L’assegno unico sta per diventare universale. Infatti a oggi solo chi ha partita Iva, è disoccupato o percepisce il reddito di cittadinanza, sta percependo tale aiuto economico.

A partire dal 1° gennaio 2022, l’assegno unico spetta anche a tutti i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che di quello privato. In realtà, chi ha un contratto di lavoro alle dipendenze dello Stato o di un’azienda privata, percepisce già gli assegni familiari, che sono tra l’altro stati integrati alla luce proprio dell’entrata in vigore dell’assegno unico.

Tutte queste misure di sostegno alla famiglia, a partire dal prossimo anno, verranno accorpate in un unico aiuto economico, il cui ammontare è da calcolare in base al valore dell’Isee del nucleo familiare.

misura a sostegno delle famiglie con figli minori di 18 anni. A chi fa richiesta entro la data prefissata del 31 dicembre 2021 l'Assegno sarà erogato a decorrere dal mese di presentazione della domanda. Assegno erogato in base al numero dei figli e in misura decrescente all’aumentare del livello di ISEE (massimo di 50 mila euro).

Sono però presenti delle novità rispetto al piano iniziale. Innanzitutto, si prevedono delle maggiorazioni per gli importi e inoltre un possibile slittamento delle prime erogazioni (previste a marzo 2022), a causa dei ritardi nella pubblicazione del decreto attuativo.

Ecco maggiori dettagli.

Assegno unico, nuove date e importi: le novità

Le principali novità che riguardano l’erogazione dell’assegno unico 2022 riguardano lo slittamento della data dei pagamenti e i nuovi importi maggiorati per gli aventi diritto.

La bozza di decreto legge esaminata dal Consiglio dei ministri istituisce l'assegno unico universale per i figli con decorrenza da marzo 2022, lasciando in vita la vecchia misura degli assegni familiari fino a febbraio 2021.

Ebbene, ciò sta a significare che ci sarà un ritardo sulla data di inizio prevista per cominciare a presentare le domande. Infatti, a oltre un mese dall’approvazione del decreto attuativo, il testo non è stato ancora ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Va da sé che, fino a quando questo non avviene, l’Inps non può predisporre le operazioni sulla piattaforma né tantomeno le relative istruzioni per procedere.

Le tempistiche previste in origine prevedevano l’avvio delle domande a partire dal 1° gennaio 2022, per iniziare a erogare la prima mensilità dell’assegno unico per dipendenti, nel mese di marzo 2022.

Ovviamente ogni ritardo accumulato a monte, non fa che ripercuotersi su tutte le operazioni a catena previste fino a valle.

Nell’attesa, è importante essere certi di avere un Isee in corso di validità, in quanto, pur potendo aprire l’istanza, sarà possibile ottenere l’approvazione della domanda e quindi iniziare a percepire l’assegno unico, soltanto nel momento in cui si fornisce tale attestazione.

A ogni modo, ribadiamo che comunque i lavoratori dipendenti potranno continuare a beneficiare degli assegni familiari, per i mesi di gennaio e febbraio. Ci sarà tempo per presentare la domanda per l’assegno unico, beneficiando degli arretrati, fino al 30 giugno 2022.

Le maggiorazioni previste per il 2022

Cambiamenti anche per quanto riguarda i nuovi importi a disposizione dei nuclei familiari con figli, che grazie all’assegno unico potranno contare su un’entrata mensile fissa.

Alla luce degli ultimi aggiornamenti, l’importo massimo che è possibile erogare ogni mese, per ogni singolo figlio, è di 175 euro. Quello minimo è di 50 euro.

Si tratta di cifre che dipendono molto dal valore dell’Isee familiare e dal numero di figli a carico. Fino a un massimo di 15 mila euro annui, come da attestato Isee, si ha diritto al massimo dell’erogazione. Oltre i 40 mila euro annui invece, la quota spettante è al massimo di 50 euro.

Le tabelle però non sono esaustive da questo punto di vista e l’importo finale si può calcolare in maniera precisa soltanto valutando la situazione del nucleo familiare. Basti pensare ad esempio che 100 euro di differenza, tra un Isee e l’altro, corrispondono a 0,50 centesimi in più o meno sull’assegno.

Queste sono le linee guida, per quanto concerne i figli minorenni. Per chi invece ha figli maggiorenni ancora a carico, ad esempio per motivi di studio, allora gli importi spettano fino al compimento del 21° anno di età, oscillando tra 25 euro e massimo 85 euro mensili. 

L’assegno unico inoltre prevede maggiorazioni anche a partire dal terzo figlio e in caso di figlio disabile.

Si possono ottenere importi extra anche nel caso in cui la mamma abbia meno di 21 anni oppure entrambi i genitori lavorano.

Cosa andrà a sostituire l’assegno unico?

Come già abbiamo avuto modo di mettere in evidenza, tutti i lavoratori che beneficiano di assegni familiari continueranno comunque a percepirli, fino all’entrata in vigore della nuova misura.

Anche tutti gli attuali beneficiari di altre prestazioni a sostegno della famiglia, non perderanno il loro vantaggio, fino a quando tutto non sarà predisposto per l’erogazione del nuovo assegno unico.

