Ora più che mai le famiglie italiane, in particolare quei nuclei familiari con almeno un figlio di età inferiore ai diciotto anni, hanno l’esigenza e il bisogno di ricevere dei sostegni e degli aiuti in maniera concreta da parte della squadra governativa italiana.

In effetti, le conseguenze disastrose provocate dall’emergenza epidemiologica relativa al Coronavirus hanno effettivamente generato una grave situazione economica delle famiglie italiane, a causa del calo dell’occupazione lavorativa e della perdita di lavoro che ha segnato tantissimi cittadini italiani.

Proprio per questo motivo, in seguito alla pubblicazione all’interno del testo di Gazzetta Ufficiale relativo al decreto-legge numero 79 avvenuta durante la prima settimana di giugno, su decisione dell’esecutivo guidato dall’attuale Presidente del Consiglio Mario Draghi.

A questo proposito, si tratta dell’assegno unico universale che è stato approvato in maniera sperimentale e temporanea, destinato a ciascuna famiglia italiana, purché in possesso di determinati requisiti e di specifiche condizioni che sono state previste dalla legge, e che risultano essere composti da ciascun figlio minorenne.

In tal senso, occorre fare riferimento al testo relativo alla Legge di Bilancio 2021, il quale è andato ad avviare l’introduzione del cosiddetto assegno unico, in favore dei nuclei familiari, secondo le disposizioni previste da parte del Governo italiano precedentemente presieduto dall’ormai ex premier, Giuseppe Conte, dove l’obiettivo fondamentale è quello di generare un unico sussidio completo che va a unificare tutti i bonus e gli indennizzi che sono stati previsti nei confronti dei cittadini e delle famiglie che hanno almeno un figlio a carico. 

A questo proposito, nel corso di questo articolo sono offerti maggiori approfondimenti in merito alle caratteristiche principali dell’assegno temporaneo volto a sostenere le famiglie con figli aventi età anagrafica minore di diciotto anni.

Inoltre, saranno anche forniti ulteriori dettagli in merito a chi è rivolto tale assegno temporaneo, l’ammontare complessivo e le modalità di comunicazione e trasmissione delle richieste relative all'assegno temporaneo, in ottemperanza delle specifiche operative fornite da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale. 

Assegno unico temporaneo per i figli: come funziona ora

In seguito all’introduzione e alla relativa entrata in vigore al decreto-legge avvenuta il giorno 8 giugno 2021 numero 79, è stato confermato da parte della squadra dell’esecutivo di Mario Draghi l’assegno unico universale per i figli, approvato in maniera transitoria, la cui durata temporanea attualmente è stata fissata nel pericolo compreso tra il giorno primo luglio fino al giorno 31 dicembre 2021.

Tale misura economica è finalizzata infatti proprio a fornire una sostegno concreto ed immediato alla cosiddetto genitorialità e alla natalità, ovvero a supportare maggiormente i nuclei familiari, in attesa dell’effettiva attuazione di quell’assegno unico e universale, che è stato introdotto con la recente Legge di Bilancio 2021.

L’obiettivo fondamentale dell’assegno unico e universale per i figlio con un’età inferiore ai diciotto anni, è appunto quella non soltanto di andare a garantire un maggiore potenziamento delle misure a sostegno dei genitori e dei relativi figli, ma anche di offrire una maggiore semplificazione di tutte le procedure necessarie per presentare la richiesta ed ottenere i benefici spettanti alle famiglie.

A chi è destinato l’assegno unico temporaneo

Dunque, dopo aver compreso quali sono le principali caratteristiche dell’assegno unico temporaneo il quale è stato approvato in maniera transitoria tra il primo luglio ed il 31 dicembre 2021, è opportuno anche comprendere quali siano effettivamente le famiglie italiane che potranno accedere all’assegno unico durante gli ultimi mesi dell’anno.

A questo proposito, l’assegno unico universale è appunto indirizzato a tutti quei nuclei familiari che sono composti da uno o più figli con un’età anagrafica che risulta essere inferiore ai diciotto anni, a carico del nucleo familiare, i quali non hanno effettivamente il diritto di accedere al tradizionale Assegno per il Nucleo Familiare, anche detto ANF.

Si tratta dunque, di quei cittadini e di quei lavoratori che rientrano nelle seguenti categorie:

  • lavoratori con attività autonome;
  • cittadini in stato di disoccupazione;
  • coloni, coltivatori diretti e mezzadri;
  • nuclei familiari che non presentano più uno o anche più di un requisito per poter godere dell’Assegno per il Nucleo Familiare;
  • cittadini titolari di una prestazione pensionistica da lavoro autonomo.

In questo senso, sono inclusi nei possibili beneficiari dell’assegno unico familiare anche quei nuclei i cui figli minorenni risultano essere adottati oppure in affido preadottivo.

Assegno unico INPS: quanto spetta alle famiglie

L’assegno unico universale approvato in maniera sperimentale e transitoria nei confronti dei nuclei familiari con figli a carico viene effettivamente erogato con degli importi differenti, che si distinguono sulla base del nucleo dei figli e della fascia ISEE di appartenenza.

