Inizia ufficialmente il mese di dicembre l’ultimo mese di erogazione del Bonus Bebè e del Bonus Mamma Domani, oltre che dell’Assegno Unico Temporaneo figli minori. Da gennaio, infatti, l’istituto incaricato dei pagamenti, l’Inps, non elargirà più questi sostegni alle famiglie italiane

Con il nuovo anno, infatti, prenderà piede il nuovo sostegno, ideato dalla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti e approvato a marzo 2020 in Senato, con la maggioranza dei voti: l'Assegno Unico e Universale

In realtà, già sappiamo che tale sostegno avrà qualche mese di ritardo e partirà ufficialmente nel mese di marzo 2022. Da gennaio, però, secondo le ultime indiscrezioni, le famiglie potranno iniziare ad inoltrare le domande all’Inps, dopo aver aggiornato il proprio ISEE.

Assegno Unico e Universale, si parte da marzo

L’Assegno Unico e Universale partirà dopo un anno dall’approvazione in Senato, a marzo 2022. Il lavoro da fare è molto e il tempo per far tutto scarseggia. 

Il beneficio economico, infatti, doveva partire a pieno regime da gennaio 2022. Una previsione ottimistica, che non si realizzerà. Da gennaio, però, le famiglie potranno procedere ad inoltrare le domande per ottenere il sostegno economico e, potranno iniziare ad aggiornare l’ISEE, l’Indicatore della situazione economica equivalente, indispensabile per presentare domanda. 

Come è successo con l’Assegno Temporaneo per Figli Minori, le famiglie italiane interessate ad ottenere il beneficio economico potranno procedere ad inviare la domanda direttamente sul portale dell’Inps. Qui, potranno accedere unicamente con una tra le identità digitali:

  • SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, 
  • CIE, la Carta d’Identità Elettronica, 
  • TS-CNS, la Tessera Sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi.

Non si potrà più accedere ai servizi online dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale con le vecchie credenziali e il Pin fornito dall’istituto. Questa procedura è stata accantonata lo scorso 30 settembre 2021

Anche in questo caso, Inps darà una data di partenza per la presentazione delle domande, ad esempio, per la presentazione delle domande dell’Assegno Temporaneo, la data “x” era quella del 1° luglio 2021, mentre il termine era stato previsto per il 30 settembre 2021, poi prorogato al 30 ottobre 2021.

Anche per l’Assegno Unico e Universale ci aspettiamo uno scenario del genere, in cui potrà essere inoltrata la richiesta all’Inps da gennaio e per i successivi due mesi, per non perdere gli arretrati della prestazione. 

Nelle due mensilità di gennaio e febbraio, infatti, è possibile che Inps smetta di erogare i bonus per la famiglia, come i bonus bebè e bonus mamma domani, oltre che altri assegni al nucleo familiare, ma che poi restituisca le mensilità arretrate con l’Assegno Unico e Universale. 

Assegno Unico e Universale, come funziona?

L’Assegno Unico e Universale nasce, su idea della ministra per le pari opportunità e la famiglia, come ausilio alla genitorialità e indipendenza femminile. Nella nostra cultura, purtroppo, quando una coppia dà alla luce un figlio, è la donna quella che si sacrifica, lavorativamente parlando, per accudirlo, mentalità che si vuole, e si deve, cambiare il prima possibile.

Con questo strumento, infatti, si vuole, da un lato contrastare il record di poche nascite, accentuato anche con lo scoppio della pandemia di Coronavirus, dall’altra, invece, si vuole dare una mano alle famiglie, sostenendo i figli dall’ottavo mese di gravidanza, quando ancora sono in grembo, fino al ventunesimo anno di età.

Secondo il report degli Stati Generali della Natalità, che hanno avuto luogo lo scorso 14 maggio 2021, in cui hanno presenziato anche il Papa e il Premier Draghi:

“Il declino demografico avviatosi dal 2015 è stato accentuato dagli effetti che l’epidemia Covid-19. Il nuovo record di poche nascite (404 mila, dati Istat 2020) e l’elevato numero di decessi (746 mila), mai sperimentati dal secondo dopoguerra, aggravano la dinamica naturale negativa che caratterizza il nostro Paese.”

L’Assegno Unico e Universale, a tal proposito, ha un nome ben preciso: è Unico, poiché andrà a sostituire i molteplici sussidi economici che vanno richiesti all’Inps; in questo modo le famiglie inoltreranno una sola domanda e l’Inps non dovrà smaltire le numerose richieste per differenti bonus. In poche parole, in questo modo dovrebbero essere accorciate le tempistiche.

