Mancano pochi giorni per presentare la domanda per l'assegno unico ai figli, nella sua veste temporanea. Con il decreto legge n.79 dell'8 giugno 2021, recante misure urgenti in tema di assegno temporaneo ai figli, il Governo guidato dal prof. Mario Draghi, è stato introdotta una misura destinata ad una determinata platea di beneficiari a beneficio dei figli di età inferiore ai 18 anni. L'assegno ai figli è temporaneo perchè dura fino al 31 dicembre 2021. Da gennaio 2022, prenderà il posto all'assegno unico ai figli universale, quindi rivolto a tutti. Per la versione temporanea, l'Inps ha iniziato ad erogare i primi importi ad agosto, anche se per il primo pagamento c'è stato del caos. 

Ho illustrato la situazione dei pagamenti dell'assegno temporaneo nell'articolo Pagamento assegno unico ai figli: è caos Inps. Quando arriva

Come chiarito nella scheda informativa sul sito Inps, dell'assegno temporaneo ai figli, le domande presentate tra il 1 luglio ed il 30 settembre 2021, e che saranno accolte, beneficeranno del fatto che l'Inps pagherà anche i mesi pregressi a partire da luglio. Per famiglie con almeno due figli, significa 500 euro a figlio.

Le domande inoltrate all'Inps dal 1 ottobre, daranno diritto, sempre se e solo se saranno accolte da Inps, al pagamento dal mese di presentazione della domanda, facendo perdere dunque i mesi da luglio a settembre.

Assegno unico ai figli: cosa è

L'assegno unico ai figli universale nasce ufficialmente con la legge 46 del 2021, entrata in vigore il 6 aprile. L'assegno unico è introdotto per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico andando ad accorpare sotto un'unica misura alcun bonus e sistemi di detrazioni vigenti. Con l'assegno unico ai figli, dal 1 gennaio 2022 spariscono il bonus bebè, bonus mamma, gli assegni famigliari e le detrazioni per figli a carico. La definizione di unico sintetizza il fatto che a beneficio dei figli, arriverà un solo importo mensile, per ogni figlio. La misura doveva partire il 1 luglio, ma per mettere meglio a punto la macchina e quindi evitare di far perdere soldi alle famiglie, dal 1 luglio è partito invece l'assegno temporaneo ai figli, come soluzione ponte che terminerà il 31 dicembre 2021. 

L'assegno unico è universale e quindi destinato a tutte le famiglie che hanno uno o più figli minorenni, e nel caso di figli maggiorenni, l'assegno è concesso fino all'età di 21 anni purchè il figlio frequenti un percorso di formazione scolastica o professionale. L'assegno unico è riconosciuto a partire dal settimo mese di gravidanza, così come per il bonus bebè.

L'assegno temporaneo invece per il momento è riconosciuto solo per i figli minorenni, e a partire dal terzo figlio con una misura maggiorata, riconosciuta anche per i figli con disabilità.

Assegno temporaneo a figli: a chi spetta

In attesa di gennaio 2022, in cui farà il debutto l'assegno unico ai figli per tutti, dal 1 luglio è partita una misura ponte destinata però solo ad una platea ristretta rispetto all'universalità prevista dal prossimo gennaio. Questo perchè nel frattempo fino a fine anno, coesisteranno anche i vari bonus che l'assegno unico andrà a sostituire, oltre alle detrazioni per figli e all'assegno al nucleo famigliare. Solo per chi non può avere accesso a quelle misure corrisposte in presenza di una busta paga, riceveranno l'assegno temporaneo. Sono i lavoratori autonomi, i lavoratori con redditi talmente bassi da non produrre Irpef (i cosiddetti incapienti), i disoccupati senza alcuna forma di assitenza, i percettori di reddito di cittadinanza. 

In base all'art.1 comma1 punto d) della legge n.46 del 6 aprile, anche i percettori del reddito di cittadinanza potranno ricevere l'assegno temporaneo, ora, e l'assegno unico dopo, in funzione della propria condizione economica evidenziata dall'ISEE. Proprio l'ISEE è l'indicatore con cui l'assegno temporaneo è erogato.

Il limite massimo dell'ISEE oltre il quale non è previsto alcun importo, è di 50.000 euro. Mentre il limite inferiore è 7.000 euro. 

L'assegno temporaneo invece non spetta a chi può ancora percepire le detrazioni per figli a carico e l'assegno al nucleo famigliare. 

Assegno temporaneo ai figli: requisiti per fare domanda

I beneficiari dell'assegno temporaneo, individuati dal decreto legge n.79 dell'8 giugno 2021, per poter ricevere l'importo dell'assegno devono fare domanda. Ma prima di procedere all'inserimento della stessa sul portale dell'Inps o mediante SPID, unica modalità dal 1 ottobre, carta nazionale dei servizi o la carta d'identità elettronica, oppure mediante i patronati o CAF, si devono rispettare alcuni requisiti.

Di seguito quelli che sono previsti dalla legge sull'assegno temporaneo e che devono essere contemporaneamente tutti soddisfatti:

essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;

essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;

essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;

essere domiciliato o residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;

essere residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;

avere un ISEE in corso di validità e attestato non superiore a 50.000 euro.

