Siamo quasi in dirittura d’arrivo, l’assegno unico universale è ormai alle porte, ma il suo ingresso potrebbe creare delle discontinuità anche solo per brevi periodi. Al vaglio diverse ipotesi per consentire una transazione soft alla nuova forma di sostegno: la fine delle detrazioni per i figli a carico e l’assegno unico familiare (Anf) avrà effetti immediati sui lavoratori dipendenti, va dunque scongiurata ogni sorta di irregolarità fosse anche solo per un breve periodo.

Si fa sentire a voce ferma il Caf che fa un appello sulla necessità di gestire al meglio la situazione di passaggio.L’assegno unico universale il cui ingresso è atteso per i primi giorni di gennaio 2022, avrà un impatto sulle buste paga dei lavoratori dipendenti che hanno figli a carico.

Intanto restiamo in attesa del nuovo sostegno in aiuto delle famiglie che andrà a soppiantare integralmente quella attualmente in vigore, l’addio alle detrazioni fiscali e agli assegni al nucleo familiare, potrebbe comportate conseguenze immediate sullo stipendio di chi ne beneficia.

Ed proprio per evitare un passaggio traumatico che il Governo sta pensando ad una forma morbida di transizione che porterà all’assegno nuovo universale al fine di evitare che intere famiglie possano trovarsi in una situazione di disagio anche solo per un breve periodo.

Sul tavolo sono diverse le ipotesi al vaglio, dal mantenere l’assegno al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti anche dopo gennaio, al prevedere la proroga dell’assegno per i figli minori in modo da dare il tempo alle famiglie di ottenere l’Isee e presentare la domanda e poi procedere al conguaglio degli importi quando viene autorizzata la nuova misura, fino al prendere in considerazione l’idea di procedere all’autorizzazione anche delle domande presentate con un Isee 2020 orami scaduto, attendendo nel frattempo l’aggiornamento della Dsu e poi procedere con i conguagli.

Assegno unico Inps: i preparativi per l’arrivo della nuova misura

Tutto pronto per essere presentato in Consiglio dei Ministri il decreto attuativo della legge delega n. 46 del 1 aprile 2021 (approvata a marzo 2020 all’unanimità dal Parlamento), per riordinare, semplificare e potenziare  delle misure a sostegno delle famiglie con figli a carico.

A seguire, dopo l’approvazione da parte del Consigli dei ministri, l’ultimo passaggio mancante è il parere delle commissioni parlamentare competenti per materia. Hanno trenta giorni di tempo per esprimersi e consentire così il lancio definitivo di questa nuova misura che lo stesso presidente del consiglio Mario Draghi pochi mesi fa ha definito come una  “riforma epocale”.

Da parte del Governo arrivano rassicurazioni circa il fatto che verrà riconosciuto tutto il tempo che serve per presentare la domanda senza che ciò comprometta il recupero degli arretrati. Inoltre durante la fase di passaggio tra le misure vecchie e nuove viene garantita ogni forma di supporto e assistenza.

Le tempistiche giocano a sfavore tant’è che urge che Caf, consulenti, uffici, nonché la stessa Inps si attivino per organizzarsi in modo adeguato per gestire la nuova misura che vedrà il coinvolgimento di ben 9 milioni di famiglie con figli minori ( sotto i 21 anni) a carico.

Non solo Draghi ma anche la ministra per la Famiglia e le Pari opportunità Elena Bonetti definisce l’assegno unico universale una misura storica che porterà ad un aumento della spesa pubblica per famiglia pari al cinquanta per cento.

Sempre secondo la Bonetti questa misura introduce uno strumento semplice che tiene conto dei carichi familiari e incentiva il lavoro femminile.

Assegno unico Inps: quale sarà l’impatto sugli stipendi

L’assegno unico universale verrà gestito dall’Inps, infatti per averne diritto occorre presentare apposita domanda all’Ente previdenziale a partire da gennaio stesso.

Gli aventi diritto rischiano di ricevere in ritardo l'assegno unico universale, e parliamo non di un piccolo ritando da di mesi. Infatti mentre fino ad ora  detrazioni e Assegno al nucleo familiare  vengono riconosciuti automaticamente in busta paga, come appena detto la nuova misura verrà gestita dall'Inps.

Dunque è molto alto il rischio che l'Ente previdenziale non riuscirà a corrispondere le somme in tempi celeri, sopratutto perchè non dimentichiamo l'elemento Isee, fondamentale per ottenere l'assegno, che va fornito prima dell'erogazione.

L’importo degli assegni varierà in base all’Isee, nello specifico:

  • Isee sotto i quindicimila euro spetta tra i 175 e i 189 euro per ciascun figlio minore;
  • Isee oltre i quarantamila euro spettata i 40 e i 50 euro per ciascun figlio minore.
  • a partire dal terzo figlio in poi vengono ricononosciuti tra gli ottanta e i novanta euro in più, portando l'importo dell'assegno unico universale tra i 240 e i 250 euro.

Basandoci sulle prime indiscrezioni trapelate dal decreto attuativo, è sicuro che non verranno riconfermate le misure attuali. Ma quali saranno le conseguenze in busta paga? Per dare una risposta facciamo un esempio pratico per capire fattivamente quali saranno le conseguenze di questa riforma.

