La Banca Centrale Europea continua a gonfiare la bolla del debito dell'Eurozona, mentre peggiora il rallentamento economico delle principali economie europee. Quello che è stato concepito come uno strumento per consentire ai governi di guadagnare tempo per realizzare riforme strutturali e ridurre gli squilibri, è diventato un pericoloso incentivo a perpetuare la spesa eccessiva e aumentare il debito facendosi scudo di due scuse molto dannose:non c'è nessun problema finché il debito costa poco e non c'è inflazione.

Il prestito a buon mercato non è una scusa per aumentare il debito. Il Giappone ha un bassissimo costo del debito e il costo del servizio del debito pubblico giapponese è quasi la metà delle entrate fiscali dello stato. Il debito del Giappone è 15 volte più alto del gettito fiscale raccolto dal suo governo nel 2018.

L'inflazione ufficiale dell'Eurozona sin dal 2000 mostra un aumento del 40% nell'IPC, mentre la crescita della produttività è stata trascurabile e gli stipendi e l'occupazione rimangono depressi.

La politica monetaria è passata dall'essere uno strumento per sostenere le riforme ad una scusa per non attuarle.

Dobbiamo ricordare che l'euro non è una valuta di riserva globale. L'euro è utilizzato solo nel 31% delle transazioni globali, mentre il dollaro USA è utilizzato nell'88%, secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali (la somma totale delle transazioni, come spiega la BRI, è del 200% perché ogni transazione coinvolge due valute).

I rendimenti obbligazionari nell'Eurozona sono artificialmente depressi e danno un falso senso di sicurezza, mantenuto in piedi da tassi d'interesse estremamente bassi ed un eccesso di liquidità.