L'Assegno Unico temporaneo è una misura di fresca introduzione, dato che ha solo quattro mesi, ma che ha già fatto molto parlare di sé, sia per la sua approvazione, sia per ciò che accadrà a partire dal gennaio 2022, quando entrerà in vigore la sua versione definitiva.

In pratica, negli ultimi mesi sono arrivate novità quasi quotidiane su questo aiuto per le famiglie, che ha spesso cambiato scadenze e modalità, ma che è comunque sempre stato considerato come prioritario da parte dell'istituto di pagamento, che ancora una volta è l'INPS.

INPS che ha accumulato ritardi e promesse disattese, ma non è una novità, e che si appresta a pagare finalmente la mensilità di ottobre nel corso del mese di novembre. La questione pagamenti è stata molto spinosa ed ha portato molte famiglie italiane a dubitare dell'efficacia della misura definitiva, di cui per altro mancano ancora alcuni dettagli.

Pessimismo che ha intaccato in generale bonus e misure di aiuto alle famiglie, spesso con problemi strutturali della misura stesso o ancor più di frequente con problemi di pagamento da parte dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale. Le misure però rimangono ed il Governo Draghi sembra credere molto negli obiettivi prefissati.

Proviamo quindi a capire cosa sta succedendo, cosa è cambiato tra ottobre e novembre per quanto riguarda la misura temporanea e cosa ancora cambierà in vista del 2022.

Va fatta però la premessa che la misura non è stata ideata da Mario Draghi o da un membro del suo Esecutivo, ma piuttosto dal Governo Conte Bis, il predecessore dell'attuale. La misura era stata inserita in Legge di Bilancio 2021, ma era stata poi messa da parte a causa delle più urgenti misure necessarie per controllare la pandemia.

In questo modo, la misura è slittata in avanti e la sua approvazione definitiva è arrivata solo a giugno e l'entrata in vigore è stata ufficialmente il primo luglio. Un viaggio piuttosto lungo per una misura che si prefissa importanti obiettivi, a partire dal sostituire molte misure già esistenti e radunarle in una unica.

Un modo per abbattere anche la burocrazia, davvero pesante nel nostro Paese e spesso ostacolante nel riuscire a perseguire determinati obiettivi, soprattutto dal punto di vista delle tempistiche.

Vediamo quindi come funziona la misura, cosa è cambiato negli ultimi giorni e cosa ancora cambierà in vista del 2022, considerando attentamente anche ciò che riguarda l'integrazione al Reddito di Cittadinanza.

Se fossi interessato o interessata ad approfondire questo genere di tematiche, ti suggeriamo il canale YouTube "Redazione The Wam" che pubblica ogni giorno un nuovo video in cui approfondisce tutto ciò che riguarda bonus, sussidi e lavoro. In questo video in particolare si parla di Assegno Unico temporaneo e di tutte le novità, compreso il punto sui pagamenti:

Assegno Unico: cos'è?

Partiamo dal funzionamento di questa misura, perché di fatto si tratta di una novità nel panorama degli aiuti, ormai numerosi, che il Governo garantisce alle famiglie. Non è un aiuto emergenziale, come invece se ne sono visti tanti negli ultimi mesi, ma piuttosto un tentativo di riformare gli aiuti per la famiglia.

Secondo il Governo Conte Bis, che ha introdotto questa misura stanziando fondi nella Legge di Bilancio 2021, i bonus per la famiglia sono troppi e troppo confusionari, motivo per cui è più utile radunarli sotto un unico nome e rendere così più facile la comprensione e l'accesso alla misura per tutti.

Più semplice per le famiglie, più semplice per l'INPS. L'obiettivo è certamente positivo, soprattutto se questa semplicità dovesse aiutare a velocizzare le pratiche in tutti i passaggi, arrivando così a pagamenti più tempestivi rispetto ai periodi a cui fanno riferimento.

I bonus che verrebbero assorbiti sono soprattutto il bonus bebè ed il bonus mamma domani, entrambi diretti alle famiglie che stanno accogliendo all'interno del nucleo familiare un nuovo soggetto, sia in caso di gravidanza che in caso di adozione.

L'unica altra misura diretta alla famiglia ed al sostenimento dei costi per mantenerla sono i cosiddetti Assegni Familiari, tecnicamente Assegni per il Nucleo Familiare (ANF), che rimarrebbero attivi ed alternativi al nuovo Assegno Unico.

Per ora, però, i due bonus nominati in precedenza sono ancora attivi, questo perché l'Assegno Unico è entrato in vigore solo nella sua forma temporanea, mentre la forma definitiva arriverà a gennaio 2022. In questa forma è diretto a meno soggetti e non ha ancora assorbito il bonus bebè ed il bonus mamma domani.

Nei prossimi paragrafi vedremo il funzionamento di questo bonus e le novità introdotte per il mese di novembre, oltre ad analizzare quelle in arrivo per il 2022.

Assegno Unico: non più retroattivo!  

Eccoci ad uno dei grandi cambiamenti introdotti proprio in questi giorni: a partire dal 1° novembre l'Assegno Unico non è più retroattivo. Ci si potrebbe chiedere il perché di questa scelta, ma nei fatti dovrebbe essere il contrario: la misura non avrebbe mai dovuto essere retroattiva.

