In un precedente articolo (che trovate a questo link) abbiamo visto come le banche, spinte dall'effetto sul mercato impresso dalla Banca Centrale Europea (BCE), abbiano attuato delle politiche atte a scoraggiare una giacenza eccessiva di liquidità sul conto e l'uso del contante prelevato dal circuito Bancomat: non solo, ad aggravare la situazione ci si è messo un forte aumento del costo per la gestione del conto corrente, frutto di un sistema bancario classico che non paga più.

Piccoli istituti bancari sovente virtuali e digitalizzati, pongo alle banche tradizionali sfide sempre più impegnative che ahimè possono venir vinte solamente con la più classica e scontata delle manovre: la tassa.

Ora è giunto il momento di affrontare più nel dettaglio le modalità attraverso le quali le banche vogliono e possono fare cassa mettendo mano ai nostri portafogli: i risparmiatori sono avvisati e starà a noi comprendere il meccanismo che sottende a questa "tassa occulta".

Bancomat e banche: si prospettano dolori

Pochi ne sono a conoscenza, ma sembra che da qualche tempo sia in atto un conflitto silenzioso tra banche ancora ancorate a un mondo che sembra ormai appartenere al passato e banche Smart; Ing Direct sceglie di abbassare la serranda a ben sessantadue punti Bancomat, optando per manovre e decisioni improvvise e fulminee, tanto da lasciare perplessi gli istituti creditizi "convenzionali".

Questo conflitto porterà quasi certamente ad un aumento delle commissioni che ci troveremo a dover pagare ogni qual volta effettueremo un prelievo attraverso gli sportelli Bancomat

Il motivo è semplice; Bancomat S.p.A., che da quarant'anni cura i circuiti di pagamento e prelievo italiani (che come sappiamo sono identificabili per via dei PagoBANCOMAT® e BANCOMAT®), ha prospettato un nuovo piano che rimescola le carte in tavola in materia di commissioni.

Allo stato attuale il legittimo possessore di una carta ha la facoltà di effettuare un prelievo presso uno dei numerosissimi ATM (dall'inglese Automated Teller Machine, mentre in Italia vengono inevitabilmente, ma impropriamente, chiamati bancomat per sineddoche dal nome del primo e più grande circuito di prelievo che usa gli sportelli automatici) sparsi per il Paese.

Il prelievo di contante è possibile anche in quelle situazioni in cui la banca proprietaria del Bancomat fisico non sia quella dove il prelevatore ha acceso il conto corrente.

In questa situazione la banca, definita "iusser", cioè quella che ha fisicamente spedito il bancomat o la carta di credito al cliente, paga una commissione che prevede un costo massimo pari a 0,50% all'istituto bancario detentore dello sportello.

Bancomat e banche: il prelievo diventa roba da ricchi

Cosa contempla la nuova proposta di Bancomat S.p.A.? L'estinzione della suddetta commissione in luogo della facoltà data alla banca proprietaria dello sportello fisico ATM di stabilire autonomamente il sovraprezzo che un cliente non suo e quindi di una altra banca, è tenuto a pagare per il prelievo.

L'Antirust, cioè l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che si configura come autorità amministrativa indipendente, che attua scelte autonome rispetto al potere esecutivo, non è stata a guardare impassibile e lo scorso anno a dicembre ha dato il via a un istruttoria sul piano voluto da Bancomat S.p.A.

Questo anche grazie ad Altroconsumo, che è notoriamente la più grande organizzazione di consumatori in Italia e che ha evidenziato quanto il nuovo sistema penalizzerebbe gli istituti bancari di piccole dimensioni (oltre ovviamente a quelli on line), danneggiando per difetto di trasparenza e aggravio di costi, gli stessi correntisti.

Una valida alternativa consisterebbe nel posizionamento strategico di sportelli ATM in luoghi del tutto nuovi; soggetti terzi potrebbero installare i Bancomat in esercizi commerciali come tabaccherie e centri commerciali, cosa che attualmente non avviene nel nostro Paese, al contrario del resto dell'Europa dove questo rappresenta la normalità.

