Una delle misure in vigore più dibattute dall'opinione pubblica e dagli addetti ai lavori è il Reddito di Cittadinanza, che ormai sappiamo essere un sussidio destinato alle famiglie in difficoltà.

A dirla tutta, è la misura più utilizzata e su cui il Governo ripone maggior affidamento per le persone che si trovano senza lavoro.

La manovra è nata durante il Primo Governo Conte, voluto fortemente dal Movimento 5 Stelle e approvato dalla Lega, l'obiettivo prefissato era dei più nobili e difficili: eliminare la povertà in Italia.

Capiamo bene che non esiste nessuno Stato al mondo con una percentuale di cittadini in stato di povertà che rasenta lo zero, l'obiettivo era però quello di portare questa percentuale il più in basso possibile.

Sono molti gli italiani che ormai percepiscono il famoso sussidio, ma sono anche in molti a criticarlo, per quale motivo?

Partiamo dal presupposto che la prima accusa che gli viene mossa è di non essere efficacemente in grado di reintegrare nel mondo del lavoro i beneficiari.

Inoltre, bisogna considerare il grande sforzo economico che la misura include e conosciamo bene la situazione italiana.

Dunque l'accusa fondamentalmente è quella di essere una misura costosa che non giova a una nuova sistemazione lavorativa, e dunque di non essere utile a fini futuri.

In questo contesto caotico si inserisce Draghi, che prendendo atto dei problemi punta a modificare il sussidio per renderlo più utile e meno gravoso anche a lungo termine.

Nonostante tutto, settembre sarà un buon mese per i percettori di RDC, i quali se ne avranno diritto riceveranno anche l'integrazione relativa all'Assegno Unico.

Una mensilità importante dunque per i percettori del Reddito di Cittadinanza, sia per l'integrazione appena citata sia per le novità che Draghi apporterà.

In questo articolo dunque andremo a vedere come funziona la misura e come funziona l'integrazione, spiegando il valore del pagamento e tutto ciò che c'è da sapere.

Prima di proseguire vi consigliamo la visione del seguente video YouTube di Redazione The Wam, che tratta proprio del pagamento del Reddito di Cittadinanza e dell'Assegno unico oltre che di molto altro.

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Reddito di Cittadinanza: arriva il pagamento?

Per non fare confusione tra il normale pagamento del Reddito di Cittadinanza e quello con l'integrazione dell'Assegno Unico è importante fare chiarezza.

Partiamo dunque dicendo che l'RDC viene calcolato utilizzando la dichiarazione ISEE, e che questa è fondamentale ai fini del calcolo dell'importo spettante per nucleo familiare.

Il pagamento avviene negli ultimi giorni di ogni mese, in un arco di tempo che va dal giorno 27 al giorno 31, anche se di norma l'importo viene accreditato proprio il 27.

A occuparsi del pagamento è l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, ovvero l'INPS.

Le cose però cambiano nel momento in cui è il primo mese in assoluto in cui si deve ricevere il sussidio, l'importo infatti in questo caso non viene accreditato alla fine del mese, ma al giorno numero 15.

Gli altri casi in cui si percepisce la somma spettante in tal giorno sono quelli in cui il richiedente rinnovi dopo la scadenza dei 18 mesi, oppure nel caso in cui il richiedenti presenti una nuova certificazione ISEE aggiornata.

In sostanza, molti percettori hanno già ricevuto il pagamento, mentre gli altri dovrebbero riceverlo a breve.

Andiamo ora a vedere la natura dell'altra misura in questione, ovvero l'Assegno Unico, andando poi a vedere il legame che esiste tra le due misure e come si intersecano tra loro.

Assegno unico: che cos'è?

Ci troviamo dunque a parlare dell'Assegno temporaneo per i figli minori, andiamo a vedere che cos'è.

Essa è una misura entrata in vigore a partire da luglio, dopo che è stata approvata nel mese di giugno, che ha lo scopo di sostenere le famiglie con figli minori.

Ad accettare le domande e a erogare i fondi è sempre l'INPS, alla quale dunque bisogna preoccuparsi di far pervenire la richiesta in via telematica.

Uno dei requisiti chiave è quello di non essere già percettori degli Assegni per il Nucleo Familiare, dato che non c'è compatibilità tra le due misure.

Essendo una manovra di sostegno va a premiare chi ha più bisogno, infatti l'importo aumenta con il diminuire dell'ISEE e si abbassa con il suo aumentare e non solo, ma fanno fede anche la disabilità e il numero dei figli all'interno del nucleo familiare.

Quella in vigore in questo momento è una misura temporanea che avrà valore fino al 31 dicembre 2021, una fase di sperimentazione fino all'entrata definitiva dell'Assegno Unico, fissata con l'inizio del nuovo anno.

Lo scopo della forma temporanea era quello di snellire il processo di accettazione delle domande e dell'erogazione dei fondi, permettendo all'INPS di scaglionare i richiedenti.

I rallentamenti ci sono comunque stati, a causa di un accumulo di domande da verificare oltre che per l'analisi dei requisiti di alcuni percettori del Reddito di Cittadinanza, che possono godere anche della forma temporanea dell'Assegno.