In questo senso, l’importo mensile che spetta a ciascun nucleo familiare risulta essere diverso a seconda che all’interno di tale nucleo siano effettivamente presenti uno oppure due figli minorenni oppure nei casi di almeno tre figli. Infatti, nel caso in cui si tratti di famiglie con almeno tre figli di età inferiore ai diciotto anni, l’importo risulta essere maggiorato del 30 per cento. 

Dunque, in questo contesto, occorre evidenziare che l’ammontare degli importi dell’assegno unico INPS spetta in misura piena per una fascia ISEE fino a 7 mila euro, offrendo per ciascun figlio un assegno pari a 167,50 euro, i quali aumentano fino a 217,80 euro nel caso di quelle famiglie numerose, per decrescere poi fino al limite massimo di 50 mila euro di valore ISEE.

L’ammontare dell’importo che contraddistingue l’assegno unico temporaneo fino al 31 dicembre 2021 risulterà essere maggiorato di 50 euro per ogni figlio con un’età inferiore a diciotto anni che presenta delle condizioni di medio, grave disabilità e non autosufficiente.

Inoltre, occorre evidenziare anche che per quanto riguarda quei casi in cui i nuclei familiari risultano essere già titolari ed effettivi percettori dell’assegno legato al reddito di cittadinanza o alla pensione di cittadinanza, in tal caso l’assegno unico temporaneo dovrà essere calcolato andando di fatto a sottrarre dall’ammontare complessivo, la quota del RdC in riferimento a quei figli minorenni facenti parte del nucleo.

Come avvengono i pagamenti dell’assegno unico INPS

I pagamenti legati all’assegno unico INPS avvengono con una cadenza mensile, erogarti da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, in base alla domanda che viene presentata da parte del nucleo familiare, il quale al momento della trasmissione dell’istanza dovrà provvedere anche a selezionare la modalità di pagamento prescelta. 

In questo senso, il nucleo familiare che risulterà essere idoneo a ricevere l’importo mensile relativo all'assegno unico familiare, potrà scegliere tra le seguenti alternative: accredito sul conto corrente a lui intestato; bonifico domiciliato presso il proprio ufficio postale; carta di pagamento con IBAN intestato al cittadino richiedente, oppure un libretto postale, il quale anche in questo caso dovrà risultare intestato al richiedente.

Il versamento da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale viene effettuato nei confronti dei genitore che ha presentato la richiesta per l'assegno unico temporaneo, il quale dovrà però risultare convivente con il cittadino minore.

Dunque, nei casi delle situazioni di genitori separati legalmente oppure divorziati con un affido condiviso, secondo la legge numero 54 del 2006, l’ammontare dell’assegno può essere effettivamente diviso tra i due genitori con la medesima quota, ad eccezione di accordi diversi tra i genitori.   

Le condizioni da rispettare per avere l’assegno temporaneo

Secondo quanto previsto all’interno del decreto-legge di Draghi, e successivamente sottolineato anche dal messaggio INPS, numero 2331, reso noto il 17 giugno 2021 sono state evidenziate anche una serie di condizioni e di aspetti obbligatori che costituiscono i requisiti di accesso a tale beneficio per i nuclei familiari.

A questo proposito, i cittadini che richiedono l’assegno temporaneo INPS dovranno risultare essere cittadini italiani oppure nel caso in cui si tratti di cittadini provenienti da Stato diversi dall’Italia, sia relativi all’Unione Europea che non, dovranno risultare essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno.

Inoltre, è necessario che i richiedenti siano soggetti al cosiddetto pagamento relativo all’imposta sul reddito nel territorio nazionale, oltre che essere anche residenti e anche domiciliati in Italia insieme ai figli a carico conviventi, fino all’età di 18 anni.

In tal senso, per quanto concerne la residenza in Italia, questa dovrà essere di almeno due anni, anche se non in maniera continuativa nel tempo.

Infine, il cittadino prima di procedere con la trasmissione dell’istanza per ottenere il riconoscimento dell’assegno familiare unico, dovrà anche risultare essere in possesso di un indicatore ISEE legato alla situazione economica equivalente, che risulti in corso di validità e che sia calcolo sulla base delle disposizioni presenti all’interno dell’articolo 7, in riferimento al decreto emanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri il giorno 5 dicembre 2013, numero 159, con particolare riferimento agli aspetti relativi all’ISEE minorenni.

In merito ai requisiti e alla condizioni obbligatorie, l’Istituto Nazionale Previdenza Sociale ha evidenziato anche che l’assegno unico temporaneo è tuttavia compatibile con le altre misure di tipo assistenziale a sostegno dei nuclei familiari, oltre che anche con il famoso reddito di cittadinanza. 

Per quanto concerne, invece, le modalità di presentazione della domanda, queste riguardano i tradizionali canali INPS: portale telematico, contact center integrato e i Patronati; la domanda potrà essere presentata a partire dal primo luglio 2021 fino al 31 dicembre di questo anno.