Ormai lo sappiamo tutti, i sostegni al reddito stanno rappresentando, soprattutto quest’anno, un importante beneficio per supportare i cittadini italiani che sono in difficoltà.

Infatti, proprio per questo motivo, nonostante le numerose critiche, la misura relativa al Reddito di Cittadinanza sta rimanendo attiva. 

Tuttavia, proprio per cercare di trovare un compromesso che renda tutti d’accordo su tale misura, il Reddito di Cittadinanza ha subito notevoli cambiamenti nell’ultimo anno.

Infatti, da quando è stato incaricato il premier Mario Draghi alla guida del Governo, ci sono state importanti novità che hanno riguardato il Reddito di Cittadinanza. 

Di quali novità stiamo parlando?

Te lo spiego subito. 

Innanzitutto, è stata data la possibilità ai cittadini che percepiscono il sussidio di cittadinanza di ottenere una somma addizionale nel caso in cui volessero avviare un’attività di lavoro autonomo

Per saperne di più ti lascio il link all'articolo dedicato: Bonus Reddito di Cittadinanza: l'INPS accoglie le domande!

Infatti, in questo modo il Governo ha cercato di puntare sullo spirito imprenditoriale di tutti coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza, in modo da avviare nuove iniziative nel nostro Paese.

Inoltre, altra importante novità targata Draghi è stata quella di dare a tutti i componenti del nucleo familiare una card relativa al sussidio di cittadinanza. 

Tuttavia, le novità non sono finite qui. Infatti, parliamo di una vera e propria rivoluzione del Reddito di Cittadinanza che ha avuto inizio con il Decreto Legge numero 79 dell’8 giugno 2021

Infatti, in tale occasione è stata introdotta un’altra misura che ha aiutato non poco gli italiani: l’Assegno Unico Temporaneo per i figli minori a carico. 

Tale misura non andrà avanti per molto. Infatti, secondo alcune indiscrezioni, a partire dal 1 gennaio 2022 dovrebbe entrare in vigore l’Assegno Unico Universale. 

Ebbene, possono beneficiare di tale misura anche tutti coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza. 

Per poter ottenere questo duplice beneficio, ovviamente, bisognerà rispettare sia i requisiti per ottenere l’RdC sia quelli per ottenere l’Assegno Unico Temporaneo. 

Dunque, in questo articolo andiamo a fare un po’ di chiarezza circa le misure del Reddito di Cittadinanza e dell’Assegno Unico Temporaneo, in modo da capire come esse possono integrarsi tra loro. 

Inoltre, andremo a sottolineare tutte le novità che sono state esposte non molto tempo fa dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS).

Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: quali sono le novità del 2021?

Per capire quali sono le novità legate al Reddito di Cittadinanza prima ed all’Assegno Unico successivamente, dobbiamo partire necessariamente dal principio.

Di conseguenza, è bene chiarire quali sono state le basi per la misura relativa all’RdC.

Quando parliamo di Reddito di Cittadinanza facciamo riferimento a quella misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle ed approvata dal Governo Conte per sostenere tutte le famiglie italiane che si trovavano in una condizione economica sfavorevole a causa della perdita del proprio lavoro. 

invece, per quanto riguarda la seconda misura, facciamo riferimento alla Legge di Bilancio relativa all’anno 2021. In questo caso, il Governo ha inserito nuove misure a favore delle famiglie italiane in modo da sostenerle in questo periodo sicuramente non facile. 

Tale sussidio “nuovo” riguardava l’introduzione dell’Assegno Unico Universale che doveva apportare notevoli benefici ed aiuti a tutte quelle famiglie che presentavano figli a carico, specie se molto piccoli.

Tuttavia, l’iter non è andato liscio come potremmo immaginare. 

Infatti, il Governo Draghi ha rimandato l’avvio di questo Assegno Unico Universale che, come abbiamo detto, dovrebbe partire dal 1° gennaio 2022. 

Ma non abbiamo assistito solo a questo!

Infatti, è stata istituita una nuova misura dedicata a tutte quelle persone che non possono percepire gli assegni familiari tradizionali. 

Quindi, ora che abbiamo capito com’è andato l’iter per l’approvazione dell’Assegno Unico Temporaneo possiamo tornare ai giorni nostri.

Per la precisione a giugno, all’8 giugno 2021, quando è stato approvato il Decreto Legge numero 79.

Come abbiamo detto in precedenza, con questo decreto legge è stato riconosciuto alle famiglie il beneficio relativo all’Assegno Unico Temporaneo. 

Inoltre, come abbiamo visto, è stato sancito che tale assegno relativo al nucleo familiare è al 100% compatibile con il Reddito di Cittadinanza. 

Dunque, tutti coloro che percepiscono l’RdC ed hanno anche i requisiti per poter beneficiare dell’Assegno Unico Temporaneo possono utilizzare entrambi i sussidi insieme. 

Integrazione Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: come si fa?

Abbiamo capito che le due misure sopracitate possono essere integrate tra loro. Tuttavia, non sempre appaiono chiare le metodologie con le quali effettuare tale integrazione. 

Dunque, prima di scoprire quali sono state le novità apportate a tali misure dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale è bene capire qualcosa in più circa queste due misure a sostegno del reddito.