Il lento processo della macchina burocratica ha creato nuovamente dissapori tra i richiedenti, che però ora dovrebbero essere più sereni.

Il rischio è quello di creare già dei precedenti prima dell'arrivo dell'Assegno Unico, e di far spazientire i richiedenti. Vedremo se in futuro le operazioni saranno più snelle.

Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: la compatibilità

Una grande notizia è che il Reddito di Cittadinanza e l'Assegno Unico sono compatibili, chi beneficia del famoso sussidio introdotto dal Governo Conte I e ne ha diritto può ricevere anche l'Assegno.

A occuparsi dell'analisi dei profili che hanno diritto a ricevere entrambe le misure è direttamente l'INPS, non è necessario dunque per i percettori del Reddito presentare alcuna domanda.

Questo processo però è stato molto lento, e ha causato diversi ritardi e defezioni lasciando interdetti i cittadini che avevano dubbi.

La risposta ora c'è ed è chiara: le due misure sono compatibili, e chi possiede i requisiti ha diritto a riceverle entrambe.

L'unica differenza risiede negli importi, che cambiano se si riceve il Reddito di Cittadinanza in confronto a chi riceve solo l'Assegno Unico.

Il calcolo degli importi non è un'operazione molto semplice poiché contiene diverse variabili.

Detto questo, ricordiamo che chi percepisce il Reddito di Cittadinanza non deve fare nessun tipo di domanda per ricevere l'Assegno Unico, se ne avrà diritto lo riceverà automaticamente.

Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: ecco la data del pagamento

Abbiamo capito che il Reddito di Cittadinanza viene erogato il 15 del mese ad alcuni e alla fine del mese per tutti gli altri, ma all'inizio del mese non si avevano ancora certezze per quanto riguardasse l'integrazione.

Ormai invece sappiamo anche questo: la data fissata per ricevere anche l'Assegno Unico è stata fissata al 15 settembre.

Dunque i pagamenti sono già partiti e molti hanno già potuto beneficiare del sostegno extra.

Sappiamo che non tutti i pagamenti partono contemporaneamente, e dunque in molti potrebbero anche non aver ancora ricevuto l'integrazione, ma se ne avete diritto non preoccupatevi, arriverà!

Se il mancato pagamento fosse reiterato il consiglio è quello di contattare il Contact Center e chiedere informazioni aggiuntive sul motivo della mancata erogazione, così da sciogliervi ogni dubbio.

Inoltre, ricordiamo che nell'area personale del sito ufficiale dell'INPS si può tenere traccia dei pagamenti in arrivo, e dunque capire se si andrà a ricevere la maggiorazione.

L'altra bella notizia è che chi ha ricevuto o riceverà l'integrazione dell'Assegno Unico avrà diritto a ricevere anche le mensilità arretrate, che sono ben due!

Quindi la maggiorazione del pagamento sarà sostanziosa, e il mese di settembre sarà molto benevolo per chi riceverà il Reddito di Cittadinanza e l'integrazione.

Assegno Unico: il calcolo dell'integrazione

Abbiamo detto in precedenza che il processo di calcolo dell'integrazione sul Reddito di Cittadinanza non è molto semplice e merita dunque un paragrafo a parte.

Partiamo dal presupposto che, anche in questo caso, come primo punto ci si basa sulla certificazione ISEE, tramite questa si ricava la cifra spettante relativa a ogni figlio a carico presente nel nucleo familiare.

A questo punto bisogna sottrarre 100 euro e dunque si trova il risultato dell'importo dell'integrazione relativa a ogni figlio a carico.

Bisogna però specificare che il numero di figli fa testo e infatti, in caso di nucleo familiare numeroso quindi con più di due figli a carico, si ha diritto a una maggiorazione.

Dopo aver effettuato gli opportuni calcoli bisogna considerare che la cifra di settembre è più alta per via dei mesi arretrati che arrivano congiuntamente.

Insomma, una buona cifra che andrà sicuramente a gonfiare il pagamento ordinario e a sostentare maggiormente i nuclei familiari meno facoltosi.

Assegno Unico: gli arretrati

Abbiamo visto che chi percepisce il Reddito di Cittadinanza e ha diritto a ricevere l'Assegno Unico temporaneo riceverà in automatico gli arretrati, ma chi invece non percepisce l'RDC?

In questo caso la situazione è diversa, si ha tempo solo fino al 30 di settembre per fare domanda, solo in questo caso si avrà diritto a ricevere anche gli arretrati.

In caso contrario si perderà il diritto a riceverli, perdendo così una somma cospicua di denaro.

Il consiglio dunque, nel caso non si avesse ancora fatto domanda, è quello di farla pervenire all'INPS al più presto, in modo tale di ricevere anche le cifre relative ai mesi già passati.

Come abbiamo detto, questa è una forma temporanea destinata a entrare definitivamente in vigore nella sua forma definitiva a partire dal primo gennaio.

Solo in quel momento potremo capire se il Governo Draghi avrà modificato la misura, se sarà ancora possibile l'integrazione con il Reddito di Cittadinanza o se l'Assegno Unico funzionerà per compartimenti stagni.

Fino ad allora le misure sono compatibili, in caso di ulteriori novità saremo pronti a darvele.