ESEMPIO- famiglia con due figli minori di 10 e 2 anni. Uno dei due genitori titolare di contratto tempo indeterminato percepisce un reddito maggiore rispetto all’altro 22.550 euro, totale reddito familiare 40.500 euro. Con l’avvento dell’assegno unico universale figli, lo stesso genitore potrebbe ritrovarsi con una busta paga a fine gennaio deputata di 290 euro.

Come mai? Questa sarebbe la diretta conseguenza della cancellazione di circa 140 euro di detrazioni al 100% per i due figli a carico e 75 euro di assegno al nucleo familiare (Anf) maggiorati di altrettanti 75 circa per effetto del decreto ponte 79/2021.

Il ministero delle Finanze ha proceduto con delle simulazioni da cui è emerso che passare alla nuovo assegno universale porterebbe ad una penalizzazione per poche famiglie, si parla di circa duecento mila famiglie, e in ogni caso per questi nucleo sarebbe prevista una integrazione in compensazione riconosciuta per un certo periodo.

Assegno unico Inps: ipotesi per gestire la transizione

Tutta l’attenzione è concentrata su come evitare che la transizione tra vecchie e nuove misure possa creare delle disparità.Sono diverse le ipotesi messe sul tavolo per cercare di affrontare la transizione nel modo meno traumatico possibile.

Una prima ipotesi al vaglio è quella di mantenere l’assegno al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti anche dopo gennaio, proprio al fine di evitare il trauma della decurtazione in busta paga.

La seconda ipotesi prevede la proroga dell’assegno per i figli minori in modo da dare il tempo alle famiglie di ottenere l’Isee e presentare la domanda e poi procedere al conguaglio degli importi quando viene autorizzata la nuova misura. Ci sarebbe così una specie di automatismo anche per disoccupati, autonomi e professionisti che si sono avvalsi dell’assegno ponte introdotto dal decreto legge 79 del 2021.

La terza ipotesi prende in considerazione l’idea di procedere all’autorizzazione anche delle domande presentate con un Isee 2020 orami scaduto, attendendo nel frattempo l’aggiornamento della Dsu e poi procedere con i conguagli.

Assegno unico Inps: più 30 auro in aiuto alle madri che lavorano

Da quanto si può comprendere fino ad ora dai decreti attuativi della legge delega 46/2020 pare che l’assegno unico universale che verrà introdotto a partire da Gennaio 2022, cercherà di premiare i nuclei familiari in cui entrambi i genitori sono lavoratori.

Infatti sembrano previste delle maggiorazioni di trenta euro, in aggiunta all’assegno unico a favore del secondo percettore di reddito, tutto finalizzato a non indurre al disincentivo del lavoro femminile.

Si vuole evitare che questa nuova misura possa rappresentare un indiretto disincentivo al lavoro delle madri. C’è anche un’altra logica dietro la pressione di una maggiorazione che è anche legata al fatto che due stipendi incidono ovviamente di più sull’Isee, infatti redditi più alti alzano l’indicatore su cui si basa il calcolo dell’assegno, maggiore è l’Isee più basso è l’assegno.

Restano salve le detrazioni fiscali per i familiari a carico compreso il coniuge e quelle per i figli con età superiore ai 21 anni per cui non è previsto l’assegno unico. 

É opportuno ricordare  aquesto punto che per familiari a carico di intendono quelli con reddito che resta sono la soglia dei 2.840,51 euro, oppure i figli sotto i ventiquattro anni di età con un reddito sotto i quattromila euro ( limite elevato a partire dal 1.1.2019).

Per i figli di maggiore età, sarà corrisposto un assegno di importo inferiore fino al compimento dei 21 anni, inoltre dovranno essere inseriti in percorsi di formazione, di avviamento al lavoro oppure nelle liste di collocamento. L’assegno unico universale farà tabula rasa di tutti gli incentivi, bonus e aiuti erogati alle famiglie come il premio alla nascita o il bonus bebè.

Resta fuori dall’elenco degli eliminati il bonus nido confermato e rifinanziato per i prossimi anni ed è previsto il cumulo con l’assegno unici universale. Il nuovo assegno unico costerà allo stato ben diciannove miliardi di euro ogni anno.

Assegno unico Inps: la misura  in sintesi

Previsto il riordino di tutte le misure finora in vigore. A partire da gennaio 2022 l’assegno unico universale sostituirà tutte le altre misure, ovvero:

  • detrazioni fiscali per i figli a carico under 21;
  • assegni al nucleo familiare e assegno ponte;
  • premio alla nascita;
  • bonus bebé;
  • assegni al nucleo famiglie numerose.

Lo scopo è quello di creare un unico ordinato riferimento  per le famiglie riguardo le forme di sostegno fiscale.

Importo assegno: quanto spetta per ogni figlio minore? L’importo degli assegni varierà in base all’Isee, nello specifico:

  • Isee sotto i quindicimila euro spetta tra i 175 e i 189 euro per ciascun figlio minore;
  • Isee oltre i quarantamila euro spettata i 40 e i 50 euro per ciascun figlio minore.

Riconosciuti 80- 90 euro a partire dal 3° figlio in poi., il che porterebbe ad importi pari a 240/250 euro.