Assegno unico: Inps chiarisce tutti i dubbi! Ecco le novità!

Dopo circa un mese dal via, ci sono ancora molti dubbi sull'Assegno unico e universale. Assegno che sarà erogato a partire dal mese di marzo. L'Inps, quindi, ha aggiornato le FAQ, fornendo tutte le spiegazioni necessarie per chiarire i dubbi. Ecco quali sono tutte le novità.

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L’Inps ha aggiornato le FAQ sull’assegno unico e universale, il 1° febbraio del 2022, cercando di chiarire tutte le domande, i quesiti e i dubbi più frequenti sulla misura.

Le domande più frequenti riguardano, per esempio, l’Isee, l’importo spettante e la relativa tabella di calcolo, a chi spetta e quali sono i requisiti per beneficiarne. 

Ma non si limitano soltanto alle questioni più generali della misura. I dubbi sono tanti anche sul funzionamento della misura per i genitori separati, se uno dei due genitori è straniero e molto altro ancora.

Infine, i chiarimenti dall’Inps riguardano le modalità di compilazione delle domande.

In questo articolo, oltre a fornire una spiegazione veloce sull’assegno unico e universale, ci concentreremo sulle FAQ dell’Inps, andando ad analizzarne alcune, soprattutto le più rilevanti.

Assegno Unico: nuove FAQ dell'Inps!

Sull’assegno unico e universale ci sono, ancora, molti dubbi. Le domande per beneficiare della misura sono partire dal 1° gennaio del 2022 e, se presentate entro la fine del mese di giugno 2022, si possono comunque ricevere gli arretrati dal mese di marzo.

Perché dal mese di marzo 2022? È molto semplice, l’assegno unico e universale sarà erogato dall’Inps a partire dal mese di marzo.

Possiamo riassumere molto brevemente cos’è l’assegno unico e universale, per capire come funziona e perché è stato istituito. 

Si tratta di un beneficio economico che spetta a tutte le famiglie con figli, sia minorenni sia maggiorenni - fino al compimento dei 21 anni. L’assegno unico 2022 viene erogato dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, in relazione all’Isee della famiglia del richiedente.

L’introduzione dell’assegno unico è molto importante e anche rivoluzionaria. Si vuole, infatti, andare a riformare tutte le misure di sostegno alle famiglie con figli. In che modo? L’Assegno unico e universale ingloberà in sé tutte le agevolazioni familiari

Quali agevolazioni? Sulle FAQ dell’Inps si legge che le misure sostituite sono le seguenti: Il premio alla nascita, l’assegno di natalità, gli assegni per il nucleo familiare e le detrazioni per i figli e, infine, il Bonus tre figli.

Tuttavia, vi sono due eccezioni. Come si legge sul sito inps.it:

“[…] rimarranno in vigore la maternità comunale di 1.700 euro e il Bonus nido”.

Al di là di ciò, l'Assegno Unico è comunque compatibile con altre misure e altri bonus per i figli erogati, per esempio, dalle regioni.

Sostanzialmente, in linea generale, queste sono le informazioni che bisogna sapere sull’assegno unico 2022. Ma a parte le generalità che, più o meno, tutti conosciamo, dopo un mese circa dalla sua entrata in vigore, ci sono ancora molti dubbi che serpeggiano tra le potenziali famiglie beneficiarie.

Proprio per chiarire quanto più possibile e sciogliere tutti i possibili dubbi sulla misura, l’Inps ha aggiornato le FAQ sull’assegno unico e universale. 

Iniziamo l’analisi delle domande, partendo da quella che riguarda i genitori separati.

Pagamento Assegno Unico e genitori separati: come funziona?

Una delle domande più diffuse sull’assegno unico riguarda il funzionamento della misura nel caso di genitori separati, in relazione, soprattutto, al pagamento.

Analizziamo quali sono le regole che bisogna seguire in queste circostanze.

In linea generale, per i genitori non conviventi, divorziati o separati, come si legge sulle FAQ sul sito inps.it:

“[…] l’Assegno può essere pagato al solo richiedente o, anche a richiesta successiva, in misura uguale tra i genitori”.

I dati del pagamento dell’altro genitore possono essere forniti all’Istituto anche successivamente. In questa circostanza, la metà dell’assegno per il secondo genitore, sarà corrisposta a partire dal mese dopo la comunicazione. 

Come bisogna fare per modificare la ripartizione? È sufficiente accedere sul sito dell’Istituto, cliccare sulla domanda già presentata, nella sezione “Completa le domande già presentate”.

Vi è un’altra questione che è necessario affrontare, ovvero quando il figlio è stato affidato ad un solo genitore, tramite affidamento esclusivo sentenziato da un giudice. In questo caso, l’assegno sarà erogato soltanto al genitore affidatario.

Questione diversa per l’affido condiviso. In quest’altro caso, se il giudice ha stabilito che il collocamento del figlio minore sia presso il genitore richiedente si avranno due opzioni: si può scegliere per il pagamento del 100% dell’importo dell’assegno al genitore collocatario; successivamente, l’altro genitore può comunque decidere di modificare la domanda e scegliere il pagamento ripartito.

Assegno Unico: differenze tra minorenni e maggiorenni!

Ciò che non risulta, ancora, abbastanza chiaro sono le differenze di importo, requisiti e domande tra figli minorenni e maggiorenni, oltre alle relative maggiorazioni, ove spettano.