Semplicemente il Governo è ancora una volta arrivato con l'acqua alla gola durante l'approvazione ed altrettanto è successo a INPS che ha avuto difficoltà a farsi strada tra tutte le novità... quindi, per agevolare i cittadini, si è deciso di rendere la misura retroattiva fino al 30 settembre 2021.

In sostanza, chiunque abbia fatto domanda entro il 30 settembre ha ricevuto non solo la mensilità di settembre (e poi le successive), ma anche gli arretrati corrispondenti a luglio ed agosto. Un regalo che praticamente triplica l'importo ricevuto e di certo fa comodo a molte famiglie italiane.

A fine settembre, però, è arrivata un'altra novità molto gradita: la retroattività è stata prorogata fino al 31 ottobre, cioè un mese dopo. Fino ad alcuni giorni fa, quindi, si poteva fare domanda per la misura ottenendo ben quattro mensilità arretrate.

Una grande opportunità... ma da novembre, invece, cosa succede?

Semplicemente dal primo novembre è decaduta la retroattività e chi fa domanda tra ora ed il 31 dicembre, ottiene semplicemente quanto gli spetta dal mese della domanda stessa in poi. Questi ultimi due mesi sono quindi piuttosto "magri" per chi si è mosso per fare domanda solo ora.

Per altro, questa è una assoluta novità, perché in genere questa tipologia di misure non è mai retroattiva. Un vero e proprio colpo di fortuna, se così vogliamo chiamarlo, da prendere al volo.

Assegno Unico: cosa succede nel 2022?

Vediamo adesso a cosa andiamo incontro nel 2022. La misura verrà infatti ulteriormente modificata, diventando quello che si chiamerà Assegno Unico universale e non più temporaneo. Una misura definitiva, che quindi l'INPS potrà erogare con costanza, su cui però ci sono ancora diversi dettagli da limare.

Infatti, il 1° gennaio 2022 non è distante, mancano meno di due mesi, ma alcuni aspetti vanno ancora definiti ed in particolare il Governo sta riflettendo molto su come comportarsi in relazione alla compatibilità con il Reddito di Cittadinanza, di cui parleremo diffusamente nel prossimo paragrafo.

Potrebbero anche cambiare gli importi, ma non essendoci informazioni certe non è ancora il momento di sbilanciarsi. Agli occhi del Governo, comunque, la misura ha funzionato in questi primi mesi e deve essere mantenuta, al limite con qualche piccolo miglioramento laddove possibile.

Molte sono state le richieste da parte di chi non ha i requisiti per gli ANF, ma rientra invece in quelli per l'Assegno Unico ed è lecito immaginare che verrà mantenuta questa tendenza, aprendo però ancor di più la misura a tutti e non solo a certe categorie.

Assegno Unico: compatibilità con il Reddito di Cittadinanza

Questione spinosa e, nel frattempo, molto chiacchierata. L'Assegno Unico è compatibile con il RdC, motivo per cui chi già percepisce quest'ultima misura, ha potuto contare su un'entrata extra in questi mesi, la cosiddetta integrazione a titolo di Assegno Unico sul RdC.

Una possibilità non da poco, anzi, che però ha lasciato un po' di perplessità. Infatti, per l'integrazione non era necessario fare domanda perché INPS ha processato automaticamente tutti i percettori di RdC per vedere se ci fossero i requisiti, ma questo processo ha generato ritardi e rallentamenti.

Era forte più semplice predisporre la modalità per fare normalmente domanda, ma ormai è andata così, almeno per l'Assegno Unico temporaneo. Il problema è però legato all'importo: chi già percepisce RdC deve togliere dal normale calcolo dell'Assegno Unico la quota minori, cioè la cifra spettante in base alla presenza di minorenni nel nucleo.

Questo rende l'importo dell'Assegno Unico ben più basso rispetto alla misura ordinaria e per il 2022 si sta capendo come risolvere questo problema. Secondo alcuni si potrebbe mantenere la quota minori anche nell'Assegno Unico, ma in linea di principio ciò sarebbe un problema.

L'unica informazione nota è che l'Assegno Unico per chi già percepisce RdC ci sarà anche l'anno prossimo, non c'è di che preoccuparsi.

Assegno Unico: arrivano i pagamenti? Le ultime

Eccoci all'ultima questione, se possibile ancora più spinosa della precedente. I pagamenti dell'Assegno Unico sono sostanzialmente bloccati e nulla si sa circa la data di pagamento. INPS non offre informazioni sulla propria pagine e neanche sul portale, non risponde alle domande e non ha dato alcuna indicazione.

Si possono però fare delle stime, in quanto quasi tutti i beneficiari "di vecchia data", hanno ormai ricevuto quanto gli spettava di arretrati, rimasti quindi indietro solo per il mese di ottobre.

Questa mensilità potrebbe arrivare nei prossimi giorni, in particolare intorno a metà mese, secondo le stime dei più vicini.

L'integrazione sul RdC invece, non arriva. O meglio, non si sa quando arriva. In questo caso le stime sono molto più pessimiste e parlano di un possibile pagamento dopo il 27 novembre, cioè dopo il RdC, ciò che in pratica avrebbero dovuto fare nel mese di ottobre appena terminato.

Vedremo cosa accadrà su tale fronte, ma per avere info certe suggeriamo sempre il portale INPS nell'area personale alla voce "fascicolo previdenziale", su cui è possibile vedere tutte le disposizioni di pagamento.