Sono tempi tutt'altro che semplici per chi vuole investire i propri risparmi cercando di ottenere dei rendimenti interessanti senza correre troppi rischi.

Già: c'erano una volta i titoli di Stato che garantivano ottimi rendimenti senza patemi d'animo. I semplicissimi Bot, Buoni ordinari del tesoro, consentivano al risparmiatore di far fruttare il proprio denaro dormendo sonni tranquilli. Ora, invece, la situazione è radicalmente mutata.

Come riporta finanzaonline.com in un articolo del 10 febbraio:

"Rendimenti sempre negativi ma in risalita per i Bot annuali. Nell'asta Bot odierna, il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di euro di titoli di Stato annuali con scadenza 14 febbraio 2023. La domanda ha toccato i 9.73 miliardi con un rapporto di copertura (bod-to-cover) di 1.50 (in rialzo dall'1.40 di un mese fa). Il rendimento medio di assegnazione è stato pari a -0,324%, in aumento di 12 punti base rispetto all'asta di un mese fa."

Sì, avete capito bene: stiamo parlando di rendimenti negativi! E i Btp, invece, quanto rendono?

Vediamo, in merito, la notizia tratta dal sito Ansa.it del giorno 11 febbraio che si riferisce al collocamento dei titoli del debito pubblico italiano a reddito fisso:

"Nel dettaglio, ha venduto (lo Stato italiano) 3 miliardi di Btp a tre anni col rendimento in salita allo 0,69% dallo 0,14% dell'asta di gennaio, 3 miliardi di Btp a sette anni con un rendimento in crescita all'1,52% dallo 0,89% precedente e infine 1,75 miliardi di Btp a 20 anni con un tasso in aumento al 2,3% dall'1,55% dell'asta precedente."

Investire senza rischi: ha ancora un senso?

Visto quanto appena evidenziato, occorre significativamente rivedere le proprie strategie di investimento.

La prima domanda è: esiste realmente il rischio zero

Partiamo dalla defnizione di rischio finanziario fornita dal sito tendercapital.com:

"Con l'espressione rischio finanziario si intende l'incertezza legata al valore futuro di un qualsiasi investimento. Uno strumento finanziario viene definito rischioso quando il flusso monetario che produce è almeno in parte casuale, ovvero non è calcolabile in anticipo con certezza."

Qualsiasi investimento porta con sè una percentuale di incertezza: magari è quasi impercettibile, ma esiste. Pensiamo al rischio "default" di uno Stato emottente obbligazioni e titoli di debito. L'ipotesi non è poi così remota come si potrebbe immaginare. Certo, immaginare oggi che lo Stato italiano fallisca è abbastanza utopostico, però, di scontato, nella vita, non c'è propro nulla.

Ci sono poi altri fattori che determinano il rischio di mercato di qualsiasi investimento, ovvero, come ci ricorda borsaitaliana.it, il rischio di mercato è:

"E' il rischio relativo agli imprevisti sul valore di mercato di attività e passività prodotti da variazioni di tassi di interesse, dei tassi di cambio e da altri prezzi delle attività."

Investimenti: il rischio è il mio mestiere

Fatta salva la premessa che non esistono investimenti totalmente privi di rischio, ogni persona ha, del rischio, la propria percezione e livello di tolleranza.

Viene quindi da chiedersi quale sia la soglia psicologica di ognuno, ovvero quel livello massimo di stress mentale e fisico che ognuno di noi può sopportare a fronte di eventuali perdite in conto capitale. Chi vive male una eventualità simile, probabilmente deve limitarsi a quegli investimenti tranquilli e al detto "Meglio pochi ma buoni".

Un'osservazione, in ogni caso, è opportuna: se oggi, il rischio quasi zero paga rendimenti che non arrivano nemmeno all'1% netto, vale ancora la pena puntare su questa tipologia di investimenti pur avendo (magari) un orizzonte tempolare di medio o lungo periodo? Non sarebbe il caso di prendere in considerazione la possibilità di investire in strumenti finanziari che, a fronte di rischi più elevati, consentano anche di raggiungere rendimenti migliori?

Investimenti: le azioni

Croce e delizia dei risparmiatori: queste sono le azioni. C'è chi le demonizza e chi le esalta. A torto o a ragione, occorre sempre contestualizzare l'ambito di riferimento. Investire in azioni rappresenta una opportunità per far crescere i propri risparmi nel medio/lungo periodo, a patto che si rispettino alcune indicazioni di massima.

Innanzitutto: comprare azioni non è come puntare alla roulette. O almeno non deve essere quello il modo con cui ci si approccia all'investimento. Fare trading non è per tutti.

Acquistare un titolo solo perchè abbiamo sentito una discussione tra pensionati al bar, all'interno della quale venivano snocciolati nomi di azioni che hanno fatto guadagnare l'inverosimile al fortunato di turno, è esattamente ciò che non deve essere fatto.

Partiamo da un assunto: chiunque vi racconterà dei guadagni raggranellati con il trading azionario. Pochi, o nessuno, vi racconteranno le loro perdite. Perchè, fidatevi, le perdite ci sono e spesso anche consistenti. Occorre una grande conoscenza di fondo per operare come traders. La fortuna non basta: può essere un momentaneo alleato ma, alla fine, se non suffragata da competenze e conoscenze, vi abbandona. 

