Con solo quattro mesi di vita l'Assegno Unico si può annoverare come una delle più fresche e più dibattute misure dell'ultimo periodo.

Infatti, da quando è nato, ha sempre creato molte discussioni a causa sia dei ritardi nei pagamenti sia della confusione che ha sempre aleggiato su di esso.

Negli ultimi mesi spessissimo è capitato di vedere revisionata la manovra, con cambiamenti repentini e importanti che hanno cambiato modalità, scadenze e via dicendo creando anche confusione tra i cittadini.

A occuparsi della sua erogazione è anche in questo caso l'INPS, il quale quasi sempre si è fatto attendere sia nelle erogazioni che nelle comunicazioni riguardanti la misura.

Nonostante questo la misura è sempre stata al centro delle priorità del Governo, che ci ha messo spesso mano anche con lo scopo di renderla migliore.

Ricordiamo che la misura di cui abbiamo potuto godere fino ad ora ha carattere temporaneo, mentre entrerà in vigore nella sua versione definitiva a partire dal primo gennaio 2022, diventando Assegno Unico universale.

I ritardi e i relativi arretrati che l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha accumulato ha creato molto malumore, e ha scoraggiato e non poco tutti i beneficiari.

Se la misura serve a garantire un aiuto concreto alle famiglie, perché queste devono attendere intere settimane prima di sapere qualcosa? 

Questo è quello che spesso i cittadini si sono chiesti in questo periodo, scoraggiati dalla situazione relativa ai pagamenti.

Nonostante questo l'INPS non vuole assolutamente arrivare al nuovo anno con arretrati da pagare, motivo per cui dovrà apprestarsi a pagare tutti gli assegni entro la fine di dicembre.

Oltre agli arretrati nel mese di novembre dovrebbe anche arrivare il pagamento relativo al mese di ottobre, che si può supporre arrivare verso la fine del mese.

Per quanto riguarda il pagamento del mese di novembre invece non c'è alcuna certezza, ma solo la speranza che l'INPS sia più celere.

Dopo questa doverosa premessa andiamo e vedere che cosa è già cambiato nel corso del tempo nella misura temporanea, e quali sono le novità che il Governo e Draghi hanno introdotto a partire dal 2022.

L'emergenza epidemiologica ha ritardato e non poco l'approvazione dell'Assegno Unico, in favore di misure emergenziali più necessarie al difficile periodo vissuto.

L'Assegno Unico universale andrà ad accorpare molte misure familiari vigenti, unificandole sotto una e unica.

Quindi l'importanza è alta come lo è l'attenzione su di essa, un altro motivo per cui si è trovata spesso al centro del dibattito.

Il motivo dell'accorpamento delle varie misure risiede sia in una rivisitazione dei sostegni alle famiglie sia nello snellire la macchina burocratica italiana, troppo spesso arrugginita e macchinosa.

Andiamo dunque a vedere che cosa è cambiato nelle ultime settimane e che cosa accadrà con l'anno nuovo, senza dimenticare la situazione dei pagamenti e l'integrazione con il Reddito di Cittadinanza.

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In questo video che vi proponiamo, ad esempio, viene trattato il tema dell'Assegno Unico.

Assegno Unico: che cos'è?

Iniziamo con l'andare a spiegare che cos'è l'Assegno Unico, la nuova misura introdotta dal Governo per garantire degli aiuti alle famiglie.

Partiamo dicendo che la misura non ha carattere emergenziale, non è nato a causa dell'emergenza epidemiologica ma è nata proprio per accorpare altre misure familiari in una unica, riformandole.

Il Governo Conte Bis ha introdotto questa misura anche perché considerava il grande numero di aiuti alle famiglie confusionario e poco efficace.

Inoltre bisogna considerare quanto l'accorpare più misure può snellire la macchina burocratica, storicamente in difficoltà nel nostro Paese.

I bonus più famosi che verranno accorpati sono soprattutto il bonus mamma domani e il bonus bebè, che hanno lo stesso scopo ovvero aiutare le famiglie in attesa di un figlio, sia naturale che in adozione.

L'unica misura che sopravviverebbe all'avvento dell'Assegno Unico universale è l'ANF, ovvero gli Assegni per il Nucleo Familiare.

Per vedere accorpati i vari bonus in ogni caso bisognerà attendere l'anno nuovo, nella sua versione temporanea infatti l'Assegno Unico non li ha ancora accorpati.

Assegno Unico: da novembre non è più retroattivo

La novità più importante relativa all'Assegno Unico di cui siamo stati spettatori in questo periodo è quella che riguarda la retroattività.

Infatti, fino al 31 ottobre 2021 è stato possibile inviare la domanda e ricevere anche gli arretrati dei mesi precedenti, ma a partire dal primo novembre questa possibilità non c'è più.

La scelta non è dipesa da motivi particolari, ma solamente dal fatto che in realtà ma misura non avrebbe mai dovuto avere carattere retroattivo.

Allora perché c'è stata questa possibilità fino a fine ottobre?

Il motivo è molto semplice, il Governo e l'INPS non sono stati celeri nel prendere decisioni e nemmeno nell'erogare il sostegno, e dunque si è deciso per la retroattività inizialmente fino al 30 settembre 2021.

