Andare in vacanza e non poter prelevare. Una vera sfortuna si direbbe! Ma è quanto potrebbe capitare ad alcuni titolari di conto corrente che andando in vacanza non trovano più l'ATM della propria banca per prelevare, trovandosi così costretti ad accedere agli sportelli bancomat di altre banche, con commissioni di prelievo non indifferenti. Meglio allora partire con una certa somma in contanti, oppure verificare con la propria banca che non ci siano problemi in qualunque parte d'Italia o all'estero nel prelievo? Non sarebbe piacevole trovarsi a corto di liquidità, perchè non tutti gli esercizi commerciali sono ancora dotati delle macchinette con cui far strisciare o appoggiare il proprio bancomat per effettuare i pagamenti.

Prelievo bancomat: cosa cambia dal 1 luglio

Il 1 luglio è stata una giornata che potrebbe essere l'inizio di una nuova era nel sistema bancario, in particolare per i cittadini abituati a prelevare. I titolari di un conto corrente di ING Direct, e possessori di un bancomat, non potranno più prelevare dagli sportelli bancomat della propria banca. Infatti l'istituto di credito olandese ha deciso di chiudere gli ATM, ma anche alcune filiali, e di trasformare la banca in una banca evoluta e digitale. Quindi si potrà continuare a pagare con il bancomat nei negozi, ad usare i mezzi di pagamento digitali caricando il proprio bancomat come strumento di pagamento. Ma per prelevare, i correntisti di ING Direct dovranno rivolgersi ad altri istituti di credito. Prima di questo epocale cambiamento, la banca ha allertato i propri clienti. Come ogni variazione contrattuale, gli stessi correntisti avranno potuto optare per un recesso. Ma chi ha deciso di dare fiducia ad ING, dal 1 luglio dovrà usare lo sportello ATM di altre banche se vorrà avere i contanti. Evidente l'obiettivo della banca di limitare al massimo la circolazione del denaro cash, privilegiando quello elettronico, ma soprattutto di ridurre i propri costi di gestione.

Prelievo bancomat: non solo ING chiude

La razionalizzazione del sistema bancario sta vivendo un'era di intensa vivacità con fusioni, acquisizioni, chiusure. Basti pensare al prossimo sodalizio tra Unicredit e MPS che inevitabilmente porterà alla chiusura di numerose filiali sparse per il territorio italiano. Bankitalia ha già fotografato nel 2020 una riduzione di 831 sportelli bancari. Una riduzione del 3,4% rispetto al 2019. Mediamente c'è una banca ogni 2.522 abitanti, eppure ci sono ben 2.802 comuni in cui non c'è un istituto bancario. La scelta di ING di chiudere 63 sportelli bancomat va letta in una generale revisione del modello di business delle banche, per non perdere altro margine. Così si esprime Antonio Pinto, avvocato e dirigente di Confconsumatori

Quella di Ing è una scelta di riduzione dei propri costi per aumentare i margini della banca, scelta che però va a scapito sia dell’operatività da parte del cliente (ad esempio per versare assegni il cliente dovrà inviarli a mezzo posta, preferibilmente con assicurata e non sarà possibile versare contanti ovviamente) e sia dei maggiori costi che il cliente subirà (essendo costretto a usare gli ATM di altre banche con i costi relativi).

Per fare chiarezza si consiglia la visione di questo interessante video

Prelievo bancomat da altri ATM: quanto costa

In generale i titolari di un bancomat possono prelevare dagli sportelli ATM della propria banca a costo zero. Anche se alcune banche, in considerazione della riduzione dei margini che ci sono stati negli ultimi anni, hanno iniziato ad applicare delle franchigie anche al numero di prelievi effettuati in modo gratuito. Alcune banche le hanno applicate sui prelievi effettuati presso sportelli di altre banche. Ad eccezione di queste situazioni, il prelievo con il bancomat da uno sportello ATM diverso da quello del proprio circuito bancario, ha un costo. Ad oggi il costo che la banca emittente il denaro contante addebita alla banca emittente il bancomat è di 0,49 euro. Per ogni transazione di prelievo la banca proprietaria dell'ATM incassa 0,49 euro dalla banca che ha emesso il bancomat. Non è sempre così. Ci sono banche, soprattutto quelle online, che proprio non avendo sportelli fisici consentono ai propri clienti di prelevare da qualsiasi sportello bancomat senza pagare alcuna commissione. Una di queste è ING, che però ora ha riformulato la commissione addebitata al cliente. 

Prelievo bancomat: i costi di ING

Il cliente ING che vorrà prelevare denaro, non sosterrà alcun costo se l'importo prelevato supera 50 euro. Questa gratuità viene garantita a tutti quei correntisti che hanno un rapporto avviato con ING da prima del 2018. Questo è il concetto di clienti storici. L'importo minimo è stato fissato in 50 euro: se il prelievo dovesse essere inferiore a questa cifra verrebbe applicata immediatamente una commissione bancaria di 0,45 euro.

