Criptovalute, bitcoin: più o meno tutti, ormai ne hanno sentito almeno parlare. Quali sono le prime associazioni mentali che normalmente si fanno nel sentire pronunciare queste due parole o nel leggerle? Oltre al fatto di essere una moneta virtuale, probabilmente una delle prime osservazioni che vengono in mente è: strumenti altamenti speculativi, viste le oscillazioni che hanno avuto nel tempo (anche in senso estremamente positivo, ovviamente).

Eppure, nelle ultime settimane, dopo che è scoppiato il conflitto tra Russi e Ucraina e con i mercati alle prese con le preoccupazioni dovute alla crescita dell'inflazione, le criptovalute, a detta di molti, paiono essere addirittura divenute alla stregua di beni rifugio.

Leggiamo dal sito cryptonomist.ch, alcune considerazioni susseguenti ad un post pubblicato sul proprio profilo twitter da Elon Musk:

".....E' il dibattito che sta coinvolgendo molti analisti in questi mesi: Bitcoin può mettere al riparo dall'inflazione? Sicuramente la politica di BTC è deflazionistica: la quantità di BTC che potranno mai essere minati è ferma a 21.000.000 di monete, quindi questo dovrebbe portare ad un aumento del prezzo proprio per la sua scarsa disponibilità".

Tornando alle parole di Elon Musk, il senso del suo pensiero è riportato dal sito wallstreetitalia.com:

"L'imprenditore americano ha recentemente rivelato quali attività ritiene sia utile detenere, in particolare nei momenti in cui l'inflazione è alta. Elon Musk mantiene le sue partecipazioni in criptovalute che includono principalmente Bitcoin".

Bitcoin: cosa sono

Di che cosa si parla esattamente quando ci si riferisce ai BTC

In poche parole, si tratta di una realtà virtuale, che non esiste fisicamente e non è governata o controllata dalle Banche centrali dei singoli Paesi. Tramite una tecnologia denominata blockchain, è stata creata, a partire dal 2009, questa realtà, questo strumento indipendente dal sistema bancario.

Se inizialmente poteva avere la funzione di strumento alternativo nei pagamenti digitali, la sua funzione, con l'andare avanti del tempo, è decisamente divenuta più importante tanto che, ad esempio, lo stato di El Salvador l'ha resa valuta avente corso legale dallo scorso settembre.

Certo, si tratta di un caso unico, eccezionale, ma è il sintomo di un trend in forte crescita da parte del mercato delle criptovalute (e del bitcoin in particolare).

La scarsa diffusione e l'oscillazione del valore, oltre all'assenza di un mercato regolamentato, ne fanno comunque una zona d'ombra, dalla quale molti, seppur attratti dall'idea, preferiscono stare lontani. Altri, invece, memori di notizie inerenti guadagni facili, ci si sono buttati senza paracadute, finendo per farsi molto male.

Bitcoin: andamento delle quotazioni

Per farci una idea di quanto sta accadendo sul mercato dei Bitcoin con particolare riferimento alle quotazioni, prendiamo spunto da quanto pubblicato sul sito fxempire.it:

"Dopo il crollo dal massimo storico di novembre, BTC ha toccato i 32 mila dollari di valore a gennaio. Piano piano BTC ha risalito la china ed è riuscito brevemente a portarsi anche sopra i 45 mila dollari (e sopra i 40 mila euro)".

Dallo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina, la quotazione del BTC si è mantenuta sostanzialmente stabile e questa, già di per sè, è una notizia che può essere valutata positivamente. Certo, occorre anche tenere presente il percorso fatto dalle quotazioni che, nel giro di poco meno di due anni, ovvero da inizio 2020 a novembre 2021, sono passate dall'essere poco sopra i 7000 dollari sino agli oltre 60.000 dollari raggiunti nel novembre dello scorso anno. Una corsa che ne evidenzia, appieno, la nomea di investimento altamente speculativo.

Ed è proprio questo il problema principale: ogni investimento va sempre approcciato nella giusta maniera, tenendo bene a mente quali sono i rischi potenziali che si corrono. Non bisogna seguire le mode del momento o buttarsi a capofitto sperando di fare il botto come se si realizzasse il "6" al Superenalotto. Investire i propri risparmi con coscienza e nell'ottica di una corretta pianificazione finanziaria (con una diversificazione del portafoglio attenta e mirata) è non solo consigliato, ma decisamente obbligatorio.

Bitcoin: il monito 

Il rischio è proprio quello di farsi prendere la mano dall'entusiasmo e non valutare tutti gli aspetti di un investimento. Questo vale per qualsiasi tipologia di mercato, non solo quello delle criptovalute.

Come ben evidenzia un articolo pubblicato sul sito ai4business.it:

"Le criptovalute hanno raggiunto un incredibile livello di popolarità, e continuano a essere uno strumento di investimento digitale estremamente redditizio. La conseguenza è che sempre più persone, anche poco esperte, si approcciano a questo mondo, affascinante dall'apparente facilità di trarre profitto. Il problema è che, seppur siano stati compiuti grandi passi in avanti nella regolamentazione con l'approvazione degli ETF sui futures Bitcoin, il mercato delle criptovalute è ancora poco normato".

Ciò che spesso spinge al fare o non fare una determinata azione, è l'irrazionalità insita nell'essere umano. Abbinata all'emotività, può produrre risultati disastrosi (oppure miracolosi, nel caso di circostanze particolarmente favorevoli).

