E’ stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale la legge n. 46 del 1 aprile 2021, che contiene la delega al Governo per l’istituzione dell’assegno unico universale per figli a carico fino a 21 anni.

Stiamo parlando di un nuovo strumento di sostegno al reddito dei nuclei familiari che andrà ad azzerare tutti gli attuali strumenti e benefici ( che verranno convogliati nel nuovo assegno). Quindi il nuovo assegno andrà a sostituire le attuali tutele predisposte per natalità, genitorialità e occupazione, incluso l’assegno per il nucleo familiare, sempre in un’ottica di semplificazione ed efficientamento delle misure.

La misura dovrebbe entrare a pieno regime dal 1° luglio 2021 e sarà erogato con cadenza mensile per ciascun figlio da 0 fino ai 21 anni di età . 

L’assegno ha un valore massimo di 250 euro ed è composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia determinato sulla base dell’indicatore ISEE.

L’assegno unico e universale sarà il perno del nuovo Family Act e riguarderà i figli a carico fiscalmente, fino ai 21 anni che facciano parte del nucleo familiare. Una maggiorazione è prevista a partire dal terzo figlio. Inoltre l'assegno sarà maggiorato - secondo un'aliquota non inferiore al 30% e non superiore al 50%,-  per ciascun figlio con disabilità, minorenne o maggiorenne e di età inferiore a ventuno anni, con importo della maggiorazione che varia in base alla condizione di disabilità. 

L’ assegno “unico e universale – ha dichiarato la ministra della Famiglia Elena Bonetti – è un provvedimento che fa parte del Family Act e consiste in una quota che verrà data a ciascun figlio, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, mese dopo mese, maggiorato dal terzo figlio e nel caso anche di bambini disabili. E’ per tutti, e la quota dipenderà dal reddito, quindi le famiglie meno abbienti riceveranno di più, e le più ricche avranno solo una quota base”.Inoltre la Ministra Bonetti ha annunciato che ci sarà anche una norma transitoria che consentirà alle famiglie con detrazioni fiscali per figli oltre i 21 anni di non perdere il beneficio.

L’importo

L’assegno può andare da un minimo di 80 euro a un massimo di 250. Si può godere dello stesso per ogni figlio a partire dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni di età, a patto che il figlio sia convivente, disoccupato o studente.

Lo stesso è composto da una parte fissa e da una variabile. La parte variabile è legata ovviamente al reddito del nucleo familiare. Può essere richiesto dai lavoratori dipendenti, da quelli autonomi o incapienti.

La variabile ISEE

L’ammontare dell’assegno è modulato sulla base della condizione economica del nucleo familiare, come individuata attraverso l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare.

Quindi tutto dipende dall’ISEE. Se questo indicatore oltrepassa i 52mila euro l’assegno si riduce:

  • a 67 euro al mese nel caso di figli minori;
  • a 40 euro mensili se si tratta di figli maggiorenni fino ai 21 anni.

Viene previsto anche un credito d’imposta a favore delle famiglie. Adesso rientreranno anche i titolari di partite Iva e gli incapienti.

Sarà fondamentale la preventiva richiesta dell’ISEE per poter accedere all’assegno unico, e che consentirà di garantire la progressività dell’assegno unico, così come disposto dalla legge delega.

Non sono ancora stati definiti gli importi dell’assegno unico e gli eventuali scaglioni dell’ISEE. Infatti dopo l’approvazione della legge delega, il Governo entro 90 giorni dovrà approntare i decreti attuativi per definire  l’operatività della misura

Nessun paletto o esclusione particolare per le famiglie che percepiscono il reddito di cittadinanza, quindi l’assegno è pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza.

Criteri per l’assegno unico

Viene riconosciuto l’assegno mensile:

  • per ciascun figlio minorenne a carico. Il beneficio decorre dal settimo mese di gravidanza. Per i figli successivi al secondo, l’importo dell’assegno è maggiorato;
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico (di importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni), fino al compimento del ventunesimo anno di età, con possibilità di corresponsione dell’importo direttamente al figlio, su sua richiesta, al fine di favorirne l’autonomia. L’assegno è concesso solo nel caso in cui il figlio maggiorenne frequenti un percorso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa limitata con reddito complessivo inferiore a un determinato importo annuale, sia registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso un centro per l’impiego o un’agenzia per il lavoro o svolga il servizio civile universale.

A chi spetta

Requisiti:

  • cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione europea titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente o esser suo familiare. Cittadinanza di uno Stato non appartenente all’Unione europea, titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • imposte sul reddito pagate in Italia;
  • vivere con i figli a carico in Italia;
  • residenza in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, o aver sottoscritto un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di due anni.

Chi ci rimette

A subire lo svantaggio più grande sono in questa previsione sono:

  • i nuclei familiari con figli over 21 a carico dei genitori che resterebbero esclusi  sia dall'Assegno unico che dalle attuali detrazioni  le famiglie particolarmente numerose in quanto  la scala di equivalenza dell’Isee che dal quarto figlio  attribuisce valori in proporzione inferiori 
  • le coppie di fatto. Finora bastava presentare il reddito del familiare richiedente. Adesso bisognerà invece presentare l’ISEE di entrambi i genitori. Una novità che appare tesa ad eliminare certe iniquità tra nuclei familiari regolari e di fatto.
  • le famiglie con redditi e patrimoni elevati.