In questo caso il consumatore avrebbe la possibilità di decidere dove effettuare il prelievo basandosi su criteri logistici (maggiore comodità) ed economici (minore spesa).

Banche e Bancomat: milioni di commissioni in arrivo

Sembra quindi inevitabile quanto assurdo per i risparmiatori dover sborsare dei soldi per mettersi in tasca del contante; una procedura che ha preso il via già da tempo, come reso manifesto dall'Agcom.

La stessa Agcom analizzerà se le nuove regole di circuito configurino un accordo che potrebbe limitare o alterare la concorrenza in un mercato condiviso ai sensi dell’articolo 101 del TFUED, in considerazione del fatto che seguendo una procedura abituale che si rifà alla legislazione italiana ed europea, le linee guida vengono proposte e condivise dalla società Bancomat S.p.A. direttamente all'Antitrust e vengono a costituire un accordo fra soggetti concorrenti.

Voci autorevoli in materia sostengono che l'impatto di questa manovra sui conti correnti genererà milioni di euro di commissioni, comportando necessariamente una diminuzione dei contante che nel tempo potrà essere soppiantato dai pagamenti telematici, ormai sempre più utilizzati da una buona fetta di italiani.

Rivoluzione Bancomat: le banche coinvolte

Dobbiamo aspettare ancora un pò per sapere quale sarà la posizione in materia dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; se l'istruttoria avviata in seguito alla decisione di Bancomat S.p.A. di riformare il sistema del circuito verrà archiviata come legittima, allora si prospetteranno tempi non facili per milioni di risparmiatori italiani.

Durante il 2020 l'ammontare dei prelievi al Bancomat ha raggiunto i cinquecentodieci milioni di operazioni, che tradotto significano ottanta miliardi di euro; l'operazione è semplice: se si considera la commissione di 1 euro a prelievo, si avrà un totale pari a cinquecento milioni di euro transati; centoventicinque invece sono le banche italiane che inizialmente aderiscono al paino di Bancomat S.p.A, le quali, con importanza variabile, scelgono la Governance societaria, quella che prende le decisioni e pone le condizioni per giocare.

Intesa S.p.A. detiene tre consiglieri, Unicredit ne ha due, mentre Bper, Ubi, Mps, Credemo, Iccrea e Bpm possono contare su un consigliere ciascuna; stante così le cose, qualora dovesse passare la misura di Bamcomat S.p.A., questi sarebbero i primi istituti di credito da tenere sotto osservazione.

Banche e Bancomat: come proteggersi dalle super commissioni

Sono fondamentalmente due le vie percorribili per evitare di ritrovarsi a pagare le tanto odiate commissioni: i risparmiatori italiani possono cominciare ad effettuare pagamenti in modo digitale e proseguire costantemente su questa via, riducendo al minimo indispensabile il ricorso ai contanti, oppure individuare quali banche abbiano una folta rete di ATM ed eventualmente, se non si fa già parte di quel sistema bancario, aprire un conto con quella specifica banca.

In questo modo se si avrà la necessità di effettuare prelievi sistematici, si potrà risparmiare sulle commissioni, dal momento che gli istituti proprietari dei Bancomat non le faranno pagare: si consideri infine che i diversi sistemi di cashback, statali o privati, hanno fortemente incentivato l'utilizzo dei mezzi telematici svantaggiando l'uso del contante.

Ad ogni modo sembra essere in atto una rivoluzione del cashless, un nuovo modo di effettuare pagamenti a cui le banche guardano in modo quasi morboso; d'altra parte i sistemi di pagamento mobile rispondo sempre più alle preferenze di un pubblico esigente e smart (e in questo caso Ing sta cavalcando l'onda del rinnovamento) e le banche sono le prime a non avere più voglia di gestire la moneta fisica, per motivi strategici e di profitto.

In quest'ottica, sempre Ing, potenziando la diffusione dei media digitali, chiuderà tutti i propri ATM a decorrere dal primo luglio 2021 e la sua clientela se lo vorrà dovrà cercare altrove quegli istituti bancari che adottano ancora (ma chissà per quanto tempo...) il sistema di prelievo tramite Bancomat.