Assegno unico per l'anno 2022. Che cosa è, innanzitutto?

Ci viene in soccorso la definizione riportata dal sito Cafacli.it, ovvero:

"L'assegno unico è la misura economica a sostegno delle famiglie con figli a carico istituita con la Legge Delega 46/2021. Dovrebbe diventare operativa, secondo i piani del Governo Draghi, a partire dal 1° gennaio 2022 e varrà dal settimo mese di gravidanza fino al compimento del 21esimo anno di ogni figlio fiscalmente a carico."

Non si tratterà però di una misura integrativa rispetto ad altre forme di sostegno economico, bensì di una miura economica che andrà a sostituire o assorbire altre erogazioni quali, ad esempio, come ci ricorda Fanpage.it:

"L'Assegno Unico 2022 andrà a sotituire, dal prossimo marzo, il vecchio Assegno per il Nucleo Familiare, le detrazioni fiscali per i figli e alcuni bonus per la famiglia."

Chi saranno i beneficiari? Quali gli importi erogati? Quale sarà la discriminante, ovvero il criterio mediante il quale verrà assegnato? Vediamo di capire meglio come funzionerà il meccanismo.

Assegno unico: chi sono i destinatari

Come già evidenziato precedentemente, i destinatari dell'assegno unico saranno le famiglie, per ogni figlio fiscalmente a carico, a partire dal settimo mese di gravidanza sino al 21 esimo anno di età.

Volendo essaminare più dettagliatamente il provvedimento, il Giornale.it ci ricorda che:

"Potranno usufruire dell'assegno tutti i residenti o domiciliati in Italia, chi paga le tasse in Italia, cittadini stranieri che lavorano in Italia da oltre sei mesi o con un permesso di soggiorno per motivi di ricerca superiore a sei mesi, e stranieri residenti in Italia da almeno due anni anche non continuativi."

Doveroso, poi, dare una ulteriore precisazione in merito ai limiti di età dei figli a carico e alle loro condizioni. Nel senso che, come fa notare il sito leggioggi.it:

"A determinate condizioni l'assegno è riconosciuto anche per i figli maggiorenni sino al ventunesimo anno di età. Nessun limite di età invece per i figli disabili."

In particolare, il contributo al nucleo familiare per i figli maggiorenni a carico dal diciottesimo al ventunesimo anno di età, viene erogato soltanto in particolari situazioni e, nel caso essi siano occupati, considerando determinati limiti di reddito. 

L'assenza di qualsiasi limite di età per i figli con problematiche importanti a carico, è un dettaglio equo e logico, ma non per questo scontato. Specie in un periodo, in anni nei quali, di scontato c'è poco o nulla. Certi concetti paiono superflui da ricordare, ma troppo spesso il buon senso, la logica e l'umana equità paiono dissolversi nel nulla.

Assegno unico: importi e supporti

L'importo dell'assegno unico viene determinato in relazione al numero dei figli a carico e all' ISEE.

All'atto di registrazione della nascita di un figlio presso gli uffici dell'anagrafe del Comune di appartenenza, è lo stesso ufficiale dello stato civile ad informare i genitori in merito alla possibilità di percepire l'assegno unico.

Il decreto legislativo che rende operativo l'assegno unico e universale in ottemperanza e ai sensi della Legge 1° aprile 2021 n. 46, prevede che, ciascun figlio minorenne, porti in dote al proprio nucleo familiare, un sostegno pari a euro 175,00 con un ISEE inferiore ai 15.000 euro.

Questo per ciò che concerne il primo e il secondo figlio. Una famiglia riceve invece 260,00 euro mensili se ha anche un terzo figlio. (fermo restando il limite ISEE di cui prima).

Ulteriori maggiorazioni sono previste per le madri di età inferiore i 21 anni, per i nuclei familiari nei quali entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro e per i nuclei familiari che hanno quattro o più figli. In quest'ultimo caso, la maggiorazione prevista è di tipo forferario ed ammonta ad euro 100 al mese per nucleo. 

Assegno unico: figli con disabilità

Particolare attenzione va, doverosamente, riservata a quei nucleii familiari che comprendono anche (se non solo) figli con disabilità. Un sostegno economico, in questi casi, è quanto mai importante. essendo la famiglia maggiormente "stressata" sia dal punto di vista delle spese, sia dal punto di vista psicologico.

Il decreto legislativo prevede una maggiorazione (rispetto ai contributi standard) non in base all'ISEE (se non per il caso di figli disabili a carico di età superiore ai 21 anni), bensì al grado di disabilità.

Più precisamente, si va da una maggiorazione di 100 euro al mese nel caso di figli non autosufficienti sino a 90 euro al mese nell'ipotesi in cui sia la disabilità sia di livello medio.

Il figlio disabile di età compresa tra i 18 e i 21 anni, dà diritto invece, ad un "plus" di 50 euro mensili.

E oltre i 21 anni di età del disabile? 85 euro al mese con l'ISEE familiare pari o al di sotto della soglia di 15.000 euro. In quest'ultimo caso, quindi, torna ad essere discriminante l'ISEE e non vi sono ulteriori maggiorazioni.

Assegno unico: la procedura

L'erogazione dell'assegno unico 2022 avrà inizio nel mese di marzo del prossimo anno. Le domande, però, andranno presentate a partire dal 1° gennaio 2022.