Assegno temporaneo: come fare la domanda

L'erogazione dell'assegno temporaneo è a carico dell'Inps ma solo su domanda, che l'ente deve ricevere ed accettare. Per poter fare domanda, il richiedente che può essere uno dei genitori o l'unico genitore, deve andare sul sito Inps, nella sezione dedicata all'assegno temporaneo ai figli, ed accedere con le proprie credenziali. In assenza o se si hanno dubbi, ci si può rivolgere ai centri di assistenza fiscali, o ai patronati.

La domanda deve essere compilata entro il 31 dicembre 2021. Tuttavia, per tutte le domande inserite tra il 1 luglio e 30 settembre, l'Inps riconosce l'assegno temporaneo per i mesi di luglio, agosto e settembre, anche se la domanda è inserita il 30 settembre.

Inserendo la domanda dal 1 ottobre, l'Inps paga l'assegno temporaneo solo dal mese in cui è inserita la domanda. Di fatto si perdono i mesi di luglio, agosto e settembre.

Dal tenore del decreto legge, sembra che la data di rilievo sia quella di presentazione della domanda, quindi quella di invio. Non rileverebbe la data di accettazione da parte dell'Inps.

Quindi chi inserisce la domanda nel mese di settembre, e riceve la comunicazione di accoglimento della stessa anche ad ottobre, non deve preoccuparsi. Dovrebbe, ed usiamo il condizionale quando si scrive di Inps, ricevere anche i mesi di luglio ed agosto, oltre a settembre.

Nella domanda il richiedente dovrà indicare i propri dati, quella dell'altro coniuge ed i dati del o dei figli minorenni. La domanda è un'autocertificazione dei requisiti previsti dalla norma. Mentre per quanto riguarda l'ISEE, l'Inps lo rileva in auomatico. Su questo punto si deve quindi prima richiedere l'attestazione dell'ISEE. Senza di esso l'Inps non potrà provvedere a liquidare mensilmente l'importo dell'assegno temporaneo.

Assegno temporaneo: Inps paga ogni mese, ma quanto?

La notizia positiva è che tutti i nuclei famigliari con uno o più figli minorenni, e con un ISEE inferiore a 50.000 euro riceveranno per ogni mese, fino a dicembre, l'assegno temporaneo per ogni figlio. Attenzione però! Chi farà domanda dal 1 ottobre, riceverà l'assegno solo per i mesi rimanenti. L'importo dell'assegno temporaneo però non è uguale per tutti, ma è in funzione di alcune variabili:

  • consistenza del nucleo famigliare
  • disabilità di uno o più figli
  • valore dell'ISEE. 

Per numero di figli oltre il secondo, l'importo dell'assegno temporaneo è aumentato del 30%, mentre per figli con disabilità l'importo è incrementato di 50 euro. Quando invece partirà l'assegno unico universale, l'importo per i figli con disabilità aumenterà tra un minimo del 30 percento ad un massimo del 50 percento. Il decreto legge indica che la disabilità deve essere riconosciuta ai sensi della normativa vigente. Quindi chi ha un'invalidità pari o superiore al 74% o nel caso di riconoscimento di disabilità grave ai sensi dell'art.3 comma 3 della legge 104/1992, spetterà l'incremento dell'assegno temporaneo. 

Per quanto riguarda il valore dell'assegno temporaneo ai figli, esso è modulato in base all'ISEE che non deve essere superiore a 50.000 euro. Fino a 7.000 euro di ISEE, l'assegno è riconosciuto in modo pieno pari a  167,5 euro con due figli minori e 217,8 euro con 3 figli minori. Gli importi sono per singolo figlio. Oltre i 50.000 euro, l'assegno non è riconosciuto. 

In questa tabella è possibile conoscere gli importi per fascia di ISEE. 

Assegno temporaneo: a chi non spetta cosa è pagato?

Per chi non ha diritto all'assegno temporaneo ai figli, a cosa ha diritto? Per loro permangono i bonus, detrazioni ed assegni al nucleo famigliare.

Per quanto riguarda le detrazioni per figli a carico, questi sono erogati dal datore di lavoro in base al reddito imponibile e all'età dei figli (inferiore o superiore ai 3 anni). La detrazione per figlio a carico sono ammesse fino ad un reddito imponibile ai fini Irpef di 95.000 euro, oltre il quale si azzera. La detrazione di base per i figli a carico è attualmente pari a:

  • 1.220 euro, per il figlio di età inferiore a tre anni
  • 950 euro, se il figlio ha un'età pari o superiore a tre anni.
  • in presenza di un figlio con disabilità si ha diritto ad un ulteriore importo di 400 euro. 

Per l'assegno al nucleo famigliare invece fa fede il reddito dichiarato dell'anno precedente e la composizione del nucleo famigliare. In base a questi parametri, cambia l'importo.

La domanda per gli assegni al nucleo famigliare sono riconosciuti a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, e sono stati maggiorati di 37,5 euro per ciascun figlio in favore dei nuclei familiari fino a due figli, e di 55 euro per ciascun figlio in favore dei nuclei familiari di almeno tre figli.