Abbiamo detto che possono beneficiare di queste misure tutti coloro che possiedono i requisiti per ottenerle. Ebbene, quali sono questi requisiti?

Iniziamo ad elencare i requisiti relativi al Reddito di Cittadinanza.

  • Innanzitutto sarà necessario essere cittadino italiano o europeo, oppure essere residente in Italia da almeno 10 anni.
  • Per quanto riguarda i requisiti legati al reddito è richiesto un valore ISEE inferiore a 9.360 euro all’anno. Invece, il valore del patrimonio immobiliare, ad esclusione della prima casa, deve essere sotto ai 30.000 euro.
  • Infine, per quanto riguarda il valore del patrimonio mobiliare ed il valore del reddito familiare, essi devono essere inferiori a 6.000 euro annui.

Ora che abbiamo capito quali sono i requisiti in tal senso, passiamo a scoprire chi sono i soggetti che possono beneficiare dell’Assegno Unico Temporaneo.

Infatti, in base a quanto stabilito dalla legge, tale assegno relativo a figli minori a carico è previsto per tutte quelle famiglie che non hanno la possibilità di ottenere i benefici legati all’erogazione degli assegni familiari. 

Inoltre, con il Decreto Legge numero 79 dell’8 giugno 2021 viene stabilito che vi è la possibilità di beneficiare dell’Assegno Unico Temporaneo anche per tutti coloro che percepiscono il Reddito di Cittadinanza. Infatti, come abbiamo detto anche in precedenza, le due misure sono al 100% compatibili.

Dunque, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, una volta appurato che ad un cittadino percettore di RdC spetta anche l’Assegno Unico Temporaneo, dovrà erogare entrambe le quote sulla carta relativa al sussidio di cittadinanza.  

Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: requisiti per l’integrazione

Ora che abbiamo capito quali sono i singoli requisiti che bisogna rispettare per poter beneficiare delle misure delle quali stiamo parlando, è bene conoscere come esse possono essere integrate tra loro.

Ricordiamo che il giorno 27 ottobre 2021, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, solitamente chiamato con l’acronimo INPS, ha inviato il messaggio numero 3669.

All’interno di tale messaggio sono state spiegate tutte le novità relative alla verifica dei requisiti necessari per poter beneficiare dell’integrazione tra Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico Temporaneo. 

Dunque, per poter beneficiare dell’integrazione tra queste due misure è necessario che i cittadini rispettino contemporaneamente i requisiti relativi al Reddito di Cittadinanza e all’Assegno Unico Temporaneo. 

Inoltre, un altro requisito importante che deve necessariamente essere rispettato ai fini di tale integrazione è relativo ai pagamenti dell’IRPEF. Tuttavia, questo non dovrebbe essere un problema in quanto i percettori dell’RdC sono già tenuti a pagare tale tassa sul reddito delle persone fisiche. 

Infine, ultimo requisito che deve essere rispettato è rappresentato dal fatto che i figli devono essere fiscalmente a carico di colui che effettua la richiesta. 

Integrazione Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: i beneficiari 

Quindi, come avremo capito, quando si rispettano i requisiti necessari per ottenere entrambi i benefici, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si occupa di inviare entrambi gli assegni alle famiglie in difficoltà.

Ma quindi cosa significa?

Ciò vuol dire che non bisognerà inviare nessuna richiesta relativa all’ottenimento dell’Assegno Unico Temporaneo in quanto sarà proprio l’INPS ad occuparsi della verifica delle condizioni che sono richieste per legge. 

In questo modo, una volta appurato il beneficio, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale si occuperà di erogare gli importi dovuti così come accade per il Reddito di Cittadinanza.

Quindi ribadiamo ancora una volta. 

Se il cittadino che percepisce l’RdC risulta anche in condizioni di percepire l’Assegno Unico Temporaneo relativo ai figli minori a carico non dovrà effettuare alcuna domanda, in quanto sarà l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ad occuparsi dell’accertamento e della successiva erogazione del sussidio. 

Ricordiamo che esiste un caso in cui è possibile riscontrare un’incompatibilità tra Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico. Infatti, in base a quanto sancito dal messaggio dell’INPS numero 3669, l’Assegno Unico Temporaneo potrà essere erogato solo e solamente a quelle famiglie che non possono percepire un altra tipologia di assegno per il nucleo familiare, meglio conosciuto come ANF. 

Dunque, se qualche famiglia ha percepito assegni per il nucleo familiare nel 2021, non potrà ottenere il beneficio legato all’Assegno Unico Temporaneo. 

Integrazione Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico: le novità sugli importi!

Infine, come abbiamo già avuto modo di analizzare, l’integrazione tra Reddito di Cittadinanza e Assegno Unico porta con sé un aumento dell’importo corrisposto alle famiglie. 

Per capire in che modo verranno calcolati tali aumenti è bene partire dal numero di figli a carico di colui che percepisce il Reddito di Cittadinanza. 

Innanzitutto è bene sapere che tali assegni saranno superiori nel caso in cui siano presenti almeno tre bambini di età inferiore ai 18 anni che risultano essere fiscalmente a carico di colui che percepisce il sussidio. 

Inoltre, qualora vi fosse un figlio disabile o non autosufficiente, l’importo verrà aumentato di 50 euro a figlio con patologie.