Ancora caos sui pagamenti dell'assegno temporaneo ai figli. Anzi per chi percepisce il reddito di cittadinanza, la ricarica, forse la prima, arriverò ad ottobre. Non si sa se ci saranno anche gli arretrati da luglio, per chi ha già inoltrato la domanda e chi lo farà entro il 31 ottobre, dopo la proroga concessa da Mario Draghi nel documento di accompagnamento alla nota di bilancio, il NADEF.

Pochi fortunati hanno visto il primo accredito nel mese di Agosto, relativo a luglio.

Ma a fine al 30 settembre non si sono visti gli assegni di agosto e settembre. 

I pochi fortunati che hanno ricevuto il primo assegno temporaneo per i figli è stato nel mese di agosto, ma relativo a luglio. Si dovrà attendere dopo la prima settimana di ottobre per sapere se l'Inps pagherà anche i mesi di agosto e settembre a tutti coloro che hanno ricevuto comunicazione dell'accoglimento della domanda. In questi giorni infatti, l'Inps sta inviando messaggi via mail e comunicazioni nella sezione dei documenti dell'assegno temporaneo ai figli sul sito dell'Inps, dell'accoglimento o rigetto della domanda.

Il 30 settembre scadeva anche il termine per presentare la domanda per evitare di perdere i mesi pregressi di luglio ed agosto. Nella presentazione del NADEF, il presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi ha annunciato la proroga che arriverà fino a fine ottobre.

Assegno unico ai figli: come fare domanda

Per chi non avesse ancora provveduto ad inserire la domanda nel portale Inps, da domani potrà continuare a farlo e se dovesse essere accettata potrà ricevere i mesi pregressi di luglio, agosto e settembre. Ma la proroga è solo di un mese, e quindi varrà fino a fine ottobre. Dal 1 novembre, la domanda inserita per l'assegno temporaneo ai figli, se accettata dall'istituto nazionale per la previdenza, permetterà di ricevere l'assegno per i figli minorenni solo a partire dal mese di inserimento della domanda. Non conta la data e quindi il mese di accoglimento della stessa da parte dell'Inps.

Dal 1 ottobre 2021 inoltre l'accesso all'area privata Inps potrà avvenire solo con i servizi di identità digitale come lo Spid, la carta d'identità elettronica o la carta nazionale dei servizi. Le vecchie credenziali non avranno più validità.

La domanda potrà essere presentata da uno dei genitori, o dall'unico genitore o dal tutore. In caso di genitori divorziati e legalmente separati, la domanda può essere inserita solo da uno dei due genitori, ma potranno scegliere se il pagamento vada ad un solo genitore per intero oppure al 50% tra i due genitori.

Nella domanda, si dovranno inserire i dati del genitore richiedente, i dati dei figli minorenni ed i dati dell'altro genitore. 

Inoltre si dovrà auto certificare il rispetto dei requisiti previsti dalla norma dell'assegno temporaneo ai figli.

Infine per poter ricevere il pagamento si dovrà anche indicare la modalità. Le modalità sono:

  • bonifico bancario;
  • bonifico domiciliato al richiedente presso lo sportello postale;
  • libretto postale intestato al richiedente;
  • conto corrente estero area SEPA intestato al richiedente;
  • carta prepagata con IBAN intestata al richiedente.

Assegno unico ai figli: quali sono i requisiti

Per poter richiedere il nuovo assegno temporaneo ai figli, e poter ricevere l'importo da luglio fino a dicembre 2021, il genitore con a carico uno o più figli minorenni dovrà inserire la domanda entro il 31 ottobre. Il richiedente deve essere quindi un genitore residente in Italia da almeno due anni, anche non consecutivi. Per chi risiede in Italia ma non ha la cittadinanza italiana, oltre al requisito temporale deve anche dimostrare di avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Nel nucleo famigliare devono convivere figli minorenni. L'assegno temporaneo non è concesso ai figli maggiorenni anche se ancora studenti. Forse, con l'assegno unico universale che dovrebbe partire il 1 gennaio 2022, anche i figli maggiorenni che studiano e di età non superiore a 21 anni dovrebbero ricevere l'assegno. I figli minorenni devono risultare conviventi con il genitore che fa la domanda dell'assegno unico. Ciò significa vivere sotto lo stesso tetto, risultare nello stesso stato di famiglia con la stessa residenza anagrafica. 

Ultimo requisito è quello economico. L'assegno unico temporaneo ai figli potrà essere riconosciuto solo se l'ISEE relativo al minore non superi 50.000 euro. Il limite inferiore dell'ISEE è 7.000 euro che da diritto alla misura piena dell'assegno unico. Mentre oltre 50.000 euro di ISEE, non è riconosciuto alcun importo.

L'ISEE deve essere in corso di validità sia nella sua forma ordinaria che corrente. L'importante è non avere omissioni o errore nella DSU che restituisce l'ISEE con difformità.

