Mentre si è in attesa del pagamento di settembre del nuovo assegno temporaneo ai figli, entro il 30 settembre si può ancora fare domanda per poter beneficiare dell'erogazione dell'assegno anche per i mesi di luglio ed agosto, oltre ovviamente a settembre.

Il decreto n.79 dell'8 giugno 2021 che ha istituito l'assegno temporaneo ai figli, come soluzione ponte fino a fine anno, per poi lasciare il posto all'assegno unico universale, stabilisce che a partire dal 1 luglio, alcune tipologie di famiglie potranno beneficiare dell'assegno temporaneo, rispettando il requisito dell'ISEE che non deve essere superiore a 50.000 euro.

Lo stesso decreto stabilisce che le domande possono essere presentate entro il 31 dicembre 2021, ma solo chi presenta l'istanza entro il 30 settembre 2021, potrà avere accesso all'assegno pieno per sei mesi. Quindi chi ancora non ha fatto domanda, ha ancora tempo cinque giorni, altrimenti l'Inps taglia l'assegno di tre mesi non erogando luglio, agosto e settembre.

Assegno unico temporaneo: come fare domanda

Considerando che manca poco meno di una settimana per presentare la domanda dell'assegno temporaneo ai figli e così non perdere le erogazioni anche dei mesi di luglio ed agosto, è molto importante sapere come farla. Questa può essere presentata solo attraverso l'applicazione messa a disposizione dall'Inps sul suo sito, accedendo alla propria area riservata.

Fino al 30 settembre si potrà accedere con le vecchie credenziali costituite dal codice fiscale ed una password. Ma si può anche accedere con lo Spid che diventa l'unica chiave di accesso dal 1 ottobre. 

Per presentare la domanda va cliccato il bottone "presenta nuova domanda". Un solo genitore, o l'unico esistente o chi ha la potestà sul minore, può presentare la domanda. Tuttavia nella domanda oltre ad indicare i dati dei figli minorenni per i quali si fa richiesta dell'assegno temporaneo, si deve anche indicare il dato dell'altro coniuge. Questo serve all'Inps ad evitare di erogare più assegni per lo stesso soggetto minorenne. 

Nella domanda si deve autodichiarare di rientrare nei requisiti previsti dal decreto n.79 dell'8 giugno. 

L'Inps provvederà ad accogliere la domanda e ad emettere il relativo provvedimento di accoglimento che potrà essere scaricato nella sezione Provvedimento/Ricevuta.

Per verificare invece l'importo erogato, si può far riferimento alla sezione Pagamenti presente sempre nella domanda dell'assegno temporaneo.

Assegno unico temporaneo: cosa dichiarare nella domanda

Nella presentazione della domanda, il richiedente deve stare attento a non dichiarare informazioni false. La domanda infatti è un'autocertificazione dei requisiti richiesti dall'assegno temporaneo. Ne fanno esclusione a questa regola i percettori del reddito di cittadinanza, per i quali invece l'assegno temporaneo ai figli è riconosciuto in modo automatico, e quindi non c'è bisogno di presentare la domanda.

I dati da dichiarare riguardano il fatto di non percepire il reddito di cittadinanza, di avere un ISEE, attestato ed in corso di validità e di non percepire alla data di presentazione della domanda, gli assegni al nucleo famigliare. 

Questa volta l'Inps ha reso veramente facile l'iter per l'accesso ad una prestazione economica senza necessità di dover imbattersi in cavilli o istruzioni poche chiare. La domanda si compila in pochi minuti e con un click è inviata all'Inps. Sempre dalla stessa pagina dell'assegno temporaneo ai figli si può anche monitorare l'avanzamento della domanda e lo stato, da inviata all'accoglimento o rigetto.

Nella domanda, cosa molto importante, è indicare le modalità di pagamento della prestazione che può avvenire in diverse modalità. L'Inps mette a disposizione, oltre all'accredito sul conto corrente o postale indicando l'Iban, anche altri quattro canali che sono:

  • bonifico domiciliato al richiedente presso lo sportello postale;
  • libretto postale intestato al richiedente;
  • conto corrente estero area SEPA intestato al richiedente;
  • carta prepagata con IBAN intestata al richiedente.

Assegno temporaneo ai figli: tutti i requisiti da rispettare

L'accesso all'assegno temporaneo ai figli di età inferiore ai 18 anni, è concesso a chi non può percepire l'assegno al nucleo famigliare. Sono beneficiari dell'assegno, i soggetti che pur versando le tasse in Italia non possono fare la domanda per l'ANF, in quanto non sono lavoratori dipendenti. Possono quindi fare domande i titolari di partita iva, coloro che lavorano con ritenuta d'acconto, i disoccupati e gli incapienti, coloro che pur percependo reddito non versano Irpef in quanto non raggiungono la soglia minima per il prelievo fiscale.

Oltre a queste condizioni si devono anche rispettare altri requisiti. Di seguito tutti quelli che devono essere posseduti.

Prima condizione è essere genitore, affidatario o anche tutore legale di una o più figli di minore età. Per l'assegno temporaneo sono esclusi i figli maggiorenni che invece sono inclusi nell'assegno unico universale che parte a gennaio 2022, purchè frequentino un corso di formazione o di istruzione e non abbiano superato i 21 anni.

