“Vediamo l’opportunità di costruire una posizione su questo gigante dei servizi della ristrazione con fondamentali di alta qualità”, spiega Michael Field, analista di Morningstar in un report del 10 gennaio 2019 in cui vengono confermati sia il rating di 4 stelle che la stima di fair value di 110 euro (94 euro la quotazione di questi giorni). “Grazie alla sua forte posizione in un mercato molto frammentato, Sodexo può approfittare del crescente trend dell’outsourcing dei servizi di ristorazione che si sta registrando nei paesi sviluppati. Il management della società ritiene che questo mercato sia penetrato solo al 50% e questo lascia ampi spazi di crescita. La società può vantare un tasso di fidelizzazione della clientela che si aggira sul 94% e, negli ultimi 10 anni, ha avuto una costante e forte crescita degli utili. Il miglioramento nei segmenti dedicati ai benefit e ai reward potrebbero dare un buon contributo all’aumento dei profitti nei prossimi anni”.

Fonte: Morningstar

Hanesbrand

“Il gruppo di abbigliamento tratta con un forte sconto rispetto al nostro prezzo obiettivo”, spiega David Swartz, analista di Morningstar in un report del 7 febbraio in cui vengono confermati il rating di 5 stelle e la stima di fair value di 27 dollari (17,7 dollari in questi giorni). “Il mercato si è concentrato su elementi di breve periodo (come la riduzione di magazzino) e non ha considerato le opportunità di lungo termine legate soprattutto agli asset intangibili. La società è molto innovativa per quanto riguarda lo sviluppo dei prodotti che ha permesso ad alcuni marchi del suo abbigliamento intimo di battere la concorrenza. Il titolo è crollato dopo che i grandi magazzini Target hanno annunciato che dal 2020 smetteranno di vendere la sua linea C9, ma noi non crediamo che sia una cattiva notizia. Il brand, infatti, verrà supportato dalle vendite in altri store in giro per il mondo. Le vendite del marchio, a livello mondiale dovrebbero salire da 2 miliardi entro il 2022 a livello rispetto a 1,4 miliardi del 2017 grazie all’espansione in Europa, dove il gruppo ha avuto una crescita del 22% e all’Asia (+23%). Crediamo anche che il mercato non valuti adeguatamente il miglioramento dei margini che dovrebbero salire dal 13% del 2018 al 16% del 2027, mano a mano che la società aumenterà l’efficienza delle sue linee e migliorerà il funzionamento delle ultime aziende acquisite. Nonostante la forte esposizione debitora (4 volte l’Ebitda) riteniamo che stia facendo tutti gli sforzi necessari per ridurre la leva. In questo modo riuscirà a mantenere inalterata la politica dei dividendo con un payout ratio di circa il 30%”.