Dall’altra parte, l’Assegno è Universale, poiché è rivolto a tutte le famiglie italiane. Prima, infatti, i bonus Inps non venivano elargiti a determinate categorie, tra cui gli autonomi, le Partite Iva e gli incapienti. 

Come dicevamo prima, l’assegno verrà erogato dall’ottavo mese di gravidanza al ventunesimo anno di età del ragazzo, solamente se questo avrà un’occupazione a basso reddito, oppure frequenterà l’università o un tirocinio, oppure ancora se risulterà scritto presso un’agenzia per il lavoro.

L’importo del beneficio verrà corrisposto tenendo conto di due parametri: la numerosità del nucleo familiare e l’indicatore della situazione economica equivalente ISEE. Sopra i 50 mila euro di ISEE, infatti, non verrà più corrisposto alcun sussidio. 

Assegno Unico e Universale, gli importi per ciascuna famiglia

 Le categorie più avvantaggiate per percepire importi cospicui di Assegno unico e Universale sono: i nuclei familiari numerosi, le famiglie in affitto e le mamme con un’età inferiore ai 21 anni. Queste, infatti, secondo l’ultimo calcolo del Sole 24 Ore, dovrebbero essere le categorie che andranno a percepire di più.

Ancora, però, nulla è certo, poiché, come sappiamo, manca ancora il decreto attuativo, che dovrà essere elaborato dall’Esecutivo e successivamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come del resto è stato fatto con l’Assegno Unico Temporaneo. 

Secondo l’impostazione attuale del decreto le famiglie, con figli minorenni, potranno percepire dai 175 euro a figlio ai 50 euro a figlio. Gli importi varieranno a seconda dell’ISEE della famiglia, oltre che dal numero di figli. 

Per le famiglie con ragazzi di età compresa tra i 18 e i 21 anni gli importi si aggireranno tra gli 85 euro, per ISEE sotto i 15 mila e i 25 euro con Isee fino a 50 mila euro. 

Alcune maggiorazioni andranno a tutte le madri giovani, con un’età inferiore ai 21 anni, che potranno ricevere 20 euro in più a figlio, mentre alle famiglie con figli con disabilità verranno maggiorati gli importi di una quota percentuale, ancora da chiarire.

Secondo le ultime stime del Sole 24 Ore, un nucleo familiare composto da due redditi di lavoro di cui uno con un indicatore della situazione economica equivalente di 24mila euro e l'altro, legato ad una madre di età inferiore ai 21 anni, di 10 mila euro dovuto ad un lavoro part-time, con un figlio con meno di 3 anni, che si trovino in affitto, potrebbe percepire circa 175 euro, con maggiorazioni.

Ci sarebbe, infatti, una maggiorazione di 20 € per madre under 21, oltre che la maggiorazione di 30 € per il nucleo con entrambi i genitori. Il calcolo è stato fatto tenendo conto di un ISEE sotto i 10 mila euro.

Assegno Unico e universale, rimane il bonus asilo nido

Nonostante da gennaio 2022 entrerà in vigore l’Assegno Unico e Universale e verranno eliminati numerosi bonus per la famiglia, tra cui bonus bebè il bonus mamma domani, rimarrà tra i sostegni il bonus asilo nido.

Si tratta di un sostegno economico alle famiglie per pagare le rette di asili nido pubblici e privati, inserito tra i sostegni per dare una mano soprattutto alle donne che, sempre troppo spesso, sacrificano la propria carriera lavorativa per badare ai propri figli.

In questo modo, le famiglie con figli fino a tre anni potranno presentare domanda all'Inps anche nel 2022, richiedendo il beneficio economico all’Istituto, che elargirà l’importo tenendo conto dell’Isee.

Gli importi erogati sono i seguenti:

  • ISEE minorenni fino a 25.000 euro, il budget annuo sarà di 3.000 euro (importo massimo mensile erogabile 272,72 euro per 11 mensilità).
  • ISEE minorenni da 25.001 euro fino a 40.000 euro, il budget annuo sarà di 2.500 euro (importo massimo mensile erogabile 227,27 per 11 mensilità)
  • ISEE minorenni da 40.001 euro, il budget annuo sarà di 1.500 euro (importo massimo mensile erogabile 136,37 per 11 mensilità).

Ricordiamo che in assenza di Isee aggiornato, Inps erogherà l’importo minimo. Infine, per le famiglie con figli disabili si potrà richiedere l’assistenza a domicilio.