Acquistare azioni significa investire su una azienda, un settore, un brand, un mercato, sui quali ci si è informati e si sono raccolti dati e valutate le prospettive di crescita in rapporto al contesto micro e macro economico.

Investimenti: i bitcoin

Se le azioni sono considerati potenziali demoni, i bitcoin possono rappresentare l'inferno intero. Oppure il Paradiso. Come sempre, ogni medaglia ha due lati, esattamente contrapposti tra di loro.

I bitcoin hanno una storia piuttosto recente, nel senso che hanno poco più di dieci anni di vita. Nati da una idea di un anonimo, più noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, sono criptovalute che rappresentano un mezzo di pagamento internazionale. 

Non c'è nessuna Banca nazionale o internazionale dietro ai bitcoin, nè tanto meno nessun caveau che li contenga, come le riserve auree. Elementi essenzial sono la crittografia, ovvero un linguaggio cifrato, codificato che rende sicure le transazioni e gli scambi e la blockchain, ovvero il registro contabile delle operazioni stesse.

Negli ultimi tempi, il bitcoin ha iniziato a prendere piede anche come alternativa alle monete nazionali. Certo, ad oggi questo aspetto è limitato ad un piccolo Paese come El Salvador, ma è un inizio, come l'idea al vaglio di una cittadina degli Stati Uniti, ovvero Jackson nel Tennesee di pagare gli stipendi in valuta virtuale.

Però, se devo scegliere dove investire una quota dei miei risparmi, quale investimento, tra azioni e bitcoin può garantirmi il miglior rapporto tra rischio e rendimento?

Investimenti: azioni vs bitcoin

Le azioni, nella stragrande maggioranza dei casi, consentono di investire nel capitale di attività reali. Cosa significa? Che sono attività tangibili, costituite da beni, da servizi o comunque da cose che esistono realmente. Certo, tra la fine dello scorso e l'inizio di questo secolo, abbiamo assistito alla bolla delle Dot-com, ovvero società operanti nel settore internet che spesso erano vere e proprie scatole vuote. In definitiva, si acquistava il nulla. E infatti, quando la bolla è scoppiata, c'è stato il patatrac.

Il bitcoin è una moneta virtuale, un qualcosa che non è tangibile in quanto non esiste materialmente in natura. Non è carta, non è metallo. Non lo trovate in una cassetta di sicurezza, non è fuso in lingotti, nè tanto meno suddiviso in mazzette. Potete però trovarlo su una chiavetta usb

Ma questi due mercati, che tipo di correlazione hanno tra di loro? Una correlazione diretta, inversa o nessuna correlazione?

Una interessante intervista rilasciata dal team Consultique (consulenza indipendente) a The Cryptonomist, evidenzia come:

".....Storicamente possiamo vedere come picchi di volatilità sui mercati azionari (che solitamente sono associati a storni degli indici) si ritrovano anche nelle criptovalute e nel Bitcoin in particolare. Questo ci dice che durante i periodi di risk-off, cioè quando gli investitoti hanno paure delle prospettive future, anche il mondo crypto vede un deflusso di capitali".

Investimenti: bitcoin verso azioni, quale volatilità?

Uno studio di circa un anno fa realizzato da JPMorgan, ha rilevato come, nei primi tre mesi circa del 2021, giusto per prendere un lasso di tempo di riferimento, mentre la differenza tra massimo e minimo dell'indice Nasdaq è stata pari al 13% e quella dell'indice Standard&Poor 500 pari all'11%, quella del Bitcoin è stata superiore al 120%.

Certo, si tratta di un periodo di tempo ristretto, che però può ben rappresentare l'attuale differenza, in termini di volatilità, tra le due tipologie di investimento.

Cosa ci dice questo dato? Ci dice che, ad oggi, l'investimento in criptovalute ed in bitcoin nello specifico, è decisamente più volatile rispetto ad un investimento azionario.

Ciò significa che, in brevi periodi di tempo, possiamo avere delle variazioni in termini di controvalore investito decisamente elevate. Sia in positivo che in negativo.

Paradossalmente, potete raddoppiare il vostro capitale o perderlo in un amen. Senza colpo ferire o senza quasi rendervene conto, se non state attenti o avete un po' di esperienza.

Investimenti: azioni e bitcoin, cosa fare

Alla fine, il consiglio è sempre lo stesso: usare il buon senso, diversificare gli investimenti, eseguire una corretta analisi finanziaria per pianificare al meglio l'investimento delle vostre risorse finanziarie.

Non esiste l'investimento giusto o sbagliato a prescindere: esiste l'investimento giusto o sbagliato per ogni singolo individuo. Ogni singolo risparmiatore ha una storia e delle esigenze diverse e quindi, come tale, anche la sua strategia globale di gestione del risparmio dovrà essere unica e personalizzata.

Nulla vieta di entrare su entrambi i mercati, magari suddividendo l'investimento in più fasi, cercando di sfruttare i momenti di debolezza del mercato. Investire sui Bitcoin può essere una potente arma di riproduzione del proprio capitale, così come di depauperamento dello stesso.

Per le azioni il discorso può essere simile, anche se dipende dalle Società in cui investite. La volatilità, nella media, è comunque decisamente inferiore a quella del bitcoin. 

Come si suol dire "Only the brave".