Per l'ISEE corrente fino a fine 2021 si potrà rettificare la sola componente del reddito, qualora questo sia inferiore del 25% di quello utilizzato per l'ISEE ordinario. Ma dal 2022 la procedura cambierà.

Ho approfondito questo aspetto nell'articolo Novità ISEE 2022: l'Inps cambia tutto! Ecco come sarà.

Assegno unico: quanto spetta per singolo figlio

L'importo dell'assegno temporaneo ai figli varia in funzione del valore dell'ISEE e della condizione di disabilità dei figli. Inoltre per nuclei famigliari con un numero di figli superiore a tre, l'importo dell'assegno unico è incrementato del 30%.

L'importanza dell'ISEE è fondamentale perchè in corrispondenza di esso l'Inps riconosce l'importo dell'assegno. Il valore è stato però determinato a monte ed è quello contenuto nella tabella allegata al decreto legge n.79 dell'8 giugno 2021. L'Inps quindi non ha manovra di calcolo se non quello di rilevare il valore dell'ISEE e procedere a liquidare l'importo corrispondente indicato nella tabella.

L'assegno unico è riconosciuto in misura piena per ISEE fino a 7.000 euro. L'importo è di 167,5 euro per ogni figlio fino a due. Dal terzo figlio in poi l'importo è incrementato del 30%. Quindi per nuclei famigliari con tre figli, per ognuno di essi sarà percepito un assegno di 217,8 euro al mese.

Al crescere dell'ISEE l'importo dell'assegno unico si abbassa fino ad arrivare a 30 euro, erogato per le famiglie con ISEE da 39.900 euro a 50.000 euro.

Gli stessi importi sono aumentati di 50 euro se c'è una componente di disabilità riconosciuta attraverso una certificazione rilasciata dalla commissione medico-legale dell'Inps.

Per chi ha presentato la domanda già a luglio ed è stata accolta avrà ricevuto il primo assegno di questi importi proprio ad agosto.

Per i percettori di reddito di cittadinanza, invece l'importo erogato va ad integrare la componente del reddito relativo ai figli, in modo tale che quella componente raggiunga la quota dell'assegno unico.

Assegno unico e reddito di cittadinanza: cosa sapere

L'art.4 del decreto legge n.79 dell'8 giugno 2021 stabilisce che l'assegno temporaneo ai figli è compatibile con il reddito di cittadinanza. I percettori non devono fare nulla.

L'Inps riconosce i nuclei famigliari che ricevono la ricarica del reddito di cittadinanza e di questi identifica quelli in cui ci sono figli minorenni. Nella ricarica mensile del redditto di cittadinanza, l'Inps integra la componente dell'assegno unico. In che modo? Lo stabilisce sempre l'art.4 al comma 3, 

Il beneficio complessivo è determinato sottraendo dall'importo teorico spettante la quota di  Reddito di cittadinanza relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare calcolata sulla base della scala di equivalenza.

Come è stato anticipato all'inizio dell'articolo, però sembra che ci siano problemi nell'erogazione dell'assegno unico per le famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza. Nessuna risposta da parte dell'Inps mentre sono diverse le lamentele di chi si aspettava a settembre il pagamento di tre mesi. Ricordiamo tuttavia che possono percepire l'assegno unico quelle famiglie con reddito di cittadinanza che rispettano tutti i requisiti previsti, dal reddito (ma l'ISEE per chi ha il RdC deve non superare i 9.360 euro e quindi ampiamente rispettato) alla residenza.

Assegno unico: a chi spetta fino a dicembre

La misura dell'assegno unico universale fu introdotto ad aprile e doveva attendere la delega del Governo per poter essere tradotto in realtà. Poi a giugno si è adottata una soluzione ponte che sta facendo convivere sia l'assegno al nucleo famigliare (ANF), l'assegno unico come assegno temporaneo ai figli che il bonus bebè, che non sarà più attivo dal 1 gennaio 2022. La coesistenza di queste misure è dovuta al fatto che non tutte le famiglie possono ricevere l'assegno unico almeno fino a fine anno. 

Chi può richiedere l'assegno al nucleo famigliare non potrà ricevere l'assegno unico. Questo fino al 31 dicembre 2021, quando poi l'assegno unico rimpiazzerà tutte le misure oggi esistenti a favore dei figli e famiglia come il bonus bebè,l'ANF, il bonus mamma, le detrazioni per figli a carico.

I beneficiari dell'assegno unico temporaneo sono coloro che non possono avere l'ANF, quindi coloro che non hanno una busta paga da dipendente. I beneficiari sono dunque i lavoratori autonomi, i professionisti e coloro che lavorano a partita IVA, i lavoratori che non raggiungono un reddito tale per cui non pagano IRPEF, i cosiddetti incapienti, ed i disoccupati. 

Ad oggi però secondo i dati dell'Inps solo un quarto degli aventi diritto ha fatto domanda per l'assegno unico. Ma con la proroga concessa dal NADEF si spera che entro la fine di ottobre, tutti i beneficiari possano fare domanda.