Scelgo un fondo attivo o indicizzato? E’ una domanda che molti investitori si sono posti e continuano a farlo con la diffusione degli Exchange traded fund e delle strategie passive, generalmente meno costose di quelle attive. Per questa ragione, Morningstar pubblica ogni sei mesi un barometro che confronta gli active manager, non con un indice, ma con un paniere comparabile di strumenti passivi.

L’ultima edizione dello studio è stata pubblicata a gennaio con i dati di fine 2019 e conferma i risultati delle precedenti. L’universo di riferimento è composto da 21 mila fondi attivi e passivi domiciliati in Europa, che rappresentano circa un terzo del patrimonio totale in gestione.

Il successo delle strategie attive viene misurato sulla base di due parametri: la capacità di ottenere performance migliori rispetto a quelle passive comparabili e di sopravvivere nel tempo senza essere liquidate o fuse in altre.

Bassi tassi di successo nel decennio

Morningstar ha calcolato che nell’ultimo decennio, il success rate dei gestori attivi è stato inferiore al 25% in circa i due terzi delle categorie di fondi esaminate (in tutto 66). In particolare, tra i comparti azionari di maggiori dimensioni (in termini di patrimonio gestito), i tassi di successo sono molto bassi. Ad esempio, sono compresi tra l’8,8 e il 20,3% nel caso delle categorie equity Europa, Globale ed Eurozona a larga capitalizzazione con stile blend (ossia misto).

Sull’azionario statunitense, i risultati sono ancora più deludenti. Il tasso di successo è pari a zero per i comparti large cap growth, per le strategie value è sotto il 7% e per quelle miste è dell’8,4%. Per i fondi azionari Italia è del 37,7%, mentre per quelli emergenti poco sopra il 38%.

Tasso di successo dei fondi attivi azionari Italia

Dove i gestori battono gli index fund

Tuttavia, ci sono delle categorie in cui i gestori attivi fanno meglio. Un esempio è quello degli Azionari UK mid cap, dove oltre i tre quarti degli active fund hanno costantemente battuto i fondi passivi nel decennio, sia in termini di performance sia di sopravvivenza. Un discorso analogo vale per l’equity del Pacifico escluso il Giappone dove il tasso di successo è intorno al 50%.

Bassi tassi di successo tra gli obbligazionari

Lo studio di Morningstar mostra che il success rate è basso anche nel reddito fisso. Nell’ultimo decennio, meno di un quarto dei fondi è sopravvissuto e ha battuto i concorrenti passivi in dieci delle 12 categorie esaminate. Tra i governativi euro il tasso di successo è del 19,7%, tra quelli diversificati scende al 14,7%, mentre sale al 43% nei corporate bond.

Tasso di successo dei fondi attivi obbligazionari per categoria (%)

Rendimenti e sopravvivenza

La probabilità di sopravvivenza è legata alle performance. In effetti, molti fondi vengono liquidati o fusi in altri perché hanno rendimenti deludenti. Lo studio Morningstar mostra come le strategie passive abbiano mediamente maggiori probabilità di proseguire la loro attività nel tempo rispetto a quelle attive. Ad esempio, nella categoria degli azionari Europa large cap value, il tasso di sopravvivenza a dieci anni è del 35,3%.

Tasso di successo e sopravvivenza dei fondi attivi Azionari Europa large cap value

Di Sara Silano