Australia, Canada e Svizzera: molto buono. Belgio, Cile, Hong Kong, Singapore e Svezia: buono. China, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Giappone, Messico, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito e Usa: discreto. Italia, India, Brasile: scarso. Sono i giudizi a cui arriva l’ultimo Financial Services Observer, uno studio approfondito dei 93 titoli bancari coperti dalla ricerca di Morningstar, che dà una fotografia aggiornata dello stato di salute del settore paese per paese e fornisce un’indicazione su quali potrebbero essere gli sviluppi futuri (per leggere il report sull'Italia clicca qui).

“Gli investitori vedono le crisi bancarie come il risultato di circostanze straordinarie e imprevedibili”, spiega Stephen Ellis, responsabile della ricerca azionaria nel segmento delle banche e dei servizi finanziari di Morningstar. “Noi abbiamo studiato 150 di questi fenomeni che si sono verificati dal 1800 a oggi in 22 paesi prendendo in considerazione gli elementi legislativi, concorrenziali, politici ed economici”. Dopo l’analisi, a ogni fattore è stato dato un giudizio (Very good, good, faire poor) che ha contribuito all’assegnazione di un rating finale per ognuna delle country analizzate.

Le sorprese

Il risultato, in alcuni casi è sorprendente. “Gli investitori, per esempio, considerano il sistema bancario Usa come uno di quelli stabili e in salute”, dice Ellis. “Secondo noi, alla luce di un sistema regolamentare frammentato e di un’alta propensione alle crisi, questo non è vero”.