È stato un inizio tortuoso quello del nuovo assegno unico temporaneo per i figli minori, misura ponte che anticipa quella “definitiva” (seppur ancora in definizione) della misura unica e universale che verrà introdotta a partire dal prossimo anno. 

Benché la procedura online per inviare le richieste sia aperta ormai dal mese di luglio, anche chi ha fatto richiesta nell’arco del primo mese non ha ricevuto, come si sperava, la somma entro il mese di agosto.

Un ritardo che l’INPS attribuisce al lungo processo di lavorazione e verifica delle domande, soprattutto perché alcuni richiedenti avevano inoltrato domanda pur beneficiando già dell’assegno al nucleo familiare (ANF) non avendo, di conseguenza, realmente diritto all’assegno unico temporaneo. 

Se poi consideriamo che nel mese di agosto gli uffici non lavorano con la stessa continuità del resto dell’anno, un tale ritardo diventa più che comprensibile.

Nel frattempo, anche i beneficiari di reddito di cittadinanza erano in attesa del pagamento della quota spettante di assegno unico che, per questa categoria, doveva essere accreditata direttamente sulla Carta RdC

Quota che, a partire da oggi 15 settembre, dovrebbe finalmente arrivare a tutti gli aventi diritto, percettori di RdC compresi. 

Stiamo parlando di una ricca ricarica (spiegheremo in seguito perché) e di soldi che, a differenza della quota mensile versata mensilmente sulla Carta RdC, presenta dei vantaggi per i beneficiari. 

Ecco tutti i dettagli. 

Assegno unico in arrivo anche per chi beneficia di reddito di cittadinanza: come funziona

È dal 1° luglio 2021 che è possibile inoltrare all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale la propria domanda per beneficiare dell’assegno unico temporaneo. 

Si tratta di una misura, disponibile fino al 31 dicembre 2021, che va ad anticipare l’arrivo dell’assegno unico nel 2022. I requisiti per accedere all’assegno unico temporaneo, infatti, non sono gli stessi che bisognerà possedere per richiedere la misura definitiva. 

Dell’assegno unico temporaneo, a chi è destinato, quanto spetta e come fare domanda ci fornisce informazioni precise e dettagliate la Redazione The Wam che, nel seguente video, mette assieme le 8 domande più frequenti sull’assegno unico temporaneo con annesse risposte per dissipare ogni dubbio e chiarirne gli aspetti fondamentali:

Come ormai noto, però, chi beneficia del reddito di cittadinanza e, al contempo, ha anche diritto all’assegno unico, non ha l’obbligo di presentare apposita domanda. 

Come chiarito più volte dall’INPS, infatti, per questi beneficiari la quota spettante per i figli minori viene accreditata automaticamente dallo stesso Istituto, dopo che questi ne abbia verificato i requisiti. 

Un lavoro che ha preso molto tempo e che ha decretato ritardi nei pagamenti dell’assegno unico anche per chi percepisce RdC. Inizialmente, infatti, si pensava che i soldi relativi alla nuova misura venissero accreditati già a partire dal mese di agosto. 

Così non ne è andata. Ma ora la data del pagamento è più vicina che mai!

Pagamento assegno unico per beneficiari RdC in arrivo: questi sono giorni decisivi

Il pagamento dell’assegno unico per i percettori di reddito di cittadinanza sta per arrivare. 

Ma chi sono i beneficiari che possono aspettarsi questo ricco accredito nel mese di settembre? Tutti coloro che ricevono mensilmente la quota relativa al RdC e che, al contempo, siano in possesso dei seguenti requisiti: 

hanno figli a carico di età inferiore ai 18 anni; non si trovano nel mese di sospensione del pagamento perché sono scaduti i 18 mesi di reddito di cittadinanza; soggetti il cui RdC non è decaduto. 

Dunque, chiunque continui a ricevere ogni mese la ricarica di reddito di cittadinanza, per il mese di settembre dovrebbe ricevere finalmente anche il pagamento della quota spettante di assegno unico temporaneo. 

E la data di accredito, come già accennato, è veramente vicina. 

La ricarica comprensiva delle mensilità di assegno unico temporaneo dovrebbe infatti arrivare a partire dal 15 settembre 2021. Stessa data che interessa a coloro che aspettano il primo pagamento in assoluto di RdC o il primo pagamento dopo il rinnovo. 

Attenzione, però, perché non tutti i beneficiari di RdC riceveranno la quota relativa all’assegno unico temporaneo esattamente il giorno 15. 

Così come avviene anche per la normale ricarica relativa alla quota di reddito di cittadinanza, anche i soldi dell’assegno unico potrebbero arrivare prima ad alcuni beneficiari e a distanza di qualche giorno ad altri. 

Perciò se oggi non avete ancora ricevuto i soldi relativi alla nuova misura per i figli minori, niente panico! Bisognerà semplicemente aspettare qualche altro giorno. 

Assegno unico temporaneo e RdC: la ricarica di settembre è ricca!

I beneficiari di reddito di cittadinanza che possono beneficiare anche dell’assegno unico temporaneo riceveranno, per il mese di settembre, una ricarica davvero consistente. 