L'assegno unico per i figli è chiamato universale perché potrà essere beneficiato a prescindere dal reddito, anche se l'importo dell'assegno varierà sulla base dell'ISEE. L'assegno unico per i figli 2022 andrà a sostituire alcuni bonus attualmente in vigore. 

Ovvero i seguenti: 

  • assegni per il nucleo familiare (ANF)
  • bonus mamma domani
  • bonus bebè

La grande rivoluzione che l’introduzione dell’assegno unico apporta è che, per la prima volta, anche i lavoratori autonomi e i liberi professionisti possono contare su un aiuto statale per i figli da parte dello Stato, come è sempre stato nei confronti dei lavoratori dipendenti.

Grazie all’assegno unico inoltre anche gli incapienti hanno il diritto a ricevere tale aiuto. Per quanto riguarda i percettori di reddito di cittadinanza, la situazione differisce da alcuni punti di vista.

Infatti, la somma di cui beneficiano mensilmente, comprende già una parte di assegni familiari per chi ha figli. Tale importo dunque è stato integrato in automatico, portando al livello dell’assegno unico come previsto da tabelle ufficiali.

Assegno unico, beneficiari

I grandi beneficiari dunque della manovra sono senza dubbio tutti i lavoratori titolari di partita Iva. Ma anche, come abbiamo visto, incapienti e disoccupati.

Per la prima volta, l’assegno unico per i figli si rivolge a tutte le famiglie residenti sul territorio italiano. Non solo disoccupati dunque e percettori del reddito di cittadinanza (con il quale l’assegno unico 2021 è compatibile) ma anche lavoratori dipendenti e autonomi e in genere tutti i titolari di partite iva. 

Queste categorie di famiglie potevano soltanto fare affidamento sulle detrazioni fiscali per i figli ma non potendo contare su alcun sostegno economico, mese dopo mese.

Anche i maggiorenni fino a 21 anni di età a oggi possono contare su un aiuto in più, se hanno deciso di proseguire negli studi universitari, ad esempio.

Gli unici requisiti da rispettare riguardano la residenza in Italia e figli a carico. Per stabilire a quale importo si ha diritto, è necessario procurarsi un Isee in corso di validità.

Come fare domanda assegno unico

Iniziamo col precisare, come già sottolineato, che chi percepisce il reddito di cittadinanza riceve il sussidio in automatico. Quindi non deve procedere col presentare domanda in separata sede, per ottenere l’assegno unico.

Tutti i titolari di partita Iva invece devono presentare la propria istanza accedendo al sito dell’Inps, tramite Spid. Si può anche delegare un commercialista di fiducia, che però presenta la domanda utilizzando i suoi canali preferenziali.

Per controllare quando arrivano i pagamenti e se tutte le erogazioni sono in regola, il diretto interessato deve comunque poter accedere alla propria area personale sul portale Inps (in precedenza c’era la possibilità di farlo tramite Pin, ora non più).

Chi ha presentato la domanda per assegno unico 2021 entro il 30 ottobre, allora ha ricevuto (o sta ricevendo in queste settimane) anche gli importi arretrati spettanti a partire dal mese di luglio.

Chi invece ha presentato la domanda a partire dal 1° novembre, riceverà le mensilità spettanti a decorrere dal mese di presentazione della domanda. Attenzione, c’è ancora tempo fino al 31 dicembre 2021.

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti invece, potremmo iniziare a inoltrare le proprie istanze a partire da gennaio 2022, ma solo nel momento in cui arriverà il via libera ufficiale da parte dell’Inps (e sperando dunque che non si accumulino ritardi gravosi).

Se, come previsto, l’Inps inizierà ad accogliere le domande a partire da gennaio, i primi pagamenti relativi all’assegno unico, arriveranno a marzo 2022.

Assegno unico 2022, come si eroga

Una volta presentata la domanda e perfezionato allegando l’attestazione Isee in corso di validità, allora il pagamento avviene in automatico ogni mese.

La fase di compilazione della modulistica, sul portale dell’Inps, è in realtà estremamente semplificata. Si inserisce soltanto il codice fiscale e il sistema recupera tutte le informazioni da sé.

L’altro dato da inserire è proprio l’Iban sul quale si desidera ricevere l’accredito dell’assegno.

Sul portale è possibile monitorare ogni giorno lo stato di lavorazione della domanda presentata. Se è in attesa, ovviamente bisogna pazientare ma senza necessità di sollecitare l’ente. Infatti, se manca qualche dato oppure se ci sono inesattezze sull’attestazione Isee è l’Inps stessa che presenta un messaggio al fine di correggere la domanda o allegare il documento valido.

Nel momento in cui compare la dicitura “approvata”, allora la domanda è andata a buon fine e bisogna attendere il bonifico. L’Inps a ogni modo specifica già in via preventiva, che occorrono fino a 60 giorni prima di vedere l’assegno sul proprio conto corrente. 

Inutile quindi sollecitare, chiamare o intasare le linee, dal momento che le pratiche non possono essere accelerate da un operatore ma è il sistema stesso che, come da calendario previsto, stabilisce le date per gli accrediti.