Mentre un’ampia platea dei cittadini che hanno a carico uno o anche più figli di età anagrafica minore di diciotto anni, stanno già ottenendo le prime mensilità accreditate da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale relative all'assegno temporaneo, sono ancora tantissimi i genitori che sono in attesa di capire quale sarà il destino dell'assegno unico universale INPS che dovrebbe entrare in vigore a tutti gli effetti, a partire dal mese di marzo del prossimo anno.

In questo senso, la squadra del Governo italiano attualmente guidata dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, è a lavoro al fine di definire tutti gli aspetti e le peculiarità che dovrebbero andare a caratterizzare effettivamente il nuovo Assegno unico per i figli

Tuttavia, sono ancora tantissimi i punti da sciogliere in merito all’introduzione del nuovo assegno unico INPS, il quale potrebbe purtroppo condurre ad alcune problematiche e criticità piuttosto serie, che avrebbero delle ripercussioni di non poco conto sopratutto nei confronti di quelle famiglie e quei genitori che percepiscono una regolare busta paga da lavoro dipendente.

A questo proposito, diventa fondamentale comprendere quali saranno gli aspetti peculiari del nuovo assegno unico INPS e come mai le buste paga potrebbero essere purtroppo coinvolte da tagli e forti riduzioni degli importi, a partire dal mese di marzo.

Dunque, all’interno del seguente articolo saranno approfonditi tutti i dettagli in relazione al nuovo assegno unico universale che dovrebbe cominciare ad essere erogato da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale a partire dal prossimo mese di marzo 2022 e che comporterà tantissime novità, in particolare nei confronti di quei cittadini che svolgono un lavoro subordinato oppure anche autonomo e che hanno uno o più figli a carico di età inferiore ai diciotto anni.

Assegno unico INPS e busta paga: cosa cambierà da marzo 

Qualora dovesse concretizzarsi l’introduzione dell’assegno unico universale INPS nei confronti dei nuclei familiari con uno o più figli, le conseguenze per i genitori italiani che attualmente percepiscono una regolare busta paga da lavoro subordinato, saranno diverse. Tra le novità, non tutte saranno apprezzate dai contribuenti, i quali si ritroveranno senza ombra di dubbio a dover fare i conti con un taglio radicale che potrebbe colpire la propria busta paga.

In questo senso, infatti, nel caso in cui dovesse entrare in vigore l’assegno unico a partire dal mese di marzo del prossimo anno, i datori di lavoro inizieranno a non riconoscere più all’interno della busta paga le cosiddette detrazioni fiscali ne tanto meno erogheranno il tradizionale assegno per il nucleo familiare, il cosiddetto ANF.

Per questo motivo, l’ammontare dell’importo che non sarà erogato da parte del datore di lavoro all’interno della busta paga, sarà effettivamente accreditato, anche se soltanto in parte, dall’Istituto Nazionale Previdenza Sociale direttamente sul conto corrente dei lavoratori che hanno uno o più figli minorenni, attraverso il riconoscimento del nuovo assegno unico e universale per i figli. 

Tuttavia, in tal caso, a definire l’ammontare definitivo dell’importo che sarà accreditato dall’istituto previdenziale verso i cittadini attraverso l’assegno unico INPS sarà esclusivamente il valore ISEE, ovvero l’indicatore della situazione economica equivalente di ciascun nucleo familiare. 

Assegno unico INPS: perché si rischia il taglio in busta paga

Come annunciato in precedenza, in questo contesto, al momento della domanda volta all’ottenimento del nuovo assegno unico universale INPS che dovrebbe entrare in vigore a partire dal mese di marzo 2022 e che sarà erogato da parte dell’IStituto Nazionale Previdenza Sociale, svolgerà un ruolo fondamentale per la definizione degli importi l’indicatore della situazione economica equivalente

Si tratta dell’ISEE, il quale si configura appunto come uno strumento attraverso cui non soltanto i cittadini potranno godere dell’accesso a specifiche prestazioni sociali o agevolazioni, ma che influenzerà anche l’ammontare definitivo degli importi che i nuclei familiari potranno ricevere.

Proprio per questa motivazione, anche per quanto concerne la riduzione degli importi in busta paga, sarà il valore ISEE di ciascun nucleo familiare a definire l’ammontare degli accrediti che saranno erogati dall’istituto previdenziale nei confronti delle famiglie italiane.

Effettivamente, la riduzione della busta paga potrebbe essere determinata dalla soppressione di due misure attualmente fondamentali per i genitori, che transitano appunto all’interno del cedolino gestito dal datore di lavoro. Si tratta delle detrazioni fiscali e dell’assegno per il nucleo familiare.

In tal senso, a partire dal mese di marzo 2022, qualora dovesse entrare effettivamente in vigore l’assegno unico universale INPS i genitori dovranno dire addio definitivamente alle voci di detrazioni fiscali e assegno ANF all’interno della propria busta paga mensile. 