Tutti i figli per i quali si fa richiesta dell'assegno temporaneo devono convivere con il genitore richiedente, quindi deve vivere sotto lo stesso tetto. 

Nel caso di genitori separati legalmente ed effettivamente o divorziati con affido condiviso disposto con provvedimento del giudice ai sensi della legge 54/2006, l’assegno può essere diviso al 50% tra i due genitori (salvo accordo tra gli stessi per il pagamento dell’intero importo al genitore richiedente che convive col minore). A tal fine l’altro genitore dovrà procedere al completamento della domanda per indicare l’opzione scelta.

Il richiedente l'assegno temporaneo deve risiedere in Italia da almeno due anni anche non consecutivi, oppure in caso di persone non di cittadinanza italiana, avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

Infine c'è il requisito economico, che richiede un ISEE non superiore a 50.000 euro. Poichè l'attestazione dell'ISEE la concede l'Inps, sarà proprio l'ente previdenziale a recuperare in automatico la DSU da cui è derivato l'ISEE. 

Assegno temporaneo ai figli: quale importo aspettarsi?

Nel decreto legge del '8 giugno 2021, n.79 c'è un allegato che indica in corrispondenza di varie fasce di ISEE, l'importo dell'assegno temporaneo ai figli.

Il limite inferiore dell'ISEE è 7.000 euro mentre quello superiore è 50.000 euro. In corrispondenza dei due limiti, le famiglie che ricadono avranno diritto all'assegno temporaneo in forma piena, nel primo caso, ed un assegno di soli 30 euro nel secondo caso. Si tratta di importi per singolo figlio, con la maggiorazione del 30% per i figli successivi al terzo. L'importo di 30 euro per i primi due figli, è riconosciuta a tutte le famiglie con ISEE superiore a 39.900 euro fino a 50.000 euro.

Oltre la soglia di 50.000 euro, l'ISEE è azzerato.

Per quanto riguarda invece l'ISEE più basso, l'importo riconosciuto per singolo figlio e fino a due figli è di 167,5 euro, che aumenta a 217,8 euro a partire dal terzo figlio. Quindi per una famiglia con tre figli minorenni, l'importo dell'assegno temporaneo, con un ISEE di 7.000 euro è di 653,4 euro.

Il decreto legge inoltre prevede che in presenza di disabilità di uno o più figli, l'importo dell'assegno temporaneo è incrementato di 50 euro. In questo caso, poichè i verbali di disabilità o invalidità sono in possesso dell'Inps, in automatico l'Inps riconoscerà la maggiorazione in presenza di disabilità. Dal tenore del decreto non è chiaro se la disabilità da considerare è quella ai fini del riconoscimento delle prestazioni economiche Inps. Ma l'orientamento sembrerebbe proprio quello. 

Assegno temporaneo anche a chi percepisce il reddito di cittadinanza

Merita un trattamento a parte l'assegno temporaneo per i percettori del reddito di cittadinanza. L'art.4 del decreto legge n.79 che istituisce l'assegno temporaneo ai figli, prevede che la prestazione economica a favore dei figli minorenni è compatibile con il reddito di cittadinanza, e che l'Inps riconoscerà in automatico l'importo dell'assegno. Inoltre il comma 3 dell'art. 4 stabilisce anche le modalità di calcolo dell'assegno temporaneo per chi percepisce il reddito di cittadinanza.

Il beneficio complessivo è determinato sottraendo dall'importo teorico spettante la quota di  Reddito di cittadinanza relativa ai figli minori che fanno parte del nucleo familiare calcolata sulla base della scala di equivalenza.

Assegno temporaneo: quando sarà pagato a settembre

Il pagamento dell'assegno temporaneo avviene da parte dell'Inps dopo aver accolto la domanda. Quindi per verificare se si riceverà il pagamento è opportuno verificare lo stato della domanda. Purtroppo diverse famiglie che hanno presentato la domanda tre mesi fa, non hanno ancora ricevuto il pagamento. Così come altre famiglie segnalano che hanno ricevuto solo il primo pagamento di luglio. 

I ritardi sono dovuti ai controlli che l'Inps espleta sia nella verifica del rispetto del limite ISEE che dell'assenza di altre erogazioni a favore dei figli (esclusi quelli erogati dagli enti comunali) da parte dell'altro genitore che non ha presentato la domanda. 

Per i percettori di reddito di cittadinanza il pagamento avviene direttamente sulla carta del RdC e alle scadenze previste per la ricarica. Ma anche in questo caso dipende dalle elaborazioni dell'Inps per tutti percettori del reddito di cittadinanza che avevano dichiarato nella domanda del RdC la composizione del nucleo famigliare e quindi la presenza di minorenni.

Nel mese di settembre l'Inps pagherà diversi beneficiari dell'assegno temporaneo, in particolare tutti coloro che hanno ricevuto il provvedimento di accoglimento. Con molta probabilità a loro spetterà non solo il mese di settembre, ma anche i mesi pregressi. 

Per chi invece vede la propria domanda ancora in fase di istruttoria, pur essendo stata presentata da tre mesi, si suggerisce di fare richiesta all'Inps, anche attraverso il canale Inps Risponde.