporto di un patronato che, in modo totalmente gratuito, raccoglierà i documenti necessari e si occuperà dell’invio della domanda.

Come si percepisce il nuovo assegno unico?

Dal momento che l'assegno per i figli a carico sarà destinato non solo ai lavoratori dipendenti, che percepiscono busta paga, ma anche ai libero professionisti e a tante altre categorie senza busta paga, la sua erogazione avverrà in modi differenziati.

Le prime erogazioni degli assegno unici transitori sono iniziate da pochissimi giorni, ma già nelle linee guida pubblicate dall’INPS alla vigilia del 1 luglio 2021 è stato indicata la modalità con cui gli aventi diritto riceveranno il supporto economico statale.

In particolare, infatti i nuovi assegni unici rivolti al nucleo familiare potranno essere erogati direttamente in busta paga, dal datore di lavoro, nel caso di lavoratori dipendenti del comparto pubblico o privato.

In tutti gli altri casi invece sarà compito dell’INPS, che da sempre ha avuto il compito di elargire le diverse forme di sussidi per i figli a carico, versare l’importo dovuto nella formula scelta al momento della compilazione della domanda.

Proprio in fase di inoltro della richiesta dell’assegno unico, dopo aver inserito i dati relativi ai figli a carico (quindi il codice fiscale di ciascun minore e l’eventuale certificazione di disabilità grave), la seconda sezione è dedicata all’indicazione della formula prescelta per ricevere l’incentivo economico.

Se infatti non si è dipendenti pubblici o privati, per i quali è in automatico previsto l’accredito dell’assegno unico sulla busta paga, è l’INPS a occuparsi del versamento dell’importo, sul canale prescelto in fase di inoltro della richiesta.

Nello specifico, quindi, se si è libero professionisti, disoccupati o un’altra delle categorie senza busta paga, le modalità per ricevere il sostegno unico per il nucleo familiare sono:

Bisogna però sempre fare attenzione ad una cosa: in ogni caso, è fondamentale che il titolare dell’IBAN su cui va recapitato l’assegno sia la stessa persona che ha inoltrato la domanda per l’assegno unico. In caso contrario, infatti, l’INPS non potrà procedere con l’erogazione della somma.

Un pagamento diverso per i percettori di RdC

Un caso a sé è rappresentato da tutti i soggetti che risultano percettori del reddito di cittadinanza e contemporaneamente hanno diritto a ricevere l’assegno unico, già nella sua forma temporanea.

Le due forme di sostegno statale, infatti, risultano essere compatibili, come indicato sia nel decreto attuativo dell’assegno unico sia nella circolare INPS di presentazione del servizio.

In questo caso, è compito dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale non solo calcolare l’ammontare complessivo dei due sussidi ma anche erogare il credito spettante.

Il bonifico infatti è di tipo cumulativo, ovvero Reddito di Cittadinanza e Assegno unico verranno versati con cadenza mensile in un’unica soluzione.

E’ bene ricordare, come indicato anche in quest’articolo della Gazzetta del Sud, che l’importo complessivo non è dato dalla somma delle due agevolazioni, ma è compito dell’INPS effettuare un ricalcolo in base a delle indicazioni fornite a tal proposito.

E in questo caso il pagamento non avverrà né sulla busta paga del richiedente né tramite versamento su un eventuale conto corrente indicato o con le altre modalità sopra riportate, ma l’importo complessivo è fornito d’ufficio automaticamente sulla card del Reddito di Cittadinanza ideata con Poste Italiane.