Fai attenzione al vuoto, o meglio, al divario tra quello che realmente ottieni dall’investimento in un fondo e la sua performance totale. Forse andrebbe scritto nei documenti informativi dei fondi perché i risparmiatori continuano a compiere lo stesso errore: sbagliano il momento di ingresso o uscita, con la grave conseguenza di guadagnare meno di quello che sarebbe il potenziale degli strumenti finanziari che hanno in portafoglio.

Da anni, lo studio Mind the gap di Morningstar (il nome deriva dall’avviso che si trova in molte stazioni metropolitane per ricordare ai passeggeri lo spazio tra banchina e carrozza quando si aprono le porte), si conclude con la triste constatazione che gli investitori continuano a commettere errori di timing e selezione dei fondi. Nel periodo 2010-18, sbagliare i momenti di ingresso e uscita dai fondi europei è costato in media 53 punti base ogni anno, un dato che è in linea con i precedenti studi.

Triste primato europeo

I risparmiatori europei, italiani inclusi, non sono gli unici a bruciare i rendimenti con le loro scelte sbagliate, perché questo fenomeno si riscontra anche in altre regioni, compresi gli Stati Uniti. Tuttavia, il Vecchio continente fa peggio di altri mercati (vedi mappa qui sotto). Nel periodo considerato, l’investor return è stato del 4,78%, mentre quello totale ha raggiunto il 5,31% (i dati sono calcolati su periodi rolling di 5 anni).

Lo studio esamina i tre più grandi mercati europei (Francia, Irlanda e Lussemburgo) come proxy dell’intera industria. L’investor return è calcolato partendo dai flussi stimati mensili per i fondi. Per minimizzare l’effetto delle valute sono state usate solo classi in euro (oltre 16 mila in tutto).