Ecco perchè occorre sempre avere nervi ben saldi e soprattutto orizzonti e traguardi ben chiari.

Bitcoin: investire senza comprarli

Potrebbe essere disponibile, a breve, sul mercato, la possibilità di investire in BTC senza acquistarli. Parrebbe qualcosa di irreale, ma è così. 

Come riferisce il sito proiezionidiborsa.it:

"Adesso, è arrivata la possibilità per i piccoli risparmiatori di investire in Bitcoin senza comprarli direttamente, Non ci riferiamo agli ETF, i fondi dalla gestione passiva già sorti in realtà avanzate come il Canada. Sono i bond Vulcano dello stato di El Salvador, unico paese al mondo ad aver adottato dal settembre scorso i Bitcoin come valuta legale".

Emessi con un taglio minimo di 100 dollari, pagheranno una cedola del 6,5% annua, oltre ad una possibile rivalutazione dovuta alla particolarità dell'investimento dei fondi raccolti a partire dal sesto anno.

Quindi, si potrebbe investire in BTC senza acquistare direttamente BTC. Potrebbe essere una ottima idea? Può darsi, a patto che si sia disposti a correre i relativi rischi. Quali?

Innanzitutto il cosiddetto rischio di credito dell'emittente, ovvero El Salvador, classificato come "spazzatura" dalle principali agenzie di rating. Questo è il motivo per cui l'emissione obbligazionaria riconosce un tasso di interesse così elevato rispetto agli stadard di mercato. Questo deve far comprendere quale sia il grado di rischio dell'investimento.

Essendo poi l'andamento legato in parte anche all'oscillazione del prezzo del BTC, se i prezzi dello stesso dovessero scendere anzichè incrementarsi, c'è il forte rischio, per lo Stato di El Salvador, di ritrovarsi comunque nell'impossibilità di rimborsare coloro che hanno sottoscritto l'obbligazione.

Bitcoin: bene rifugio in Russia

In Russia, il BTC, in questa fase storica, è diventato un bene rifugio. Quali le motivazioni?

La risposta è molto più semplice di quanto si possa pensare: un sistema economico che sta crollando, l'assenza di dollari, oro, titoli governativi emessi dal Tesoro americano. Cosa rimane? Le criptovalute.

Un po' per forza e un po' per inerzia, quindi, il BTC è diventato un bene rifugio in questa economia che, a causa del conflitto in corso, sta subendo e rischia di subire ulteriori pesanti ripercussioni. 

Quali le motivazioni pratiche? In primis, a differenza dell'oro non necessita di un luogo di cosiddetto stoccaggio per la sua conservazione. A differenza dei titoli obbligazionari, non necessita di un deposito titoli presso una banca. A differenza della valuta, il BTC, non necessita di un luogo nella quale essere conservata fisicamente.

Il BTC, essendo una realtà virtuale, non necessita di altri strumenti che un semplice cellulare. Quindi, facendo un ragionamento molto elementare, si comprende come, all'atto pratico, sia l'unica possibilità, l'unico cosiddetto bene rifugio disponibile per tutti.

Bitcoin: la paura fa 90

In queste fasi congiunturali, la parte più difficile è quella dello riuscire a mantenere i nervi saldi. La fretta è sempre cattiva consigliera ma le incognite, purtroppo, esistono e sussistono. E non sono poche. Oltre al conflitto che ormai da un mese si prende le prime pagine dei giornali, c'è un pericolo decisamente maggiore che serpeggia tra i mercati: inflazione.

Il rischio è che, l'aumento dell'inflazione raggiunga livelli più alti del previsto e che possa generare una spirale negativa sulle varie economie che, a cascata, andrebbe a ripercuotersi sui risparmi degli italiani ( e non solo).

Dunque, diventa imperativo categorico non farsi dominare dalla paura o dallo stato emotivo del momento. Anche se, riuscire a non farsi condizionare, è decisamente impresa ardua.

Anche perchè, le pertubazioni che i mercati stanno attraversando in questo inizio di anno 2022, sono ben lungi dall'essere finite. Anzi. 

A questo punto, aggrapparsi al BTC?

Bitcoin: bene rifugio? Le perplessità esistono

Aggrapparsi al BTC come nuovo bene rifugio?

Le perplessità ci sono tutte ed hanno le loro ragioni d'esistere.

Infatti, se da un lato, nel corso dell'ultimo mese, le quotazioni del BTC, a differenza di quelle dei mercati azionari, sono rimaste sostanzialmente stabili, è anche vero che le quotazioni del bene rifugio per eccellenza, ovvero l'oro, sono tornate a crescere in modo importante. Lo stesso andamento lo hanno avuto il franco svizzero (altro bene rifugio valutario) e, in parte, anche il dollaro americano. 

Se il BTC fosse un bene rifugio, non avrebbe dovuto comportarsi come l'oro? Non avrebbe dovuto accrescere le proprie quotazioni? Ovviamente non esiste una risposta esatta in modo assoluto.

Esiste però la consapevolezza di una realtà che ad oggi, indica il BTC come strumento di investimento da tenere in considerazione ma forse, non ancora maturo (data anche la giovane età) per assurgere al ruolo di bene rifugio in tempi di congiunture economiche sfavorevoli.