Quali sono i nuovi bonus e i ristori che possono richiedere le attività chiuse nel mese di maggio previsti nel decreto Sostegni bis? Stando al nuovo calendario delle riaperture di Mario Draghi, infatti, non tutte le attività economiche hanno potuto riaprire a maggio, motivo per il quale sono stati istituiti dei bonus e dei ristori per tutte le attività ancora chiuse.

In particolare, la vera novità inserita nel decreto Sostegni bis è la possibilità di attingere al Fondo attività chiuse, ovvero un fondo pari a 100 milioni di euro destinato a quelle attività che sono rimaste sospese per almeno 4 mesi. Ma occorre definire con chiarezza quali sono i beneficiari della misura e come si possono richiedere i soldi. L’articolo 2 del decreto Sostegni bis introduce il Fondo attività chiuse, ma a delinearne i dettagli sarà un successivo provvedimento del Ministero per lo Sviluppo Economico. 

Inoltre, sono previsti sconti sulle bollette e sul canone Rai per tutte le strutture recettive rimaste chiuse a causa delle restrizioni, oltre a un utile sconto sulla Tari. Ecco quali sono i bonus e i ristori che possono richiedere le attività chiuse introdotti dal decreto Sostegni bis.

Fondo attività chiuse: cos’è e come funziona

A causa delle numerose restrizioni legate alla pandemia di Covid-19, moltissimi bar e ristoranti, ma anche altre attività economiche sono rimaste chiuse per mancanza di plateatico esterno o dehors. Fino al 1° giugno, infatti, anche nelle zone gialle sono vietate le consumazioni all’interno dei locali. Ma le restrizioni non riguardano soltanto la ristorazione.

Se per le Partite Iva, le imprese e i professionisti sono stati introdotti nuovi contributi a fondo perduto in tre modalità, nel decreto Sostegni bis c’è spazio anche per un nuovo bonus attività chiuse.

A disciplinare il nuovo “Fondo per il sostegno alle attività economiche chiuse” è proprio l’articolo 2 del provvedimento – approvato in Consiglio dei Ministri il 20 maggio 2021 –, ma i dettagli deriveranno da un successivo decreto emanato dal Ministero per lo Sviluppo Economico.

Bonus attività chiuse 2021: a chi spetta e requisiti

Nonostante non sia ancora possibile stabilire con certezza quali siano i requisiti a soddisfare per poter richiedere il bonus attività chiuse, possiamo comunque definire la platea di potenziali beneficiari sulla base delle disposizioni contenute nell’articolo 2 del decreto Sostegni bis.

Il testo del provvedimento evidenzia anche gli obiettivi del Fondo attività chiuse, ovvero quello di favorire e sostenere la continuità delle attività economiche interessate dalle restrizioni previste dagli articoli 1 e 2 del decreto legge 25 marzo 2020, n. 19, convertite nella legge 22 maggio 2020, n. 35.

Per poter richiedere il bonus attività chiuse, comunque, è necessario essere titolari di un’attività che è rimasta chiusa per almeno 4 mesi, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis. Ulteriori disposizioni verranno specificate dal decreto attuativo del Ministero per lo Sviluppo Economico. 

Si dovrebbero anche tenere in considerazione coloro che hanno fruito dei contributi a fondo perduto, per i quali potrebbe essere erogato un importo minori rispetto ai titolari di attività chiuse che non hanno ricevuto altri ristori.

Bonus attività chiuse: quanto si prende? Gli importi

Il Fondo attività chiuse si compone di 100 milioni di euro che verranno assegnati – possiamo ipotizzare – sottoforma di bonus “una tantum” a tutti i titolari delle attività che hanno abbassato le serrande nei primi mesi del 2021 e che rispettano i requisiti dettati dal decreto attuativo del Mise. L’apertura solo all’aperto prevista inizialmente ha penalizzato la maggior parte delle attività economiche.

Non è ancora stato fissato un importo del bonus attività chiuse, ma possiamo ipotizzare un meccanismo di assegnazione sulla base del periodo di chiusura e degli eventuali altri ristori che sono stati percepiti in questi mesi.

Solo il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico fisserà con certezza l’importo e i beneficiari del bonus attività chiuse. Le risorse, comunque, verranno assegnate nel rispetto della Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C (2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

Bonus attività chiuse: quando arrivano i soldi?

Il decreto attuativo del nuovo Fondo attività chiuse dovrebbe essere emanato dal Ministero per lo Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze entro il 30esimo giorno dall’approvazione del decreto Sostegni bis. Solo tale provvedimento potrà istituire le modalità di richiesta del bonus attività chiuse, oltre a definire con certezza i requisiti e i beneficiari.

Secondo le disposizioni contenute nell’articolo 2 del decreto Sostegni bis approvato dal Consiglio dei Ministri è prevista l’erogazione delle risorse spettanti alle attività chiuse entro 30 giorni dall’emanazione del decreto attuativo del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Ristori attività chiuse, sconti e agevolazioni sulla Tari

Non tutti sanno, però, che le attività costrette ad abbassare le serrande nel primo periodo del 2021 o coloro che hanno registrato delle perdite di fatturato, possono ottenere – grazie a una norma inserita nel decreto Sostegni bis – delle agevolazioni sulla Tari. 