Assegno unico INPS: chi rischia di avere una riduzione in busta paga?

In tal senso, anche se attualmente non è possibile definire con certezza quali saranno i cittadini che purtroppo si vedranno coinvolti in una riduzione degli importi della propria busta paga, in quanto bisognerà attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della nuova Manovra Finanziaria 2022, occorre sottolineare un aspetto essenziale in questa dinamica. 

Nello specifico, come evidenziato all’interno dell’articolo di ItaliaOggi, gli importi dell’assegno unico INPS saranno gli stessi oppure maggiori di quelli ricevuti attraverso la busta paga, esclusivamente per quei cittadini che appartengono ad un nucleo familiare il cui ISEE risulta essere inferiore ai 25 mila euro. Dunque, appare verosimile che nei caso in cui si tratta di famiglie con un indicatore ISEE superiore a tale soglia, questi saranno purtroppo coinvolti dalla riduzione della busta paga.

Per questo motivo, è chiaro che i tantissimi cittadini italiani che ritengono di avere un importo ISEE sicuramente più elevato rispetto al valore limite fissato a 25 mila euro, sono piuttosto preoccupati in merito alla possibilità di dover dire definitivamente addio alle detrazioni e all’assegno per il nucleo familiare, che hanno reso fino ad ora la propria busta paga molto più elevata rispetto agli importi tradizionali. 

Assegno unico INPS: l’idea del Governo Draghi per evitare il taglio busta paga

Tuttavia, sembrerebbe che attualmente la squadra di Governo, guidata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, sta lavorando su una sorta di clausola di invarianza proprio per andare incontro a queste categorie di genitori. 

Effettivamente, sembrerebbe che, per quei lavoratori che purtroppo rischiano di ricevere meno soldi da parte dell’INPS a causa dell’ISEE già elevato, potrebbe essere riservato una clausola attraverso cui le prime tre annualità porteranno ad una graduale transizione al nuovo sistema di contributi per i nuclei familiari.

In questo senso, qualora dovesse emergere una differenza effettiva tra gli importi legati ai benefit attualmente percepiti derivati dal riconoscimento congiunto di assegni per il nucleo familiare e detrazioni fiscali, rispetto all’ammontare dell’assegno unico INPS, l’Istituto previdenziale potrebbe prevedere una maggiorazione mensile, al fine di andare ad equiparare gli importi.

A questo proposito, secondo le prime bozze, sembrerebbe che tale maggiorazione sarà riconosciuta per un importo intero dal mese di marzo fino all’anno successivo del 2023. Poi, nel 2023 per due terzi dell’ammontare, nel 2024 per un terzo così come anche nei primi due mesi del 2025. 

Per ulteriori approfondimenti in merito al tema dell'assegno unico universale e dei relativi importi che potranno essere percepiti a partire dal mese di marzo del prossimo anno, è possibile fare riferimento al video curato dal canale YouTube Le Audioguide per TUTTI!

 

Chi avrà diritto ad accedere al nuovo assegno unico universale INPS

Occorre sottolineare che attualmente la squadra dell’esecutivo è ancora al lavoro al fine di andare a definire le ultime regolamentazioni in relazione all’introduzione del nuovo assegno unico universale, che sarà corrisposto nei confronti di circa 7,2 milioni di nuclei familiari, che hanno uno o più figli minorenni.

A questo proposito, sulla base delle prime indiscrezioni in merito alla nuova Legge di Bilancio 2022, sembrerebbe che per accedere all’erogazione del nuovo assegno unico universale INPS, sarà necessario rispettare specifiche condizioni e requisiti di accesso.

Nello specifico, sulla base di quanto stabilito da parte del Governo potranno avere diritto all’assegno tutte quelle famiglie, per ciascun figlio a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza ed entro il compimento dell’età di ventuno anni del proprio figlio. Mentre, nel caso in cui si tratta di figli che presentano delle disabilità, in questo caso non sono state fissate delle limitazioni in relazione all’età. 

Tuttavia, è necessario sottolineare anche che, a partire dal compimento della maggiore età, il figlio sarà iscritto ad un percorso di formazione, oppure alle liste di collocamento oppure sarà tenuto allo svolgimento del servizio civile, al fine di continuare a ottenere il contributo relativo all’assegno unico universale INPS. 

Inoltre, occorre anche precisare che al fine di accedere agli importi dell’assegno unico, sarà obbligatorio per i cittadini richiedenti avere la cittadinanza italiana oppure europea, o comunque essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno per almeno sei mesi precedenti. 

Come fare domanda all’INPS per accedere all’assegno unico universale 

Come già annunciato il precedenza, per potrà accedere effettivamente agli importi legati all’assegno unico universale INPS, sarà necessario che il cittadino provveda a presentare la domanda all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, attraverso i canali telematici.

In questo senso, sarà obbligatoria anche la trasmissione della propria certificazione ISEE, che potrà essere ottenuta dal mese di gennaio, al fine di garantire l’effettiva dichiarazione aggiornata.