Dunque in un primo momento facendo domanda entro tale data si aveva diritto a ricevere anche luglio e agosto, triplicando dunque il valore del sostegno.

Al termine di questo periodo poi è arrivata un ulteriore proroga della retroattività, traslando la scadenza per averne diritto fino al 31 ottobre 2021.

Fino alla fine dello scorso mese quindi si poteva ricevere il sostegno relativo anche ai mesi in arretrato, quelli per cui non si aveva ancora fatto domanda per vari motivi.

Da novembre però questa possibilità non esiste più, e dunque è una brutta notizia per i cittadini che faranno domanda ora, poiché riceveranno gli assegni relativi solo ai mesi che mancano.

Assegno Unico: le novità del 2022 

Fino ad ora abbiamo potuto assistere all'Assegno Unico nella sua forma temporanea, che esisterà fino al 31 dicembre 2021.

Al termine dell'anno però l'Assegno Unico diventerà universale, e con questo cambiamento non cambierà solo il nome, ma ci saranno anche alcune novità.

A dire la verità, il Governo deve ancora sistemare alcuni dettagli prima di avere il testo definitivo, e deve metterci mano al più presto essendo una questione prioritaria.

Infatti il primo gennaio non è poi così lontano, e il tempo comincia a non essere più amico degli organi competenti.

Da una parte c'è l'INPS che deve smaltire tutti gli arretrati, dall'altro il Governo che deve sistemare le ultime cose, saranno in grado di farlo?

Il primo punto su cui sta riflettendo il Governo è quello relativo alla compatibilità con il Reddito di Cittadinanza, che per ora c'è ed è anche molto importante.

Un'altra tematica molto importante è quella relativa al valore dell'importo, su cui però non abbiamo ancora abbastanza informazioni certe da poter fornire, ma sappiamo con certezza che se n'è discusso.

Infine c'è la tematica degli aventi diritto, con la fetta dei beneficiari che potrebbe allargarsi in confronto a quanto è accaduto in questi mesi.

Assegno Unico: compatibile con il reddito di Cittadinanza?

Una tematica molto discussa nell'ultimo periodo è quella relativa alla compatibilità dell'Assegno Unico con il Reddito di Cittadinanza.

Infatti, in questi mesi le due misure sono state compatibili ma non solo, gli aventi diritto non hanno dovuto nemmeno presentare domanda poiché i requisiti sono stati messi al vaglio direttamente da chi di dovere.

Dunque l'integrazione avviene in modo automatico ed è una buona notizia, ma non è tutto oro quel che luccica, e i beneficiari ne sanno qualcosa.

Questo processo si è rivelato più macchinoso del previsto e i ritardi nei pagamenti sono sotto gli occhi di tutti, e il malumore è cresciuto a dismisura.

Probabilmente sarebbe stato più semplice far inviare direttamente la domanda agli aspiranti beneficiari, senza rallentare ulteriormente la macchina burocratica.

Inoltre bisogna considerare che l'importo dell'integrazione è più basso in confronto a quello di chi non percepisce il RdC, infatti il suo valore viene stabilito in base a un calcolo.

Staremo a vedere con l'avvento del 2022 che cosa succederà a proposito di questa questione, consapevoli che i dubbi sono molti come lo sono le cose su cui migliorare.

Assegno Unico: i pagamenti a novembre

La tematica più difficile da affrontare per quanto riguarda l'Assegno Unico è quella relativa ai suoi pagamenti.

Infatti, da quando è nata, non è mai riuscita a mantenere una puntualità quantomeno accettabile, e gli arretrati si sono accumulati.

Non ci sono ancora date certe, ancora una volta, però i pagamenti degli arretrati dovrebbero arrivare nella prima parte del mese in corso, ovvero novembre.

Per quanto riguarda invece il pagamento riferito al mese di ottobre questi dovrebbe arrivare attorno alla metà del mese, ovviamente il condizionale è d'obbligo.

Infatti non sarebbe la prima volta che ci si aspetta una data dall'INPS ma che questa poi non viene rispettata, quindi bisogna attendere e rimanere alla finestra.

Inoltre, l'altro dubbio che sorge spontaneo è il seguente: è il pagamento del mese di novembre?

A questo punto, dato che il mese in corso sembra destinato agli arretrati e a pagare ottobre, potrebbe arrivare o alla fine di novembre oppure ai primi di dicembre, anche in questo caso il condizionale è d'obbligo.

Per quanto riguarda l'integrazione con il Reddito di Cittadinanza se possibile c'è ancora più incertezza, e il pessimismo è molto alto.

Si parla di un arrivo posteriore al pagamento ordinario del RdC, dunque dopo il 27 novembre i percettori di entrambe li misure dovrebbero vedere i propri assegni alla fine del mese.

Il consiglio in ogni caso è sempre quello di tenere sotto controllo il proprio fascicolo previdenziale, in modo da avere sempre chiara la propria situazione.

Abbiamo visto le questione relative all'Assegno Unico, ora non ci resta che aspettare e vedere se ci saranno ulteriori novità e soprattutto le decisioni definitive del Governo.

Appena ci saranno notizie certe, noi saremo qui a darvele.