Di fatto, i precedenti assegni familiari e le detrazioni spettanti per i figli a carico, verranno abolite solamente a partire dal marzo prossimo.

Lo slittamento dell'erogazione a marzo è necessario per dare alle famiglie interessate la possibilità di avere un ISEE aggiornato. 

Come dovranno essere presentate le domande?

Come tutte le richieste relative a contributi e a forme di sostegno economico, le domande dovranno essere inoltrate all'Inps. Nel mese di dicembre verrà sicuramente emanata una nota da parte dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale al fine di spiegare le modalità relative all'invio.

In ogni caso, il decreto prevede già (in via del tutto automatica) che, tutte le domande presentate sino a giugno 2022, diano diritto a percepire gli arretrati. 

Le domande dovranno essere rinnovate ad ogni scadenza annuale allegando l'ISEE aggiornato. Ecco che dunque, la vera e propria discriminante in tale ambito è proprio questo indicatore che fotografa lo stato economico e finanziario della famiglia.

Come tutte le richieste relative a contributi, ristori, bonus, nel momento in cui inserisce la richiesta, vanno indicate le modalità di erogazione del contributo stesso. Due le possibilità: accredito sul conto corrente bancario oppure domiciliazione delle somme presso l'ufficio postale.

L'erogazione del contributo verrà effettuata a nome del soggetto richiedente a meno che non venga indicato diversamente, sia in sede di inserimento della domanda che successivamente. In questa ipotesi, le somme verranno erogate in parti uguali ad entrambi i genitori.

In caso di affidamento esclusivo, il contributo verrà erogato, im nancanza di un accordo, a favore di colui che è affidatario del minore. Nel caso di un minore soggetto a tutela, l'erogazione vedrà come beneficiario il tutore che percepirà le somme nell'esclusivo interesse del minore.

Assegno unico: ISEE

L'ISEE, ovvero Indicatore della Situazione Economica Equivalente, è l'indicatore che serve a fotografare lo status economico di un nucleo familiare che intenda richiedere prestazioni sociali agevolate.

Come calcolarlo?

C'è un'apposita sezione messa a disposizione dall'Inps.

Come abbiamo avuto modo di constatare, è l'indicatore fondamentale che fa da spartiacque tra il beneficiare o meno di una prestazione sociale.

Nei paragrafi precedenti s'è evidenziato come, un ISEE al di sotto dei 15.000 euro sia il paramentro di accesso alle prestazioni nei limiti massimi stabiliti dalle normative vigenti e disposizioni attuative delle stesse.

Vi è tuttavia un caso particolare, ovvero quello dei nuclei familiari con figli e con ISEE non superiore ai 25.000 euro. In questo caso, viene previsto, oltre al contributo standard, una cosiddetta maggiorazione temporanea per un limitato periodo di tempo. Si tratta di un riconoscimento per un massimo di tre anni destinato a chi, nel 2021, era destinatario di assegni nucleo familiare  in presenza di figli minori. Le maggiorazioni saranno stabilite da apposita tabella in fase di sviluppo ed emanazione.

Assegno unico: e se non ho ISEE?

L'ISEE è requisito fondamentale per il riconoscimento delle prestazioni sociali.

E se non ho l'ISEE si chiederanno in tanti? O, per meglio dire: se non voglio comunicare l'ISEE perchè ho tutta la convenienza a non farlo?

In questo caso, spetterà la prestazione minima, ovvero quella prevista per coloro che hanno in ISEE superiore a 40.000 euro. L'assegno unico erogato sarà in questo caso di 50 euro a figlio.

Essendo l'ISEE un indicatore che tiene conto del patrimonio posseduto dal nucleo familiare, sia immobiliare (case, terreni, etc) sia mobiliare (conti correnti, libretti, titoli, auto, polizze, etc), alle volte può essere conveniente evitarne la presentazione e accontentarsi della prestazione inferiore, anzichè comunicare dati che potrebbero, per altri motivi, scatenare effetti decisamente controproducenti.

Come si suol dire, in certi casi, chi si accontenta, gode. 

Essendo poi prevista la possibilità dalla misura attuativa della legge, il non comunicare il proprio ISEE, non può essere coniderato, in alcun modo, un comportamento omissivo o comunque sanzionabile in qualche modo.

Assegno unico: è già caos?

Secondo quanto riportato da Il fatto quotidiano, l'assegno unico potrebbe scatenare un putiferio ancora prima di vedere la luce.

Come ricordato in precedenza, infatti, tale misura a sostegno delle famiglie, partirà solamente a marzo 2022 ma, proprio in seguito alla sua entrata in vigore, già da inizio anno verranno meno le detrazioni per i figli a carico sino a 26 anni. Nessun beneficio fiscale sarà quindi più visibile nelle buste paghe dei lavoratori. 

Si tratta quindi di una problematica non da poco, abbinata alle perplessità che desta, non da ora, il parametro ISEE che, a detta di molti, non fotografa in modo oggettivo la reale situazione economica e finanziaria delle famiglie.

Il rischio è quello di andare a penalizzare nuclei familiari che magari, per una casa di poco valore ricevuta in eredità (e che nemmeno riescono ad affittare) o per qualche altro balzello legato all'Indicatore della Situazione Economica Equivalente,vengono a trovarsi escluse in parte o del tutto, da prestazioni vitali per il quotidiano vivere.