Pertanto, andremo ad analizzare tutte le questioni sull’assegno unico 2022, iniziando proprio da quelle che riguardano i figli maggiorenni - fino al ventunesimo anno di età. Chi deve presentare la domanda di assegno unico per i figli maggiorenni? In questo caso, possono presentarla sia i genitori sia i figli maggiorenni stessi.

Passiamo alla seconda questione, che riguarda i requisiti. Per poter beneficiare dell’assegno unico, prima di tutto, il figlio deve avere meno di 21 anni di età. Inoltre, deve rispettare una delle seguenti condizioni:

  • Frequentare un corso di laurea, di formazione scolastica o professionale;
  • Svolgere un tirocinio oppure lavorare e possedere un reddito che sia inferiore a 8000 euro;
  • Essere disoccupato e iscritto al Centro per l’Impiego;
  • Svolgere il Servizio Civile Universale.

Vi è, però, un’eccezione. I suddetti requisiti e l’età non si applicano ai figli maggiorenni con disabilità.

Rimanendo sui figli maggiorenni disabili, l’Inps, nelle FAQ, ha chiarito un altro punto importante. Ci si chiede se per il figlio maggiorenne con disabilità, non a carico fiscalmente dei genitori, sia necessario, comunque, presentare la domanda

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale chiarisce che in questo caso è sufficiente che il figlio sia convivente con i genitori per presentare la domanda e ricevere l’Assegno unico e universale.

Assegno Unico: se un genitore è straniero?

Passiamo, adesso, ad analizzare un’altra questione che ha innescato non pochi dubbi in alcune potenziali famiglie beneficiare dell’Assegno unico e universale 2022.

Il quesito riguarda i casi in cui uno dei genitori è un cittadino straniero, quindi, non in possesso di un codice fiscale

Come andremo a vedere più avanti, tra i dati che bisogna inserire nella domanda c’è anche il codice fiscale

Per ovviare a questo “inconveniente”, dalla metà del mese di gennaio, l’Inps ha provveduto a far sì che nella domanda si possa indicare che l’altro genitore non è in possesso del codice fiscale.

Ma vediamo in che modo si indica:

  • Nella parte di compilazione dei dati del figlio, si deve scegliere “il nucleo familiare del figlio comprende un solo dei due genitori”;
  • Fatto ciò, si dovrà scegliere “genitore unico” e, appunto, “altro genitore cittadino straniero senza codice fiscale”.

Così facendo, come si legge sul sito edotto.com:

“[…] l’intero importo dell’assegno viene riconosciuto al richiedente e non sarà possibile la ripartizione al 50%”.

Assegno Unico: attento a come compili la domanda!

Concentriamoci, infine, sulla questione, in realtà, più imminente: la presentazione delle domande. Innanzitutto, parliamo di termini. Come abbiamo già detto prima, la domanda per beneficiare dell’assegno unico a partire da marzo 2022, si può presentare a partire dal 1° gennaio del 2022.

Naturalmente, anche i beneficiari dell'assegno temporaneo per i figli minori sono tenuti alla presentazione della domanda. Sono esclusi solo i percettori del Reddito di Cittadinanza, in quanto, se beneficiari, l'Inps gli riconoscerà aumaticamente il diritto a ricevere l'assegno.

Se le domande sono presentate entro il 30 giugno 2022, si può ricevere anche l’assegno unico relativo ai mesi arretrati, cioè dal mese di marzo.

Ma chi deve presentare la domanda? Naturalmente, la domanda deve essere presentata da uno dei due genitori oppure dal tutore del figlio minore. Se maggiorenne, la domanda può essere presentata direttamente dal figlio.

La domanda deve essere presentata solo una volta per ogni anno e, in essa, deve essere indicato il numero di tutti i figli per i quali si richiede l’assegno.

Un’altra questione riguarda la modalità di presentazione della domanda. È molto semplice; si può presentare telematicamente sul sito dell’Inps, utilizzando gli appositi canali e autenticandosi con le proprie credenziali. In alternativa, è possibile recarsi presso un ente di Patronato o utilizzare il servizio di Contact Center.

Passiamo, infine, alla compilazione. Quali sono i documenti necessari? Compilare la domanda è molto semplice e i dati richiesti sono essenziali. È necessario inserire:

  • I dati dei figli per i quali si richiede l’assegno; 
  • Ove presente, bisogna inserire i dati dell’altro genitore;
  • I dati per ottenere il pagamento.

Sostanzialmente, sono queste le informazioni che bisogna inserire e non bisogna allegare altri documenti. Per quanto riguarda l’Isee, non è obbligatorio per la presentazione della domanda. In questo caso, l'importo riconosciuto sarà il minimo.

Sempre in riferimento alle domande, un alto dubbio riguarda il numero di protocollo. L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ricorda che il numero di protocollo non viene assegnato al momento della presentazione, ma in un secondo momento

Allora ci si domanda quando. L'Istituto chiarisce anche questo punto. Nelle FAQ spiega che il richiedente può visualizzare il numero di protocollo assegnatogli, entrando nella sezione “Consulta e gestisci le domande che hai presentato”.

Sempre in relazione alle domande, l'Inps ha chiarito un ulteriore punto. Se la domanda presentata non risulta ancora in lavorazione, non è il caso di preoccuparsi. Si ricorda, infatti, che l'assegno sarà erogato a partire dal mese di marzo e, quindi, fino a quel momento le domande non saranno lavorate.