Assegno unico e discussioni, in sostanza. Questa misura sta attirando l’attenzione di tutti, oltre ad assorbire risorse e tempo al Governo che sta scegliendo in che modo operare, consapevole dell’importanza di questa misura.

Si tratta infatti di qualcosa che era nell’aria da mesi, se ne parlava già durante gli ultimi mesi del Governo Conte II ed è da subito stato un argomento attuale per il nuovo Esecutivo firmato Mario Draghi, ex Governatore della Banca Centrale Europea.

Ma, vien da chiedersi, perché è una questione così importante? 

Ci sono molti motivi, naturalmente, economici e sociali. Proviamo quindi a sviscerarli per capire più a fondo cosa ci attende, anche in vista del 2022, ma anche per capire a chi è destinata la misura ponte che è appena stata approvata e che sarà realtà dal 1° luglio.

Se fossi interessato ad approfondire queste tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube “Redazione The Wam” che offre quotidianamente contenuti in questo ambito con spiegazioni chiare e precise. In particolare, in questo video risponde ad alcune delle domande più comuni e frequenti sul tema dell’assegno unico:

Assegno unico: perché?

Torniamo sul perché delle mosse del Governo. Una fetta di opinione pubblica fatica, infatti, a comprendere il motivo per cui il Governo abbia optato per uno stravolgimento delle attuali misure destinate alle famiglie, con il dubbio che, come si dice in questi casi, “il gioco non vale la candela”.

Il motivo principale è piuttosto immediato: semplificare. Non è infatti l’unica misura, l’assegno unico, che verrà modificata gradualmente nei prossimi mesi per lasciare spazio a qualcosa di più semplice ed accessibile. L’assegno unico andrà infatti a sostituire gli assegni familiari, il bonus bebè ed il bonus mamma domani, per fare degli esempi, radunandoli sotto un unico nome e, soprattutto, un’unica procedura.

Un’altra misura che potrebbe andare incontro a qualcosa di simile è il futuro bonus casa, che potrebbe radunare i tanti bonus edilizi sotto un unico nome e, soprattutto, un’unica percentuale di detrazione uguale per tutti gli interventi (escluso il superbonus 110%), pari al 75%.

Sembra evidente quindi che la tendenza è quella di semplificare, perché ancora oggi, nonostante tutto, uno dei più grandi ostacoli per ricevere questi bonus è la parte burocratica. Spesso complessa e considerata astrusa per il cittadino medio, quindi bisognosa di semplificazione ed uniformità. Un bonus unico, almeno di nome, che comprenda molti interventi ad una stessa percentuale di detrazione.

Semplificare è quindi ragionevole, ma non deve far mancare la ratio di queste misure: aiutare i cittadini e le famiglie italiane, in un modo o nell’altro (cioè con misure che incentivino gli interventi edilizi o con sussidi diretti in base alla ricchezza ed alla composizione del nucleo familiare). È chiaro che per farlo è necessario non perdere di vista la disparità tra le situazioni e dunque anche tutti i criteri necessari, che sia l’Isee o qualunque altro.

Assegno unico: rimandato e riformato

L’assegno unico doveva inizialmente entrare in vigore al 1° luglio 2021 per tutti. Parliamo di ormai due mesi fa, quando le forze politiche avevano fiducia che ciò potesse accadere e contavano sul fatto che i tempi tecnici effettivamente ci fossero. In pratica, invece, l’attenzione è rimasta sul Decreto Sostegni Bis per decisamente più tempo del previsto, con l’approvazione che è slittata di alcune settimane e, con essa, anche le altre priorità del Governo.

Una volta giunti a questa situazione, il Governo ha posticipato l’entrata in vigore al 1° gennaio 2022, data entro cui si sarà quindi discusso ogni aspetto e la misura sarà fatta e finita. Nel frattempo, la misura ponte, che così si chiama proprio per aiutare la transizione, sarà già attiva e darà i primi riscontri. Il Governo presterà attenzione proprio alla prima fase di attuazione e raddrizzerà il tiro sulla base di questi risultati in vista del 2022.

Anche la ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità si era espressa a riguardo, in particolare con queste parole: “L’assegno unico e universale completo partirà a regime da gennaio del prossimo anno – annuncia – ma il percorso comincerà dal primo luglio. Siccome i dipendenti oggi stanno percependo le loro detrazioni in busta paga – continua la Ministra - questi primi sei mesi devono innestarsi su un percorso di detrazione fiscale che deve continuare. Le detrazioni fiscali saranno poi completamente assorbite nell’assegno unico da gennaio.”

Quando queste parole sono state pronunciate, cioè circa un mese fa, la misura ponte non era ancora definita come lo è ora, ma si capisce che la ministra alludesse proprio a questo. Un percorso, quindi, e non un cambio radicale che provocherebbe problemi, disagi e ritardi. La transizione dovrebbe aiutare e, allora, vediamo cosa prevede la tanto chiacchierata misura ponte.

Assegno unico e misura ponte: come funziona?