In particolare, saranno i Comuni a svolgere un ruolo fondamentale nella definizione delle agevolazioni e degli sconti, oltre che nella gestione delle risorse (si tratta di 600 milioni di euro). Si ipotizza anche di utilizzare le risorse avanzate nel 2020 per applicare nuovi sconti sulla Tari 2021.

I parametri di assegnazione delle risorse sono contenuti nella tabella 1 allegata al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze-Ragioneria generale dello Stato, di concerto con il Ministero dell’interno, n. 59033 del 1° aprile 2021. Tutti i dettagli sulla nuova agevolazione Tari verranno chiariti in un successivo provvedimento emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanza.

I Comuni, infine, potranno definire le modalità di presentazione delle domande, andando a preferire la modalità telematica a quella cartacea.

Sconto sulle bollette e sul canone Rai

Altre agevolazioni importanti – inserite queste ultime nel decreto Sostegni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 marzo 2021 – riguardano gli sconti sulle bollette e la riduzione del canone Rai. Mentre alle prime possono accedere solo i titolari di utenze non domestiche, alla riduzione del 30% del pagamento del canone Rai hanno accesso tutte le strutture ricettive (alberghi, ristoranti, bar) che sono rimasti chiusi nei primi mesi dell’anno oppure hanno registrato cali di fatturato.

Sono stati stanziati 600 milioni di euro per il 2021 per quanto riguarda gli sconti sulle bollette, mentre per la riduzione del canone televisivo sono stati erogati 25 milioni di euro.

A fissare i dettagli sui requisiti, i beneficiari e le modalità per effettuare la richiesta è l’articolo 6 del testo del decreto n. 41 del 22 marzo 2021.

Sconto sulle bollette: a chi spetta e come funziona

Il decreto Sostegni introduce, su base trimestrale (da aprile e fino a giugno 2021) la possibilità di richiedere lo sconto sulle bollette e sulle utenze elettriche non domestiche. Lo sconto – come specifica il primo comma dell’articolo – si applica, in particolare, a queste voci:

  • trasporto e gestione del contatore;
  • oneri generali di sistema.

La nuova riduzione, occorre specificarlo, abroga le disposizioni contenute nell’articolo 8-ter del decreto legge n. 137 del 28 ottobre 2020, che introduceva agevolazioni legate soltanto alle attività che avevano subìto le maggiori restrizioni.

Riduzione del canone Rai: a chi spetta

In parallelo all’introduzione di sconti e agevolazioni sulle bollette, il decreto Sostegni ha introdotto anche una riduzione del 30% del canone Rai. Il beneficio spetta solo alle strutture ricettive e di somministrazione e consumo di bevande in locali pubblici o aperti al pubblico.

Alberghi, ristoranti e bar, quindi, potranno accedere a un canone Rai agevolato e ridotto del 30% qualora detengano uno o più apparecchi in grado di ricevere il segnale radio-televisivo.

Per coloro che hanno già effettuato il pagamento, invece, è prevista la possibilità di richiedere un credito d’imposta pari appunto al 30% dell’importo pagato prima del 23 marzo 2021, ovvero alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni.

Quali sono le attività ancora chiuse a maggio 2021?

Tutte le agevolazioni sopra descritte sono richiedibili soltanto dalle attività che sono rimaste chiuse almeno per 4 mesi (per quanto riguarda il Fondo attività chiuse) oppure che nei primi mesi dell’anno hanno subito cali di fatturato o chiusure legate all’emergenza Covid-19.

Sul sito di Confcommercio si possono evidenziare tutte le date di riapertura previste dal calendario di Mario Draghi, in ottemperanza al decreto in vigore dal 26 aprile 2021 e valido fino al 31 luglio 2021. 

Riassumiamo, in questa tabella, le più importanti e significative per quanto riguarda le zone gialle in Italia:

  • dal 18 maggio il coprifuoco slitta alle ore 23, per poi passare dal 7 giugno alle 24, e dal 21 giugno essere eliminato definitivamente;
  • dal 22 maggio riaprono i centri commerciali anche nel fine settimana. Ciò significa che tutti i negozi al loro interno potranno restare aperti, non soltanto le attività che vendono beni essenziali;
  • dal 24 maggio riaprono le palestre, secondo le disposizioni e le regole fissate dal Comitato tecnico scientifico;
  • dal 1° giugno bar e ristoranti possono accogliere i clienti anche al chiuso o al bancone, ovvero si può tornare a consumate all’interno dei locali nel rispetto delle disposizioni emanate dalla cabina di regia;
  • dal 15 giugno ripartono le feste, le cerimonie civili e religiose (con green pass), ma anche le fiere e i parchi a tema;
  • dal 1° luglio ripartono, infine, le piscine anche al chiuso, i centri termali, le sale giochi, i convegni, i congressi e i corsi di formazione in presenza. Per le competizioni sportive al chiuso è ammessa una capienza massima del 25%.