Questo perché il pagamento di settembre includerà: 

la quota mensile spettante di reddito di cittadinanza + quota spettante di assegno unico per il mese di settembre + arretrati relativi all’assegno unico di luglio e di agosto.

In pratica, alla consueta ricarica RdC (che presumibilmente per coloro che aspettano la ricarica ordinaria, e cioè tutti i pagamenti che seguono la prima, arriverà il 27 settembre) i beneficiari troveranno anche i soldi che si riferiscono alla mensilità di assegno unico per il mese in corso e per le precedenti mensilità ancora non pagate dall’INPS. 

In effetti, per chi invia domanda per l’assegno unico temporaneo entro il 30 settembre, c’è sempre la possibilità di ottenere gli arretrati a partire da luglio. 

Dal momento che i percettori di reddito di cittadinanza non hanno però bisogno di inviare la richiesta, gli arretrati vengono corrisposti in automatico dall’INPS. 

Arretrati che, dunque, dovrebbero essere disponibili nel mese di settembre. 

Assegno unico e reddito di cittadinanza: cosa fare in caso di dubbi e perplessità

Come già evidenziato, i pagamenti per l’assegno unico da parte dell’INPS non verranno accreditati tutti lo stesso giorno per ogni singolo beneficiario. 

Anche se l’unica cosa da fare può essere semplicemente aspettare i giorni seguenti per essere sicuri di ottenere quanto spetta, c’è comunque modo, per chi lo volesse, di controllare le disposizioni di pagamento per sapere, con esattezza, quando aspettarsi di ricevere il pagamento da parte dell’Istituto. 

Tutti hanno infatti la possibilità di controllare lo stato della propria domanda, le date presunte del pagamento e ottenere molte altre informazioni semplicemente accedendo al sito dell’INPS

Ricordiamo che per procedere con il controllo online è fondamentale essere in possesso delle credenziali di accesso: 

PIN INPS; SPID che può essere richiesto sia online che alle Poste; CIE, la Carta d’Identità Elettronica che può essere richiesta al proprio Comune di residenza; CNS che può essere attivata presso un ufficio della propria regione di residenza. 

È anche importante non dimenticare che, qualora si sia ancora in possesso del PIN e lo si usi per accedere al sito dell’INPS, settembre è il mese in cui bisogna mobilitarsi per munirsi di nuove credenziali (scegliendo, appunto, tra SPID, CIE o CNS). 

Dal 1° ottobre anche per i cittadini non sarà più possibile accedere ai servizi online dell’Istituto con il PIN, ma solo con i nuovi sistemi di autenticazione. 

Se vuoi più informazioni sull’argomento, consigliamo di leggere il nostro approfondimento sulla dismissione dei PIN INPS. 

Dopo aver effettuato l’accesso, per poter controllare la disposizione di pagamento, basterà cercare nella barra di ricerca “Reddito di cittadinanza”, nel menu cliccare su “Gestione Domanda” e poi su “Lista domande ed esiti”

A questo appunto potrai avere tutte le informazioni legate alla domanda RdC. Cliccando su “Esito”, sotto la voce “Invio disposizione a Poste” troverai la data di disposizione del pagamento

Per i meno esperti con la tecnologia, si ricorda che è sempre possibile richiedere l’assistenza di CAF e patronati che vi aiuteranno a verificare la data di disposizione del pagamento. 

Assegno unico, come gestire i soldi: non valgono i limiti imposti per la quota relativa al RdC 

L’INPS non ha ancora fornito una circolare ufficiale, ma dando un’occhiata ai commenti nella pagina Facebook INPS per la Famiglia, a un utente che chiede se le quote dell’assegno unico sulla Carta RdC possono essere prelevabili, l’Istituto risponde che:

l’INPS sta lavorando per renderle prelevabili, ma bisognerà aspettare per avere maggiori informazioni. 

Insomma, c’è comunque da aspettare per comprendere le reali disposizioni in merito alla gestione dei soldi relativi all’assegno unico. Per il momento, comunque, sembra che i limiti imposti in merito al prelievo o all’utilizzo della quota mensile di reddito di cittadinanza non verranno applicati per la quota relativa all’assegno unico. 

Ciò risulterebbe fondamentale perché i limiti imposti sull’accredito di reddito di cittadinanza risultano parecchio stringenti. I soldi del RdC infatti: 

non possono essere prelevati più di 100 euro per ciascuna carta RdC se nel nucleo familiare sono presenti due componenti maggiorenni e non più di 80 euro per ciascuna carta se sono presenti più componenti di età superiore ai 18 anni; la quota mensile di reddito di cittadinanza deve essere spesa entro e non oltre la fine del mese solare successivo a quello in cui si è ricevuta la somma. 

Considerando che la quota dell’assegno unico include soldi per i figli minori, vincolare tale somma ai limiti di prelievo e di spesa applicati alle rate mensili di reddito di cittadinanza apparrebbe alquanto insensato. 

C’è quindi la possibilità che tali limiti non vengano imposti anche per i soldi relativi all’assegno unico temporaneo. Ma, come già detto, per comprendere appieno il modo in cui potranno essere utilizzati i soldi dell’assegno unico non c’è che aspettare una comunicazione ufficiale da parte dell’Istituto.