Un'altra agevolazione è stata pensata per i clienti della banca che hanno Conto Arancio: in questi casi non conta la data di attivazione che può anche essere successiva al 2018. Ma se su questo conto sono accreditate pensioni e stipendi, anche in questo caso il costo del prelievo effettuato presso i bancomat di altre banche sarà di 0 euro. 

Se non si rientra in nessuna di queste situazioni si avrà un costo di commissione bancaria per ogni prelievo di 0,75 euro. 

Prelievo bancomat: attenzione alla galera

Perchè le banche stanno andando verso la limitazione dei contanti? Le ragioni sono diverse. Per prelevare contanti, la banca deve avere disponibilità liquida. Immobilizzare una certa somma significa comunque avere dei costi, perchè le banche prendono il denaro e lo devono remunerare. Tenerlo liquido, ma pagandoci sopra una commissione per la disponibilità, evidentemente ha un costo.

Poi c'è l'aspetto della limitazione dei contanti. Dal 1 luglio infatti il tetto dei contati si è abbassato. Ciò significa che si può prelevare dal proprio conto corrente quando e quanto si vuole, ma poi nell'utilizzo bisogna prestare attenzione a non superare il limite di 999,99 euro per singola transazione. Attenzione però alle operazioni frazionate effettuate nell'arco di sette giorni, ossia di pagamenti al di sotto di 1.000 euro per rispettare la norma sull'uso dei contanti, ma che in effetti cela una transazione di importo maggiore, il cui pagamento è stato solo spezzettato. Per chi trasgredisce il limite all'uso dei contanti possono scattare sanzioni che vanno da 3.000 a 50.000 euro.

Il limite ai contanti non si applica però agli stranieri. Per loro l'uso dei contanti si ferma a 15.000 euro. Quindi un non residente in Italia potrebbe arrivare nel nostro Bel Paese e comprare un auto in contanti senza incorrere in sanzioni. Una beffa per gli italiani come se fossero tutti evasori. 

Anche il prelievo di denaro contante presso lo sportello fisico della propria banca potrebbe far scattare delle segnalazioni all'UIF (unità informazione finanziaria) che a sua volta potrebbe scatenare i controlli di Agenzia delle Entrate ed altre autorità.

A tal proposito si legga l'articolo Conto corrente: ecco quando scattano le manette!

Conto corrente: aumentano i costi del prelievo bancomat

Fa discutere la proposta avanzata dalla società Bacomat SpA, che tra l'altro è partecipata dai maggiori istituti di credito. L'idea della società che sovraintende alle transazioni tra banche, è di spostare l'onere della commissione di prelievo dalla banca direttamente sul correntista. Proviamo a semplificare cosa dice questa proposta. Il modello attuale di commissioni sui prelievi prevede che la banca che emette il bancomat paga la banca presso cui si preleva. Il cliente può o meno essere soggetto a sostenere il costo della commissione come addebito da parte della propria banca.

Il nuovo modello invece sposta l'applicazione della commissione direttamente sul consumatore. Nel momento in cui con il bancomat si effettua il prelievo, la banca titolare dello sportello ATM comunicherebbe al consumatore l'importo della commissione. Se accettata il prelievo procederà con in alternativa un'erogazione inferiore di quanto richiesto, pari alla commissione, oppure con molta probabilità con un addebito immediata sul proprio conto corrente della commissione stessa.

Questa proposta è al momento al vaglio dell'Antitrust per verificare gli effetti che si potrebbero avere sulla concorrenza tra i vari istituti e soprattutto se non vi siano effetti negativi per il consumatore. Basti pensare a piccoli borghi dove c'è un solo sportello bancomat e il consumatore è costretto a servirsi solo da quello.

Se il nuovo modello passerà l’esame dell’Antitrust, non sarà più prevista la commissione interbancaria e ogni banca proprietaria dell’Atm deciderà in via autonoma il costo che i clienti delle altre banche dovranno sostenere per prelevare.

Bancomat e conto corrente: cosa ci aspetta

ING, Fineco sono le banche che hanno aperto una nuova stagione del rapporto tra banca e consumatore. Ma al momento sembra che il colpo stia reggendo e che con lo stop del cashback, sia ritornato di moda il contante che tanto piace agli italiani. Il contante è privo di costi (almeno quello legato all'emissione del bancomat o carta di credito e alle commissioni di prelievo) e più facile da usare, soprattutto per la popolazione anziana, ci tira fuori dai guai quando un esercente non ha il POS o non funziona. Ma ben presto assisteremo ad una rivoluzione del contante e dell'uso di strumenti di pagamento elettronici e digitali. Già oggi molti ragazzi prediligono strumenti fintech piuttosto che avere un conto corrente. Da un lato non devono andare in giro con i contanti in tasca, dall'altra non devono sobbarcarsi inutilmente di costi fissi legati ad un conto corrente. 

Sicuramente i prossimi anni saranno di forte cambiamento nel rapporto denaro-consumatore.