Partiamo dal principio: l’assegno unico è una misura destinata a quei nuclei familiari con figli a carico fino ai 18 anni e prevede un importo che parte dai 30 ed arriva ai 217 euro mensili.

L’importo esatto dipende anche da criteri come l’Isee e l’eventuale disabilità del figlio in questione, nel cui caso spetta una maggiorazione, e la misura sarà certamente attiva dal 1° luglio prossimo fino al 31 dicembre, essendo ormai stata approvata (nella giornata di ieri) e presente in Gazzetta Ufficiale.

La misura ponte è pensata per i soggetti esclusi dagli assegni familiari, come disoccupati, incapienti e lavoratori autonomi. È però prevista anche una maggiorazione per i dipendenti pubblici, di cui approfondiremo i dettagli in seguito.

Misura ponte: ecco i requisiti!

Importanti, oltre a quelli già elencati, i requisiti per poter accedere alla misura ponte:

  • Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione Europea, o suo familiare, titolare di diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di uno Stato non appartenente all’UE in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito (IRPEF) in Italia;
  • Essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico fino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • Essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi.
  • Avere un Indicatore della Situazione Economica Equivalente (Isee) aggiornato inferiore a 50.000 euro.

Misura ponte: altri dettagli

Innanzitutto, come si accede alla misura ponte? Beh, su questo fronte ci sono ben poche novità. Siamo infatti in attesa di attendere i decreti attuativi, che sono responsabilità dell’ente che eroga cioè l’INPS, che dovranno arrivare tassativamente entro il 30 giugno.

Ad oggi non si può dunque ancora fare domanda, ma è già dato per certo che si potrà fare online (sul portale INPS, naturalmente), oppure rivolgendosi ad un caf di territorio o patronato. Ricordiamo anche che per accedere all’assegno unico non è obbligatorio l’Isee: nel senso che è un criterio semplicemente pensato per determinare l’importo, non per escludere soggetti con dichiarazione sopra una certa cifra.

Naturalmente, più alto l’Isee più bassa la cifra ricevuta, come per qualsiasi altra misura. Gli importi, come suddetto, vanno dai 30 ai 217 euro. La cifra massima spetterà alle famiglie con Isee inferiore a 7000 euro, mentre la cifra minima a chi ha un Isee appena inferiore ai 50.000 euro (tra i 49.000 ed i 50.000 euro). È prevista anche una maggiorazione di 50 euro per eventuali figli affetti da disabilità.

Il pagamento avverrà direttamente all'iban del soggetto che ha fatto richiesta (o bonifico domiciliato) e naturalmente potrà essere fatta una sola richiesta per ogni nucleo familiare.

Aumento importi assegni familiari: ecco di quanto!

Un ulteriore notizia è l’aumento di importo per gli assegni familiari in seguito all’approvazione dell’assegno unico di cui abbiamo appena parlato. Gli assegni per il nucleo familiare, spesso abbreviati in ANF, sono prestazioni sociali erogate dall’INPS per quelle famiglie di lavoratori dipendenti con un reddito basso.

La modalità di richiesta di questa misura cambia in base al soggetto, cioè in base a se si è dipendenti pubblici o privati. Gli importi sono stabiliti annualmente (e subiscono quindi attualmente delle piccole modifiche), ma quest’anno l’aumento è più consistente del solito.

Si tratta infatti di 37,50 euro aggiuntivi per ogni figlio in famiglie fino a due figli e 55 euro per ciascun figlio in caso di famiglie più numerose, cioè con tre o più figli.

Questo aumento è proprio dipeso dalla concomitante approvazione della misura ponte per l’assegno unico ed è certamente un’ottima notizia per tutti. Novità positive, infatti, sia per chi già riceveva assegni familiari sia per chi invece ne era escluso (e da ora riceverà l’assegno unico).

Le tematiche sono numerose, come per esempio casistiche di genitori separati o separati con un solo figlio a carico (situazioni descritte anche nel video sopra riportato), ma pian piano si va verso una risoluzione dei piccoli ostacoli e si viaggia a vele spiegate (si spera) verso quella che sarà la misura a partire proprio dal famoso 1° gennaio 2022.

Arriveranno novità anche da circolari attuative in altri ambiti, come Reddito di Emergenza e bonus stagionali, nonostante alcuni ritardi dovuti principalmente all’organizzazione ed agli enti competenti. Saremo in ogni caso pronti a raccontare queste novità qui sul portale, dunque rimani aggiornato perché non appena ci saranno ufficialità saremo pronti a riportarle.

Il tutto mentre l’evoluzione pandemica sembra continuare ad andare verso un miglioramento, con ogni probabilità dovuto anche alla campagna vaccinale che viaggia spedita, in modo da lasciare al Governo tempo e modo per concepire le novità che conosceremo nel 2022, tra cui proprio l’assegno unico (ma anche i bonus edilizi, come suddetto). Anche perché il ritorno graduale alla normalità comporterà, come il Governo ben sa, una serie di conseguenze che non potranno essere sottovalutate e, in questo scenario, è necessario che un sostegno alla famiglia come quello fornito dall’assegno unico sia operativo ed adeguato.